venerdì 8 maggio 2009

To be or not to be "Titolo V della Costituzione" without Portfolio

Ancor prima della Riforma del Titolo V della Costituzione, il turismo era largamente assegnato alle competenze regionali ed esattamente il turismo e l’industria alberghiera costituivano già l’autonomia in quanto venivano specificatamente considerate dal precedente testo dell’art. 117 della Costituzione appunto come materie disciplinate che in sostanza attribuivano alle Regioni la maggioranza delle competenze in merito al turismo, lasciando allo Stato un numero minore di funzioni.
Quindi la riforma del Titolo V oltre ad attribuire il turismo alla competenza legislativa esclusiva delle Regioni (fatti sempre salvi i limiti del rispetto della Costituzione delle norme comunitarie e degli obblighi internazionali e quelli che derivano dalla tutela della concorrenza e dalle competenze statali in tema di ordinamento civile e penale), ha attratto nella sfera delle competenze regionali un’ampia serie di materie strumentali, collegate o comunque connesse a quella del turismo; basti pensare alla competenza in materia di trasporti (porti, aeroporti civili, grandi reti di trasporto e navigazione), in tema di infrastrutture, alimentazione ed ordinamento sportivo.
Cambiare il Titolo V della Costituzione non credo sia cosa impossibile o perlomeno risulta facilmente fattibile adeguarlo ad una centralità del Ministero del turismo garantendo però un federalismo per una maggiore integrazione ed una visione finalmente omogenea delle politiche del turismo, come a dire; tutto uguale per tutti.
I dubbi nascono su cosa potrà e dovrà fare questo Ministero in termini di risorse, competenze e strumenti considerando il vigente quadro istituzionale che quindi potrà portare ad allontanarsi dai dicasteri che più contano, come quello dello Sviluppo Economico e quello dell’Economia per il motivo che è senza portafoglio.
Servirà quindi una grande coesione, attento studio ed organizzazione tra questi come un’attenta esamina dei principali Ministeri per non distogliere finanze già programmate a priori.
Le conseguenze di un’eventuale non omogeneità sarebbero catastrofiche e porterebbe nuovamente il neonato ad essere escluso e poco considerato rimandando nuovamente e forse per sempre i provvedimenti alle regioni.
Personalmente auguro che questo sia solo un breve passaggio per raggiungere in modo definitivo l’ottenimento del portafoglio ministeriale, ma servono però politiche certe e soprattutto la certezza dei ricavi monetari per convincere che il turismo è parte integrante dell’economia nazionale, e non solo a parole o gadget pubblicitari per elezioni politiche in considerazione dell’alto numero degli impiegati nel settore ed indotto.
Gli stessi primi passi della Brambilla che si stanno alternando in questo settore hanno finora dimostrato un’agitazione insolita per l’ultimo trentennio; però mal supportata, oltre che dalle presenze turistiche in calo per motivi di crisi internazionale, anche dalla poca professionalità del rinnovamento, del modo caotico, disorganizzato e dispersivo; con scelte che hanno avuto più la sensazione di proclami per distogliere l’imbarazzo degli operatori che quello di dare maggior autenticità alle scelte finora estratte ed elencate.
Non dimentichiamo che qualsiasi cosa fatta sarà sempre meglio del nulla del passato ma se questo poteva andare bene molti anni addietro, ora non si può più perdere tempo per improfessionalità; le altre nazioni nostre concorrenti stanno correndo e molte di quelle che prima stazionavano alle nostre spalle nel breve futuro ci sopravanzeranno lasciandoci…vabbé.
Credo nel Ministero del turismo (quello con portafoglio e federalista) ma non ho fiducia nella Brambilla in questo ambito, né tanto meno auspico in coloro che la consigliano ma spero sia almeno fortunata.
L'Italia non può avere il doppio degli alberghi o posti letto della Francia, avere il doppio delle bellezze artistico/culturali dei transalpini ed avere la metà del suo fatturato in ambito turistico.
Signori dei governi passati e signori di quello attuale qualcosa non quadra.
Forse voi?

Luciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

18 commenti:

Rembrandt ha detto...

Hanno cambiato molte cose e non penso che trovino delle difficoltà a cambiare qualche cosa del titolo 5°.

vinc ha detto...

