domenica 6 settembre 2009

Il Low-cost ti porta "molto lontano"

Riscrivono la mappa dell’Europa a loro piacimento, spostano città come Stoccolma e Berlino di trenta, cinquanta, cento chilometri e abbattono i confini nazionali con una semplicità che non riusciva nemmeno ai tempi dei trattati di pace firmati con penne d’oca da generali con i baffi a manubrio.
E noi, figli della modernità, che scriviamo e spediamo e-mail alla velocità della luce, ci caschiamo pure; ben contenti di atterrare in Slovacchia per andare a visitare Vienna, che, in attesa di smentite da un nuovo atlante sponsorizzato da una linea aerea, è ancora la capitale dell’Austria.
E’ questa la nuova geografia imposta dalle compagnie low-cost, che con una manciata di euro ti promettono di volare dall’Italia a Londra, ma poi ti lasciano a Stansted o a Luton, che di Londra non hanno nemmeno il codice d’avviamento postale.
In pratica atterri talmente lontano dal bersaglio che se fosse una gara di freccette, tu e il tuo aereo non prendereste nemmeno un punto; anzi saresti squalificato a vita.
Al ritiro bagagli, già ti vedi a passeggiare lungo il Tamigi, e invece scopri di avere ancora tre quarti d’ora di viaggio, se va bene.
Ma Londra è solo un esempio, infatti l’aeroporto di Parigi-Beauvais te lo immagini a metà strada tra le due città ma invece è a Beauvais, dove c’è un simpatico capannone in mezzo al nulla, mentre per arrivare a Parigi mancano ancora una settantina di chilometri.
Il capolavoro lo hanno fatto i tedeschi, che ti propongono l’aeroporto di Monaco Ovest, che (niente da dire) trovandosi a Memmingen, sta ad Ovest.
Il problema è che non ti dicono quanto a Ovest; 113 chilometri.
Roba che se uno non si è informato prima e ha fretta, gli tocca salire su un aereo per Monaco.
La lista delle città spostate per esigenze di volo (altrui) è quasi infinita.
Esiste un aeroporto a Venezia che è a pochi minuti dal centro, di Treviso però.
L’aeroporto di Milano-Orio al Serio, a due passi da Bergamo, è uno scalo milanese solo per chi non ha mai viaggiato in tangenziale; il comodo aeroporto, nei momenti di traffico intenso, si può raggiungere anche in due-tre ore di fatica immane.
Ma non è nemmeno giusto, per una volta che si può, tirare la croce addosso all’Italia.
Dietro l’inarrivabile Monaco Ovest, c’è l’aeroporto di Oslo Torp, a 109 chilometri dalla capitale delle Norvegia.
E restando in Scandinavia, i due scali di Stoccolma, Vasteras e Skasta, fanno praticamente a gara per chi si trova più lontano.
Poi c’è l’aeroporto di Francoforte Hahn, così lontano dalla città (109 chilometri) che i tour operator fanno qualsiasi cosa pur di risparmiarti la sfacchinata e portarti da un’altra parte; da Treviri a Magonza, da Coblenza al Lussemburgo, ogni destinazione è buona.
E se l’emozione di atterrare in Germania per andare in Lussemburgo non basta, per i viziosi del volo anti-geografico è stato inventato l’euroairport.
Il nome è vago perché forse neanche chi l’ha costruito ha capito bene dove si trovi di preciso; la dicitura che appare sotto il nome ufficiale è tutta un programma; Basilea-Mulhouse-Friburgo.
Per chi non ricordasse, Basilea è in Svizzera, Mulhouse in Francia e Friburgo è in Germania.
Sul sito ufficiale dello scalo non mancano poi i suggerimenti per chi dall’Euroairport volesse andare a Strasburgo (un’ora e un quarto di distanza) o a Zurigo (55 minuti); come dire, “tanto per cominciare atterrate qui, che poi in qualche modo arriverete nella città dove volete andare”.
Nella confusione, perfino una delle compagnie low-cost più famose ha perso la bussola; nel giornale gratuito che viene distribuito a bordo, Liverpool l’hanno piazzata in mezzo al mare, come se fosse un’isola.
E, Billund, patria del Lego nel bel mezzo dello Jutland danese, è una ridente località affacciata sul mare.
Se Billund la conoscono in pochi, Genova dovrebbe essere un po’ più famosa.
Tanto che il suo aeroporto è incassato nel mare; infatti dove finisce la pista, inizia il mare.
Non per Ryanair, che ha piazzato Genova nell’entroterra, non si capisce bene se in Piemonte o nell’Emilia, ma almeno quella è solo una mappa.
Ma quando cadi, magari per l'ennesima volta nel tranello, e dopo due ore di volo ti avvii placido a fare altri cento e passa chilometri di viaggio, poi cominci a chiederti, dandoti del cretino; " Ma se prendessi un biglietto del treno o dell'autobus per Venezia e mi portassero a Treviso, rimarrei così calmo?"
E la risposta è no.

Roberto Scarcella (da Il Secolo XIX)

9 commenti:

Plinio il Giovane ha detto...

eh si il turismo lo fanno le compagnie aeree, i clienti vanno dove vogliono loro (le compagnie).
E' qui che si deve lavorare,pagare compagnie per farsi portare i turisti. E pensare che noi abbiamo l'aereoporto di Rimini in posizione strategica.
Un manager con gli attributi non il solito politico messo li a riscaldare la sedia, e sono convinto che glstranieri tornaranno in gran numero, abbiamo troppo da offrire
Plinio

Luciano Ardoino ha detto...

Dopo questa credevo che fosse migliorato...

