sabato 19 febbraio 2011

La tassa di soggiorno a Roma: molto rumore per nulla

E’ stata una cosa buona e giusta.
Ed è stata veramente cosa buona e giusta aver inserito la tassa di soggiorno a Roma; tanto buona e tanto giusta che adesso cominciano ad accorgersene quasi tutti.
Naturalmente mi riferisco (come al solito) ai grandi “professoroni” del turismo nazionale, che tutto sanno ma non c’azzeccano mai … o ben poco.
A quelli che parlano un tanto al chilo e di cui non si capisce il come possano mantenere delle cariche prestigiose senza indovinarne mai una … o ben poche.
Infatti quando appresi che il Sindaco Alemanno ed il Vice Cutrufo volevano imporla nella città eterna per ricuperare qualcosina e rientrare nella nuova disponibilità del Tremonti, Tutto sbagliato tutto da rifare plaudì l’evento (per chi non ci crede vedere i post dei mesi indietro).
Vabbeh, a parte gli auto proclami (scusateci) d’averci capito l’inghippo o la costruttività, noi non si era in accordo solo sulla loro prima ipotesi, vale a dire quella dei 10 euro a cranio, e in effetti così non è stato, poiché la richiesta d’obbligatorietà s’è mantenuta su cifre più abbordabili e corrette.
Scrissi inoltre che tutte le grandi città del mondo l’hanno applicata da tempo immemorabile e se deve esserci qualche imbarazzo è che questi soldini recuperati ai dormienti turisti di Roma vadano veramente là dove devono andare o dove promesso; vale a dire al ripristino della città con annessi e connessi per il turista e il cittadino.
La speranza (intendo la mia) è che presto anche Firenze e Venezia …
Non abbiatene a male se dico questo, ma qui spesso si va controcorrente; i fatti poi spiegano che … naturalmente s’aveva ragione.
Hanno tuonato sia le associazioni dei consumatori che quelle di categoria, e poi ha rintronato anche la Marcegaglia che una volta tanto era d’accordo con la Brambilla, la quale dapprima ribadiva la sua contrarietà all’iniziativa (leggere le sue prime dichiarazioni), per poi far la sua solita e bella retromarcia (leggere le sue ultime dichiarazioni).
Forse qualcuno deve averglielo spiegato per bene.
La Marcegaglia, il Bocca e gli altri ancora tacciono e non dicono niente, per loro si sa ci vuole più tempo, ma vedrete che prima o poi c’arriveranno anche loro, e magari se ne prenderanno anche il merito.
Qui a volte funziona così.
Comunque dicevo che queste dichiarazioni strombazzate ai quattro venti, quasi con goduria, hanno moltiplicato in modo esponenziale il danno dell’immagine del BelPaese, come se i direttori dei giornali non sapessero che le testate italiane vengono lette anche dagli stranieri.
Ma il mondo del turismo che è insorto non si è accorto, e finora nessuno ne ha parlato, che forse era meglio sapere il chissà quale organismo verrà scelto, o creato, per controllare il gettito che deriverà da questa tassa e quali saranno i settori beneficiari di cotanta manna.
Credo che, alla faccia della trasparenza, il cittadino comune non lo saprà mai, figuriamoci poi il turista che è obbligato a pagarla.
La premessa è che il 95% verrà destinato per i servizi ai cittadini, di cui non è ancora dato sapere le priorità e chi o che cosa, ahimè, non ne sarà mai beneficiato.
Al massimo si potrà sapere chi ne trarrà beneficio, ma questo “forse” lo possiamo già immaginare.
Mi chiedo inoltre se qualche anima pia, tra le varie associazioni eccetera eccetera, si sia informato presso le città straniere che già adottano da anni questa tassa di soggiorno, il come e che cosa si può o si debba fare.
Sia in fase di attuazione come in quella di controllo.
Ma probabilmente questo è chiedere troppo.
Ah, dimenticavo di dire che col federalismo, non è che molti degli altri comuni adotteranno la tassa di soggiorno per rimpinguare le esangui casse (?), perché in questo caso credo sia meglio dire; beh, "brava gente", non esageriamo!

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