sabato 28 marzo 2009

Un pò di quà, un pò di là

Ma quale rotta?
Credo d’essere un convinto paladino dell’ottimismo in tutte le forme possibili ed immaginabili.
L’ottimismo è positività ed anche senza ricorrere ai proverbi del passato (gente allegra il ciel l’aiuta, canta che ti passa, meglio vedere il mezzo bicchiere pieno che pensare alla metà vuota, eccetera), ottimismo è la consapevolezza che puoi farcela a raggiungere un determinato scopo o obiettivo; l’ottimismo è anche suggestionabile e il governo attuale penso conosca ampliamente tale teoria, almeno nella quasi totalità dei suoi componenti.
L’atteggiamento fiducioso però a volte dipende dallo stato d’animo o in maniera più determinante dal fatto che capisci di non essere all’altezza della situazione; ecco di conseguenza che si manifestano delle assurdità palesi o incomprensibili contraddizioni.
Un momento dici una cosa mentre subito dopo ne affermi un’altra mettendo a repentaglio il sistema e la credibilità della gente nei tuoi confronti, creando irreversibilmente sfiducia nelle persone e per persone intendo quelle pensanti.
Poi ci sono anche gli ignoranti (quelli che ignorano), gli imbecilli (o quelli che s'imbellettano), gli interessati (solitamente questa cerchia o accumulo di persone cerca di ottenere qualcosa; lavoro, cariche, eccetera) a cui tutto va bene qualsivoglia cosa gli dici; si congratulano, ti inviano missive di compiacimento, ti applaudono ed infine ti premiano.
Diventerai Ministro.

Tutto questo è successo in un giorno:
26/03/2008 – Mattina
Adnkronos - Libero-news.it : Michela Vittoria Brambilla, tagliando il nastro a Roma a 'Globe 09'"
Nonostante la crisi economica in atto il nostro turismo sta rispondendo molto bene, abbiamo messo in atto strategie importanti, i nostri imprenditori hanno dato vita a pacchetti di offerta molto più flessibili dal punto di vista dei prezzi e della durata.
Abbiamo messo in atto politiche tali che hanno portato il nostro turismo a registrare un segno positivo: è un dato molto importante che testimonia come il turismo sia senz'altro la prima industria italiana."

26/03/2008 – Pomeriggio
http://www.guidaviaggi.it/detail.lasso?id=107014&session=givi:D4B1662507fc525B89vGFFC57780 Michela Vittoria Brambilla
“Tutelare le imprese e i lavoratori a fronte di una crisi pesante che ha provocato 4 miliardi di perdite e 40.000 posti in meno nel comparto, cercando di invertire il trend negativo.” ... “Non sarò contenta finché non farò cambiare rotta a questo settore”.

Non so voi, ma io non mi fido del suo ottimismo a ore.
Luciano Ardoino (con ringraziamento a frap1964)
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/



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giovedì 26 marzo 2009

Turismo in Italia; laboratorio di parole

Turismo in Italia; laboratorio di parole.
Il WTTC (World Travel & Tourism), l’organizzazione mondiale che riunisce i principali operatori dell’industria dei viaggi e delle vacanze, insieme al World Economic Forum, il prestigioso organismo internazionale non profit con sede a Ginevra, reputano che siano essenzialmente tre i fattori di criticità che minacciano il turismo italiano: l’assenza del governo, la carenza di infrastrutture e lo scarso sviluppo della tecnologia informativa.
Importante contorno a queste priorità sono le tasse, trasparenza delle politiche di governo, spreco spesa pubblica, favoritismi nelle decisioni di funzionari del governo, formazione del personale, norme in materia di investimenti, pratiche di assunzione, costo del lavoro, flessibilità di determinazione del salario, simmetria tra produzione e retribuzione, possibilità di ricerca lavoro qualificato, strategie turistiche, affidamento sulla gestione professionale, fuga di cervelli, flussi di capitale, disponibilità di capitale a rischio, investimenti diretti dall’estero, volontà di delegare, collaborazione università/industria, …e qui mi fermo; portano la nostra cara penisola, nella graduatoria mondiale per valore di Pil del settore turistico guidata dagli Stati Uniti, dalla Cina e dal Giappone, all’ottavo posto dietro le altre maggiori nazioni europee, precedendo il Canada e il Messico. Questo comparto industriale rappresenta il 78% del nostro prodotto interno lordo e la percentuale sale al 1213% considerando tutto l’indotto. Un apporto che complessivamente va dai 115 ai 200 miliardi di euro all’anno.
E mentre la Russia che è entrata nel turismo da poco più di dieci anni sta oramai oltrepassandoci, le statistiche affermano che tra altri dieci non entreremo più nella Top Ten mondiale.
Tutte queste imperfezioni per la salvaguardia e l’incremento turistico nel Bel Paese ci vengono annunciate dalle sopraddette organizzazioni da oltre vent’anni e sempre con le stesse causali a dimostrazione che noi o non abbiamo nulla da imparare (?) perché sappiamo già tutto, oppure che queste società non sanno quel che dicono ed hanno solo voglia di farci perdere del tempo.
Considerando che nell’ultimo trentennio non c’è governo che all’atto delle dichiarazioni programmatiche del suo leader non abbia assegnato al turismo una funzione economica di spicco, di traino dello sviluppo economico italiano, tralasciando poi di attuare un valido programma con veri specialisti del fare e non del solo dire, lo scenario che ci si presenta è sconfortante.
Anche gli oltre misura annunciati ultimi tentativi stanno dando dei risultati che sono la chiara dimostrazione della nostra quasi totale incompetenza nello svolgere una valida efficienza organizzativa, un apparato pensante, una struttura in grado di proporre strategie, elaborare risposte, formulare progetti e ipotesi di lavoro; ovvero una cabina di regia. L’ultima classificazione alberghiera, a mio e non solo parere, ne attesta l’inconsistenza specialistica.
No, noi dobbiamo prima aspettare che ne imparino le problematiche e dopo infruttuosi vari tentativi probabilmente per ingraziarsi quello o per ascoltare e credere a quell’altro, chissà?
E la storia del turismo italiano infinitamente si ripete!
E mentre noi parliamo, parliamo, parliamo; gli altri…
Luciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

