lunedì 30 novembre 2009

España, por favor…ahi ahi ahi.




Solitamente in cose di tale genere non abbiamo rivali al mondo, ma questa volta gli iberici ci hanno “fregato” e si sono messi a “spazzolare” gli sprovveduti; senza copiarci e addirittura precedendoci.
Almeno così credo.
La Reserva123.com, un’azienda spagnola, ha condotto una ricerca sulle motodologie degli alberghi nazionali in merito alle prenotazioni dei clienti attraverso i vari sistemi informatici indipendenti, e vale a dire, il web.
Il risultato è stato catastrofico.
Infatti il paradosso è che, per lo stesso letto in una medesima struttura e per lo stesso giorno, questo può essere fino al 50% più costoso a seconda da dove proviene la prenotazione.
Il sondaggio è stato effettuato su 11 siti web di viaggi per dimostrare le differenze di prezzo e del modo di pianificare la loro strategia.
Il metodo è semplice: mettere a confronto i prezzi degli alberghi in alcune date, su operatori web diversi.
Un esempio: Building a Fuerteventura, cinque stelle, sette giorni in mezza pensione. Prezzo medio: 585 €. Prezzo più basso, 519 euro; prezzo superiore, 765 euro.
Quindi tra andare e venire la differenza è del 47,7%.
Ma chiediamo spiegazioni al capo del Settore Turismo della PricewaterhouseCoopers (PwC), Alvaro Klecker, sulle Banche del web dei posti letto; che così risponde: “I prezzi per le stanze o le pagine web sono il risultato di un'equazione di elementi diversi", spiega, "Se questo è un accordo diretto con l'hotel, i prezzi tendono ad essere più convenienti, mentre se no, dipende dal contratto che è l'impostazione per ciascuna banca di letti e spesso lavoro con una dozzina di loro.
Se ci sono molti letti liberi, i prezzi sono più bassi, in caso contrario, maggiori ", aggiunge.
Beh, questo è abbastanza normale, aggiungo io e la spiegazione mi risulta alquanto scarna di sostanza, perchè non ha spiegato per nulla la differenza tra; stesso albergo, stessa stanza, stessa scheda, stesso servizio, stesse date ma differenti esorbitanti prezzi.
Comunque, anche il direttore commerciale della Reserva123.com, Juan Enrique Escalas, spiega che il fattore chiave è il costo di ammortamento della struttura virtuale, poichè i siti dovrebbero avere un impatto sui prezzi offerti dai costi del personale, manutenzione, gli impianti e gli investimenti, quindi i costi ed i margini.
Personalmente resto ancora stupefatto da questa seconda dichiarazione perchè è talmente evidente che in qualsiasi azienda del mondo debbano per forza essere svolti degli ammortamenti o budget...però nessuno spiega ancora il motivo della differenza dei prezzi; vabbè.

Fonti di un'importante catena alberghiera hanno confermato la differenza di prezzo: "Il costo delle nostre camere possono variare in modo significativo tra il prezzo indicato dal nostro sito e le varie pagine degli operatori sul web.
Questo è normale, ma la differenza del 50%???
Ci rivolgiamo allora all’Agenzia catalana Consum (ACC) che dichiara di aver già iniziata la seconda fase della campagna per rilevare le infrazioni nei siti web dei servizi turistici. L'agenzia ha fatto parecchi acquisti su vari siti web, con risultati non molto incoraggianti: infatti hanno riscontrato molti siti che violano le leggi del consumo e danneggiano gravemente i diritti degli utenti.
Nella prima fase dello studio, l'ACC esaminato il contenuto di 62 imprese (portali di viaggi, siti di agenzie tradizionali, alberghi) che rappresentano il 90% del settore delle imprese.
Le conclusioni raggiunte da parte dell'agenzia, tra l’altro, sono che il 95% delle pagine impongono clausole abusive nei contratti, il 36% ha lacune di informazione, 15% inseriscono il supplemento per l'utilizzo di carta di credito, mentre il 13% dispone di un sub certa-frame in riserva.
Questa settimana, l'ACC ha iniziato la seconda parte dello studio: "Abbiamo appena iniziato, ma finora tutte le operazioni confermato violazioni", ha detto il direttore della ACC, Jordi Anguera. "Il più comune è che è impossibile trovare le offerte che vengono pubblicizzate in copertina.
Nel caso in cui vi è spazio disponibile, il prezzo è sempre superiore a quello pubblicizzato ed inoltre, ci sono supplementi per l'utilizzo di carte di credito ", aggiunge Anguera.
Quindi se Sparta (Italia) piange, Atene (Spagna) non ride di certo, e allora lanciamo l’ennesimo consiglio alla Michela Brambilla; ne seguisse almeno uno.
Come vanno le cose da noi?
E se vanno abbastanza bene, perchè non pubblicizzare internazionalmente la nostra onestà?
Ad majora semper!

22 commenti:

Paolo Zaccheo ha detto...

