sabato 24 luglio 2010

Una Ferrari a pedali … rotti



E’ come un incubo; anzi peggio.
L’unica differenza è che gli incubi passano, poi ti risvegli, diventa tutto solo un brutto ricordo e in breve tempo passa anche quello.
Mentre con la “sciura” Brambilla l’angoscia resta; eccome se resta.
Che dire poi di tutti i “santoni” che girovagano nell’ambito di quel suo comparto?
Bah, forse è meglio non dire; i risultati degli ultimi trent’anni sono più che sufficienti a farci capire quanto ne sanno della loro materia.
Molti dei quali sono ancora lì a far il bel bello, a dettare le direttive per migliorare il non si sa che cosa visto che non si migliora mai niente, e a prendersi lauti stipendi, onore e fama.
Se stesse a me sarebbero tutti in giro a raccogliere cartone, non certo a far delle feste, la bella vita, le convention con ricchi premi cotillon o con donne e Champagne.
Seghe e gazzose, altroché.
Le bellezze dell’Italia sono paragonabili ad una fiammante Ferrari; tutti lo dicono (il Bel Paese) e spesso i nativi ci si riempiono le bocche con racconti sulle bellezze naturali, mentre per quanto riguarda il patrimonio artistico/culturale, la percentuale forse varia dal tempo o umore della giornata che qualcuno dei “dotti” lo dice; 50/60/70 o addirittura 85% di quello mondiale.
Ma fatevi per una volta per tutte due conti e finitela di dare ognuno dei dati diversi.
Patetici.
Come dicevo, una Ferrari, ma con al suo interno, non un rinomato motore, ma due sgangherati pedali e per di più anche rotti (i Guru del turismo nazionale).
Molti parlano a iosa, altrettanti hanno la giusta soluzione e tutti danno la colpa a quell’altro; niente però cambia e tira a campà.
Verrebbe da pensare: “E se anziché dell’Italia avessero le responsabilità turistiche, chessò, del Burundi, del Burkina Faso o giù di lì, cosa farebbero stì “professoroni”?
Non oso pensarlo, perché prendendo in considerazione quello che riescono a produrre qui, immagino poi là che cosa accadrebbe.
Ma poi lo penso e scoppio in una sonora risata.
Ce li vedete voi lì ad insegnare alle nuove leve, a profetizzare dati mai visti o reclamizzare una palmetta, una fontanella, una casetta coloniale o un rudere di cento anni fa?
Non so voi ma io ce li vedo, e l’immagino così tanto che li ce li manderei di corsa a “spinte” nel didietro.
E naturalmente a bordo di un’automobilina a pedali … rotti.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Colpiti e mi auguro anche affondati.

B.C.

Luciano Ardoino ha detto...

Era una portaerei da 5?
;-)

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

E' sicuramente un caso ma hai parlato bene della Ferrari e la nota marca automobilistica italiana al 100% ha appena fatto centro: 1° e 2°.
Entusiasmante doppietta e non succedeva da tempo immemorabile.
Ti consiglierei di fare un altro articolo al prossimo G.P.
:-D