domenica 22 marzo 2009

(S)tanno c(H)iudendo (I)l (T)urismo?

(S)tanno c(H)iudendo (I)l (T)urismo?

Lettera aperta e inviata al presidente nazionale della Cidec, Agostino Goldin.

ho letto con grandissimo interesse la vostra inchiesta riguardante i fattori per il rilancio del settore turistico e ne sono rimasto alquanto sconcertato; sia per il valore delle domande proposte come di conseguenza delle ovvie risposte fornitevi dai 500 operatori come da: http://www.cidec.it/legginews.asp?id=553 e notizie (Adnkronos)
Questo conferma, a mio opinabile parere, che dette statistiche è meglio non farle o perlomeno farle un po’ meglio se si vuole veramente aiutare le istituzioni a risolvere la grave crisi del settore nonché delle problematiche lavorative già in atto perché destinate a ben più future dolorose numerazioni; non che a voi interessi molto della mia personale opinione, per carità, ma vorrei sottoporvi alcune mie considerazioni in merito.
Beh, solo il 4% degli intervistati (onore a questi pochi) ha dichiarato che il rapporto qualità/prezzo è importante per il rilancio del turismo nazionale a dimostrazione che ogni figlio è bello a mamma sua e vale a dire che nelle organizzazioni personali tutto va bene; peccato che le statistiche, forse più particolareggiate dell’WTO o del WEF e altri, dimostrino esattamente l’opposto, relegandoci in fondo alle classifiche internazionali a dimostrazione che questo è uno dei nostri più grandi problemi come dai risultati ottenuti nell’ultimo trentennio.
Con la riduzione dell’Iva al 5 o 7% qualcuno di questi signori abbasserà forse i prezzi di pernottamento o è diventato un luogo comune esternare sempre questa considerazione senza per altro collegarla ad azioni produttive?
Nessuno conosce la direttiva europea Ecofin 77/388/CEE sulle produttività delle varie tassazioni turistiche europee (in esame all'Hotrec entro il 31/12/2010)?
Come esempio cito invece la riduzione della sopraddetta per il ripristino delle locazioni, a mo di fondo, senza dover sostenere richieste o interessi presso istituti bancari, mentre invece le istituzioni cercano di ottemperare anche se a tassi agevolati; con il risultato che sono sempre le banche a guadagnarci.
Per il resto; qualità dei servizi del territorio, strategie di promozione, iniziative culturali e qualità ambiente, che secondo gli intervistati sono le cause primarie della pessima situazione della nostra cara penisola per un totale di 96% quindi a responsabilità dello stato italiano, ricordo a questi proprietari o gestori che tutte le aziende italiane fanno parte di associazioni o altro che sono o dovrebbero essere in stretto contatto con le istituzioni statali, regionali, provinciali e comunali per consigliare il da farsi e che quindi la causa è sicuramente anche la loro.
In moltissime altre nazioni, anche nostre concorrenti, dette vengono periodicamente ascoltate e molto spesso contribuiscono con suggerimenti validi, ripeto validi, al miglioramento del settore, mentre considerando che da noi invece il rapporto qualità/prezzo è così poco importante e ricercato si evince l’interesse che ha la politica verso queste società di varia natura.
In aggiunta al post elenco quello che succede invece in Francia per determinare, attraverso le statistiche o inchieste, il modus operandi; in questo caso attraverso inchieste, chiamiamole clientelari, mentre per quelle interne la invito ad informarsi presso le fonti dei cugini d'oltralpe.
Ma veniamo alla differente considerazione che hanno nel definire le statistiche nei confronti di quelli italiani e non certo con gli stessi quantitativi numerici.
1° SDT (Suivi de la Demande Touristique), frequenza della domanda turistica.
2° EVE (Enquête des visiteurs de l’étranger), ovvero l’inchiesta sui visitatori esteri.
Entrambi gli strumenti, SDT e EVE, sono dispositivi di rilevazione dati per così dire continui; per l’SDT, di più di 20.000 domande mensili sulle pratiche turistiche e sulla mobilità e più di 10.000 per EVE.
Due sotto-inchieste forniscono una informazione più completa sul consumo turistico: una parte per le “spese in Francia” e l’altra per le “spese all’estero”.
Inoltre, una inchiesta mensile su andate e ritorno giornaliere permettono d’ottenere delle importanti informazioni sui comportamenti e le pratiche dei turisti escursionisti.
Questa comporta mensilmente l’inchiesta di oltre 30.000 individui e il trattamento statistico di circa 20.000 risposte attraverso uno schedario delle strutture alberghiere: la scheda è stata espressa raccogliendo i dati delle prefetture, dei partner regionali e dei dipartimenti, in particolare per il campo della struttura delle catene alberghiere.
I soggetti economici locali, attraverso gli Osservatori Regionali del Turismo (ORT), hanno sottolineato la necessità di costituire un centro di raccolta dati, fondamentale per imprimere omogeneità e comparabilità dei dati tra una regione e l’altra.
La Francia quindi ha tutti gli strumenti metodologici e organizzativi richiesti dall’Unione Europea, dimostrando di avere un sistema che le permetterà anche nel futuro di mantenere la leadership mondiale nelle politiche per il turismo.
Come può facilmente evincere, è tutta un altra cosa.
Ringraziandovi per il tempo concessomi saluto cordialmente.
Luciano Ardoino

Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

giovedì 19 marzo 2009

Com’era bello quando gli asini volavano; ora volano questi, bassi ed hanno il corno.

Com’era bello quando gli asini volavano; ora dicono che…
Mercoledì 18 marzo ore 23 e passa, sto leggendo su internet le ultime notizie dal mondo per quanto riguarda il turismo, quando squilla il telefono; dall’altro capo una vociona conosciuta mi sollecita ad un velocissimo collegamento con Rai 2, c’è la Michela Brambilla!
Premetto che non ho nessunissimo desiderio nei confronti della medesima, adoro mia moglie che oltretutto è molto più bella, ma interessandomi di turismo mi congedo dal caro amico e accolgo di buon grado l’invito preparandomi al meglio o forse è più opportuno dire al peggio.
I tentati diversivi del prossimo Ministro del Turismo sono ottimamente tenuti sotto controllo dalla valida giornalista che la costringe più volte ad inutili appigli nell’aria sovrastante, limitandola in trite e ritrite esposizioni o sentenze così di seguito elencate:
a) Brambilla: La politica sul turismo ha dormito per 25 anni e questa e' una grave colpa: se le cose fossero state gestite in modo diverso la situazione non sarebbe questa.
Questa ‘attenta valutazione’ era già apparsa nello scorso maggio e più volte instancabilmente ripetuta dalla medesima su testate giornalistiche , televisioni, radio ed eccetera, portandomi alla considerazione che lei stessa e tutto il suo entourage, non intravvedano delle soluzioni per incrementare il turismo e che anche il panettiere sotto casa, stimatissima persona, avrebbe potuto dire le stesse cose per manlevarsi da future responsabilità dovute alla probabile cattiva gestione.
b) Brambilla: L’Italia è il Paese più cliccato al mondo per quanto riguarda le ricerche turistiche su internet e bla bla, bla bla.
Detta indagine effettuata da Google risulta anch’essa più volte riproposta ma probabilmente mai attentamente esaminata dai vari Guru del turismo nostrano. Suona infatti come una nota stonata considerando che dapprima si incolpano le istituzioni precedenti di incauta gestione ed errata propaganda dopodiché si afferma che la nostra penisola è la più ricercata come meta turistica. Lo stesso Nino, il galantuomo panettiere, ha capito che le due cose non hanno attinenza perché se quelli di prima hanno lavorato male come mai siamo i più inseguiti?
Credo che le palanche preposte al turismo debbano andare in tutt’altra direzione!
c) Brambilla: Collegamenti vetusti, la non presenza di grandi catene alberghiere e quindi le probabili conduzioni familiari, sistemazioni antiquate, 150.000 impiegati persi nei soli primi mesi dell’anno e bla bla, bla bla.
Ma va, questo lo sapevamo già mentre che le soluzioni sono altre, quando lo capirete; forse quando avrete la buona conoscenza del settore?
Ma la risposta più incredibile avviene al termine dell’intervista televisiva e cioè quando la brava giornalista la incalza sulle previsioni temporali dell’uscita da questa brutta situazione del turismo italiano.
d) Brambilla: Ci vorranno circa 5 anni!
Beh che dire; continuando così immagino anche due o tre legislature.
Chissà se gli operatori avranno il tempo e la voglia di aspettare e credere ancora che gli asini volano o quelli sopra che sono anche peggio.

