giovedì 16 settembre 2010

Cagnolina in mare, il capitano la lascia affogare

Ci risiamo, il limite all’ignoranza umana non è stato ancora deciso, infatti ci sono troppe novità tutti i giorni per delimitarne il punto di massima espressione.
Tutto sbagliato tutto da rifare è un blog che tratta unicamente di turismo, ma non ignora quando qualche, per modo di dire “essere umano”, dimostra poca o nessuna comprensione verso il mondo animale; anzi.
Ebbene, forse il premio per il fatto più “incredibile” del 2010 spetta al comandante di un traghetto della compagnia Moby che da Portoferraio faceva, circa 4 mesi fa, rotta verso Piombino.
Il fatto accadde il 30 giugno scorso, ma è solo notizia di oggi.
A una giovane coppia quando la loro cagnolina Tita è riuscita a sfilarsi il collarino è bastato un un attimo per l'amata scivolare oltre il fianco del traghetto cadendo tra i flutti.
La coppia e alcuni turisti provvedevano immediatamente ad avvertire il personale del traghetto che, a sua volta informava il capitano.
La richiesta era ovvia e banale, fermare le macchine per recuperare il cane che, pur sapendo nuotare d’istinto, non avrebbe potuto resistere per ore in mare aperto.
Nulla da fare.
Chi comandava il traghetto ha risposto che non esisteva alcuna norma circa il salvataggio di un “cane a mare”.
Un NO secco dunque ai padroni della cagnolina con "l'aiuto" della legislazione italiana.
Inutili le discussioni come inutile la disperazione della coppia toscana.
Tita era oramai un puntino nero tra le onde blu di quel maledetto giorno.
E a nulla è valsa la virata dell’imbarcazione, alla ricerca delle sue tracce, decisa dopo oltre un quarto d’ora dall’equipaggio.
Di Tina non vi era più alcun segno.
Ora, non voglio parlare della pena di chi vede un proprio affetto morire lentamente ma inesorabilmente per una “deficienza” altrui, per non “pagare” al massimo lo scotto di un semplice ritardo; di quelli che cronicamente avvengono giornalmente in tutta Italia su treni, navi, aerei e tram per i motivi più stupidi e banali.
No, ora vorrei parlare di questo comandante (con la “c” obbligatoriamente minuscola), a cui non è minimamente venuto in mente il danno che avrebbe e ha, non solo arrecato alla povera bestiola, ai proprietari della cagnetta e alla Compagnia di Navigazione Moby da cui non solo è pagato, oltre che per la salvaguardia dei passeggeri e della nave, anche per quella della semplice logica di vita sociale.
Ma non è il soldo che conta in questi casi, ma il saper prendere la decisione più giusta per il bene di tutti, nel rispetto dell'immagine Italia, quella che lui rappresenta a bordo, essendone l'indiscusso capo, e del turismo da cui la sua Compagnia di Navigazione e lui medesimo ne trae beneficio.
Che rispetto si può avere per un uomo (comandante) così anche se ha seguito alla lettera le direttive navali?
La coppia nel frattempo aveva organizzato, per i giorni successivi, ricerche private nel tratto di mare in cui Tita era caduta, ma purtroppo l’esito fu negativo.
Il recente codice della strada prevede il reato d’omissione di soccorso anche per gli animali domestici e selvatici, ma in mare no.
Ma che cavolo di differenza c'è?
E’ incredibile che un cane caduto dal traghetto sia lasciato morire tra le onde per non arrivare in ritardo di mezzora.
Più che incredibile è incivile.
E strano è anche che il Direttore di Macchina o il Capo Commissario (Hotel Director) del traghetto non abbiano influenzato positivamente le scelte di quel “comandante” (probabilmente quando ha virato per tentare finalmente il salvataggio, è perchè gli è arrivato l'ordine da terra), mentre a nessun marinaio, personale di macchina o camera, non sia venuto in mente di gettare almeno un salvagente (quelli arancione e di facile presa) in prossimità di dove era caduta la cagnetta per poter dare la possibilità all’animale di aiutarsi nel galleggiamento e poi agevolarne il recupero.
Una storia veramente schifosa che necessita immediatamente di un decreto legge o qualche comma al codice di navigazione esistente, per ovviare definitivamente a queste deprecabili situazioni.
P.S.: Tutto questo lo dico da ex componente dello Stato Maggiore delle navi da crociera ... e qualcosetta la conosco; quindi non contiamoci balle.
Se anzichè "capirlo" dopo 15 minuti, il "comandante" avesse subito invertito la rotta, ora si parlerebbe della sua ottima scelta ... complimentandoci e sicuramente aumentando il "valore" della Compagnia di Navigazione; invece, ecco l'ennesimo esempio di "mala gestione" e quindi poca capacità a risolvere gli imprevisti più elementari.
Ma il Codice della Navigazione dice così.
Ma il Codice della Navigazione lo scriviamo noi e si può anche cambiare.

Nessun commento: