martedì 3 novembre 2009

Ottimismo... ma ci vuole fiducia.





La fiducia è merce preziosa in tempi di crisi economica, da recuperare anche incitando all'ottimismo, ma quello che manca, più che l'ottimismo, e' la fiducia negli altri e quella nel futuro.
Generalmente noi italiani siamo pessimisti solo sul funzionamento dello Stato, e ne abbiamo sempre avuto ben donde, ma ottimisti sulla possibilità di cavarcela lo stesso.
Invece stavolta, troviamo del pessimismo anche sul proprio destino personale, sulla propria capacità di toglierci dall’impiccio; insomma, l'atteggiamento generale della popolazione volge al negativo.
Questo però sembra contraddire alcuni indicatori, come ad esempio l'aumento delle prenotazioni per le ferie estive, natalizie, pasquali e via dicendo.
Può essere che una quota di popolazione non abbia subito gli effetti di questa crisi e quelli prenotano comunque, anzi, qualcuno probabilmente ci avrà pure guadagnato, e poi può essere anche che si rifugino nelle vacanze proprio per fuggire dalla tristezza, oppure la circostanza più verosimile; che questi dati non siano veritieri.
Quello che e' certo, gli italiani la vedono male ed è una psicosi collettiva che va interrotta, che ha anche motivazioni assai poco razionali: ad esempio, ci sono state tante perdite di posti di lavoro, la maggioranza però non l'ha perso per fortuna, eppure, tra gli italiani il 60% ha paura di perdere il posto di lavoro.
Ma chi può interrompere questa psicosi?
Questo devono farlo i politici, e riteniamo sia giusto il loro incitare all'ottimismo, ma probabilmente alla gente bisogna dare anche delle sicurezze, si quelle sicurezze che dalla Michela Brambilla, e non solo, ci vengono sempre a mancare.
Infatti anche il più brambillesco di tutti, colui che probabilmente nel difenderla ad oltranza (ben pochi) ne ottiene anche dei volatili benefici, quello maggiormente frenetico, chi di turismo non ne capisce una mazza, ma anche il più irresponsabile o stolto, non può fare a meno di capire che i dati “ottimistici” della ministra non sono veritieri; quindi, che fiducia ci può essere?
I suoi dati: quelli “ottimistici” (vedere link).
I dati di Federalberghi
sulle perdite lavorative del settore che già fanno molto capire (vedere link).
Mentre è notizia di oggi (Il sole 24 ore) quelli di Confindustria che confermano la grave crisi economica del settore; infatti nei primi otto mesi del 2009 il livello di occupazione delle strutture alberghiere (ovvero il numero di camere effettivamente assegnate ai clienti) è infatti sceso al 54,8%, contro il 60,5% del 2008 (-5,7%), pur con il calo del 10,29% del prezzo delle camere, mentre RevPar (fatturato generato per camera disponibile) nei primi otto mesi dell'anno è in flessione del 18,67% rispetto al 2008 che pure era stato un anno in cui gli effetti della crisi avevano già iniziato a farsi sentire.
Secondo i dati provvisori Istat relativi all'indagine “Capacità e movimento degli esercizi ricettivi” (definizione che include strutture alberghiere e anche case in affitto), nel 2008 gli arrivi in Italia erano infatti stati pari a 93,1 milioni, in flessione del 3,1% rispetto al 2007 (i soggiorni degli italiani erano stati a 52,6 milioni, in calo dell'1,3%, mentre quelli degli stranieri 40,5 milioni, in diminuzione del 5,5%), il risultato peggiore dal 1998.
Un parziale miglioramento è atteso per il 2010, ma è probabile che ci vorranno diversi anni perché il settore turistico possa ritornare ai livelli pre crisi, specialmente se non si cercano e si trovano soluzioni migliori, ma ci si limiti ai soli ed eclatanti proclami.
Nello stesso periodo i nostri principali competitor (Grecia, Francia e Spagna) erano invece riusciti a mantenere gli stessi livelli del 2007.
Pertanto riteniamo che tutto il tempo perso dalla responsabile del dicastero turistico per rendere credibili dei dati “impossibili”, sia meglio usarlo per produrre qualcosa di veramente fruttifero affinché ci venga ridata almeno una piccola parte della fiducia, ahimè, ormai definitivamente persa.
Tutto il resto è solo aria; si, quella fritta.

13 commenti:

Plinio il Giovane ha detto...