Luciano ardoino

Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

martedì 17 marzo 2009

Ministero del turismo SI NO FORSE

Ministero del turismo?
SI, ma con qualcuno che ne capisca davvero perchè non si può ancora scherzare sul sudore e sui problemi altrui per innalzare solo il proprio io.
I risultati ottenuti nel turismo nazionale dal lontano 1993, anno dell’abrogazione del Ministero del Turismo, sono talmente negativi ed evidenti che sarebbero necessarie le pagine della Treccani per descriverli tutti; non che nei vent’anni precedenti, con il Ministero in funzione, andasse poi così meglio, per carità; ma tutti conosciamo quale rifugio sia diventato questo settore così importante a livello di entrate monetarie, erariali e di impiego.
Come ampliamente già accennato nelle mie precedenti per il parere di molti, questo è risultato il ricovero per trombati politici, nullafacenti e raccomandati che hanno avuto tra loro un unico collegamento, l’incompetenza, che purtroppo per le cause sopra accennate è rimasta tale negli anni a seguire; un po’ come se io dovessi occuparmi all’improvviso di cardiochirurgia e non avessi neanche la voglia e la capacità di studiarne i contenuti, poveri degenti.
Tale situazione ha permesso alla altre nazioni del globo di sopravanzarci nonostante l’indiscussa bellezza della nostra patria, dell’enorme patrimonio artistico/culturale in nostro possesso ed anche della professionalità degli addetti nel settore turistico; infatti, a cavallo degli anni ‘60/’70, le scuole alberghiere della nostra penisola risultavano indiscutibilmente, al pari della Svizzera, nell’elite mondiale e molti altri stati indirizzavano i propri studenti presso i nostri istituti scolastici per apprenderne le basi dell’accoglienza, dell’ospitalità e della cucina.
Ci rimane solo la cucina.
Attualmente Francia, Spagna, USA e Cina ci surclassano come numero delle presenze turistiche annuali mentre alle spalle avanzano prepotentemente UK, Germania e Hong Kong che viene ancora separata dalla Repubblica Popolare secondo il World Tourism Organization, e che tra breve ci sorpasseranno.
Sono circa 8.000 gli assessori del turismo regionale, provinciale e comunale a cui si sommano anche quelli dei piccoli municipi cittadini, persone che nella quasi totalità non provengono dal settore turistico e che con le oltre 10.000 società di varia natura che, senza una regia centrale, hanno contribuito in maniera determinante alla pessima situazione attuale.
Le responsabilità demandate alle varie regioni hanno contribuito ad aumentare il bailamme in forma ancor più esagerata; differenti classificazioni alberghiere tra regione e regione e politiche turistiche disomogenee, nonostante l’assembramento sotto un’unica organizzazione nazionale, hanno variegato l’offerta turistica in atteggiamenti incomprensibili, aumentando solo ed esclusivamente i costi di gestione.
Come se in un Gran Premio alle monoposto venisse concesso di girare da una o dall’altra parte a proprio piacimento.
Con l’avvento del sottosegretariato alla presidenza con delega al turismo si ipotizzava in un leggero miglioramento, almeno a livello di guida e possibilmente verso una sola direzione, ma le varie esternazioni o eclatanti proclami annunciati nell’arco dell’ultimo anno, la nuova classificazione alberghiera che rispecchia, a mio opinabile parere, una grave inconcludenza professionale, gli enigmatici piani di marketing e tanto altro hanno mantenuto inalterato il poco valore che gli stranieri hanno nei nostri confronti a livello turistico, continuando a dimenticarci dalle loro mete mentre i risultati riconfermano l’andazzo.
Il Ministero del Turismo serve, eccome se serve, ma con il portafoglio!
Riusciamo forse ad immaginare un’Arabia Saudita senza il Ministero del petrolio che è la maggior fonte di ricchezza di quel paese (?), quindi come possiamo ipotizzarne la mancanza di quello del turismo per una nazione che si basa sul turismo (12% del PIL) e con 2 milioni e mezzo di impiegati senza il medesimo corrispondente?
Per piacere, astenetevi per una volta alle str…anezze a cui ci avete insaziabilmente abituati; siamo grassi delle vostre parole.
Il Ministero serve come servono immediatamente persone capaci alla direzione di questo, professionisti ed esperti della materia, uniche voci che sappiano rispondere per le rime agli pseudo conoscitori della materia, perché non possiamo permetterci il lusso di aspettare che voi impariate l’arte di saper fare il turismo; quasi 13.000 aziende sono in sentore di chiusura probabilmente fallimentare e 150.000 addetti cambieranno mestiere, sempre che riescano a trovare altrove.
Serve forse una riforma del Titolo V della Costituzione che dia almeno un potere concorrente sulla materia allo Stato, dato che oggi il potere delle Regioni sul turismo è esclusivo; cambiatelo e cambiate la vostra prosopopea in qualcosa di finalmente produttivo!
Luciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

giovedì 12 marzo 2009

E io pago!

E io pago!
Il totale delle metrature vincolate dalle nazioni che ci sopravanzano per introiti turistici (Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina) non raggiunge lo spazio occupato dalla sola Italia in questa importantissima, per gli specialisti italiani, fiera del turismo internazionale: Mosca 17 marzo 2009 (6° manifestazione al mondo per importanza).
C’è anche da dire che queste, dato che la metà delle prenotazioni online sono state già effettuate, abbiano comprensibilmente declinato per il loro presunto scarso richiamo inviando delle piccole rappresentanze a contorno dei propri connazionali privati, mentre viene ritenuto basilare dai nostri rappresentanti istituzionali.
Recenti studi effettuati da Greta Barsanti (industry manager travel di Google) sul comportamento degli utenti che cercano le vacanze online sui motori di ricerca (pay per click) ha evidenziato che in Germania, USA e UK questi avvengono in percentuale di 1 su 2 (50%) tre mesi prima della prenotazione. Noti albergatori italiani confermano che le prenotazioni avvengono in buona percentale addirittura 6 mesi prima. I turisti di queste tre nazioni, che sono una grossa fetta di quelli che visitano l’Italia, tendono a percorrere il nostro paese nei mesi che vanno da maggio a novembre, pertanto gran parte di queste prenotazioni sono già avvenute.
Ritengo che l’Italia, ancora una volta, rincorra il salvabile attraverso gli ultimi spiragli offerti dalla programmazione mondiale del turismo mentre gli altri governi , avendo già ottemperato a questo doveroso marketing, si dedichino a soluzioni più qualitative o di rifinitura progettuale riuscendo anche questa volta a limitarci negli scarti.

