giovedì 15 aprile 2010

L’estate sta arrivando, non si sente ma si legge.


In Italia, per sapere il quando stanno per arrivare i turisti, basta leggere le schifezze che annualmente (maiala, se ne saltano uno) scrivono i giornali, TV e quant’altro d’informativo, sulla nostra capacità di farci del male da soli.

Poi, i meteorologi, c’informano dell’arrivo della bella stagione; ma ahimè, sempre dopo.
Probabilmente i deficienti (quelli che commettono delle nefandezze) sono più veloci dei professionisti del tempo, o forse pensano che queste cose siano produttive per il turismo o soprattutto per le loro tasche (ipotesi più probabile), oppure sono deficienti e basta (anche questa molto probabile).

Fatto sta che ogni anno se ne leggono a iosa, e il turista, se può, ci evita apostrofandoci: “italiani sempre gli stessi”.
Infatti: sequestrate due discariche abusive a San Gregorio Matese e in una zona archeologica a Capri (non bastavano i liquami dell’anno scorso?).
Un'area di circa cinquemila metri quadri in località "Cava della rena" di San Gregorio Matese, Comune montano nel Parco Regionale del Matese, trasformata in una discarica abusiva di rifiuti speciali anche pericolosi, è stata sequestrata dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese.

Tra le oltre 50 tonnellate di rifiuti sversati sono stati trovate parti e carcasse di veicoli, pneumatici fuori uso, batterie esauste, fusti abbandonati ed elettrodomestici in disuso, nonché altri rottami ferrosi, depositati e smaltiti senza alcun tipo di autorizzazione.
Il proprietario della discarica è stato denunciato.
A Pratella, altro Comune collinare del comprensorio del Matese, hanno eseguito un decreto di sequestro di un' area di circa cinquemila metri quadri.
Qui nel mese di gennaio fu accertato che una azienda zootecnica scaricava le acque reflue industriali ed i liquami direttamente nel suolo provocando l'inquinamento del fiume Volturno che scorre a poca distanza.

Discarica in zona archeologica - I carabinieri della stazione di Capri hanno sequestrato un' area di circa 2 mila metri quadrati in una zona sottoposta a vincolo archeologico in località Gasto.
Nell' area erano venuti alla luce negli anni scorsi alcuni reperti di epoca augustea.
Si tratta di una zona boschiva con esemplari della flora caprese.
I militari, diretti dal maresciallo Michele Sansonne, hanno denunciato tre persone che avrebbero distrutto decine di alberi di castagno per ricavarne una piazzola da adibire a discarica abusiva di materiale di risulta dei cantieri edili, di rifiuti speciali e pericolosi e di area di stoccaggio di materiale edile. Il fondo si trova a pochi passi da un'area di proprietà del Comune utilizzata dalla società "Capri Servizi" per attività ecologiche.

I carabinieri, dopo aver apposto i sigilli, hanno denunciato il proprietario del fondo e i due titolari dell'impresa. Questi ultimi risultano essere fratelli di un vigile urbano in servizio nella polizia municipale di Capri.
Gli atti sono stati trasferiti alla sezione ambientale della Procura di Napoli.
Risultato è che nessuno aveva visto e quindi nessuno sapeva, neanche quelli che ci vivono (l'isola non è grandissima) e che magari un domani saranno promossi o ricandidati dai loro rispettivi partiti.
Si sa come qui vanno stè cose, o forse sbaglio?

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