martedì 1 dicembre 2009

Trattato di Lisbona









Non seguono i lavori, non capiscono niente e compromettono l’immagine dell’istituzione. Molti di loro viaggiano a spese dei contribuenti per scopi privati e lavorano solo 33 giorni all’anno.
Inoltre quando un deputato straniero fa una battuta in lingua inglese, 1/3 degli italiani comincia a ridere dopo 20 secondi, 1/3 dopo 40, mentre il rimanente 1/3 non ride affatto perché non ha capito la traduzione. Figuriamoci durante il dibattito.
Chi parla così è un euro deputato da cinque legislature, e questi commenti, sono rivolti ai suoi 71+lui “colleghi” di Strasburgo.
E se prima lo stipendio di uno di questi era di 150.000 euro lordi, da questa legislatura saranno uniformati, e la cosa si tradurrà in una perdita netta dell’ordine del 40% per gli Italiani, mentre le spese saranno rimborsate solo se con ricevute. Crediamo però che riusciranno a recuperare il “maltolto” con qualche brillante trovata, forse.
Comunque, dopo un'attesa durata esattamente otto anni, era il primo dicembre 2001, nasce oggi ed ufficialmente la nuova Europa; entra infatti in vigore il Trattato di Lisbona che sostituirà la Costituzione d’Europa.
Le nostre considerazioni sono che con tutte queste nuove e legittime innovazioni, ben poco cambierà nell’atteggiamento dei nostri rappresentanti, se non quello che aumenteranno di numero, e pertanto…tiriamo a campà, vero deputati italiani?
Per quanto riguarda il turismo, e vale a dire la cosa che più ci interessa, siamo certi che nulla si trasforma, ed ogni nazione continuerà a fare ciò che meglio l’aggrada o quello che sa; classificazione alberghiera, Iva, insegnamento scolastico alberghiero, eccetera eccetera.
Ecco le principali novità introdotte dal Trattato di Lisbona
PRESIDENTE UE PERMANENTE. Nominato dal Consiglio Europeo resta in carica due anni e mezzo ed è rinnovabile per un mandato. Il belga Herman Van Rompuy è il primo ad assumere questa funzione.
MR PESC-MINISTRO ESTERI. Designato dal Consiglio Europeo è anche vicepresidente della Commissione Ue ed è quindi soggetto all'approvazione del Parlamento. La britannica Catherine Ashton è la prima a svolgere questo ruolo e potrà contare sul nascente servizio diplomatico Ue.
VOTO A MAGGIORANZA QUALIFICATA. Finisce la possibilità, per un Paese membro, di esercitare il diritto di veto in Consiglio su oltre 40 materie. L'unanimità resta necessaria solo in alcuni casi, tra i quali le decisioni su politica estera e di sicurezza (Pesc-Pesd) e sul fisco. Dal 2014 il sistema di voto sarà a doppia maggioranza, basato sul 55% dei paesi, in rappresentanza del 65% della popolazione.
PARLAMENTO PIÙ FORTE. Attraverso l'estensione della procedura di co-decisione il voto del Parlamento Ue, oltre a quello del Consiglio, diventa decisivo per l'approvazione di una grande maggioranza di norme europee (agricoltura, bilancio, ecc.). Il numero dei parlamentari sale da 736 a 751 (754 fino a fine legislatura), i posti per l'Italia passano da 72 a 73.
PARLAMENTI NAZIONALI. Possono bloccare l'iter normativo Ue se, entro 8 settimane, verificheranno che le proposte avanzate non rispettano il principio di sussidiarità.
DIRITTO DI INIZIATIVA POPOLARE. Un milione di cittadini può chiedere a Bruxelles di presentare una proposta normativa Ue.
CARTA DIRITTI FONDAMENTALI. Acquisisce lo stesso valore giuridico dei Trattati e la Corte di giustizia Ue può essere chiamata a pronunciarsi sul suo rispetto.
IMMIGRAZIONE E GIUSTIZIA. Le materie entrano a far parte del diritto comune Ue e delle competenza della Corte di giustizia; le norme sono soggette a voto a maggioranza e co-decisione.
EUROGRUPPO. Diventa un'istituzione informale Ue con un presidente eletto a maggioranza per due anni e mezzo.
COOPERAZIONE RAFFORZATA. All'unanimità i Paesi Ue possono decidere che un gruppo di almeno 9 Stati forma un'avanguardia e procede a una maggiore integrazione in determinati settori.
COOPERAZIONE NEL CAMPO DELLA DIFESA. Può essere costituita da un gruppo di Paesi nell'ambito della politica di difesa per integrare le loro forze armate o parti di esse.
CLAUSOLA DI SOLIDARIETÀ. Su richiesta di un Paese membro gli altri devono andare in suo aiuto in caso di aggressione armata, attacco terroristico, calamità naturale.
CLAUSOLA DI USCITA. Un Paese può uscire dall'Ue negoziando le condizioni con i partner.
NUOVE COMPETENZE. L'Ue acquisisce competenze in materie come lo sport, il turismo, la protezione dei dati personali e della proprietà intellettuale, l'energia, la salute pubblica.
SANZIONI PECUNIARIE. La Corte di giustizia Ue può infliggere multe più velocemente e in più casi quando un Paese risulti inadempiente.