Presenze istituzionali o governative dell’Italia: N° 19
Regione Basilicata, Regione Campania, Ente Provinciale di Caserta, Consorzio destinazione Italia, Regione Puglia, Regione Emilia Romagna, Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Abruzzo, Regione Liguria, Regione Lombardia, Regione Lazio, Regione Marche, Regione Calabria, Regione Sardegna, Regione Sicilia, Regione Trentino, Regione valle D’Aosta, Regione Veneto, Enit

Presenze istituzionali della Francia: N° 1
Nice Visitors Bureau (Ufficio del turismo di Nizza)
Presenze istituzionali o governative USA N° 0
Presenze istituzionali o governative UK N° 2
Visit Scotland, Welcome UK ltd.
Presenze istituzionali o governative Cina N° 1
CTS

Costi: 16 assessori regionali + 16 segretarie + 16…………, rappresentanti di questo, quello e l'altro ancora, eccetera, allestimenti generali, pernottamenti, pranzi, cene, trasferte ……………, eccetera.

Eppure poco tempo prima leggevamo che:
Maggio 2008, dichiarazioni alla 58esima assemblea Federalberghi
Bernabò Bocca: “Non possiamo lasciare 21 diverse politiche turistiche regionali”
Michela Brambilla: “Ogni euro che da oggi verrà speso per il settore, dovrà essere produttivo di risultati concreti”.
Non ci resta che aspettare i risultati che forse già conosciamo, mentre intanto noi paghiamo!

Luciano ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

martedì 10 marzo 2009

Servono sfere o servono palle?

Le possibilità erano, sono e saranno solo tre. O decidono di tirare fuori gli attributi, che in considerazione dei risultati finora ottenuti nel settore turistico, dubito dispongano; regalare loro una sfera di cristallo, ma da buon genovese preferirei che se la comprassero, oppure demandare ad altri le competenze di questo dipartimento così importante, eliminando contemporaneamente (pre-pensione) gli eterni guru del turismo che non tanto bene hanno fatto nel passato per la nostra cara penisola contribuendo alla pessima situazione attuale. Personalmente ritengo che molti altri ministeri abbiano affrontato questo periodo di recessione o presunta tale con delle valide motivazioni e buon operato, contribuendo al miglioramento nazionale o per lo meno in misura certamente superiore a quanto sta accadendo nel mio settore; il turismo e senza mai rilasciare proclami che non si sono dimostrati veritieri.
Infatti continuano a pervenirci delle dichiarazioni che lasciano interdetti anche i più appassionati ottimisti, cosa della quale, se supportate anche da fatti, ve n’è assoluto bisogno.
9 gennaio 2009
Così Bernabò Bocca presidente di Confturismo-Confcommercio, commenta la firma dell’accordo tra Michela Vittoria Brambilla e il sottosegretario al commercio estero Adolfo Urso: Rappresenta un’iniziativa strategica per settori ormai divenuti perno economico dell’Italia e di speranza per il futuro, soprattutto in questa fase di recessione mondiale.
Già poco tempo prima, all’unisono con la sottosegretario Michela Brambilla, apparivano su molte testate giornalistiche ed in più riprese alcuni video o pagine internet delle dichiarazioni che suonavano pressappoco così: ‘Per il 2009 le prospettive sono certamente migliori, siamo competitivi a livello di tariffe e abbiamo previsioni positive e proprio il turismo sarà uno di quei settori che consentirà alla nostre economia di risollevarsi’.
Non molto tempo dopo (10 marzo 2009) ecco che compaiono i primi dati e…
Scendono nel 2009 del 18% le disponibilità prenotate dai grandi tour operator verso l’Italia dalle principali provenienze europee - Germania, Austria, Olanda, Belgio, Svizzera, Inghilterra, Scandinavia e Russia. A rivelarlo sono i dati del Consorzio Incoming Italia, resi noti da Federviaggio-Confturismo. Se confermato su tutte le tipologie di turismo anche non organizzate, il tendenziale sarebbe meno 4 milioni di stranieri a fine anno, dopo un calo del 20% dei pernottamenti e quasi 22% della spesa già registrato a gennaio e febbraio.
Che dire; ottima previsione; ma le palle, la sfera di cristallo o lasciare a qualcun’altro che se ne capisca, quello no?
Anche questa volta opteranno per la quarta soluzione; quella che permetterà di mantenere il careghino e ... speriamo che gli operatori del turismo italiano ci mettano del loro meglio, sennò!
Luciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

