domenica 26 luglio 2009

Eppur si muove...si, ma all'incontrario!

Solitamente nelle aziende gestite ad indirizzo privato, chi sbaglia paga, viceversa in quelle pubbliche avviene l'opposto; infatti chi fallisce gli obiettivi preposti viene promosso o quantomeno viene riproposto alla direzione di altri settori.
E di esempi chi non ne ha?
Ma vediamo se in circa novecento anni, qualcosa è cambiato e vale dire dal 1143 al 2009.
E' in quel lontano anno che arrivati alla dignità di cittadini liberi, i liguri e non solo, imposero ai loro governanti, regole ben precise.
Una di queste, sicuramente la più pragmatica, era quella del: "Chi comanda (e sbaglia) paga" e C'era il giuramento dei Consoli che esprimeva bene questo concetto: "Noi adempiremo senza frode" - promettevano solennemente i neoeletti - "ed in buona fede i nostri doveri; né l'amicizia, né il timore, né l'odio, la parentela né verranno mai a distorcerci".
Ma l'istituzione comunale, manco a dirlo, entró presto in crisi tra la fine del XII e l'inizio del XIV secolo, e naturalmente all'origine di questa si collocarono i contrasti sociali mentre le grandi famiglie aristocratiche erano intenzionate ad assumere il controllo della vita politica e gli esclusi dai grandi profitti economici venivano tenuti ai margini di quella che restava sostanzialmente una Repubblica oligarchica e spingendo per migliorare la propria condizione; infine i ceti meno abbienti che manifestavano la propria inquietudine.
Un po' alla volta gli stessi magnati riuscirono ad accordarsi con i ricchi popolani, chiamati "popolo grasso".
I ricchi commercianti che, spesso per fare fronte comune, assumevano incarichi direttivi e chi sbagliava non era più soggetto ad alcun pagamento, venendo meno al giuramento dato.
Al di fuori restava il cosiddetto "popolo magro", sostanzialmente gli artigiani e il "popolo minuto" ovvero i lavoratori dipendenti.
Qualcosa di diverso dall'odierno?
Si, c'è una sola differenza poiché la formula di Rito dei Ministri della Repubblica di fronte al Presidente della Repubblica, adesso è così:
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione, le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione".
Chi comanda (e sbaglia) paga" non c'è più!
Infatti dopo trent'anni di errori, sbagli, sviste, disattenzioni, negligenze, sbadataggini, leggerezze e chi più ne ha più ne metta; nel settore del turismo nazionale ... qualcuno ha pagato?
No, sono ancora lì.
Ma questa è un'altra storia e mentre Galileo Galilei che era uno scienziato, non era né un filosofo e assolutamente non era un politico.
Luciano Ardoino

2 commenti:

Anonimo ha detto...

La saggezza non è un prodotto dell'istruzione.
Complimenti

Rembrandt ha detto...

[In nome di Dio amen. Dalla prossima festa della Purificaziane di Maria per un anno, noi consoli eletti per il Comune riconosceremo o opereremo secondo l'onore del nostro arcivescovato e della nostra santa madre Chiesa e della nostra città in tutte le cose mobili e immobili…

Non diminuiremo volontariamente l'onore della nostra città, né il vantaggio e l'onore della nostra santa madre Chiesa.

Non faremo torto a nessuno dei nostri concittadini a vantaggio del Comune, né al Comune a vantaggio di qualche nostro concittadino, ma procederemo con equità, come riconosceremo in buona fede e ragionevolmente essere giusto…

E per nessuna ragione trascureremo di occuparci delle discordie che ci saranno tra le pievi della nostra arcidiocesi per cose di interesse comune o relative al nostro comune, per le quali si sia fatto ricorso a noi…

E prima di tutto andremo a far vendetta e a ristabilire la giustizia e l'onore del nostro arciepiscopato e della nostra santa madre Chiesa e di tutte le altre chiese, dei sacerdoti, dei vecchi, degli orfani, delle vedove, dei minorenni, delle donne della nostra città…

Se qualcuno, uomo o donna, intenzionalmente commetterà un omicidio contro un uomo della nostra compagna o contro qualcuno di quelli che non furono chiamati a far parte della nostra compagna, o che noi non abbiamo ritenuto essere utile che vi entrassero, o contro un sacerdote, o contro un minorenne, che facciano parte della nostra compagna, quell'omicida lo manderemo in esilio e distruggeremo tutti i suoi beni e li devasteremo e assegneremo le proprietà di colui che ha commesso omicidio al padre, alla madre o ai figli o alle figlie, ai fratelli o alle sorelle dell'ucciso se vorranno averli e se non vorranno averli li assegneremo alla chiesa di San Lorenzo e sentenzieremo che se l'omicida avrà figli e figlie non ereditino i suoi beni, e seguiremo tale sentenza…

Se un genovese sarà stato personalmente invitato da uno di noi o pubblicamente chiamato a entrare nella nostra compagna e entro 40 giorni dopo essere stato invitato non vorrà entrare, non avremo il dovere di proteggerlo e per tre anni non accoglieremo le sue istanze davanti al nostro tribunale… e non lo nomineremo console, né custode delle chiavi della città, non lo manderemo in nessun luogo come ambasciatore, non lo accetteremo come avvocato davanti al nostro tribunale, né gli daremo un ufficio comunale…

Se da qualche torre sarà gettata qualche cosa durante un combattimento cittadino, senza ordine dei consoli, e qualcuno per quel lancio sarà ucciso, distruggeremo la torre o imporremo al proprietario 1.000 soldi di multa…

Se qualcuno abitante della nostra città, avente dai 14 anni in su, porterà un coltello o una spada o una lancia senza il nostro permesso, salvo il caso che esca dalla città, gli toglieremo 20 soldi di multa…].

E quì cominciarono le multe!!!!!