"L'Italia non può avere il doppio degli alberghi o posti letto della Francia, avere il doppio delle bellezze artistico/culturali dei transalpini ed avere la metà del suo fatturato in ambito turistico."
Ci vuole poco a capire in che mani siamo con queste considerazioni.

Stella di mare ha detto...

L'articolo intero del discorso di Bocca---

“La costituzione del Ministero del Turismo rappresenta per me e per tutti i nostri associati un risultato davvero storico, che corona con successo una battaglia che ho condotto con decisione da oltre dieci anni”. È il commento di Bernabò Bocca, Vice Presidente Vicario di Confcommercio e Presidente di Federalberghi e di Confturismo alla notizia del varo da parte del Consiglio dei Ministri del Dicastero.



“Da sempre ho ritenuto -prosegue Bocca- che un Paese turistico come l’Italia, che occupa quasi il 15% della forza lavoro e raccoglie annualmente 140 miliardi di Euro di giro d’affari, dovesse dotarsi di una struttura centralizzata, in grado di orientare con lungimiranza una politica del settore.



“Ora che il Dicastero è stato costituito ed affidato all’Onorevole Michela Vittoria Brambilla, -aggiunge Bocca- Presidente nazionale dei Giovani di Confcommercio fino al 2008, con la quale in questo anno abbiamo gettato le basi per un vero rilancio del settore, confido che con il supporto del Presidente del Consiglio si riesca con urgenza a varare iniziative che rilancino il settore, sostenute da adeguate risorse.



“Per il quarto mese consecutivo, infatti, -evidenzia Bocca- il nostro monitoraggio continuo settoriale (l’indagine è stata svolta dal 4 all’8 maggio, intervistando con metodologia internet 985 imprese ricettive, equamente distribuite sull’intero territorio nazionale e rappresentative per classificazione di stelle) evidenzia un segno meno, che ad aprile fa registrare un -3% nei pernottamenti alberghieri ed un -6,5% di occupati (di cui -8% a tempo indeterminato e -4% a tempo determinato), dopo il -7% di presenze (ed il -4,5% di occupati) del mese di gennaio, il -10% di presenze (ed il -6% di occupati) del mese di febbraio ed il -14,6% di presenze (ed il -8,6% di occupati) del mese di marzo.



“Segno che la crisi morde e morde ancora fortemente -stigmatizza il Vice Presidente Vicario di Confcommercio e Presidente di Federalberghi e Confturismo- e le misure finora approntate, pur forse appropriate per salvaguardare la finanza e l’industria, non hanno ancora fatto calare i propri effetti sull’economia reale di massa.



“Attendiamo dunque fiduciosi -conclude Bocca- che il Ministro Brambilla, sedendo nel Consiglio dei Ministri, porti la voce del settore alla attenzione dell’Esecutivo, al fine di poter vedere l’approvazione di provvedimenti divenuti impellenti per le 270 mila imprese che costituiscono l’ossatura turistica nazionale”.
Novità=Zero

Cisono ha detto...

Cosa vuol dire Bocca, che il Ministero è stato fatto perchè è dieci anni che lui lo va dicendi in giro?
Ma ci facci il piacere, ci facci!

Stella di mare ha detto...

@Cisono
Ma come, non capisci che tutto questo è dovuto alla sua caparbietà e non perchè è stato deciso dal Presidente del Consiglio.

Nicolò, il violinista ha detto...

Forse siete tutti andati al mare comunque penso che anche cambiare il tiutoloV non darà grandi poteri al governo.

Rembrandt ha detto...

@Nicolò
...purtroppo no!
La mia opinione è che se strutturata bene ed indirizzando solo alcune responsabilità al governo mantenendo di conseguenza quelle regionali di carattere pubblicitario eccetera, si può fare.

sergio cusumano ha detto...

Certo che si può fare ma è importante il come.
Penso che sia già tutto stabilito dai comandanti.

Cisono ha detto...

Concordo

Stella di mare ha detto...

@Luciano
Come mai tante barzellette?
Marina

sergio cusumano ha detto...

Credo che cambiare alcune parti del Titolo 5° equivalga ad avere alcuni assessori regionali contro.

Stella di mare ha detto...

