giovedì 25 febbraio 2010

Se son rose fioriranno


Non sappiamo cosa abbia davvero in testa la Brambilla; a mala pena riusciamo a comprendere le molteplici pieghe della nostra materia cervicale, figuriamoci se possiamo capire i complicatissimi cunicoli altrui.
Ma di una cosa siamo sicuri di quei labirinti della ministra; di conoscenze o buone soluzioni sul turismo c’è ben poco e di certo non dispone di alcun filo d’Arianna per uscire dall’inghippo, sennò non saremmo in queste condizioni.
A buon intenditore poche parole, e non è solo un sospetto.

Forse sperava che il carrozzone diventasse una fiammante Ferrari, ma la baracca ha perso anche le portiere da cui sono entrati in molti (ved. Paolo Rubini GM dell’Enit) che di turismo...vabbè.
E probabilmente ha preso più le sembianze di un motocarro sgangherato dell'ante guerra che quelle di una fuoriserie.
A cui vanno aggiunti "quelli" che l'hanno seguita da Mediaset dei quali non si capisce ancora a che cosa servano.
Dopo aver martellato a destra e a manca nel fanciullesco tentativo di risistemare le cose, le botte le ha date solo a chi di questo ci campa, noi.
Mi rendo conto che quello scritto sopra è burocratese (mi adeguo a loro) e probabilmente le precedenti sembrano delle frasi noiose (anche quì mi adeguo a loro), ma è quello che ci permette di capire che così non si va avanti.
Una speranza invero ci arriva proprio dal Presidente del Consiglio che ha reclutato la rossa di Cololziocorte alla creazione dei Promotori della Libertà che non sappiamo cosa sia, che non ne comprendiamo l'utilizzo, se non quello di prendere in giro la gente, e di cui non ci interessiamo, quindi…
E quindi è presumibile che la ministra si distacchi leggermente dagli impegni del dicastero turistico e questo non è assolutamente un male, anzi.
Se poi il capo del governo dovesse o volesse ringalluzzirci del tutto, lo invochiamo all’applicazione della legge Merlin per chiudere il “casotto” (naturalmente è solo un modo di dire) o destinarlo ad altri.
Una proposta l'abbiamo a suo tempo campata.
Oppure lo consigliamo di spedirla definitivamente alla cura, custodia ed intrattenimento dei suoi e altrui amati 4zampe, così se son rose fioriranno, mentre se sono crisantemi... pure.
Sennò nel turismo non fiorisce un bel niente.

lunedì 22 febbraio 2010

Quando un melo fa le pere

Che la Brambilla attraverso dati e statistiche sconosciute, probabilmente mascheri la verità, non è più una notizia.
Da tempo ne abbiamo un callo così che ormai non ci fa più effetto.
Ma che stia diventando la fotografia di una rancida realtà sotto gli occhi di tutti, ma non dai media; beh, questo è frustrante.
Se torniamo sulla questione dei dati turistici è solo perché ieri ne ha raccontato una talmente grossa da lasciare basito anche il più “ottimista” degli sciocchi.
Sia per merito delle solite sue incomprensibili dichiarazioni, ma soprattutto dall’assenza completa di chi dovrebbe controllare ed esaminarne l’autenticità, anche solo quella costituita dalla più elementare logica.
Ma tutto tace e la presa per i fondelli può tranquillamente continuare; altro giro altra corsa.
L’ingrato (ma non troppo) compito tocca di nuovo a noi, e quindi forza con la descrizione del caso; chissà mai che non capiscano che raccontare frottole è improduttivo anche per loro stessi; infatti alla fine tutti i nodi vengono al pettine e solitamente ci si fa la figura dei…vabbè, lasciamo perdere, tanto tutti lo sanno.
Non molti giorni fa, L’Istat ha “sentenziato” che si è avuto un notevole calo dei viaggi turistici in Italia; le cifre, che sono preoccupanti, raggiungono in alcuni casi anche il meno 23 e 25%.
L’angoscia però non prende la ministra che ne “vede” solo una relativa importanza; le capita spesso quando questi non le consegnano i risultati sperati… e poi, chissà perché l’Istat si dovrebbe prendere la briga di fare delle statistiche che non valgono (per lei) niente?
Mentre subito dopo ci spara quelli dell’Eurostat, elencandoli come “molto significativi” (dice lei) e che danno l’Italia come prima nazione in presenze turistiche nelle strutture, addirittura prima della Francia (?).
Non si capisce bene come i transalpini, che fatturano praticamente il doppio di noi in questo comparto, abbiano meno turisti, e se poi ci mettiamo che siamo anche i più cari; boh?
Ma si sa quanto sia notoria la bravura in matematica della Sciura Michela.
Però non è questo l’inghippo più strano, bensì il fatto bizzarro è che è l’Istat che invia le statistiche e dati nazionali all’Eurostat, e quindi, come può una cosa andare sia bene che male pur nascendo da un’identica fonte?
Dulcis in fundo, di questi dati dell’Eurostat menzionati dalla ministra, non c'è traccia; niente sul web e nulla sul sito europeo.
Da dove vengono, chi l’ha detto e dove sono scritti?
Inventati?
Infatti, per avere i dati turistici dei primi sei mesi del 2009 dall’Eurostat, si sono dovuti aspettare ben 97 giorni (07.10.2009), mentre quelli che chiudono l’anno (per la Brambilla) sono già pronti dopo soli 45 giorni?
Ma per piacere.
E nel mentre il turismo se ne va sempre più a ramengo, i media e l’opposizione fanno a gara a pescare, senza l’uso del verme, nel torbido; tra le export, le ballerine, le veline ed i trans.
Per il resto, poco o niente; mentre la Brambilla continuano a chiamarla Ministro.

sabato 20 febbraio 2010

Ai dont spich inglisc (www.italia.it)







Di Licia (dal blog: Terminologia etc.)