sabato 7 marzo 2009

Unnecessary Go Home

L’ultima volta lo ha detto inaugurando la Bit di Milano. "E' grave e imperdonabile che per oltre 20 anni le nostre istituzioni centrali non abbiano colto l'entità di questo settore: ma ora si sta cambiando rotta. Questo Governo ha intenzione di dare una svolta alle politiche turistiche, con un piano quadriennale, strategie mirate e studiate in collaborazione con tutti i rappresentanti del settore". Un ritornello che Michela Vittoria Brambilla non ha fatto che ripetere negli ultimi nove mesi ma che a quanto pare sembra sia rimasto solo un’intenzione a cui non è stato dato seguito. A distanza di un anno, infatti, l’Italia è ancora 28/a nella classifica mondiale dei Paesi più competitivi nel settore Viaggi e Turismo elaborata dal World Economic Forum (WEF); proprio come un anno fa. La classifica, che non è un voto sulla bellezza di ogni Paese ma si concentra sui fattori che rendono interessante sviluppare l'industria del viaggio e del turismo dei singoli paesi, boccia ancora una volta l’Italia mentre in soli 12 mesi la Francia è riuscita a risalire di sei posizioni passando dalla decima alla quarta. Segno che il miracolo, volendo, è possibile. Così, nonostante le reiterate promesse di riuscire a imprimere una svolta al settore turistico, in 9 mesi Michela Vittoria Brambilla non è riuscita nel suo scopo. E anzi il rapporto accusa il governo italiano di non considerare il settore Viaggi e Turismo prioritario (a questa voce l’Italia è al 107esimo posto su 133 paesi di tutto il mondo). Voti bassi anche alla voce Politiche e regolamentazioni, a causa delle fortissime restrizioni alla proprietà straniera e alle regole relative agli investimenti stranieri diretti. Insomma, c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare seriamente invece che soffermarsi in chiacchiere e annunci vuoti di cui siamo purtroppo soggetti inconsapevoli e obbligati.
Stessa sorte la riceviamo dal team di tecnici e professionisti vari che la contornano in queste brillanti e mai produttive esternazioni (nota da statistiche WEF).
Resta la sconfortante considerazione che non è cambiato nulla dagli anni passati, sempre gli stessi annunci del tutto dire ma del poco fare; incessanti esternazioni del “ghe pensi mi”, ma se non ci pensano gli ottimi operatori italiani si rimane con le braghe in mano; ininterrotte riunioni tra associazioni, istituzioni, federazioni, tecnici, sindacati, esperti, politici, commissioni parlamentari e chi più ne ha più ne metta, per produrre cosa?
Infiniti viaggi di rappresentanza, Bit, manifestazioni, congressi all’estero, strette di mano, firme, congratulazioni, premi, nomine … fertili solo nelle spese.
Luciano Ardoino
Fonte: Marina da Travelnostop e http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

venerdì 6 marzo 2009

Un momento, un momento che arrivo.


ENIT: BRAMBILLA ANNUNCIA NUOVO PIANO DI PROMOZIONE ITALIA NEL MONDO


La promozione e la comunicazione dell'Italia in tutto il mondo cambieranno volto: il sottosegretario al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha spiegato infatti che l'Enit proporrà a breve un nuovo piano di comunicazione e promozione. ''Credo che entro poche settimane - ha spiegato a margine della firma di un protocollo di collaborazione sull' Expo nella sede della Lombardia - Matteo Marzotto potrà presentare il piano di comunicazione per il mondo.
(ANSAmed) 04.03.2009

Un po’ prima, no?

I piani di comunicazione o marketing turistico compaiono e vengono approvati di norma annualmente e vale a dire, un anno prima; l’importanza strategica di questa sezione comporta uno studio molto attento e professionale che solitamente porta la sua totale approvazione in tempi che non sono mai brevi, a volte anche mesi, dopodiché vengono introdotti nel mercato nel periodo più opportuno. Non tutti gli abitanti del globo hanno la stessa metodologia e tempi nella ricerca delle proprie vacanze e quindi l’inserimento di un piano di comunicazione mirato andrà a toccare a volte alcune nazioni prima di altre.
Recenti studi effettuati da Greta Barsanti (industry manager travel di Google) sul comportamento degli utenti che cercano le vacanze online sui motori di ricerca (pay per click) ha evidenziato che in Germania, USA e UK questi avvengono in percentuale di 1 su 2 (50%) tre mesi prima della prenotazione. Noti albergatori italiani confermano che le prenotazioni avvengono in buona percentale addirittura 6 mesi prima .
I turisti di queste tre nazioni, che sono una grossa fetta di quelli che visitano l’Italia, tendono a percorrere il nostro paese nei mesi che vanno da maggio a novembre.
Il sottosegretario con delega al turismo Michela Brambilla ha dichiarato il 4 marzo 2009 che tra poche settimane il responsabile dell’Enit Matteo Marzotto presenterà in aprile a Milano un nuovo piano di promozione dell'Italia nel mondo e quindi seguendo i tempi dapprima descritti dovrà essere presumibilmente approvato, se va bene, per i primi di maggio.
Nota: I turisti tedeschi, inglesi, americani ed altre nazioni hanno già prenotato, in percentuale del 50%, le proprie vacanze da gennaio/febbraio; quindi li abbiamo persi.
Che dire; complimenti!
Luciano ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

