venerdì 18 dicembre 2009

Turismo & Strabismo

Ci danniamo sempre l’anima nel cercare di capire le scelte della Brambilla, ma niente, non ce la facciamo; risulta incomprensibile il come faccia a prendere “sempre” la decisione o la strada sbagliata.
Strabismo, incompetenza, o che cosa?
Ma veniamo subito al fatto.
Va però detto che la responsabilità della situazione non certo brillante del turismo italiano, a nostro stramodesto parere, va suddivisa un po’ tra tutti; politica, industria turistica e sindacati, che fin dai tempi passati ci hanno più abituato a chiacchiere che a prodotti concreti.
L’Italia è il Paese che dispone, in base alla popolazione (procapite), di più camere; alberghi, B&B, agriturismi, eccetera, eccetera, addirittura una ogni 56 abitanti; gli Stati Uniti che sono secondi, ne hanno 1 ogni 61 ab.
Inoltre la Francia, che ci sopravanza (il doppio) per introiti derivati dal turismo, dispone “appena” di 18.000 alberghi, che confrontati con i nostri 34.000 alberghi, a cui si sommano le decine di migliaia di B&B ed agriturismi, più 11.000 palazzi d’epoca e castelli che presto potrebbero essere convertiti ad uso ricettivo, portano alla semplice considerazione che forse sono un po’ troppi.
E’ anche facile immaginare (la legge lo permette) che chiunque, intravvedendo degli “immaginari” lauti guadagni, possa imboccare questo “mestiere” pur non avendo le minime basi, a danno di quella qualità che è un altro dei nostri grandi problemi del settore ricettivo.
Quindi più che pensare a nuove strutture, bisognerebbe riqualificare quelle esistenti.
Allora la Brambilla cosa fa?
Giovedì, 17 Dicembre 2009:
E' stata approvata dal consiglio dei ministri la norma, presentata dal ministro del turismo Michela Brambilla, che prevede la semplificazione degli adempimenti burocratici per l’apertura (ripeto apertura) ed il trasferimento delle strutture turistico-ricettive.
Morale: se qualcuno avanza ancora qualche dubbio sulle eventuali produttive scelte della ministra, ecco, adesso è servito.
Quello che stupisce è il silenzio di Federalberghi che dovrebbe far sentire la propria voce, che di certo non è in accordo, ma di questo vedremo.
Se invece quanto detto è programmato per "aprire" alle grandi catene alberghiere e levare di mezzo i "piccoli", forse era meglio cominciare in tutt'altra maniera.
Ma glielo diciamo un'altra volta, forse la prossima.

25 commenti:

palingenius ha detto...

Oppure si possono riconvertire le strutture esistenti in motel per cani. Mi chiedo come non abbia potuto pensare una cosa del genere lei che li ama tanto...

Anonimo ha detto...

Una volta tanto non sono d'accordo.
Se il punto è garantire la qualità, cerchiamo provvedimenti per garantirla.
Mettere delle barriere in ingresso non garantisce la qualità, si limita a fotografare la situazione attuale rendendo più difficile e più costoso l'ingresso di nuovi competitor.

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

No no, siamo d'accordo.
Se leggi bene in fondo puoi capire che è la cosa che più vorrei per l'Italia; niente barriere e più confronto.
Il post è riferito ad una dichiarazione del Bocca di due anni fa, dove sosteneva che bisognava bloccare l'apertura di nuove realtà e favorire quelli esistenti. Non sono per nulla d'accordo con queste dichiarazioni, in verità col Bernabò non lo sono mai stato.
Il post successivo era quindi collegato a questo e avrebbe riportato che semplificare era la sola cosa più giusta da fare.
In definitiva è solo una provocazione, e mi fa piacere che hai colto l'errore.
;-)

vinc ha detto...

Quindi per te aprire agli strangers sarebbe cosa buona e giusta?

Luciano Ardoino ha detto...

Caro Vincenzo,
la scernita non si può fare, ma sicuramente l'Italia ne guadagnerebbe.
Avrei una lista di quelle che sarebbe meglio tenere a casa loro, ma vedrai che alla fin fine saranno quelle che entreranno nel territorio.
Questione di interessi? Mah?
Il perchè di questo non te lo spiego perchè lo sai molto bene.

palingenius ha detto...

Io invece credo che invece il mercato ricettivo sia saturo come ad esempio la produzione di automobili. Nuove aperture non servono a nulla se per contro non vi saranno delle chiusure quindi i vantaggi alla fin fine non credo vi siano. Che nuove aperture siano sinonimo di qualita' e' tutto da dimostrare... appunto perche' fino ad adesso quelli stranieri che entrano sono i soliti squali e comunque le nuove aperture che ho sotto gli occhi sono quelle in maggior difficolta' perche' hanno grossi investimenti da ammortizzare e non ce la fanno proprio alla faccia dei proclami che va tutto bene! A meno che non si volgiano riciclare i proventi dello scudo fiscale... bel guadagno pr il turismo!

