sabato 17 aprile 2010

Si ai campi da golf

Cosa ne pensate di una persona che al mattino discute animatamente di infrastrutture, al pomeriggio di economia e alla sera di sanità, mentre sempre lo fa da presunto sapientone?

Non so voi, ma a me quando capita di vederli o leggerli (quotidianamente in giro ce ne sono tanti), penso sia un’illustre imbecille; anzi forse qualcosa di più.
E questa “tuttologia” che vedo in gran parte nella politica, si rispecchia anche negli esseri umani, quelli normali.

Chi non è il migliore allenatore della nazionale di calcio o il più eccellente cuoco/a del mondo?
Due uova al tegamino (che credono di saper fare bene ma facile non è) e via ad aprire un ristorante; poi i risultati si vedono, anzi, purtroppo si sentono quando torni a casa (se c’arrivi), dove sei obbligato a stazionarti sulla tazza per ore.
Tutti sanno di tutto, mentre gli altri non capiscono mai niente, neanche quando è il mestiere altrui da molti anni.
Qualcosa non quadra!

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi un disegno di legge per incentivare il turismo golfistico in Italia, e il ddl, proposto dal Ministro del Turismo, Michela Brambilla, eccetera eccetera.
Apriti cielo.
Gli stessi di prima; quegli stessi “guru” della sanità, delle infrastrutture, del commercio, delle uova al tegamino e via dicendo, si coalizzano e sparano a ripetizione delle bordate contro questa delibera della ministra, cercando di farne un solo boccone.

Un momento e per carità, nessuno qui vuole difenderla, basta leggere qualche post precedente a questo per farsene una semplice idea di come la intendo.
Ma chi sono questi cannonieri per dire ciò e che ca…spita ne sanno?
Leggo i nomi e li cerco nel web, e di turismo neanche la settimana bianca o la gita al lago; vabbè, tutto normale.
Allora diciamo due cose….
….le cifre indicano in 25 milioni i turisti golfisti europei (su un totale di 64 milioni di praticanti al mondo) per un settore che cresce senza battute d’arresto con una percentuale del 8,1% annuo.
Non male!

Notevoli i benefici per l’economia con un turista, di età media compresa tra i 45 e i 65 anni e quindi con adeguate possibilità economiche, che in Italia spende circa 90 euro al giorno (esclusi viaggi e alloggio) contro i 53,83 euro dei turisti non golfisti.
Il giro di affari in Europa per il golf è di circa 50 miliardi di euro e in Italia si aggira sui 350 milioni per introiti diretti, ossia per quelli cioè relativi unicamente alle attività del circolo golfistico.
Quanto all’incremento dei posti di lavoro se si considera che in ognuno degli impianti di golf italiani vengono impiegate mediamente 33 persone e che in generale, in Europa, Medio Oriente e Africa, per ogni lavoratore diretto ce ne sono altri 2 indiretti che vivono grazie all’indotto, si stima che ogni nuovo campo da golf creerebbe in media 100 posti di lavoro.

Senza contare quelli generati per realizzare i percorsi e le strutture ricettive annesse.
E oltretutto la stagione turistica viene molto prolungata, delimitando finalmente uno dei più grossi problemi italiani; la destagionalizzazione.
Attualmente la stagione dura il tempo d'un battito d'ali d'una farfalla, e tutti quelli che lavorano nel settore rimangono in ansia per otto/nove mesi all'anno, chiedendosi con apprensione "come andrà la prossima stagione?"
Ed è sufficiente una piccola flessione per mettere tutti quanti in crisi.
Però è assurdo criminalizzare sviluppi di questo genere urlando "colata di cemento", quando in realtà si tratta di ville immerse nel verde, su terreni altrimenti improduttivi.

Dei ricercatori giapponesi credono di aver trovato il modo per ottenere l’alcol per autotrazione proprio dall’erba tagliata dei campi da golf.
Gli scienziati dell’universita’ di Gifu, (Giappone centrale), hanno studiato numerosi tipi di erba usata per il “green”.
E sembra che abbiano trovato una varietà molto adatta per essere trattata.
Si tratta infatti di erba con alte quantità di fibra, che, come la cellulosa, prima della fermentazione, deve diventare zucchero grazie all’azione di alcuni enzimi.