Scusami Luciano ma non leggo niente di nuovo... da che mondo e mondo i prezzi degli alberghi hanno una notevole differenziazione a seconda del canale di vendita. Quello che non si capisce dall'articolo è se le tariffe sono comunque inferiori alla rack rate. Pensa se dovessero analizzare anche i prezzi dei voli....
Comunque non credo proprio che la situazione in Italia od altrove sia differente. Anche perché ti ripeto non mi pare che ci sia nulla di irregolare.

sergio cusumano ha detto...

Ma dove li trovi questi articoli?

Sarebbe un bel piano pubblicitario metterlo al confronto.

palingenius ha detto...

Ma io credo si sia tutto ingigantito con Internet: quanti resellers ci sono e l'albergo neanche non lo sa nenache chi e' che ti vende e con che prezzo. La normale distribuzione attravesro il sito e gli IDS e' molto chiara essendo in parity: il problema e' come fai a controllare tutti gli altri? E poi e'questa e' la filosofia del Revenue Management...

Luciano Ardoino ha detto...

@Paolo
hai ragione da vendere, ed è diventata la normalità per noi del settore, ma i clienti li vogliamo informare?
... """è impossibile trovare le offerte che vengono pubblicizzate in copertina.
Nel caso in cui vi è spazio disponibile, il prezzo è sempre superiore a quello pubblicizzato ed inoltre, ci sono supplementi per l'utilizzo di carte di credito"""...
Personalmente non mi sono mai interessato (bugia) di quanto vendevano i T.O. le destinazioni che gestivo (tot richiedevo e tira a campà), ma non ho mai notato una grande differenziazione del prezzo da uno all'altro, perlomeno non del 50%.
Oscillamento sulla base del 10% non oltre, e ti parlo di realtà all'estero.
Credi sia giusto (?), ma soprattutto, pensi che non si possa fare qualcosa di più, diciamo in qualità?
Non sta diventando uno "scannamento" un po troppo esagerato? Todomondo?
P.S.: Si vede che mi sto specializzando nelle provocazioni.
;-)

Anonimo ha detto...

@Ardoino

Io invece ci vedo del costruttivo nell'articolo o post.
L'acquirente va sempre informato e la legge parla chiaro: i prezzi devono vedersi e non essere disuguali a quelli publicizzati.
Se anche la Telecom o altro facesse così?
B.C.

Anonimo ha detto...

Perchè non cambiate il mondo

palingenius ha detto...

Ma se sta cambiando in continuazione...sarebbe ora che si fermi un po'

Luciano Ardoino ha detto...

@palingenius
""Ma io credo si sia tutto ingigantito con Internet: quanti resellers ci sono e l'albergo neanche non lo sa nenache chi e' che ti vende e con che prezzo. La normale distribuzione attravesro il sito e gli IDS e' molto chiara essendo in parity: il problema e' come fai a controllare tutti gli altri? E poi e'questa e' la filosofia del Revenue Management...""

Beh che dire....forse la ragioniamo nella stessa maniera perchè siamo al di qua della barricata o forse perchè è giusto?
ai posteri...

Anonimo ha detto...

Che non ci sia niente di anormale o irregolare in una situazione dove si danno dei prezzi che sono diversi al 50%, è anormale!!!

poeta ha detto...

Se io ho mille lire devo poter comprare quanto un altro che possiede la stessa somma.
Questa è un'esigenza assoluta, senza cui il mercato non si dà.
Non c'è stato mai un mercato che non sia stato un mercato regolato da diritti.
Tutti voi sapete, per esperienza diretta, che il mercato richiede il diritto all'uguaglianza.
Quindi cari signori, come la mettiamo se io ho comprato a dieci e tu a dodici per la stessa identica cosa.
Cosa dici t'incazzi?
ciao a tutti

Anonimo ha detto...

ciao, non vorrei disilludere nessuno, ma il mercato NON è equo. Segue soltanto la legge della domanda dell'offerta, per cui un prodotto/servizio in base a dove/come viene offerto/comprato varia di prezzo. E' sempre stato così, non facciomo finta di pretendere/essere corretti, il mondo NON è corretto, al limite regolato da leggi, che non sono mai corrette.

palingenius ha detto...

E poi ci sono tanti che le leggi che siano corrette oppure no non le rispettano. Il mercato come luogo di incontro della domanda e dell'offerta non esiste se non come ipotesi. Il mercato e' il luogo d'incontro dei mercanti...

Anonimo ha detto...

@anonimo

Ecco l'inghippo, e vale a dire le leggi che nessuno osserva.
Non può essere valido il concetto 'abbiamo sempre fatto così'.
Scusate, ma chi se ne frega se avete sempre fatto così.
Il problema è che non è giusto anche se il mercato lo richiede.
B.C.

sergio cusumano ha detto...

Mal comune!!!

Allora continuiamo a guardare il GF?

palingenius ha detto...

Non siamo noi che guardiamo GF e' lui che guarda noi!

vinc ha detto...