Luciano Ardoino ha detto...

La concorrenza è sinonimo di miglioramento, detto questo è indubbio che il mercato sia saturo.
Per quanto riguarda i land shark, sono ovunque, e sicuramente saranno i primi ad entrare nel nostro paese, burocrazia e tasse permettendo.
E' da tempo che si stanno orientando su queste considerazioni e le ultime recenti chiusure (decine di migliaia) ne confermano la teoria. Il ricambio è già in atto ma non vedo nuove professionali realtà turistiche.
La soluzione c'è ed è evidente, ma purtroppo i probabili interessi personali o politici, orienteranno queste decisioni su cose che è meglio non dire.
Il recente esempio lombardo lo spiega bene.
;-)

vinc ha detto...

Il nostro paese ha inoltre una fascia di para-alberghiero sommerso, che rappresenta un enorme problema soprattutto nei casi di concorrenza sleale e mancato rispetto delle regole di alcuni agriturismi nei confronti degli alberghi.

palingenius ha detto...

Purtroppo in teoria la concorrenza dovrebbe essere un elemento positivo: in pratica si risolve in un caos senza regole in cui e' difficile raccapezzarsi: vedi telefonia, trasporto aereo etc. e la stessa dinamica e' gia' da tempo in atto nel settore alberghiero (vedi l'esempio della Spagna cha hai portato tu). Alla fine il tutto si risolve nella solita equazione basso prezzo = qualita' sottozero con una selva di prezzi in cui e' impossibile orientarsi.
Non credo sia questa la strada da intraprendere. Non sono certo la quantita' delle strutture che ne determina la qualita'. Anzi piu' ce ne sono e peggio e' perche' l'abbassamento indiscriminato delle
tariffe porta solo ad un peggioramento del servizio. Puo' un 5 stelle fare concorrenza ad un 3 e fornire la qualita' del servizio necessaria? Purtroppo io vedo in atto un appiattimento delle stelle con la sola discriminante del prezzo e della reputazione (vera o falsa che sia) sul web 2.0 a fare la differenza. La qualita' come ormai in tutto il resto non conta. La concorrenza effettuata in questo modo e' solo un danno ulteriore che nel medio- lungo periodo non fara' che peggiorare la situazione.

Luciano Ardoino ha detto...

E' una utopia cominciare a pensare di dare "veramente" un buon servizio anche in alberghi a non troppe stelle?
Non accetterò mai, anche se ai più non può fregare di meno, che conti di più il marketing alla qualità alberghiera; alla direzione.
Perchè è la direzione che fa e da la qualità.
Eppure al giorno d'oggi si parla solo di vendere senza pensare a chi.
Vabbè, sono tornato sul discorso di sempre e già fatto, ma la logica mi porta lì.
Personalmente, e ti prego di non volerlo intendere come auto elogio, gli alberghi che ho gestito si vendevano "quasi" da soli, e le riunioni con i T.O. non duravano più dei convenievoli di rito, e si riducevano ad allegre mangiate.
Questo però vuol dire che se c'è la vera qualità nella direzione, tutto è più semplice.
Il problema forse è la direzione che (scusami) nel nostro Paese non è molto...vabbè.
So di non accattivarmi molte simpatie con queste dichiarazioni, ma così la penso e così la dico.
Non abbiamo un gran bel direttivo alberghiero.
;-)

Francesco Pedroni ha detto...

@Vincenzo

...e dei ristoranti.

palingenius ha detto...

...E del Ministero!
Comunque Luciano purtroppo c'e' da prendere atto che adesso conta piu' il Revenue Manager del Direttore. Nel corso della formazione di questa nuova classe di dirigenti turistici insegnano forse cosa vuol dire qualita' e come va gestita, applicata etc.?
No, gli insegnano solo le tecniche di vendita, di marketing, di revenue, di yield etc. e pure queste solo in teoria perche' per quanto riguarda la pratica si e' visto cosa hanno combinato: un bel nulla! Credevano di aver trovato l'eldorado ma era solamente perche' l'economia non era in fase recessiva. Infatti adesso si stanno spostando sul web 2.0 perche' vogliono creare una nuova fase speculativa avendo bruciato il resto. Comunque si tratta sempre di tecniche quantitative in cui la qualita' non fa neppure capolino. Si cerca di correre sempre piu' avanti mentre e' ben che apppurato che cosi' non si va da nessuna parte.

Luciano Ardoino ha detto...

@Palingenius

Mah?
Nelle logistiche che preparo il Revenue o il Marketing Mngr sono sempre dietro il Financial, l'Engineer, l'Area e l'Operation.
In alcuni casi per Paesi dove è difficile reperire il F&B, anche dietro il Purchase mngr.
I risultati mi dicono siano buoni; anzi stanno tutti viaggiando su percentuali di over budget nonostante la crisi mondiale del settore.
Questo dimostra che la qualità, checchesenedica, paga sempre.
;-)
Non li capirò mai questi "signori" che cercano il rimedio o la concorrenza con nazioni dove uno stipedio è di 100/200/300/500 dollari; messa in regola compresa.

palingenius ha detto...