Nella versione inglese del portale italia.it c’è il link Four-legged tourists e grazie all’immagine si sa subito che non si tratta di avveniristiche informazioni per potenziali turisti extraterrestri con varie gambe.
Si va infatti al sito Travelling in Italy with your pets e anche qui le traduzioni lasciano alquanto a desiderare, basta dare un’occhiata alla lettera di benvenuto e soprattutto alla pagina Search for a facility, dove si ha davvero l’impressione che le parole siano state scelte un po’ a caso* da qualcuno che si è improvvisato traduttore.
Il dettaglio più divertente è forse croquette bowls, traduzione di ciotola crocchette.
Chissà che idea si fa della dieta tipica di cani e gatti nostrani il turista inglese intento a verificare i servizi per il proprio amato animale: croquette è un termine gastronomico, le crocchette per cani e gatti sono kibble e comunque, in questo contesto, ci si aspetterebbe un più generico food bowl.
Non si dovrebbe tradurre verso una lingua diversa dalla propria; chi lo fa sa però di avere varie opzioni per verificare le proprie scelte:

▄ controllare il significato del termine in un dizionario monolingue, per l’inglese ad esempio LDOCE, Macmillan, Collins, OALD, Merriam-Webster
▄ ancora più veloce, usare l’operatore define nei motori di ricerca, ad es. define:croquette
▄ fare una ricerca per immagini, assicurandosi che i risultati appaiano in siti nella lingua desiderata (ad es. croquettes in francese sono anche quelle per animali)
▄ se non si conosce la terminologia di un argomento, cercare uno o più siti specifici o simili nella lingua di arrivo, ad es. di cibo per cani (dettagli in Ricerca terminologica e verifiche con Google)

* Un paio di altri errori da Search for a facility (poi per un po’ non parlerò più di italia.it!):

▄ casa in affitto diventa tenement, che di solito descrive un edificio tipo certe case popolari, a volte anche fatiscenti; in contesto turistico sarebbe più appropriato il molto diffuso holiday apartments and villas;
▄ fast food è un falso amico perché in inglese indica solo il tipo di cibo e non l’esercizio dove viene servito (fast food restaurant) e così nel sito appare un improbabile fast foods (tra l’altro food è quasi sempre uncountable, si impara alle scuole medie, come la posizione dell’aggettivo: no comment su animals admitted!);
▄ nella stessa pagina viene usato lodging come traduzione sia di affittacamere che di pernottamento;
▄ l’elenco potrebbe continuare, aggiungo solo che dog house (pagina di benvenuto del Ministro Brambilla) vuol dire canile inteso come cuccia del cane, specialmente in inglese americano (kennel in inglese britannico) e non canile inteso come luogo dove si custodiscono cani senza padrone (kennels in UK e dog pound in America): chissà cosa pensano i turisti anglofoni quando leggono “Apparently, 5,902 abandoned dogs were taken in by monitored dog houses”.
Perlomeno nelle pagine tradotte non viene citato il premio "Accoglienza Bestiale", ci sarebbe potuto scappare un beastly reception!
E così, pensando alla figura che ci fanno fare i responsabili di questi siti all’estero, potrebbe tornare utile l’espressione idiomatica in the doghouse…

venerdì 19 febbraio 2010

Champagne e gazzose

“L’approccio del sistema”.
E’ con queste parole
emesse con infinita auto magnificenza nella conferenza d'apertura della BIT 2010 (Borsa Internazionale del Turismo), che la Brambilla intende risollevare il turismo italiano, dichiarando che è appunto il modo più efficace alla risoluzione dei problemi del comparto turistico.
C’è però un “SOLO” da considerare, vale a dire che sono “SOLO” millenni che questa teoria è già nel concepimento umano.
Che la ministra l’abbia capito “SOLO” adesso?
Infatti, il termine "sistemi" deriva dalla parola greca "synistanai», che significa "a riunire o combinare" e il termine è stato usato per secoli.
Componenti dei concetti organizzativo, denominato "approccio sistemico", sono stati utilizzati per la gestione anche degli eserciti e dei governi per millenni, dato che il livello di precisione e di efficienza richiesti della tecnologia, della scienza e la gestione, ha aumentato la complessità dei processi industriali, è diventato sempre più necessario sviluppare una base concettuale per evitare di essere sopraffatti dalla complessità.
Beh, se sono occorsi due anni per capire questa cosa, chissà di quanti altri ne necessiterà “la rossa” per far tornare i turisti in Italia?
Donne e Champagne (è solo un modo di dire)!
Va inoltre precisato che esistono quattro concetti principali alla base del metodo dei sistemi:

Specializzazione:
Un sistema è diviso in componenti più piccoli che permette una maggiore concentrazione specializzata in ogni componente.
Raggruppamento:
Per evitare di generare una maggiore complessità, con la crescente specializzazione, si rendono necessari dei gruppi di discipline affini o sotto-discipline.
Coordinamento:
Come i componenti di un sistema di sottocomponenti sono raggruppati, è quindi necessario coordinare le interazioni tra i gruppi.
Le proprietà emergenti:
Divisione di un sistema in sottosistemi (gruppi di componenti all'interno del sistema), richiede il riconoscimento e la comprensione delle proprietà "emergenti" di un sistema, cioè, riconoscere perché il sistema nel suo insieme è maggiore della somma delle sue parti.
Ad esempio, due aree forestali possono contenere la stessa specie d’albero, ma la disposizione spaziale e la struttura delle dimensioni dei singoli alberi creerà diversi habitat per le specie di fauna selvatica.
In questo caso, una proprietà emergente di ogni stand è l'habitat della fauna selvatica.
Adesso basta cambiare l’albero con l’albergo e la fauna con i clienti, ed il gioco è fatto.
E qui per ora ci fermiamo per non tediare troppo.
La ministra nel suo monologo continua con un “gran bel giro di parole” già dette e ridette che stringi stringi, presumiamo abbiano l’unico scopo di far comprendere che intende accentrare tutto il marketing sotto la sua ala (Enit), e probabilmente per disporre a suo piacimento dell’ammontare monetario destinato alla promozione del turismo nazionale.
Un bel po’ di centinaia di milioni di euro che attualmente sono invece sotto la podestà regionale (vedi Titolo V).
Ari donne e ari Champagne (è solo un modo di dire).
Spesso abbiamo contestato la dispersione delle Regioni e pertanto ne siamo in pieno accordo, ma c’è sempre quel “SOLO” che ci lascia, diciamo interdetti e dubbiosi; anzi forse solo certi.
Certi che probabilmente non verrà premiato “SOLO” il merito visti i precedenti.
Vedi il Presidente nonché Commissario dell’Enit, Matteo Marzotto, che ci risulta appaia più sui magazine “festeggianti” o tessilmente affaccendato nella sua bella Parigi, che ad elencarci delle cose "mai udite" sulle riviste del settore.
Oppure del Direttore Generale Paolo Rubini, che proveniente dal congelamento dei cordoni ombelicali (cellule staminali), ha “meritocraticamente” ricevuto questo prestigioso incarico.
Ah, dimenticavamo di aggiungere che è stato e crediamo sia ancora il responsabile della 'banca dati' dei Circoli della libertà della Brambilla; e chissà mai che non gli sia stato utile per l’impiego famoso, e/o non possa servire nel turismo, considerando che non risulta abbia mai avuto alcuna esperienza nel settore alberghiero o similari.
In definitiva, se il loro modo d’intendere il “merito” è questo; è forse facile immaginare a chi andranno gli incarichi del marketing e tutte quelle centinaia di milioni di euro?
Un’idea l’abbiamo e non vogliamo proferire, ma noi non ci fidiamo; mentre voi, … fate ciò che volete!
Beh, che dire; donne e Champagne per loro, seghe e gazzose per noi … (naturalmente “SOLO” un modo di dire)!

giovedì 18 febbraio 2010

Si sono rotte le uova...e non quelle pasquali

Innanzi tutto una premessa, questa:
Ai sensi dell'art. 16, comma 1, del decreto legislativo n. 322/89, il Presidente dell'Istituto (ISTAT) è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, poi...

...che gli uomini, e quindi le donne, resistano a tutto tranne che alle tentazioni, specialmente quelle economiche, è tranquillamente risaputo.
Se poi ci si mette la voglia o la tentazione dell‘avere il potere; beh, statene certi che nessuno perderebbe l’occasione di “conquistare”, e ancor più di mantenere, quel careghino così “faticosamente” ottenuto.
Il merito?
Provate a chiedere ad una qualsivoglia persona che occupi una posizione politica di rilievo, il come mai sia lì, su quella poltrona; ecco che questi vi risponderà, (sempre che sia inquadrato da famose telecamere o partitocratici editori e giornalisti), che è dovuto al duro sacrificio (di non si sa bene che cosa), nonché per l’attaccamento verso il “partito” (e non sempre lo stesso); mentre pochissimi risponderanno: “per i risultati ottenuti” e “amore al lavoro”.
La differenza?
Beh, fate voi.
E la Brambilla?
Da quando l’hanno messa “ lì ” (“ li ” mortacci...), non ha fatto granché d’altro che elencarci una quantità industriale di dati e statistiche inveritiere, naturalmente poi smentite da chi queste cose le sa fare anche meglio, ma soprattutto dai risultati, e non è cosa da poco.
Il settore è in grande affanno e non s’intravvede niente di innovativo e produttivo; il che detto nei confronti della prima industria italiana, è già tutto un bel dire!
Comunque, bando alle ciance e venendo ai fatti, la ministra c’ha ripetutamente detto che gli italiani sono andati in gran numero di qua e di e che il comparto è in grande ripresa.
Ripresa decchè; almeno ci fosse un piccolo segno più (+) in tutto quello che segue….

Istat: viaggi in calo dell'8%
Nel 2009 i viaggi con pernottamento effettuati dai residenti in Italia sono stati 113 milioni e 46 mila, per un totale di 676 milioni e 244 mila notti.
Rispetto al 2008 si registra una diminuzione del numero di viaggi dell'8%.
Lo rende noto l'Istat, spiegando che i viaggi di vacanza, che pesano per l'86,6% sul totale, mostrano una flessione (-8,3%) dovuta alla consistente diminuzione delle vacanze brevi (-11,6%).
Rispetto al 2008 si è ridotto il numero di persone che vanno in vacanza in media in un trimestre (dal 30,4% nel 2008 al 27,9% nel 2009), soprattutto nel Mezzogiorno (dal 23,6% nel 2008 al 20,2% nel 2009).
In particolare, diminuiscono i viaggi di vacanza con l'obiettivo di far visita a parenti o amici (-19,3%), soprattutto se effettuati in occasione di vacanze brevi (-24,4%).
Rispetto alle destinazioni, si sono ridotti del 9,4% gli spostamenti con destinazioni italiane, che rappresentano l'82,7% dei viaggi complessivi, con una contrazione più marcata per i viaggi diretti verso le regioni del Mezzogiorno (-19,7%), dove diminuiscono sia le vacanze brevi (-25,3%) sia quelle lunghe (-17,5%).
Dulcis in fundo….gli spostamenti verso l'estero, invece, sono stabili.
Per chi ci legge e s'intende di turismo....n’avesse azzeccata una!