Rimini, 1 aprile 2009 - Un aeroporto che, adesso, può finalmente aprire le sue porte a tutto il mondo. Lo può fare grazie all’accordo di cooperazione che è stato firmato ieri sera tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini e il segretario (sempre agli Esteri) di San Marino, Antonella Mularoni.




Dopo anni di accordi con intenti formali che necessitavano di eterne 'note a verbale', l’aeroporto ‘Fellini’ sarà adesso a tutti gli effetti lo scalo internazionale Rimini-San Marino. Con tutti i vantaggi che possono derivare dall’avere come partner uno Stato a tutti gli effetti che può fare richieste, magari di qualche slot rimasto libero, da pari a pari.




Non nasconde la soddisfazione Massimo Masini, presidente di Aeradria, il quale valuta positivamente le dichiarazioni di Gabriele Gatti (segretario all’Industria sammarinese, ndr), anche relativamente a un aumento della partecipazione del Titano alla società aeroportuale: dall’attuale tre per cento si potrebbe arrivare anche a un venti per cento.




Di fatto, con il nuovo accordo, la Repubblica di San Marino può iscrivere nel suo registro aerei da trasporto, questo significa che può avere una o più compagnie di bandiera, quindi decidere rotte commerciali, naturalmente con un occhio attento al mercato e allo sfruttamento di quello che è già un bacino potenziale per le aree romagnole e marchigiane. Da non dimenticare i vantaggi che possono derivare dal potenziamento del traffico merci, con un’area doganale che sarà tutta sammarinese.




E’ naturale che la conseguenza di tutto questo — almeno a livello potenziale — è un più che notevole aumento del numero di passeggeri e di merci in arrivo e in partenza dall’aeroporto internazionale Fellini. Che a questo punto pensa anche di collocarsi su qualche interessante hub europeo: città potenzialmente appetibili Vienna o Monaco. O forse tutte e due

Anonimo ha detto...

E' che siamo un popolo di creduloni più interessati a quello che fa il vicino di casa che quello che combinano nei differenti governi.
Si rimane soli a lottare contro i mulini a vento e ci si rende anche antipatici e stupidi.
Non è il vostro caso ma la storia così insegna.
Per quanto mi riguarda, e non solo a me, è un piacere leggervi.

Confindustria Assotravel ha detto...

Le low cost hanno lettermanete alterano la mappa della competitività turistica in Europa. Tolte le località al top (Venezia, Costa Azzurra, Costa del sol etc..). Le località di medio o medio alto appeal turistico possono trovarsi in competizione con destinazioni onestamente "scarsette" dal punto di vista del patrimonio paesaggistico, culturale etc grazie ad un eventuale collegamento low cost. Questo in aggiunta alla grande presa in giro degli aeroporti a 100 km dalla destinazione schedulata, ma questo è da collegarsi con l'altra presa in giro del prezzo del biglietto che punta ad una comunicazione con prezzi bassissimi per poi lievitare per addendum e per data di partenza (anche su questo potrei anche essere d'accordo).
Il turismo sta diventando un bel giro di lestofanti...

Luciano Ardoino ha detto...

E nello specifico bisognerebbe considerare anche le loro entrate "nascoste" che in Italia non sono permesse per legge.
Una piccola punta di iceberg su tutto il sommerso che notoriamente è molto più grande di quello che si vede.
Purtroppo servirebbe una decisa svolta (intesa come serietà) da parte delle istituzioni atta ad eliminare definitivamente il "marciume" che si è creato nel tempo.
Ma non vedo nessuno che possa essere in grado d'attuare una valida politica del "adesso basta".
:-)

Plinio il Giovane ha detto...

@ dimostrazione del tutto" Si è costituito, ad Alghero, un tavolo permanente per affrontare le emergenze economiche del Nord Sardegna e, nell'immediato, le ricadute del taglio di alcune rotte di Ryanair sull'aeroporto di Alghero. L'hanno deciso i rappresentanti di Provincia di Sassari, Comuni di Alghero e Sassari, Camera di commercio e consiglieri regionali del territorio. Il tavolo si occuperà delle conseguenze della cancellazione delle tratte internazionali da e per Madrid, Dublino e Francoforte, oltre a quelle stagionali; a fronte dei tagli, il vettore low cost irlandese ha comunicato di voler intensificare le rotte nazionali verso Pisa, Venezia e Parma. Oltre alla contingenza Ryanair, il tavolo permanente si occuperà anche delle perdite accumulate della Sogeaal, società di gestione dello scalo catalano, che si avvia verso la quarta ricapitalizzazione da parte dei soci. In seguito, si affronteranno i problemi delle infrastrutture e dei porti."
i turisti non scelgono la destinazione, è l'associazione massonica : grandi TO , Compagnie aeree Low Cost., che decidono il turismo,
Plinio

Luciano Ardoino ha detto...

Certamente e con probabile "scambio" di favori.
Diciamoci la verità; siamo anche noi che in un primo momento l'abbiamo concesso intravedendo chissà quali ricavi e lasciando a loro il pallino delle nostre decisioni, nonchè sovvertire le carte geografiche.
E poi la legge, sarà così seguita?

Michele ha detto...

Sono un tuo affezionato lettore tramite feeds RSS con Google Reader.
Ma perche continui a creare articoli che poi cancelli?

Luciano Ardoino ha detto...

@Michele

Hai perfettamente ragione ma per far salire i contatti e posizionarmi nelle pagine di google a volte inserisco qualche sciocchezza non pertinente col turismo sui social americani; che poi cancello.
Farò il possibile per diminuire sensibilmente queste discrepanze ma l'intenzione è, come detto, dare più visibilità al blog che una volta raggiunto un numero consistente di contatti....
Grazie e a presto