lunedì 2 marzo 2009

Hanno scoperto la Merica

Una piccola premessa; queste elementari considerazioni sono dovute al fatto che da molti lustri siamo sommersi dalla decantata ricerca del rapporto qualità/prezzo, cosa di cui sono assolutamente d’accordo; ma considerato che su quest'ultimo non si può granchè intervenire a causa delle leggi e tasse nazionali, comunali, provinciali e regionali, credo non resti che prestare la massima attenzione possibile al miglioramento della qualità.
Il risultato ottenuto da questo documento però, a personale opinabile giudizio, non ne attesta alcuna possibile miglioria ma un infantile tentativo di nonsisabenechecosa. O forse si sa, comunque...
Gli alberghi hanno notoriamente varie dimensioni, da aree stringate fino a spazi chilometrici ma comunemente le camere occupano circa l’85% della superficie totale; scende invece al 65% per quelli che dispongono di ampie aree esterne mentre la prevalenza delle camere è della tipologia (camera doppia) che occupa una superficie che varia in media dai 16 ai 43 m2 (3*, 4* e 5*); l’ottimizzazione per le altre aree alberghiere, per definire un elevato standard di qualità, dovranno essere proporzionate al numero di camere, in particolare:
hall e aree di ingresso, 1,2 mq per camera;
zona ricezione, 0,3 mq per camera;
zona ufficio principale, 0,5 mq per camera;
area cibo e bevande, 2,5 mq per camera;
aree comuni, 3 mq per camera;
zone per il personale, 1 mq per camera;
zona di servizio e impianti, 2 mq per camera.
Tali dati sono internazionalmente riconosciuti ma di questo negli standard minimi non c’è menzione né tantomeno paragone; infatti le metrature richieste distano notevolmente dai parametri sopra citati. Il decreto appena varato per i parametri atti ad aumentare la qualità delle nuove costruzioni alberghiere portano inoltre ad un’altra considerazione; nel 1997 gli alberghi in Italia erano 33.828 mentre quelli al 2007 sono 34.058, con una differenza di sole 130 unità in 10 anni.
Ma veniamo ad alcune analisi degli standard minimi; come già detto in un precedente post, in questi non vi è alcun richiamo per quanto riguarda l’accesso e lo spostamento dei disabili, si presume e spera che detti vadano probabilmente sotto la responsabilità delle ASL regionali... forse perché i disabili sono differenti da regione a regione?
Negli alberghi 1*
Il servizio di trasporto bagagli dovrà essere assicurato a mezzo carrello
Che utilizzo avrà il carrello quando tra l’ingresso e la reception di questa categoria vi sono al massimo pochissimi metri e non dispongono di ascensore, forse per fare le scale? E' il carrello il salto di qualità?
Radio nelle camere?
Nonostante queste siano definite metrature standard minime non c'è nessun accenno alle dimensioni della sala ristorante o colazione che però è elencata nel decreto.
Alberghi 3*
Richiesta di almeno una lingua estera
Credo che neanche nello Zinbabwe sia richiesta una sola lingua straniera per un 3*
Aria condizionata Non richiesta.
Alberghi 4*
Servizio di ricevimento assicurato 16 ore su 24 con obbligo portiere notturno
16 ore più il portiere notturno portano il totale a 24 ore su 24; il portiere notturno notoriamente lavora al ricevimento.
Frigo bar nelle camere
Dotazione minima per frigo bar, assente.
Servizio di trasporto bagagli negli orari in cui è garantito il ricevimento
In qualsiasi 4* internazionale il trasporto bagagli viene effettuato sempre, anche dal night manager in caso di disponibilità o necessità.
Richiesta di almeno due lingue estere
Come sopra riferito questa volta al Burkina Faso
Alberghi 5*
Servizio di ricevimento 24 ore su 24 con obbligo portiere notturno
Il servizio di ricevimento di 24 ore su 24 è già inclusivo di portiere notturno; così come descritto portano il totale a 32 ore giornaliere.
Frigo bar nelle camere
Come sopra
Servizio di lavaggio e stiratura biancheria ospiti con consegna in giornata
Solo in caso di lavanderia interna alla residenza si può avere sempre questo servizio altrimenti bisogna edificare in prossimità di lavanderie.
Alberghi 5*L
Non c’è menzione.
Se poi qualcuno volesse ancora approfondire consiglio la lettura della proposta di legge effettuata nel 1997 (dieci anni fa) in merito alla modifica all'articolo 4 del regolamento recante norme per le migliorie igieniche negli alberghi, approvato con regio decreto 24 maggio 1925, n. 1102 (2467). (Parere della VIII e della XI Commissione) per opera di Cascio e Pezzoli.
Nei commenti del post vi è ampia descrizione ad opera di Nicolò (pseudonimo: il violinista) a dimostrazione che queste metrature erano in parte già state definite anche se con casuali diverse; norme per le migliorie igieniche.
Ho inserito di seguito il collegamento con gli standard minimi della Cina che rappresenta l'ultima nazione che si è recentemente affacciata prepotentemente nell'ambito turistico.
A voi il giudizio di differenziazione con la nostra, io non aggiungo altro.
http://www.mapsguides.com/h/china_accommodation_hotels_hostels_apartment_lodge_cheap_en.php
Luciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/
P.S.: L’America è un’altra cosa, almeno turisticamente parlando!

domenica 1 marzo 2009

Finché la barca va...