Quindi, la Brambilla?
Beh fate voi.

mercoledì 17 febbraio 2010

Quel "piccolo" errore della Brambilla







Capita a tutti di dover sbagliare, ma alla Brambilla, guarda caso, capita spesso.
O per lo meno succede che gli istituti di ricerca e statistica che usa lei (se li usa), emettano sempre dei dati che si orientano in suo favore.
Che strano!
Ma poi, come sovente accade in queste cose, arriva la doccia fredda di quelli più “seri”, e i precedenti vengono immancabilmente smentiti, mentre tra il dire e il fare c’è il “piccolo” errore di 2.3 miliardi di euro.
La gente però dimentica in fretta e resta la “soddisfazione” d’aver detto qualcosa di ritenuto importante; tanto chi si ricorda?
Noi (!),... noi ci ricordiamo; ma veniamo al fatto.
Istat (16 febbraio 2010)
Nella rilevazione sul ‘Movimento alberghiero tra Natale e l’Epifania’, l’Istituto di statistica ha rilevato che il saldo tra le incidenze dei giudizi positivi e negativi è ovunque sfavorevole, con una intensità massima nel centro Italia (l’area più interessata del Paese), con meno 21,2, e minima al nord-est, con un meno 11,1.
Il 35,5 per cento degli albergatori ha dichiarato che nel trimestre gennaio-marzo 2010 l’esercizio resterà chiuso e questo comporterà un’altra considerevole diminuzione della manodopera nel settore e quindi dell’indotto.
Considerando poi i giudizi sull’andamento del turismo per il trimestre gennaio-marzo 2010, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, la differenza tra la quota di coloro che prevedono un aumento e quella di chi prevede una diminuzione è negativa, meno 29,4 (di prenotazioni), con opinioni sfavorevoli sia per il turismo nazionale, sia per quello estero.
Beh, una bella differenza con quello che sostenevano soltanto due mesi fa le “cariatidi” e i grandi “dotti” del turismo nazionale (Brambilla, Marzotto, Bocca con quel +20%), che più si riuniscono ed emettono ordinanze, giudizi e regole, più fanno la figura degli…vabbè.
Dal + 20% al -20 e passa per cento, il totale è qualcosa come l’oltre 40%, che messo in termini monetari vuol dire una perdita in giro d’affari, di 2,3 miliardi di euro in soli 15/20 giorni.
Un grande successo, ma soprattutto una gran felice previsione, che dimostra appieno l’indiscusso valore di questi/e signori/e in questo settore, nonché l’utilità e la necessità del loro lavoro.
E noi?
E noi prima o poi, e con l’aiuto di un altro “meteorite”…chissà?

lunedì 15 febbraio 2010

Andate a lavorare?






Alè ci risiamo, i grandi Guru del turismo nostrano, hanno “di nuovo” capito che l’andazzo, così com’è, non può andare, e allora schierano in campo i pezzi da 90, Marcegaglia e Winteler.
Cannonate, rimbombi e frastuoni?
No, le solite cose; dette e ridette, trite e ritrite che nei tempi passati c’avevano rotto, adesso, ri-rotto.
E a forza di andare avanti così alla carlona, la prima persona “normale” che dirà finalmente qualcosa di “mai usato” ci apparirà come il Messia del turismo; ma non s’intravvede nessuno all’orizzonte, purtroppo.
Hanno detto che il turismo è un problema di governance (non si capisce il perché, in Italia, non si parli italiano), di competenze sparpagliate che rendono difficile gli investimenti di imprenditori nazionali e stranieri e che le 220 mila norme sul turismo, sono forse un po’ troppe; e questo lo dice il Marzotto Matteo.
Ma và?
Inoltre lamentano il fatto che quando si parla di politica industriale, il turismo non c’è mai per dare “sostegno ed incentivi”.
Che si voglia fare tante piccole Fiat, che tanto passa Pantalone e già che c’è, poi paga?
Delle responsabilità del Governo, noi tutti ben le sappiamo, come conosciamo la nostra infausta decisione (referendum), nel ’93, di manlevare le incombenze dal Ministero del turismo alle Regioni.
Non che prima andasse meglio, per carità.
Come pure le “semplici e facili” elargizioni a pioggia per questo e quell’altro, che non hanno prodotto proprio un bel niente; ma solo una gara ad accaparrarsi il massimo possibile, e per chissà quali interessi, verrebbe da pensare.
Neanche fossero dei centometristi ad una finale del campionato mondiale.
Non preoccupatevi che poi in ufficio si riposano dalle stressanti competizioni; sempre che ci vadano.
Infine, dalla recente riunione di Confindustria, la Brambilla c’informa che sono stati “liberati” 118 milioni di euro per finanziare dei progetti pubblici e privati, che attraverso un protocollo d’intesa con le Regioni, finiranno…boh, chissà (?), forse a fare compagnia agli altri, ossia a quelli degli anni passati, senza una granchè logica ripartizione di meriti, ma probabilmente seguendo il solito loro raziocinio; cinquanta di qua, e 2 di là; dipende?
ma forse è già tutto deciso a monte, e anche da tempo.
E tira a campà.
E non ci sarà nessun resoconto generale (naturalmente per noi), a meno che, a qualche temerario, non venga voglia di andare a cercare regione per regione, per poi scoprire che sono finiti in mezzo a mille e più mille rivoli, per di più incomprensibili ad una normale o anche saccente mente umana.
A testimonianza di quando andiamo dicendo da anni, sarebbe divertente saggiare le competenze degli amministratori pubblici e sui meriti di quelli privati, rivolgendo loro tre semplici domande: cosa avete fatto finora, quali sono i risultati e che cosa ne sapete di turismo considerando che gli altri vanno meglio?
Aspettiamo risposta ed eventualmente un "simpatico" confronto.
Nel frattempo attendiamo di assistere finalmente ad un dibattito vero, di grande spessore e competenza e non sentire i soliti “slogan” che dimostrano, ancora una volta, che questa classe politica e privata si confronta, su tale fondamentale materia, con scarsa conoscenza e sufficienza (naturalmente per noi).
Ah, come vorremo rovistare tra queste carte; solo Dio lo sa.