Signori, noi ci stiamo arroventando su una questione che ha dell'assurdo e pretendiamo di accettarla di buon grado perchè si è sempre fatto così.
Ma stiamo scherzando?
Io pretendo che il mondo sia corretto, pretendo che la giustizia faccia le giuste cose, pretendo di acquistare un prodotto per il giusto prezzo, pretendo, pretendo, pretendo.
L'esempio di Ardoino è chiaro!!!
°°°Il Building a Fuerteventura, cinque stelle, sette giorni in mezza pensione. Prezzo medio: 585 €. Prezzo più basso, 519 euro; prezzo superiore, 765 euro.°°°
Come responsabile alberghiero non posso accettare di dare la stessa qualità e il medesimo trattamento a due prenotazioni così monetariamente disuguali.
Ma stiamo scherzando, che cavolo di professionalità è?

Paolo Zaccheo ha detto...

Quante sciocchezze!
Mercato, mercati, diritti, giusto prezzo????
Ma di cosa state parlando?
L'economia è la scienze delle risorse scarse. Non esiste un giusto prezzo! Sono domanda e offerta a fare il prezzo. Eliminiamo lo yeld management?
Boh?

Paolo Zaccheo ha detto...

@ Luciano
in genere il TO non vende mai oltre la rack rate. E' vero che il prezzo del catalogo di un TO è diventato anacronistico ma qui la responsabilità non è loro uqnato forse delle olta e degli albergatori...
Poi c'è gente che si è fissata che su internet i prezzi devono essere più bassi... ma dove sta scritto?
Secondo me bisogna darsi una calmata...

Paolo Zaccheo ha detto...

ancora @ Luciano:
quanto a Todomondo non vendeva certo a prezzi maggiorati anzi.. vendeva a prezzi dimezzatti e soprattutto vendeva servizi di cui non aveva la disponibilità. Ma quello non fa testo, era una truffa.

palingenius ha detto...

Invece purtroppo fa testo: basso prezzo significa scarsa qualita' vedi Made in China. Purtroppo lo yeld management ci sta riducendo a raschiare il fondo del barile in quanto distorce il rapporto qualita'/prezzo: oramai la confusione regna sovrana e come al solito sposta l'ago della bilancia verso chi si crede furbo. In verita' l'economia e' la scienza dei scarsi in quanto ridurre tutto a economia significa aver ben poco intelletto. Il piu' non si puo' mai ricavare dal meno e gli pseudo-economisti/alchimisti che credono di poterlo fare sono (coscienti o no) dei truffatori. Del resto il risultato lo abbiamo sotto agli occhi. E comunque la stagione in Spagna e' andata molto male quindi anche vendere a 50 prezzi con differenze del 50% non e' che abbia risolto molto i problemi. Mi sembrano dei tentativi molto dilettantistici di rimediare ad un danno provocandone un altro peggiore... come fa MR. Bean!

Luciano Ardoino ha detto...

@Paolo
Una premessa assolutamente non politica, non ne esiste il motivo, non ne sono il tipo, ma ritengo vada fatta.
Caro Paolo, difficilmente ho avuto stima e fiducia di persone che lavorano nel tuo ambito, ma leggendoti abbastanza spesso nel tuo come in questo blog, ritengo che tu sia una persona molto preparata, ma soprattutto una bella persona. E quì finisco.
Nel merito della conversazione ho invece fortissimi dubbi sul come si voglia intendere questa questione.
Lo Yield Management consiste in un controllo integrato di capacità e prezzo per massimizzare il profitto. Il prezzo non è determinato dall'incontro di domanda e offerta aggregate di mercato, viene quanto più possibile reso "individuale", adatto alla struttura delle preferenze personali, per ottenere da ogni cliente la massima somma che è disposto a pagare per un prodotto/servizio. Ciò equivale ad ipotizzare domanda di mercato lineare, dove, noti i costi per soddisfare la domanda:
maxII=max(PQ)=max(piqi),Vi
Questa non l'ho inventata io ma qualcuno di molto più preparato di me nel merito.
Il revenue management è quindi due semplici parole, oltre all'agognato denaro: qualità 1 e qualità 2 per poter ottenere la maggior domanda o richiesta, pur mantenendo in tutti i casi un prezzo accettabile.
Questo può essere svolto sia nei tre stelle che in quelli di maggior pregio e il tutto dipende dalla professionalità, conoscenza commerciale ed amore di chi riceve i tuoi clienti.
Il sapere che quando tu invii qualche persona in un determinato posto, e che al rientro passa da te per complimentarsi del consiglio ricevuto...cosa ne pensi?
Il cliente ritornerà sempre da te e non baderà più ai 5 o 10 euro del prezzo.
In definitiva la colpa non è solo vostra ma a priori dell'improfessionalità che riscontro nel mio ambito, alla superficialità delle direzioni alberghiere e a tutto quello che segue.
Il sistema caro Paolo, il sistema che così non va; almeno a mio giudizio.

Luciano Ardoino ha detto...

@palingenius

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