Sicuramente la Valle d'Aosta...

ha spiegato Roberto Louvin, capogruppo di VdA Vive - Renouveau - e riteniamo che l'intenzione di ripristinare una regia ministeriale per rilanciare il comparto turistico sia illegittima in quanto contraria al voto popolare e contraria ai principi di Autonomia, poiché la stessa riforma costituzionale del 2001 affida alle Regioni funzioni amministrative e legislative in materia, lasciando in capo allo Stato solo funzioni amministrative di indirizzo generale e di coordinamento».

Stella di mare ha detto...

«Questa risoluzione anticipa troppo i tempi - ha risposto Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti - non ho avuto ancora modo e tempi di confrontarmi con gli altri assessori regionali competenti in materia di turismo. Si vuole anteporre lo scontro politico rispetto alla sostanza, che di fatto ancora non conosciamo: invitiamo ai proponenti di ritirare la risoluzione». Nella discussione, il consigliere regionale unionista Luciano Caveri, ha ricordato che la primaria competenza sulle questioni turistiche da parte delle Regioni è stata oggetto di una sentenza della Corte costituzionale che, in un giudizio di legittimità richiesto dalla Regione Veneto, lo scorso 11 marzo, ha ritenuto che, i regolamenti della Legge finanziaria dello Stato siano adottati "d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano" evidenziando che lo Stato abbia invaso le competenze regionali in materia di turismo: «quindi, la decisione che sarà eventualmente attuata dai vertici nazionali - ha commentato Caveri - dovrà necessariamente tenere conto di questa sentenza».

Stella di mare ha detto...

«Su questo tema non c'è stata nessuna posizione ufficiale da parte del Governo - ha aggiunto il presidente della Regione, Augusto Rollandin - e le Regioni non sono state interpellate in questo senso. Il nostro voto di astensione non ha niente a che vedere con la difesa delle nostre competenze statutarie, che per noi non devono assolutamente essere toccate. Questa è la nostra posizione su un tema che si sta ancora discutendo e che, di fatto, non esiste».
«Questa scelta della maggioranza rappresenta un eccesso di prudenza - ha concluso Roberto Louvin - abbiamo voluto perseguire una chiarezza politica che tutta la Valle chiede agli attori presenti sulla scena politica. Quello che abbiamo chiesto è di mantenere fede ad una convinzione espressa vent'anni fa da questo stesso Consiglio. Abbiamo voluto difendere una posizione di principio costruita nel tempo e che abbiamo consolidato attraverso un voto popolare che ha una sua importanza».

vinc ha detto...

@Stella di mare

Interessantissimo, dove l'hai preso?
Grazie e ciao

vinc ha detto...

Trovato

Cisono ha detto...

Altra commissione, chissà se a gratis:

Nasce la nuova "Commissione per la promozione e il sostegno del turismo enogastronomico". A tenerla a battesimo, martedì 12 maggio a Roma alle ore 17 nella sala Impero di Palazzo Taverna (via di Monte Giordano 36), sarà il Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, con il ministro delle Politiche Agricole, on. Luca Zaia, il presidente onorario della Commissione Gualtiero Marchesi, figura di riferimento e ambasciatore a livello internazionale della grande ristorazione italiana, e il coordinatore della commissione, il giornalista Pierluigi Ronchetti.
Durante la conferenza stampa, verranno presentati i progetti che la commissione sta elaborando per il rilancio dell'immagine e delle eccellenze italiane del settore dell'enogastronomia in Italia e nel mondo. Obiettivo primario dell'iniziativa è far sì che la ricchezza, la qualità e la storia della cucina italiana, sia sempre di più motivo di richiamo per il turismo nazionale ed internazionale.
Nel corso dell'incontro, Gualtiero Marchesi farà un'anticipazione del suo personale "decalogo della vera cucina italiana". Al termine sarà servito un aperitivo con degustazione di vini e con l'assaggio di cibi dai sapori squisitamente italiani.

sergio cusumano ha detto...

@Stella di mare

Si, dicono bene ma la Valle d'Aosta è una regione a statuto autonomo e quindi è chiaro il loro interesse affinchè resti tutto uguale.
Si chiuderebbero le cerniere delle borse statali!!