venerdì 12 febbraio 2010

Censura

In tempi di comparazioni, similitudini o uguaglianze, possiamo tranquillamente affermare che la Brambilla & C. stanno al turismo come noi stiamo alla cardiochirurgia.
Per noi lo zero assoluto.
C’è però un “solo” di differenza, e vale a dire: “Solo” che noi non ci arroghiamo né tantomeno intendiamo ergerci a ripristinatori di cuori ammalati, mentre la di lei & C. pretendono di farlo con il turismo.
Chissà che espressione avrebbero i "poveri" pazienti cardiopatici di fronte al maneggiare di bisturi improfessionali?
Beh, probabilmente lo stessa che abbiamo avuto da quando la “rossa” si è addentrata nel dicastero “omaggiatole”.
Eh si; quello è per forza un “regalo”, sennò che altro può essere,
considerando il lento declino dell'innovvazione di un turismo già da troppo tempo agonizzante?
Comunque e brevemente mi soffermo sull’ultima str…anezza della Michela & C:.
Sia mai che della “allegra banda” tralasciamo qualcosa.

Gennaio 2010 segna un calo nelle presenze alberghiere del -2,1%
rispetto allo stesso periodo del 2009, questo il risultato del monitoraggio effettuato da Federalberghi-Confturismo.
Un calo di presenze che segue un 2009 chiuso, secondo i dati ISTAT,"con le tariffe alberghiere calate del 2,2% rispetto al costo della vita complessivo che ha fatto segnare un +0,8%." ha sottolineato il Presidente degli albergatori Italiani, Bernabò Bocca.
Notizie poco incoraggianti vengono anche dal fronte occupazione, scesa del -3% a gennaio, con un picco del -4% per i lavoratori a tempo inderterminato e un +0,1% per i lavoratori a tempo determinato.
Ma il 2010 non doveva essere l’inizio…?
MICHELA BRAMBILLA: “IL 2010 ANNO DELLA RIPRESA PER IL TURISMO”
MATTEO MARZOTTO: “IL 2010 SARA’ ALL’INSEGNA DELLA RIPRESA”
E tanti altri che non elenchiamo per evitare d’intasare il blog.
La nostra opinione?




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mercoledì 10 febbraio 2010

Il Titolo V della Legislazione italiana (legge 29 marzo 2001 n.135 )...da cambiare

La "legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica" (legge 17 maggio 1983 n.217) ha rappresentato il primo punto fondamentale per il riconoscimento ufficiale del settore turistico in Italia.
Questa legge conteneva, infatti, per la prima volta una serie di norme generali, uguali in tutto il Paese, che costituivano l'ambito nel quale le Regioni avrebbero provveduto a regolamentare il turismo italiano.
Così, a seguito della legge-quadro, numerose sono state le Regioni che hanno adeguato la propria normativa locale alle disposizioni nazionali.
All'inizio del nuovo millennio, però, vi è stata une svolta essenziale nella legislazione turistica italiana: Nel 2001 sono state emanate la legge costituzionale del titolo V (legge costituzionale 18 ottobre 2001 n.3) e la legge 29 marzo 2001 n.135 di "riforma della legislazione nazionale del turismo" con relativa abrogazione della legge-quadro 217/1983 tramite decreto del 22 settembre 2002. La nuova legge costituzionale risulta significativa perché modifica profondamente il titolo V della Costituzione, relativo agli enti territoriali, assegnando alle Regioni la piena autonomia legislativa ed amministrativa in ambito turistico (il quale non rientra nelle 17 materie espressamente riservate alla potestà esclusiva statale).
Le legge n.135/2001 è altrettanto importante in quanto composta da 12 articoli che regolamentano gli ambiti di competenze, le imprese e le professioni turistiche, la realizzazione della Conferenza nazionale del turismo, la promozione dei diritti del turista, la creazione dei Sistemi turistici locali, del Fondo di cofinanziamento dell'offerta turistica, le semplificazioni per il rilascio delle autorizzazioni alle strutture ricettive e l'stituzione del Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico.

martedì 9 febbraio 2010

Attenzione che ci fanno cadere anche quello




Lettera aperta di un gruppo di traduttori all'On. Brambilla

D'accordo con i colleghi che hanno segnalato la cosa, aderisco alla petizione e contribuisco qui alla sua diffusione.