In grosse strutture il Direttore dovendo coordinare tanti reparti ha ancora un ruolo preponderante: in realta' meno articolate il suo ruolo e' diventa meno incisivo di una volta equesto va sicuramente a discapito della qualita': vendere a tutti i costi e con tutti i mezzi non e' un sinonimo di qualita'.

Luciano Ardoino ha detto...

Se poi ci mettiamo che in Italia, ma non solo, vengono sottoposti a budget che hanno del ridicolo e da parte della proprietà che preferisce incassare il più possibile subito...
Credo ci sia anche molta disonestà sia lavorativa, sia (lasciamo perdere), anche da parte del personale e dei preposti alla direzione.
In questo caso è ovvio che la proprietà abbia a risparmiare anche sulle cose impossibili, personale, dalle divise al cambio biancheria, posateria, eccetera eccetera.
Il tutto chiaramente come sostenevi tu a discapito della qualità. Quella qualità che nei tempi andati ci vedeva primeggiare.

palingenius ha detto...

Purtroppo Luciano e' l'eterno problema: quando si fa il passo piu' lungo della gamba poi bisogna fare cassa a tutti i costi altrimenti con la banca e con i fornitori son dolori: la proprieta' in cio' ha moltissime responsabilita' specialmente se non provengono dal settore e credono che basta aprire una struttura (spesso sotto o sovradimensionata e concepita da architetti a cui non farei progettare neanche una stalla per le pecore) ed il gioco e' fatto. Non pensano che l'Hotel e' aperto tutti i giorni con i suoi quotidiani problemi e costi da risolvere e che non c'e' tutti i giorni la fila fuori dalla porta dei clienti. Se poi facilitano ancora di piu' l'apertura di nuove strutture avremo ancora piu' filibustieri all'arrembaggio.

Luciano Ardoino ha detto...

@Palingenius
Caspita!
Proprio questa mattina ho avuto qualche scambio d'opinione con questi architetti ed ingegneri per la logistica della sala maggiore del ristorante alberghiero.
Per amor del cielo una sciocchezza ma....
Dal pass cucina all'ultimo tavolo manger, ben 38 passi.
Neanche nelle navi da crociera ci sono queste metrature che arrivano al massimo a 30.
Praticità zero ed è inutile che ti dica tutte le discrepanze che questo può creare. Sono certo che le conosci molto bene.
Ripeto sono delle cavolate ma ti aspetti che almeno in queste cose...se poi ti dico dove mi hanno messo la lavanderia...vabbè.
;-)

Anonimo ha detto...

Purtroppo da molti anni sono questi che hanno la decisione finale.
Molti alberghi italiani sono sotto delle proprietà edili, pertanto etc etc.
Inoltre l'imprenditore incarica per prima gli studi di architettura che a loro volta si avvalgono dell'esperienza del commerciale, finanziario, logistica e poi gli altri di seguito.
Non so voi ma io mi trovo sempre nella condizione di accettare anche cose che non sono professionali per non perdere gli incarichi.
B.C.

palingenius ha detto...

Invece queste sono cose importanti perche' la qualita' e' anche nella cura dei dettagli e che tutto sia fatto ad arte: quindi dal progetto e via a scendere fino ai minimi dettagli. Design non e' necessariamente sinonimo di qualita'.
Per quanto riguardo poi gli errori di progettazione, adesso e' un disastro, per non parlare delle finiture.
Per me la qualita'inizia dalla A e finisce alla Z. Non esistono scorciatoie

Luciano Ardoino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
vinc ha detto...

perchè io no ?

Anonimo ha detto...

Tutti bene?
Sembra che questo blog sia defunto o sbaglio?
Succede!

vinc ha detto...

@luciano

Sei in Italia o dove?

frap1964 ha detto...

Ci vuole una bella faccia tosta, imho, a mettere in atto pure un finto progetto di valorizzazione del merito e cultura della performance in un ente (ENIT) tenuto appositamente in stato di commissariamento ed alla cui guida sono state messe persone la cui competenza in materia di turismo è più o meno pari a quella del sottoscritto (cioè zero punto zero).

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo
Mi hanno anticipato il tempo per la preparazione di una relazione. A presto con "buone" notizie sul paolo Rubini.
@Frap
Ho letto e non ho parole o aggettivi sufficienti per descrivere questa cosa. Credo che userò anche degli altri idiomi per sopperire a questa mancanza.
Nel frattempo ho guardato in giro per il mondo (Francia, Spagna, Germania, USA, Inghilterra) per trovare qualcosa di simile.
Niente!