giovedì 11 agosto 2011

C'era una volta ... e ancora c'è. Tranne la Brambilla che prima non c'era; beati loro


Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896 – 1957) autore de Il Gattopardo, scrisse parole profetiche sul fatto che tanto, nulla cambia, se non in peggio.

L'Italia di oggi, non è diversa da quella di 2000 anni fa.

 

 

 

 

 

C’ERA UNA VOLTA UN POSTO DOVE:

  • il povero rimaneva povero…
  • il ricco diventava sempre più ricco
  • i patrizi avevano tutti gli onori e tutti i benefici
  • i senatori erano una casta chiusa, ereditaria
  • il potere si tramandava di padre in figlio
  • il sapere, era in mano a pochi eletti
  • la rabbia e la disperazione dei poveracci veniva mitigata con i giochi nelle arene
  • la libertà di parola e di pensiero era proprietà dei senatori.
  • l’imposizione delle tasse non era un momento di democrazia ma di sopruso ingiustificato per l’agio di pochi
  • gli uomini liberi erano pochi e la cittadinanza era un privilegio
  • i privilegi erano più dei doveri
  • la guerra civile era un fatto normale
  • pochi uomini, senza vincoli morali, governavano su tutti
  • L’impero prese il posto della Repubblica
  • L’imperatore si autoproclamava tale grazie a guerre, intrighi e sotterfugi.
  • Nessun imperatore è moriva di vecchiaia. Nessun “governo” finiva “a naturale scadenza”.
  • Chi non era “cittadino” era “barbaro”
  • La corruzione era un’usanza politica
  • La raccomandazione era un fatto sociale
  • La meritocrazia esisteva, forse, solo nell’esercito.
  • La donna era un oggetto da possedere e mostrare in pubblico ad ogni evenienza.
  • Napoli era già in declino
  • La penisola italica era divisa in Regioni e in ogni Regione si parlava una lingua diversa
  • L’eloquio era un esercizio linguistico premiato, non necessariamente pieno di contenuti
  • Le casse dello Stato erano sempre vuote
  • L’imperatore era una divinità da contemplare e ammirare, a prescindere da tutto
  • Al di là del “limes” erano tutti ignoranti
  • Le guerre le facevano combattere agli altri
  • Accordi e trattati erano sempre e solo temporanei
  • La gente moriva sul lavoro
  • I salari “regolari” erano un miraggio e si viveva di occasioni
  • Le persone erano bestie
  • I giovani plebei potevano solo sperare di sopravvivere da plebei
  • La capitale dell’impero era Roma
  • La capitale era il centro della corruzione, degli intrighi di potere, degli intrallazzi di pochi, arraffoni, malfattori, zecche e prostitute di Stato. Era la città più corrotta d’Europa.
  • La capitale era il centro religioso per milioni di fedeli dove si vendevano indulgenze e si corrompeva in nome di un Dio o una Divinità.

Questo posto esiste ancora e non è l’Impero Romano. Si chiama Repubblica Italiana.

P.S.: Però durante l'Impero Romano la Michela Brambilla non c'era ed ora invece si.
Che abbiamo avuto una botta di culo?

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