sabato 25 luglio 2009

Il Giallo che brucia nel "fondo"

Eccoci arrivati ad agosto e come ogni anno arriva il “regalo” del caro benzina; e poi dicono che bisogna rimanere in Italia a “vacanziare” per tenere alti gli income del turismo nazionale.
Tralasciamo le considerazioni popolari che in tutti i dialetti nazionali faranno sicuramente seguito e che saranno accompagnati da esplici gesti manuali ma riguardiamo, ancora una volta, dove vanno a finire questi stramaledetti soldi che escono dalle nostre tasche per altri lidi forse più "meritevoli".
Il 62,134% vanno alle casse dello stato sotto forma di tasse, il 27,32% sono il costo per la materia prima sui mercati internazionali mentre il 7,65% va ai petrolieri e il 2,9% ai gestori.

Molte delle accise italiane furono introdotte come temporanee per far fronte a vari eventi straordinari, ma nonostante il venir meno della causa a tutt'oggi non risultano ancora state tolte.

1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935 (0,001 euro);
84 anni in cui abbiamo approssimativamente versato, al valore e consumo attuale, 840.000.000 di euro (1.600 miliardi delle vecchie lire ca.) che forse sono più che sufficienti per il costo di quella guerra.
14 lire per la crisi di Suez del 1956 (0,007 euro);
10 lire per il disastro del Vajont del 1963 (0,005 euro);
10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966 (0,005 euro);
10 lire per il terremoto del Belice del 1968 (0,005 euro);
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976 (0,051 euro);
75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980 (0,039 euro);
205 lire per la missione in Libano del 1983 (0,106 euro);
22 lire per la missione in Bosnia del 1996 (0,011 euro);
0,020 euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004.
Il tutto per 0,25 euro (486 lire). Su queste accise viene applicata anche l'IVA, per un totale di 0,30 euro.
Per opera della Faib (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) si legge che ogni giorno in Italia si erogano 109 milioni di litri di carburante per un totale “giornaliero” di 27.250.000 euro che in un anno sono circa 10 miliardi di euro.
Inoltre, dal 1999, le Regioni hanno la facoltà di tassare i carburanti, al momento lo fanno Campania e Molise (a causa del deficit sanitario) e, guarda un po’, anche la Liguria.
Che dire; è così che incentiviamo il turismo internazionale e locale, e dov'è la Brambilla?
Luciano Ardoino

3 commenti:

sergio cusumano ha detto...

Dicono sia colpa della Robin Tax ma la moda di aumentare la benzina in prossimità dell'agosto è cosa ormai risaputa.
La Robin Tax è di quest'anno.

Francesco Pedroni ha detto...

http://www.pienorisparmio.it/

In questo sito ci sono i prezzi migliori dei distributori nazionali e sono molto aggiurnati.

Stella di mare ha detto...

Aggiornati

Spagna: benzina 1,26 diesel 1,19

Austria: benzina 1,29 diesel 1,27

Francia: benzina 1,50 diesel 1,45

Germania: benzina 1,52 diesel 1,49

Inghilterra: benzina 1,59 diesel 1,68

Olanda: benzina 1,63 diesel 1,45

Danimarca: benzina 1,62 diesel 1,67

Norvegia: benzina 1,77 diesel 1,83