Ardoino vedendo il tuo titolo e leggendo il tuo post mi è venuto in mente un mio post precedente che parlava appunto di ottimismo. Sono passati mesi tra tragedie , crisi, scandali si parla di tutto e di più, ma solo parole,siamo sempre allo stesso punto e a capo.
Personalmente sentendo discussioni a livello locale e nazionale penso che tutte le parole servano solo a nascondere le due vere realtà: la mancanza di soldi ( stato/regioni/province) ma la mancanza più grave è quella di idee.
La competenza non ha prezzo.

Luciano Ardoino ha detto...

Ciao Plinio,

si mi ricordo del tuo riferito ad una non più giovane pubblicità e
in effetti ne ho avuto qualche spunto.
Hai ragione nel dire che mancano le idee ma soprattutto non sanno dove sbattere la testa con tutte quelle leggi, leggine, lungaggini e via dicendo.
Credevo che l'innesto della Cittadino nell'organico direttivo della Brambilla portasse a qualche cosa ma tutto tace.
Boh?

frap1964 ha detto...

Stasera puoi vedere la tua amica del cuore a Ballarò. Chissà se esce a telefonare pure stavolta... ;-)

Luciano Ardoino ha detto...

La vedo, la vedo.
Ma vedo anche che nessuno dell'opposizione si è preparato sul turismo.
;-)

frap1964 ha detto...

Ogni volta che apre bocca c'è qualcuno che se la ridacchia...
Ma cosa vuoi che si preparino, mica si può sparare sulla Croce Rossa così impunemente... ;-)

Luciano Ardoino ha detto...

Hai ragione, non si fa.
Però almeno un tiro di fionda facendo riferimento agli antichi; chissà?

frap1964 ha detto...

Domanda da 100 milioni di dollari: ma se il turismo italiano va così bene, come dice la MVB, com'è che un TO come Ventaglio è praticamente sull'orlo del fallimento (non lo sapevo)?
Comunque se trattavano tutti i clienti come Columbus ha trattato me qualche anno fa, non mi sorprendo troppo.

vinc ha detto...

Mumble, mumble, mumble...ci penso un po ma non trovo la soluzione.

palingenius ha detto...

@Frap1964
I Viaggi del Ventaglio sono una sorta di Parmalat del settore turistico. Nessuno ne parla o ne ha parlato ma sarebbe interessante fare una ricerca in merito. E' sicuramente una faccenda piena di ombre sulla quale soggiace un silenzio mediatico inquietante. Comunque se Luciano ha voglia di svelare qualcosa...

Luciano Ardoino ha detto...

@Palingenius

Come tutti, anch'io ho la mia teoria al riguardo, ma se non viene alla luce o almeno menzionata, è molto meglio stare zitti in questo periodo di incontrollate denuncie.
Comunque credo che quello che "vediamo" sia solo la classica punta dell'iceberg; anzi, cosa dico....l'aria che lo circonda.
Se dovesse nascere qualcuno con la seria intenzione di fare pulizia, tutta l'Italia lo voterebbe perchè abbiamo un'esagerata voglia di chiarezza e di tornare a volerci bene come mille e mille anni fa.
Ma forse la mia è solo utopia.

palingenius ha detto...

@Luciano
Difatti sono rimasto sul vago, qualcosa ogni tanto traspariva sul Sole 24 Ore ma era cosi'...en passant... e' almeno da 4/5 anni che il Ventaglio e' in grossissime difficolta' finanziarie e adesso sono alla frutta, quindi non e' colpa della crisi attuale ma e' una situazione pregressa e ormai regressa. Comunque e' strano che le nostre banche non sappiano mai puntare sul cavallo vincente... forse perche' guadagnano di piu' su quello che perde?

Luciano Ardoino ha detto...

@Palingenius

A volte penso possano anche arrivare ordini alle banche.
Infatti non dimentico che in altre nazioni il governo ha aiutato le banche ad uscire dalla crisi, mentre in altri casi, no.
Che tutto dipenda dal rapporto politico ed ovviamente quello finanziario del dare ed avere?
E non viviamo forse in un mondo dove tutto ha il segno del marketing e quindi deve dare un "doveroso" guadagno?
Troppi interrogativi che se esaminati bene hanno un solo comune denominatore: le banche italiane non hanno bisogno di aiuti governativi, anzi!

Luciano Ardoino ha detto...

@palingenius
mi sono accorto che prima ho scritto tanto ma non è facilmente comprensibile.
Quello che volevo dire è che altre realtà di T.O. possono condizionare, attraverso le banche, molte cose.
La storia insegna.