Il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, con il Decreto del 21 ottobre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 febbraio 2009, ha stabilito che la classificazione degli alberghi non sarà più affidata a norme regionali, ma a nuovi parametri nazionali che determineranno il numero di stelle delle strutture ricettive italiane.
Ricordiamo questa parole “la classificazione degli alberghi non sarà più affidata a norme regionali, ma a nuovi parametri nazionali”, più avanti ne capiremo il perché e facciamo un salto all’indietro, vale a dire a quel lontano1983, anno dell’ultima classificazione alberghiera italiana. Da un attento esame scopriremo che, a livello mondiale, solo Burundi, Ghana, Nigeria e il Pakistan hanno leggi di classificazione alberghiera più antiquate, pertanto nazioni come Burkina Faso, Angola, Gabon, Uganda e l’altra totalità degli stati del globo hanno ovviamente leggi più recenti, anzi avevano, perché dall’11 febbraio 2009 tra l’eccitazione generale da parte degli operatori e dei consumatori del settore, il sottosegretario con delega al Turismo, Michela Vittoria Brambilla ridefinisce la classificazione degli alberghi in base alle stelle, entusiasmo che però dura poco, solo il tempo di dare un primo piccolo sguardo. Infatti scorrendo il testo si incontra l’art. 3 che cita: Gli standard minimi di cui al presente provvedimento sono definiti in relazione all'apertura di nuovi alberghi o alla ristrutturazione di quelli esistenti…mentre più avanti…per gli alberghi già esistenti, per i quali e' comunque escluso l'obbligo di adeguamento ai requisiti strutturali (?)(?)(?).
In definitiva si evince che saranno soggetti a questa direttiva solamente gli alberghi nuovi e quelli già ristrutturati (?), da fonte dell’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori di Firenze (ADUC).
Quanti altri alberghi potranno essere costruiti considerando che in base alla popolazione residente siamo la nazione che ha più posti letto del mondo; 1 camera ogni 56 abitanti mentre gli USA, che sono secondi, ne hanno 1 ogni 61 abitanti? O per esempio la Francia che pur disponendo di circa la metà dei nostri alberghi fattura il doppio? Boh, misteri!
Vediamo ora l’art. 6 che riporta testualmente: Al fine di accrescere la competitività promozionale e commerciale internazionale e di garantire il massimo livello di tutela del turista, viene istituito ed introdotto, su base nazionale, un sistema di rating, associabile alle stelle, che consenta la misurazione e la valutazione della qualità del servizio reso ai clienti. A tale sistema aderiscono, su base volontaria, i singoli alberghi. SU BASE VOLONTARIA?


Infine agli art. 7 e 8: Con apposito atto emanato dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo d'intesa con le Regioni (?)…in raccordo con le associazioni dei consumatori e di categoria, vengono definiti i parametri di misurazione e valutazione della qualità del servizio turistico nonché individuati i criteri e le modalità per l'attuazione dei precedenti articoli 6 e 7. Ricordate le parole “la classificazione degli alberghi non sarà più affidata a norme regionali, ma a nuovi parametri nazionali”, scritta nell’intestazione del decreto della Gazzetta ufficiale?
Ebbene, adesso non valgono già più. Da pagina 1 a pagina 7 è tutto cambiato, o sbaglio?
Probabilmente si torna indietro e cioè a quando quotidianamente enunciavano di cercare di avere un'offerta univoca e facilmente intelligibile sul territorio nazionale e in linea con le classificazioni simili in altri Paesi d'Europa e del mondo. Dichiaravano che non era possibile, per esempio, che tra un albergo a due stelle di Trapani, ci fosse un abisso rispetto ad altrettante stelle a Rimini o a Bolzano, non solo nella qualità, ma anche nel prezzo.
Si, dichiaravano. La qualità si misura solo con le dimensioni di una stanza o di quanti bagni ci devono essere in un tre stelle?
Avremo così ancora 20 regioni rappresentate alle varie Bit italiane ed estere con la conseguente moltiplicazione per 20 delle spese. Lotte fratricide per accaparrarsi le metrature maggiori nelle varie esposizioni internazionali, e tanto altro di veramente bello e sicuramente produttivo.
A questo punto stavo cestinando il tutto quando lo sguardo mi cade sugli standard minimi dei servizi e delle dotazioni per la classificazione degli alberghi, 12 pagine per tutte le cinque suddivisioni delle famose stelle, quando alla pag. 8…
Alberghi a 4 stelle
Servizio di ricevimento: obbligo 16 ore su 24
Portineria: obbligo Portiere notturno

Mi risulta impossibile pensare che queste 12 pagine scritte, pensate, studiate e discusse per ben 9 mesi da associazioni, istituzioni, federazioni, tecnici, sindacati, esperti, politici, commissioni parlamentari e chi più ne ha più ne metta, visionate da centinaia o addirittura migliaia di occhi, a cui nessuno sia venuto in mente che il portiere notturno, detto anche segretario di ricevimento, e ripeto ricevimento, secondo la UIPA (Unione Italiana Portieri d’Albergo), che come quello diurno, lavora alla reception e quindi bastava mettere: obbligo 24 su 24?
Incuriosito vado a dare un’occhiata alla pagina dopo, la 9 e...

Alberghi a 5 stelle
Servizio di ricevimento: obbligo 24 ore su 24
Portineria: obbligo Portiere notturno


Come volevasi dimostrare; qui per qualcuno (quelli sopra citati) il giorno dura 32 ore (night manager o night auditor, chi sono?); è questa la loro decantata qualità? E' tardi, cestino il tutto definitivamente e buona notte Italia.
Luciano Ardoino
Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/