A: On. Michela Brambilla

Onorevole Ministra Brambilla,
Siamo un gruppo di traduttori e interpreti professionisti. Leggiamo oggi sul portale internazionale di traduzione ProZ il seguente annuncio:
http://www.proz.com/translation-jobs/390295

Gentili Traduttori,
stiamo ricercano nuovi collaboratori da inserire in un progetto di traduzione del ministero del turismo.
L'ente ci sta inviando e ci invierà per tutto il 2010 materiale del sito www.italia.it da tradurre in inglese, francese, tedesco e spagnolo. La "cartella" dettata dal ministero è di 2600 caratteri (??) e il prezzo è di 9 euro lordi con pagamento a 90 giorni (sono sempre condizioni del ministero).
E' un prezzo molto basso ma si deve pensare alla quantità e alla continuità del lavoro.
Se siete interessati al lavoro potete contattarmi via mail, telefono o skype.
Abbiamo già dei file da assegnare da tradurre con una certa urgenza.

Grazie della collaborazione.
Cordiali saluti

L'annuncio risulta inserito dall'agenzia [OMISSIS].

Gradiremmo sapere, in quanto membri di una categoria consistente di liberi professionisti che operano nel settore linguistico, se quanto indicato nell'annuncio in merito a tariffe e condizioni di pagamento corrisponde a verità.

Un traduttore professionista che faccia bene il suo mestiere traduce mediamente 10-12 cartelle da 1500 caratteri al giorno, equivalenti a circa 6-7 cartelle da 2600 caratteri. Quella proposta corrisponde, quindi, a una tariffa di 54-63 euro lordi al giorno, pari in media a 25-30 euro al netto di contributi previdenziali e imposte. In altre parole, 9 euro lordi a cartella da 2600 caratteri corrispondono, a parità di potere d'acquisto, alla paga giornaliera di un operaio in uno sweatshop indonesiano. Una tariffa minima congrua allo sforzo e alla qualità richiesta dovrebbe essere pari ad almeno il triplo.

Quello proposto è, per farla breve, un compenso assolutamente inaccettabile e mortificante per la nostra già bistrattata professione. Se le tariffe che offre il Ministero ai suoi traduttori sono queste, non meraviglia che il sito www.italia.it sia pieno di strafalcioni grossolani e imbarazzanti, che danno una pessima immagine del nostro Paese nel mondo.

Ci chiediamo se l'immagine dell'Italia all'estero e la valorizzazione delle sue risorse umane non valgano forse un investimento più allineato con il tipo di servizio richiesto e il suo campo di applicazione.
Certi di un Suo cortese riscontro, la salutiamo cordialmente

Per firmare la petizione: http://firmiamo.it/lettera-aperta-brambilla

Fonte: A.Dolzan Traduzioni & Comunicazione

lunedì 8 febbraio 2010

I "pipistrelli" della Brambilla

Quello che avevo da dire l’ho detto e pensavo bastasse.
Non è così.
E allora ribadisco con forza, a quei pochi che si prendono la briga di scrivermi anche a notte fonda (ved. orario e-mail), e che continuano ad elencarmi una tale sequenza di balle da far arrossire di vergogna anche le latrine dei porci; tanta è la puzza “partitocratrica” delle loro illogiche ciance.
Parlo dei dati turistici della Brambilla, ma soprattutto parlo del fatto (un’ultima volta per tutte) che non mi/ci frega niente della politica mischiata al turismo.
Non è la materia del blog, e se una str…anezza viene fatta o detta dalla destra, dal centro o dalla sinistra, per me/noi non cambia un bel niente; resta sempre una cosa che puzza, e per il turismo non è cosa buona e giusta; sennò diventa un turismo di “merda”.
E se continua così, poco ci manca.
Perciò, signori nottambuli, è bene che sappiate che i dati non sono di una corrente o dell’altra; questi, se veritieri, servono per aiutare gli operatori nelle scelte future, ma se sono “mascherati” e seguono sempre il volere di chi vuole nascondere le proprie incapacità, non servono a nulla e sono anche dannosi.
Oltretutto danno l’impressione che ci si voglia prendere per i fondelli, come a dire; tanto son scemi.
E mentre per la Brambilla sono sempre positivi e milioni e milioni di turisti c’invadono da tutte le parti, neanche fossero mosche laddove…vabbè; Confindustria, Federalberghi e le altre associazioni nazionali, dichiarano che abbiamo perso presenze, ingressi e pernottamenti per svariati miliardi di euro, oltre ai 75 mila operatori del settore che sono andati o sono rimasti a casa.
Pertanto, scrittori mondani o novelli batmen, (ma non lavorate mai?), andate a leggervi l’ultima dichiarazione del 6 febbraio scorso, dove “la rossa” elencava un miglioramento delle presenze per questo periodo invernale, quando due soli giorni prima Daniel Winteler di Confindustria ne lamentava dei dati completamente opposti.
La solita storia, le solite “balle” e voi, andate a dormire che è meglio; non è col contrasto politico che si risolve il turismo, ma con un altro Ministro.
Questa non va!

sabato 6 febbraio 2010

Tourism for Tomorrow Awards 2010 del World Travel & Tourism Council (WTTC)

Per il turismo è un po’ come l’Oscar americano del cinema mondiale, o se vogliamo dirla sotto l’aspetto nazionale, è l’equivalente del Leone D’Oro veneziano.
Ma non per tutti, specialmente per quelli che non lo vincono mai; mentre per noi rimane il traguardo più ambito.
Si chiama “Tourism for Tomorrow Awards” e viene dato dal World Travel & Tourism Council (WTTC), composto da un centinaio di imprenditori leaders del mondo (tra cui “Boscolo”, uno dei fiori all’occhiello dell’hotellerie italiana), e che ogni anno destina dei prestigiosi premi a chi ha meglio contribuito nel campo del turismo mondiale in quattro diverse categorie: Destination Stewardship, Conservation, Community Benefit and Global Tourism Business.
Vale a dire a chi dimostrato con successo delle pratiche di turismo sostenibile, compresa la protezione del patrimonio naturale e culturale, i benefici sociali ed economici alle popolazioni locali, e tutte le operazioni rispettose dell'ambiente.
In poche parole, a chi ha lavorato bene nel rispetto degli altri e di ciò che lo circonda.
Ma nessun quotidiano italiano, neanche quelli preposti al turismo, ne hanno dato il più piccolo cenno, e questo la spiega già lunga su quanto interesse diamo a chi veramente qualcosa ne sa.
Nella nostra cara penisola siamo/sono tutti “professori”, ma di che cosa ve lo spieghiamo più avanti, anche se basta leggere nei post precedenti.
Comunque, per la cronaca, i 12 finalisti vengono selezionati da una miriade di operatori del turismo, del settore viaggi e della carta stampata del comparto, che quest’anno hanno deciso così:
Destination Stewardship Award
Botswana Tourism Board, Botswana -- www.botswanatourism.co.bw
Ministero del Turismo, Montenegro -- www.montenegro.travel
Monte Huangshan Scenic del sito, la Cina -- www.chinahuangshan.gov.cn
Conservation Award
Emirates Hotels & Resorts, Emirati Arabi Uniti -- www.emirateshotelsresorts.com
Inkaterra Perú SAC, Perù -- www.inkaterra.com
Singita Grumeti Reserves, Tanzania -- www.singita.com
Comunità Benefit Award
Namibia comunale Conservancy Settore Turismo / NACSO, Namibia -- www.nasco.org.na
Tourindia, India -- www.tourindiakerala.com
Whale Watch Kaikoura Ltd, Nuova Zelanda -- www.whalewatch.co.nz
Global Tourism Business Award
Accor, Francia & Global -- www.accor.com
Banyan Tree Holdings, Singapore & Global -- www.banyantree.com
Wilderness Safaris, Sud Africa e Global -- www.wilderness-safaris.com
E noi?
E noi da quando è stato istituito questo premio (2003) non abbiammo MAI vinto; anzi non siamo MAI andati neanche nei finalisti.
Che dire?
Meglio non dire!

venerdì 5 febbraio 2010

Capre che producono (riferito alla fotografia)





Hanno l’equivalente numerico di una media Provincia italiana, mentre i risultati di quest’allegra, gioiosa “banda” simil-musicale, che da 40anni, pur cambiando alcuni degli “orchestrali”, suona la stessa monotona litania, ben si conosce.
75.000 (settantacinquemila) assessori al turismo; 10.000 (diecimila) tra associazioni di specialisti, rettori e docenti d'università, Guru, tecnici, grandi o piccoli pensatori e chi più ne ha più ne metta; oltre 10.000 (diecimila) enti che lo promuovono (il turismo), in aggiunta all`Enit e che oltretutto è commissariato dallo stesso Presidente (cose solo italiane), Matteo Marzotto, mentre il suo Direttore Generale, Paolo Rubini, che di questo comparto forse o non forse, ne sa quanto noi ne capiamo di cardiochirurgia o di particelle atomiche.
Nulla!
Dulcis in fundo, un Ministero del turismo che non ha alcun potere, perché il Titolo V della Costituzione demanda ogni responsabilità alle Regioni, così pure anche a livello di governo dove le incombenze sono divise tra Sviluppo economico e Beni culturali.
Ma che cavolo è?
Mentre per contribuire a capire definitivamente “l'allegorico e carnevalesco carrozzone” arriva la notizia che il piano nazionale è quello di raddoppiare il peso del turismo sul Pil nazionale in 10 anni, vale a dire dal 10 al 20%, come recentemente annunciato dalla Brambilla per volere del Capo.
Ma la deframmentazione di questi autorità; le “palanche” spese in mille fiumiciattoli di cui non si capisce bene il perché non esista un progetto complessivo, in base al quale poter valutare i risultati e verificare come si siano spesi i soldi, nonché la totale mancanza di un piano strategico che indichi le tappe da percorrere, da qui al 2020, riesce a spiegarcene la fattibilità.
Mentre pur parlando sempre nei congressi delle grandi potenzialità del settore, quando si discute sulla politica industriale del Paese; ecco che il turismo non c`è.
Assente!
Ma ben presente quando c'è da distribuire incarichi “meritocratici” (ved. Paolo Rubini), probabilmente a circa 200.000 euro l'anno.
Come non c’è quasi mai quando nel turismo si tratta di parlare tasse, trasparenza delle politiche di governo, spreco spesa pubblica, favoritismi nelle decisioni di funzionari del governo, formazione del personale, norme in materia di investimenti, pratiche di assunzione, costo del lavoro, flessibilità di determinazione del salario, simmetria tra produzione e retribuzione, possibilità di ricerca lavoro qualificato, strategie turistiche, affidamento sulla gestione professionale, fuga di cervelli, flussi di capitale, disponibilità di capitale a rischio, investimenti diretti dall’estero, volontà di delegare, collaborazione università/industria, …e qui mi fermo.
No, qui da noi no, senti sempre parlare del portale dei gatti e dei cani, del Bonus Vacanze e di statistiche e dati che non sono mai veritieri.
Ognuno d’altronde parla per quello che sa, e di turismo la Brambilla & co. ne sanno di certo ben poco.
Sono ormai passati quasi due anni da quando è stato deciso di ripristinare, attraverso un sottosegretariato, il Ministero del turismo, ma dal bailamme di prima, che cos’è cambiato?
E intanto arrivano i primi dati di una fase delle presenze turistiche invernali che indicano un calo dell`1,4% degli arrivi stranieri e dello 0,7% di quelli domestici.
Ma il Governo, le associazioni e gli altri del “concertino”; non avevano appena detto che quest’anno oltre il 20% in più era andato in vacanza e che (?)….vabbè, lasciamo perdere; con loro è fiato sprecato.
L’attacco ora parte dai responsabili di Confindustria (Marcegaglia e Winteler), che crediamo sia più indirizzato alle "bizze" delle Regioni che non intendono assolutamente mollare l'osso da rosicchiare.
Ma fino a quando?

