venerdì 22 ottobre 2010

Silenzio c'è la Brambilla che parla.

Beh, allora in questo caso dovremo stare zitti per sempre, visto che non si ferma mai di dire str...anezze.
Sarà, ma continuo a pensare che dire con cento parole quello che si può esprimere con dieci sia un delitto e non un merito.
Sicché anche oggi vado per le spicce.
Questa “colpa” preferisco lasciarla ai grandi parlatori del turismo, che un tanto al chilo dicono sempre che tutto va bene Madama la Marchesa, e ai “fessi” di turno che se le bevono a ettolitri.
Il 21 giugno del 2008, a Riva del Garda c'ero, ma non certo per oltre mezz'ora, il tempo necessario per capire che l’andazzo non sarebbe cambiato; anzi.
Dissero che Governo e Regioni avevano raggiunto un accordo e di quel piano strategico promesso due anni fa, infatti non è stato scritto nemmeno un rigo.
Dopo di che non è successo null'altro che i soliti proclami, a cui ha fatto seguito l’immobilismo per la preparazione di un piano globale.
Il problema principale era E RIMANE la governance, poiché nel groviglio delle competenze di regioni, enti locali e governo alla fine non si sa chi deve fare questo o quell’altro.
Esistono nel Parlamento disegni di legge che potrebbero aiutare ad attribuire le giuste competenze a Governo ed enti territoriali, ma non c’è la volontà politica di portarli avanti.
Questo non aiuta di certo il federalismo turistico che appunto non funziona e non ci si capisce una benemerita mazza.
Mentre i “fatti” si vedono “solo” per delle nomine importanti che gridano tuttora “vendetta” e per inserire delle nuove tasse.
Vedi quella del soggiorno che il sindaco di Roma ha appena istituito e che sarà certamente imitata da altri comuni, mentre la pressione fiscale è rimasta immutata.
E’ stato istituito inoltre il Comitato permanente di coordinamento, che va bene, per carità, ma a distanza di anni dalla data dell'annuncio non si è ancora riunito.
E chissà quando verrà convocato.
Come un annuncio è, e probabilmente resterà, il recentissimo Codice del turismo (parole condivisibili, ma si limiterà unicamente ad essere solo fiato) con l’equiparazione delle imprese del settore, perché si tratta di un decreto legislativo e non di un decreto legge.
E poi il dire che sia stato “studiato e preparato” con l’apporto delle associazioni preposte e che in verità questi signori l’hanno appreso soltanto attraverso i giornali; mi suona più come una nota stonata, l’ennesima di una canzone che nessuno vuole più sentire.
E a voi che leggete, il giudizio.

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