sabato 9 ottobre 2010

Genova, città non disponibile

L’ex Superba, fino a quarant’anni fa, era una delle città più prospere dello Stivale.
A Genova è nata la moderna industria nazionale, con gli stabilimenti dei Perrone e dei Piaggio, con l’impero economico di Gaslini, e poi l’armamento, la cantieristica, la siderurgia.
Genova era capitale dell’Iri, poi dell’industria elettromeccanica, dell’impiantistica, del nucleare, sede delle più importanti società petrolifere, di quelle della produzione dello zucchero, della Vespa e di Calimero.
Aveva il primo porto del Mediterraneo e costituiva con Milano e Torino il famoso triangolo industriale.
E oggi?
Oggi a Genova c’è un bambino ogni 7,2 anziani e questo basta e c’avanza.
Anche perché i giovani non trovano niente in questa città e appena “possono” portano via i “marroni”.
Come inutile è parlare delle colpe del passato, delle amministrazioni un po’ così e così, forse più propense a seguire le regole del bel dire che quelle del fare.
Ma questa è retorica.
Resta però il fatto che Genova è una nobile decaduta, del cui passato splendore ben poco è rimasto.
E mentre gli imprenditori scappano, Genova muore e la Liguria è diventata un’enorme ospizio.
E non è nemmeno una notizia parlare di mancanza di infrastrutture: del Terzo valico dei Giovi, la linea ferroviaria che dovrebbe collegarci con Milano, dove abbiamo iniziato a discuterne a inizio del Novecento, e dove, con lo stato infrastrutturale attuale, nel 2015 (Expo) la città vedrà ridotte al lumicino le sue capacità economiche.
Bloccare i treni ad alta velocità verso Milano significa penalizzare sia il mercato immobiliare, il turismo e sia tutto il resto.
Sulla Gronda di Ponente, poi, siamo al paradosso: è l’unica autostrada già pagata che non si riesce a fare.
Perché?
Per la conformazione del territorio e per i veti politici e territoriali su cui il politico di turno ha forse troppo spesso lucrato.
Il porto poi è simil-cresciuto, ma più lentamente rispetto al mercato, mentre l’aeroporto non è collegato con la città; e questo non ha riscontro nell’intero globo terraneo.
L’armatore Gianluigi Aponte, fondatore e proprietario di Msc, la compagnia che per capacità di flotta risulta la più grande al mondo dopo la danese Maersk, ha annunciato che se ne andrà dalla Lanterna, e c’è da crederci.
Il motivo è un’inchiesta che la magistratura ha aperto sull’assegnazione dei terminal Multipurpose e Calata Bettolo.
Sei anni fa Aponte si aggiudicò la gara per la gestione del Multipurpose cui poi rinunciò in cambio della promessa da parte dell’ex presidente del porto, Giovanni Novi, di poter gestire in futuro il terminal di Bettolo.
Su questo “scambio” la magistratura ha messo il naso e ora è tutto bloccato (ettepareva), con grande preoccupazione dei genovesi.
E’ da notare che l’Aponte chiedeva la “gestione” dell’aeroporto di Genova … poi, visto che è uno coi “cosiddetti”… non s’è fatto più niente.
E’ notizia di oggi (sabato 9 ottobre 2010) che, secondo uno studio dell’Enac, l’aeroporto Cristoforo Colombo non rientra più negli scali strategici nazionali e rischia di perdere i finanziamenti governativi, cosa che sicuramente succederà.
E con questo se ne và anche il turismo congressuale.
Un turismo che produce mediamente per ogni congressista una spesa di circa 240 euro al giorno che vengono spalmati sulla città tra pernottamento, trasferimenti, ristorazione, tipografie, hostess, interpreti, fornitori d’impianti e piante, senza contare tutto il resto.
Infatti Genova è stata ritenuta “non idonea” per la qualità dei suoi collegamenti aerei.
A cercare sede per il suo appuntamento più importante era una grande associazione internazionale che opera in campo medico, e l’Italia era stata selezionata superando concorrenti come Olanda e Svezia, dove Genova aveva le caratteristiche per l’ospitalità alberghiera e spazi per i congressi.
Ma siamo crollati sui collegamenti; siamo fuori, restano in gara Milano, Venezia e Roma.
Ne azzeccassimo una.
E un recente convegno, molto importante, di una multinazionale dell’informatica si è già svolto invece a Torino e non in Liguria per la stessa ragione.
Quello che “prude” è che se leggi le interviste di questi “campioni” che gestiscono il tutto, trovi delle scusanti che hanno sentore ridicolo come quella fornita dal Direttore Generale dell’aeroporto, paolo Sirigu, che dichiara: “Se l’aeroporto dell’isola di Kios sviluppa proporzionalmente un volume di traffico molto alto, di chi è il merito? Dell’aeroprto di Kios o del territorio che riesce ad attirare interesse?”.
Beh, (questa è la prima volta che lo scrivo) ma come ex GM di una catena alberghiera con oltre 19 Grand Hotels (14 navi, 2 aerei eccetera eccetera) e 2.800 dipendenti, la cosa sarebbe stata anche un mio problema da concordare con gli altri per risolvere definitivamente l’annoso problema.
Personalismi a parte, stride anche la disamina dell’assessore regionale al turismo ligure, tal Berlangieri, che così ci omaggia: “Questioni da mercanti; non si vive limitando i voli diretti da Genova a Madrid, Parigi, Londra. Qualcuno dice: via Monaco vai ovunque, ed è vero, ma i viaggiatori vogliono andare dritto senza scali. Ed è come quando si parla di scarpe, il buon commerciante non vende quelle che piacciono a lui, ma quelle che piacciono agli altri”.
A me invece risulta che si debba solo “comprare e non vendere” ciò che piace al cliente, e che se poi una cosa mi piace… la vendo meglio, e vale a dire con più entusiasmo.
E poi, non sono forse quesiti anche suoi?
Ma vai a spiegarglielo a questo “buon” venditore di merce altrui!
Sono solo parole, forse le stesse che a questi signori riescono meglio dei fatti, portandomi alla considerazione che a dare ad altri la responsabilità dei nostri insuccessi, non ci batte nessuno, siamo gli indiscussi campioni del mondo.

P.S.: Sempre oggi, arriva la notizia che Kuoni Italia annuncia un piano di sviluppo che prevede il raddoppio il fatturato in quattro anni. “Dulcis in fundo”, la sede della filiale italiana si sposterà da Genova a Milano entro la primavera del 2011.
Ecchetidicevo?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Me ne sono andato 25 anni fa e non penso minimamente di ritornare.
Due visite ai miei genitori e se posso evito anche quelle: li invito qui in Romagna.
Ciao

Paolo

Francesco Pedroni ha detto...

Ciao Luciano

da come la descrivi è facile evincere che la situazione nella tua città sia veramente disastrosa.
Io stesso quando sento parlare o leggo della Superba ho numerose critiche da fare e spesso non capisco i motivi che portano la tua città a retrocedere sempre di più.
Almeno in serie A vi restano il Genoa e la Sampdoria.
Scherzi a parte, tu non puoi farci niente?

;-)