martedì 2 febbraio 2010

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum





Se qualcuno pensa ancora che le “balle” o le prese per i fondelli possano andare in vacanza (con o senza i Bonus della Brambilla), ebbene, eccolo servito.
Infatti, non c'è mese o giorno dell’anno che tenga; la fabbrica delle “baggianate” del dicastero del turismo è perennemente aperta, senza festività o minacce di scioperi, mentre la produzione, che ne sforna un quantitativo industriale, è sempre in attivo.
E molto probabile sia l’unica cosa col segno + di quel ministero, oltre alle "presunte" inutili spese.
Comunque, il 23 dicembre scorso, secondo i calcoli (?) e le previsioni di questa fetta del Governo, la ministra, assecondata da “autorevoli” testate giornalistiche, TV, radio e web, riportava che il denaro utilizzato per i Bonus Vacanze (5 milioni di euro) previsti per mandare gli “indigenti” (quelli da 35.000 euro l’anno) in vacanza, avrebbero originato un movimento all’indotto di 170 milioni di euro, mentre il completo silenzio dei media sull’autenticità della dichiarazione, dava il “LA” all’auto magnificenza della Brambilla.
Ma non certo supportata da noi, che a suo tempo ne scarabocchiammo “peste e corna” sull’uso improprio della logicità matematica usata in quel dipartimento, cosa di cui un Ministero del turismo, dovrebbe avere e che invece, a quanto sembra, non ha.

A distanza di oltre un mese e sempre per opera di quella fantomatica branchia del Governo, il 29 gennaio 2010 è apparsa, naturalmente senza le dovute scuse, una seconda versione dei fatti: “i Buoni Vacanze sono in grado di mettere in moto un fatturato diretto di 14 milioni, che salgono a 28 se si considera tutte le spese indirette legate al trasporto ed al soggiorno”.
Beh, una bella differenza il passare da 170 a 28 milioni d’indotto; “solo” 280 miliardi di vecchie lirette.
Che si siano accorti della loro str…anezza?
E peccato che anche questa cifra sia sbagliata, ma non preoccupatevi, signore/i, che lì nel turismo “meritocraticamente guadagnate” chissà quale stipendio; presto qui vi dimostreremo (a gratis) il perché, e dopodiché, chissà se il Governo darà poi una terza versione dei fatti…magari ri-leggendoci?

lunedì 1 febbraio 2010

E il "pizzo" allo Stato?

Eh no, che anche la Presidentessa di Confindustria, la Marcegaglia, cerchi di emulare la Michela Brambilla; ma per piacere, una sola c’accresce e già ce n’avanza.
Facile e bello fare proclami, si ricevono inchini, applausi, e anche i baciamani.
Ci riferiamo alla dichiarazione riguardo al lasciar fuori da Confindustria tutti coloro che pagano il pizzo senza denunciare i loro estorsori.
Siamo allora tutti colpevoli, siamo tutti da espellere dalle associazioni di categoria.
Tutti quotidianamente "forse" sottostiamo passivamente allo stalking di Stato, da sempre e non certo "solo" da questo Governo.
Costituito da pretese tributarie assurde e "probabilmente" per nulla motivate, che piovono da ogni versante, da vessazioni di ogni genere che i soggetti, che si dipingono la maschera di una discutibile equità sociale, mettono in pratica senza alcun rispetto neppure per la dignità umana.
Pretese che alla pari di chi impone il pagamento del pizzo (ufficialmente in cambio di una protezione), sfociano in minacce di spogliazione dei beni personali, in pignoramenti e vendite all’asta di quello che è il frutto di anni di onesto e fors’anche duro lavoro, aste alle quali partecipano casualmente sempre i soliti noti, quasi avessero l’abbonamento.
Il tutto per cosa?
Per qualche funzionario che decide di iscrivere a ruolo importi mai dovuti solo per fare bella figura con il suo superiore che gli impone di raggiungere certi obiettivi d’incasso?
Oppure il triplicare (o quasi), in pochissimo tempo, dell'importo di una contravvenzione che hai pagato, ma non nei tempi stabiliti ed anche per un solo giorno di ritardo.
E questo cos'è?
Allora siamo tutti vittime del racket, siamo tutti vessati da chi ci richiede l’impossibile senza offrire nulla in cambio.
Quindi non ci resta che auto denunciarci tutti, mentre dalla Mercegaglia ci aspettiamo qual cosina di più.
Ma forse è solita sfrenata utopia.
Mario Moreggi (lettere al “Il secolo XIX”) e Luciano Ardoino