giovedì 27 maggio 2010

Niente altro che polvere






Ritorno sul “luogo del delitto” perché non ce la faccio proprio a digerire questo masso che si tramuterà in una sonora “mazzata” per Roma e per il turismo italiano.
E neanche ce ne fosse bisogno di far ri-sapere agli altri che siamo dei (censura); infatti la proposta dei 10 euro di tassa a notte per poter dormire in un albergo romano, suona come i rintocchi a morto di una campana, per di più venata.
Sardegna docet, ma si vede che a loro ancora non basta e devono prendere delle altre “facciate”.
Che poi, chissà perchè, a romperci i denti siamo sempre noi.
Strimpella anche strano, per rimanere in tema musicale (quello stonato) che ogni anno, un tanto al chilo, si tiri fuori qualche “panzana” del genere o tassa di ‘scopo’, che se messa al femminile e col manico, saprei io dove … vabbè.
Ed ecco perché ancor oggi m’inquieto quando, partendo dalle giunte comunali in su, non vedo mai gente che di turismo ne mastichi almeno un pochino.
D’altronde l’Italia, checchesenedica, è un Paese a trazione turistica e non meniamoci il torrone; così è e in questa direzione dobbiamo per forza andare.
Però quelli che lo capiscono, nonostante gli 8.000 assessori al turismo e le 10.000 associazioni varie, sono ben pochi.
Gli altri tirano a campare e continuano a inumidire la sabbia del deserto, dove manco l’erbacce riescono a crescere; figurati il turismo.
Comunque, per rientrare nella prossima manovra finanziaria dove c'è un fondo di 200 milioni di euro, e che rappresenta un sostegno per l'attuazione del piano di rientro per Roma, la Capitale per beneficiarne è obbligata a fare interventi per il risanamento del bilancio, da realizzarsi con tagli o nuove tasse.
L'accesso al fondo è consentito, infatti, a condizione che il Tesoro (Tremonti) verifichi l'applicazione da parte del Comune di una serie di misure di contenimento della spesa, a una razionalizzazione delle partecipazioni societarie, alla riduzione dei costi per il funzionamento dei propri organi, compresi i rimborsi dei permessi retribuiti riconosciuti per gli amministratori.
Tutta una serie di “cosine” che i “genii de Roma e de er Governo” non hanno pensato nei tempi addietro, ma manco in quelli correnti.
Chiaro, suppongo, che l’Alemanno messo di fronte a questo giro di vite, abbia minacciato “la tassa del cavolo” ai capi del dicastero delle Finanze, nella speranza di farli retrocedere nelle richieste.
Un corno, l’Europa ci chiede tanto e tanto dobbiamo dare per non ritrovarci in braghe di tela (vedi Grecia).
E ancora una volta, per colpa dei governanti, ci ritroviamo a pagare di tasca nostra.
Ma quel che è peggio, è che non s’intravvede nulla di produttivo nel taglio alle spese; intendo quelle che si dovrebbero fare agli sperperi loro.
Infatti, una settimana fa, scrivevo dei 21 miliardi “annuali” (9 miliardi in più della recente finanziaria “biennale”) di euro che tra noleggio, pedaggio, autisti e benzina; insomma, che le 629mila auto blu, ci costano.
Ed è solo una goccia, in questo mare di .....
E poco conta che il sindacato degli autisti di rappresentanza sostenga che la “flotta” sia diminuita del 12% in un anno, perché, se vero, sono pur sempre 480mila in più che negli USA, che sono estesi (9.372.614 km² ) quasi come l’Europa, e dove vivono in oltre 300 milioni.
Tuttavia preferisco aspettare il 15 giugno, data nella quale saranno resi pubblici i dati del Brunetta, per crederci o meno.
Tornando alla manovra tremontiana, c’è un aspetto quasi comico.
I deputati e i senatori, stando alle indicazioni, dovrebbero perdere il dieci per cento dei loro emolumenti, una limatina simbolica.
Ma loro non ci stanno; e siccome è il Parlamento a deliberare per sé, probabilmente delibererà un corno.
E la tassa di 10 euro a cranio, quello dei turisti de Roma, per intenderci?
Ma cosa ne so, come fai a capire sti … gente.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

...come fai a capire sti ....st...

vinc ha detto...

Bene, così ci mangiamo 21 miliardi all'anno solo di auto blu.
Sapevo di cose inaudite ma questa è scandalosa.
La Mercegaglia ieri ha dichiarato che l'unico settore che non conosce cassa integrazione, licenziamenti, crisi, etc. è quello dei politici e devo dire che ha ragione da vendere.
Capisco anche che forse l'abbia detto per dire qualcosa (applausi appalausi applausi e ma che brava).

Leggere queste cose non fa bene al mattino presto, ma sono sicuro che passerà.
:-D