martedì 19 gennaio 2010

Ci sarebbe da cambiare queste classifiche...e voi parlate, parlate e parlate.





Il World Economic Forum ha emesso una sentenza graduale dei 133 Paesi ad esso associati per il periodo 2009/2010, ed ancora una volta siamo rimasti nel fondo; quindi è prevedibile la considerazione che le differenti correnti politiche daranno al riguardo.
E a poco servono i tanti sciocchi proclami o le comparazioni con nazioni ancor più “disgraziate” per innalzare il proprio nulla; la carta canta ed il coro purtroppo siamo sempre noi.
Va innanzi tutto precisato che nel WEF non vi fanno parte quattro amici al bar o 4 “cantanti” ma 40 capi di Stato o di governo, 64 ministri, 30 capi o da alti funzionari di organizzazioni internazionali e 10 ambasciatori, più di 432 partecipanti provenienti dalla società civile, tra cui 32 capi o rappresentanti di organizzazioni non governative, 225 capi di media, 149 leader provenienti da istituzioni accademiche e di riflessione, 15 leader religiosi di diverse fedi, nonché, 11 dirigenti sindacali di valore mondiale.
Inoltre il Forum, a scanso di equivoci volti all'inganno, è finanziato con le 1000 imprese associate, e l'azienda tipo del socio è una società multinazionale con più di cinque miliardi di dollari di fatturato, tanto per rendere l’idea e per fermare eventuali sostenitori di fantasiose favole partitocratriche.


Quindi poche balle od improduttive arrampicate sui vetri; quello che decidono e dicono è pur sempre, “purtroppo” per noi, vero.
Dalle liste a fianco sono mancanti le voci sul turismo perché le intendiamo “privilegiare” con più attenzione e quindi omaggiare in un prossimo futuro alla ministra Brambilla che in questo settore s’impegna, ricordando, ahimè con lei inutilmente, che senza la diminuzione delle tasse, trasparenza delle politiche di governo, spreco spesa pubblica, favoritismi nelle decisioni di funzionari del governo, formazione del personale, norme in materia di investimenti, pratiche di assunzione, costo del lavoro, flessibilità di determinazione del salario, simmetria tra produzione e retribuzione, possibilità di ricerca lavoro qualificato, strategie turistiche, affidamento sulla gestione professionale, fuga di cervelli, flussi di capitale, disponibilità di capitale a rischio, investimenti diretti dall’estero, volontà di delegare, collaborazione università/industria, …e qui mi fermo; niente si fa e mai si potrà.
L’esamina del WEF ci dimostra ampliamente che oltre al continuo parlare da parte delle istituzioni, per un attimo, ci si dovrebbe fermare anche a pensare, e magari provvedere a togliere tutto quel marciume che ormai ci avvolge.
Ma vaglielo a spiegare!

10 commenti:

Markus Antico ha detto...

Non so dove hai preso quelle tabelle, ma l'Italia è, a livello globale, 48esima su 133 paesi.

Lo scorso anno eravamo al 49° posto.

Stiamo dunque migliorando.

Ecco il link
http://www.weforum.org/pdf/GCR09/GCR20092010fullrankings.pdf

Luciano Ardoino ha detto...

@Markus Antico

Sono tradotte dal libraccio che invia il WEF (il link è all'inizio del post), dove anno per anno riporto i nuovi dati (non tutti), non certo quelli che diconoi che siamo i primi perchè abbiamo tutte le carte di credito o che non abbiamo la malaria.
Se poi a te è sufficiente essere 48esimi al mondo; beh, è anche vero che bisogna accontentarsi, ma non credo sia giusto.
Comunque il post non è politico, è solo che sarebbe meglio rimediare a queste cose, anzichè tanti proclami o parlare delle veline di quel politico o degli affari personali dell'altro.

vinc ha detto...

Markus

Tu hai letto solo una pagina ma se vai nel dettaglio del link che hai inviato, troverai altri dati che confermano quelli di Luciano.
Scusa ma mi unisco nella considerazione che passare dal 49° al 48° per una nazione che si pregia di appartenere al G8 è la chiara dimostrazione che il tutto è dovuto, nonostante i dati WEF, alla qualità del popolo italiano che riesce a mantenersi a galla e non certo per merito dei suoi rappresentanti al governo. Anche per me non vale il discorso politico, ma solo quello aziendale e legislativo. Quest'ultimo completamente "fumoso".
Ciao

antonio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
antonio ha detto...

"ci si dovrebbe fermare anche a pensare, e magari provvedere a togliere tutto quel marciume che ormai ci avvolge"

Ciao Luciano, mi trovi perfettamente d'accordo su quanto sopra, troppo marciume ci circonda.

Grazie per avere inserito il mio blog tra i tuoi preferiti (e grazie per averlo definito "educato"), anch'io ho provveduto a linkarti tra i miei blog amici.

Ciao. Antonio

Luciano Ardoino ha detto...

@Antonio

ciao e grazie a te.

;-)

palingenius ha detto...

A parte la bonta' dei dati: la nostra classe politica e' sempre quella e viene sempre votata... ergo significa che cosi' ci piace!

Anonimo ha detto...

Il fatto che la classe politica attuale (ambo le parti) è così perchè, come dice Palingenius, ce lo meritiamo...quelli che sono subito dietro non crediate che siano meglio, perdiana.
E se andiamo a vedere bene...noi come siamo?
In definitiva, sono gli esempi che riceviamo da questi galantuomini che ci governano o diamo del nostro?
B.C.

frap1964 ha detto...

Ma da oggi si parte coi Buoni Vacanze e vedrai che tutto cambia da così a così (cioè uguale).

Sottolineo infine che il buono spesa va speso fuori dal comune di residenza ed entro il 30 giugno, dunque va ancora bene per la settimana bianca, ma anche per un soggiorno al mare di inizio estate o per conoscere meglio le nostre splendide città d'arte. [Brambi su Nazione-Carlino-Il Giorno del 20/01/2010 - pag. 16]

E' scritto chiaro e tondo sul decreto che i buoni sono riservati al turismo balneare, montano e termale. Le città d'arte non c'entrano una benemerita mazza fionda.

Nemmeno sa quello che firma.

Tra le FAQ sul sito (è l'ultima):

Domanda:Lo sconto è riconosciuto dagli operatori solo sulla parte pagata con i Buoni Vacanze e non su eventuali residui?

Risposta: Gli operatori si impegnano a riconoscere lo sconto a chi paga la propria vacanza con i Buoni. Certamente per sensibilità commerciale l’operatore applicherà lo sconto all’intera vacanza: naturalmente nell’ambito dei casi “normali”, cioè, anche in considerazione della tipologia di famiglie, nei casi in cui i Buoni rappresentano una percentuale alta se non totale dell’intero costo. Certamente nel caso assurdo di presentare un solo buono di 20 euro per avere lo sconto su una vacanza di una settimana, si tratterebbe di una evidente “furberia” che giustifica non riconoscere alcuno sconto! Comunque si consiglia sempre di chiarire anche questo aspetto con l’operatore e se del caso, per assicurarsi lo sconto totale, si possono acquistare buoni ulteriori al di fuori del contributo pubblico.

A parte la sintassi zoppicante...
ma come sarebbe a dire che si possono comprare ulteriori buoni vacanza per accedere automaticamente agli sconti? Ma che razza di pagliacciata é?

Anonimo ha detto...

Vuoi vedere che l'intento è di farli diventare come i tickets restaurant?
B.C.