mercoledì 27 luglio 2011

Il mistero dei Ministeri di Monza

Un bluff che neanche al peggior giocatore di poker al mondo sarebbe riuscito in questa maniera. Un’inaugurazione tarocca per pseudo cartomanti con tarocchi (no le arance ma le carte) barocchi.
I quattro uffici di rappresentanza aperti in pompa magna sabato da Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Giulio Tremonti e l’onnipresente per ‘ste cose di poco conto Michela Brambilla, sono chiusi.
Sbarrati.
E manco un custode o una segretaria che dia uno straccio di informazione.
Senza neppure un cartello che indichi l’esistenza in vita delle sedi che hanno messo a soqquadro la maggioranza, traballare il governo (vedi Presidente Napolitano) e fatte girare a noi in tempo di crisi per la palese inutilità.

I ministeri sono un fantasma, uno spettro che si aggira per Monza.
E pensare che sabato avevano parlato «di sogno realizzato», mentre altri avevano promesso «più posti di lavoro per la gente».
Ma a spese di chi?
E che dire di quello a cui gli s’incrinava la voce dall'emozione e che aveva aggiunto: «Questo è un tassello di un processo che porterà lo Stato più vicino ai cittadini».
Eh?

La sede sarà operativa da settembre.
Ma non hanno avuto la delicatezza (l’accortezza?) di lasciare indicazioni sulla palazzina di Villa Reale, neanche un «ripassate a settembre» o almeno un «chiuso per ferie».
Tanto meno una bacheca con affisse le informazioni per il pubblico, orari, funzioni, servizi, giorni di apertura.
Anche in città, perfino sul viale che conduce alla nuova sede, non compare alcun cartello segnaletico che certifichi l’esistenza degli uffici voluti da alcuni e che dica: «Per i ministeri si va di là».

E se per caso passi di là e chiedi a qualcuno, nessuno sa dirti nulla.
Allora ti rimetti al buon satellitare e alla fine c’arrivi.
La porta ministeriale è sbarrata e delle targhe in ottone mostrate con orgoglio sabato, «Ministero delle riforme», «Ministero dell’Economia», «Ministero del Turismo», «Ministero della Semplificazione», nessuna traccia.
Allora esplori metro per metro tutto il perimetro dei muri esterni di Villa Reale per scovare un’entrata secondaria.
Ancora nulla e un altro buco nell’acqua».

Insomma, una specie di set di Cinecittà, in cartapesta
Finto e tarocco.
Neanche una segretaria e neppure un citofono.
Tanto meno un custode.
I tre locali arredati di tutto punto con scrivanie, poltrone in pelle, salottini, foto di Giorgio Napolitano, Bossi e l’arazzo dell’eroe padano Alberto da Giussano, chiusi con tre mandate di chiave.
Fatta la festa gabbato lo santo.

Eppure, in occasione dello show prefestivo, non era stato risparmiato nulla ai giornalisti.
Mentre loro, i ministri, col calice di spumante in pugno, nell’altra mano una manciata di patatine e lo sventolio di banconote “verdi” a testimoniare che le palanche l’avevano messe loro … ma testimonianza decché?
Credi forse che basti muovere all'aria qualche pezzo da cento per far capire che le palanche ce le metti tu?
Hei, ma dico, c’hai preso proprio tutti per scemi?

Che fosse un bluff, però, non era poi così difficile capirlo.
«Per ora c’è un solo computer» (mentre altri dicono due), aveva ammesso uno dei quattro ministri con un filo di imbarazzo. «Telefoni? Per adesso non ci sono ancora». Ma Bossi, imperterrito: «In un Paese dove non si vuole cambiare niente, abbiamo dovuto partire da qualcosa. I cittadini verranno qui e avranno il loro sportello, senza dover fare tanti chilometri per niente».
Si magari adesso ne faranno anche pochi di chilometri… ma sempre per niente, anzi, in verità il loro breve viaggio ci costerà di più.
E poi perché proprio Monza?
Roba che se ci penso un pochettino forse riesco a capirlo ‘sto mistero.
Un po’ come i misteri dei ministeri a Villa Reale.
Ci sono ma non ci sono, e non ci si capisce il perché … o forse si!

2 commenti:

frap1964 ha detto...

A leggere la lettera di Napolitano, si evince che questi hanno aperto sedi periferiche in violazione di norme di legge ordinarie e costituzionali.
Per giunta con decreti attuativi ministeriali.
Roba da denuncia immediata e deferimento alla Corte dei Conti per danno erariale conseguente.
Complimenti ai 4 ministri e al Berluscao.

Luciano Ardoino ha detto...

E vai!

Adesso m'aspetto l'immediato dietro front della Brambilla and co. con la dicitura nei sottotitoli alla moda di Emilio Fede: " Che figura di m...."!

E ben ti sta!

Ma dico: "di tutti quei gran professori di diritto che questi dispongono nei quattro ministeri, che a nessuno sia venuto in mente che non si può?"
E avanti col merito e la meritocrazia.

:-D