mercoledì 7 settembre 2011

Le Case di Accoglienza Religiosa e le Case per Ferie

Le Case di accoglienza religiosa e le Case per Ferie sono un fenomeno rilevante nell’ambito del turismo sociale, molto piu’ di quanto comunemente si creda (ca. 25 mln di euro annui).
Si tratta di un fenomeno censito solo parzialmente e organizzato solo in minima parte ai fini della ricettivita’ turistica, anche visto che l’obiettivo centrale della loro esistenza non è turistico.
Hospites, il sito gestito e voluto dal CNEC (Centro Nazionale Economi di Comunita’) e dal CTG (Centro Turistico Giovanile) ha iniziato un’opera di raccolta sistematica di dati per creare un vero e proprio portale dell’accoglienza religiosa in Italia.
Direttamente dal portale e tramite l’operatore specializzato SantaBona si vogliono indirizzare queste strutture verso una accoglienza ancor maggiore e con migliori servizi, senza snaturarne il senso piu’ profondo di strutture di accoglienze e non di turismo.
I dati che seguono sono significativi comunque dell’impatto di queste strutture non solo sui flussi di turismo religioso ma su quelli di turismo sociale in generale, si stima infatti che questo mondo disponga di almeno 180.000 posti letto in Italia, all’interno di piu’ di 3.000 strutture, suddivise in differenti tipologie.

Case di accoglienza religiosa in Italia

Particolarmente alta la presenza di strutture a Roma (311) e provincia (392); di queste solo rispettivamente 42 e 52 sono classificate come Case per Ferie. 

Infatti come si può vedere nella tabella che segue le tipologie sono molto varie.












Divisione per tipologie

La maggioranza delle strutture non si identifica con una sola tipologia e, infatti, non viene classificata.
Solo 564 strutture si identificano come case per ferie e sono sparse in tutte le regioni come si vede dalla tabella che segue.














Case per ferie. Valori assoluti per regione


Le Case per Ferie sono strutture ricettive, attrezzate, per il soggiorno temporaneo di persone o gruppi e gestite, al di fuori dei normali canali commerciali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi, operanti senza fini di lucro, per il conseguimento di una finalità sociale, culturale, assistenziale, religiosa o altro.”
Questa è la definizione burocratica proposta nel convegno “Case per Ferie: segno e luogo di speranza” del 2007, ma in realtà le Case per Ferie sono molto altro, sono strutture ricettive che non pongono il guadagno come loro scopo primario ma hanno principi ispiratori legati agli ideali comuni e all’obiettivo di diffondere il “carisma dell’ospitalità cristiana”.
Le Case per Ferie sono riservate ai soci delle strutture a cui sono affiliate, pertanto sono fuori o al lato del movimento turistico ma hanno l’obiettivo, in particolare tramite l’opera del CTG, di  diventare una importante parte del mondo del turismo sociale italiano.
Le Case per Ferie si vogliono distinguere anche per la stretta connessione tra i servizi ricettivi e i servizi di animazione che devono essere offerti e far parte della “differenza” tra le case per ferie e il resto delle strutture ricettive.
Le Case per Ferie sono già all’interno del mondo che vuole diffondere l’uso dei buoni vacanza in Italia.
Attualmente sono prevalentemente gestite direttamente dalle Congregazioni di religiosi, ma stanno aumentando quelle gestite, per conto delle Congregazioni, da cooperative di giovani o anche quelle che vengono rilevate da cooperative o da famiglie (che pagano un affitto alle Congregazioni, alle Diocesi, alle Parrocchie, agli Istituti proprietari).
La commercializzazione comporta molti problemi, dalla classificazione alla continuità di gestione e omogeneità del servizio, alla promozione.
A tal proposito il CTG pubblica annualmente anche un catalogo di un primo gruppo di strutture, circa 160, particolarmente interessanti per famiglie e anziani.

2 commenti:

B. C. ha detto...

Trend positivo degli arrivi italiani a Cipro nei primi sette mesi dell'anno. "Ci riteniamo molto soddisfatti per i risultati ottenuti dalla destinazione - dice il direttore dell'Ente nazionale per il turismo di Cipro, Christos Tsiakas -. L'incremento annuale di viaggiatori italiani verso Cipro si è attestato intorno al 30% rispetto allo stesso periodo del 2010, con notevoli picchi a maggio e luglio. Cipro sta diventando una meta sempre più gettonata anche grazie alla collaborazione con i professionisti del turismo". Secondo il direttore è migliorata notevolmente anche la conoscenza di Cipro da parte del turista italiano. "Tutta l'isola - aggiunge - è stata meta dei turisti, in particolar modo la zona di Agia Napa e Protaras". Sul fronte della promozione prosegue la campagna "Cipro nel Cuore", volta a consolidare le diverse forme di turismo di nicchia. "Oltre a promuovere la destinazione come classica meta balneare grazie alla lunga stagionalità - conclude Tsiakas - puntiamo a sviluppare varie nicchie di mercato come il turismo culturale e quello archeologico e a diventare una più che valida alternativa nel Mediterraneo per l'apprendimento della lingua inglese

B. C. ha detto...

Credo ti sia utile se già non lo sai:

I tour operator americani hanno iniziato ad assorbire la tassa di soggiorno, permettendo così ai propri clienti di non dover pagare ulteriormente né a destinazione, né al momento dell'acquisto del pacchetto. È arrivato, infatti, l'annuncio di Globus, che stima che assorbire le cifre del ticket turistico costerà alla società più di 1 milione di dollari per quest'anno. Insieme a Globus, hanno scelto di seguire la stessa strategia sia Insight Vacation sia Perillo Tours, uno degli specialisti del prodotto Italia.