Dopo varie prove, i ricercatori hanno isolato due enzimi, chiamati “acremonium cellulase” e “endoglucanase”, particolarmente efficaci nel processo di trasformazione della fibra d’erba in zucchero.
Con questo metodo, e’ stato possibile produrre 0,15 grammi di etanolo da 1 grammo di erba.
Come nel caso dell'agricoltura, anche qui bisogna valutare l'impatto di questi trattamenti su flora e fauna selvatiche.

Alan Gange, docente di ecologia microbica all'università Royal holloway di Londra, ha provato a capire se i campi da golf sono dei "corridoi ecologici" per le specie selvatiche costrette a lasciare le aree coltivate circostanti e le periferie invase dai centri urbani, o se invece attirano le specie selvatiche per poi rivelarsi una trappola letale a causa dell'elevata concentrazione di pesticidi.
Gange non ha trovato alcun indizio che avvalori la tesi delle "trappole letali".
Al contrario, alcuni vecchi campi, aperti da oltre settant'anni, conservano ancora al loro interno gran parte dell'habitat naturale su cui sono stati inizialmente costruiti, fornendo quindi un rifugio sicuro a specie rare come rospi dei canneti, orchidee a rischio d'estinzione, nibbi e lucertole.

Il decreto però dovrebbe obbligare i clubs ad adottare sistemi di gestione più ecologici (vedi il sito www.golfenvironmenteurope.org).
I golfisti magari potrebbero evitare di lamentarsi se la pallina è deviata da qualche imperfezione del percorso, e quei “santoni” accennati all’inizio, dovrebbero imparare a parlare solo di quello che si conosce e se proprio vogliono, al massimo di uova al tegamino.
Sempre che le sappiano fare, però.

15 commenti:

vinc ha detto...

Ma cosa succede qui ogni tanto, tutti spariti?
Eh?

vinc ha detto...

Ah, riprendo il tuo post per dirti che la penso nella stessa maniera.
So che sei via per lavoro ma se inserisci degli articoli puoi anche rispondere, no?
Ciao

Luciano Ardoino ha detto...

Arrivo!
;-)

sergio cusumano ha detto...

C'è chi parla di grandi quantitativi di pesticidi.
Come la mettiamo?

palingenius ha detto...

Bisogna stare attenti: la speculazione dietro a queste facciate di validi investimenti e' sempre in agguato!

Anonimo ha detto...

E' naturale.

Però se non si fa niente è peggio e i numeri che Luciano ha elencato lo attestano.
Chi deve controllore, controllerà..........speriamo.
B.C.

Mario Marrone ha detto...

+1 ai campi da Golf.

Favorevole a qualsiasi iniziativa per migliorare il turismo.
2 condizioni: che i soldi vengano effettivamente erogati in tempi e con modalità ragionevoli, e che vengano spesi per il motivo per cui sono erogati.

sergio cusumano ha detto...

@Mario

Mi sembra di sentire Luciano e le sue
2 regole:
a) Onestà e qualità
b) Onestà e qualità
E solo in questo specifico ordine

:-D

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio

Beh?
;-)

vinc ha detto...

+2

Luciano Ardoino ha detto...

Ho appena ricevuto i dati della valutazione degli impatti ambientali (quelli veri) dell'attività golfistica in relazione a quella agricola.
I risultati sono molto diversi das quelli che vogliono farci intendere.
Comunque a domani.

Anonimo ha detto...

Egregio Dott. Ardoino,
a quando la "sua" teoria dei pesticidi?

Mi perdoni ma sono curioso di leggere cose che non ho mai sentito dire.
Cordialmente

Luciano Ardoino ha detto...

Salve.
Vorrei ricordare che i dati non sono "miei", ma, come detto, li ho ricevuti da professionisti che ne sanno certamente più di me (CNR) di Bologna.
P.S.:
Prima di morire si è sempre vivi.

Anonimo ha detto...

Sul tema segnale un interessante sito:
www.antigolf.org

Luciano Ardoino ha detto...

Interessante
Grazie
;-)