3 commenti:

palingenius ha detto...

Dalla padella alla brace... povera Europa sempre piu' in mano a questi mostri!

Anonimo ha detto...

Per la precisione

In 50 anni l'Europa è cambiata, il mondo è cambiato.

Oggi più che mai, in un mondo globalizzato in costante mutamento, l'Europa è chiamata ad affrontare nuove sfide. La globalizzazione dell'economia, l'evoluzione demografica, i cambiamenti climatici, l'approvvigionamento energetico, per non parlare delle nuove minacce che gravano sulla sicurezza, sono i grandi temi con i quali l'Europa del XXI secolo deve misurarsi.

Gli Stati membri non sono più in grado di affrontare da soli tutte queste nuove problematiche che non conoscono frontiere. Per farvi fronte e rispondere alle preoccupazioni dei cittadini serve uno sforzo collettivo a livello europeo. Tuttavia, per poter fronteggiare queste sfide l'Europa deve modernizzarsi. Deve disporre di strumenti efficaci e coerenti che siano adatti non soltanto al funzionamento di un'Unione europea recentemente passata da 15 a 27 Stati membri, ma anche alle rapide trasformazioni del mondo attuale. Le regole di vita comune, stabilite dai trattati, vanno perciò rinnovate.

È questo l'obiettivo del trattato firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007. Tenendo conto delle evoluzioni politiche, economiche e sociali e volendo rispondere alle aspirazioni degli europei, i capi di Stato e di governo hanno convenuto nuove regole che disciplinano la portata e le modalità della futura azione dell'Unione. Il trattato di Lisbona consente pertanto di adeguare le istituzioni europee e i loro metodi di lavoro, di rafforzare la legittimità democratica dell'Unione e di consolidare i valori fondamentali che ne sono alla base.

Il trattato di Lisbona è frutto dei negoziati condotti dagli Stati membri all'interno di una conferenza intergovernativa, ai cui lavori hanno partecipato anche la Commissione e il Parlamento europeo. Il trattato è stato ratificato da ciascuno dei 27 paesi dell'UE. Spettava a questi ultimi definire, in base alle rispettive norme costituzionali, come procedere alla ratifica
B.C.

palingenius ha detto...

Per me personalmente non c'e' nulla che unisca l'Europa, figuriamoci quell'orda di mangiasbafo dei burocrati e loro misere elucubrazioni. Il potere e' comunque concentrato in poche mani e quei burattini che siedono a Bruxelles e Strasbursgo faranno quello che gli verra' imposto "dal di fuori". Io vedo l'UE come una scatola vuota. Che valori uniscono l'Europa? L'euro? Comandati dal Dio denaro non saremo mai in grado di costruire un bel nulla! La grande minaccia dall'esterno poi e' il solito pretesto da Grande Fratello per tenere il "popolo" sotto controllo. La vera minaccia e' dall'interno e siamo noi stessi che cerchiamo di mettere su' l'ennesimo gigante dai piedi d'argilla.