venerdì 16 dicembre 2011

Ma quanto parli Michela Brambilla


Personalmente m’auguro di non sentirla e di non vederla mai più nei paraggi del turismo e non solo.
E non è certo perché l’abbia con la Michela Brambilla per qualche altro motivo che non sia pertinente al turismo, e all’auto vana gloria d’ottimismo sfrenato che in tutto questo periodo del suo “regno” c’ha accompagnato.
Una sequenza infinita di “ma come sono brava” e via cantando, mentre i numeri delle presenze turistiche sembravano più presi dalle temperature o gradi d’umidità del giorno prima.

Una personcina che preferirei tornasse ad occuparsi definitivamente di pesce congelato o ad aiutare i cari animali di cui anch’io sono un sostenitore.

E nonostante il suo allontanamento dall'ambita "caregha" non abbia procurato alcun suicidio tra gli operatori del turismo, cosa di cui probabilmente ne sono (credo) anche felici, ieri su Il Giornale c’era una mezza paginassa che lodava le doti della Brambilla e del suo saperci fare in questo dato comparto.
Nonché il beneficio che l’Italia intera ne ha ottenuto.

Balle e balle in gran quantità!

E spiace vederlo scritto su di un giornale dove sovente si vede anche la mia firma (solo ed esclusivamente per questioni di turismo), e amareggia anche che l’autore del “fondo”, Mariateresa Conti (è bravissima, per carità), e che però non abbia appurato se quei dati, che ha diligentemente elencato, possano essere stati la verità.
A parte le “osanna” che la Brambilla si fa da sola con dei numeri che manco li cani, e dove si nota (lo dice lei) che gli addetti al settore sarebbero addirittura aumentati o resistito bene (ved. qui la verità).
La signora si lancia anche delle ciliegine a mò di torta, come quella di aver lasciato un settore in crescita (e magari anche spendendo poco) … e giù una serie di cose ben fatte (lo dice lei), affermando, tra l’altro, d’aver differenziato l’offerta turistica in 13 tipologie di eccellenze italiane.
 
Qualcuno in verità dovrebbe dire alla “signora” che queste 13 tipologie, e vale a dire il mare, la montagna, le città d’arte, i laghi e i fiumi, il turismo religioso, la natura, l’enogastronomia, il termale e il benessere, lo sport e golf, il turismo congressuale, quello giovanile, l’artigianato, il made in Italy l’arte e spettacolo, erano già da mò conosciute e naturalmente differenziate.
E l’unica cosa che non ha detto, la crocieristica, e di cui non ha potuto metterci becco, è stata proprio quella che ha prodotto in maggior quantità, e con percentuali che non s’erano mai viste.
Strano, vero?

Ma se qualcuno ha voglia di leggersi il “pezzo” su Il Giornale, potrà notare che l’auto esaltazione continua fino all’ultimo rigo.
E a conferma di questo viene anche citata la fonte di Bankitalia.

Pertanto per provarne l’autenticità, ve le inserisco a lato e sotto (sempre Bankitalia) … poi traete voi le considerazioni del caso.
E proprio in considerazione delle presenze turistiche straniere.




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Ora se la signora in questione volesse farsi qualche conticino (se n'è in grado) sul saldo netto totale dalla data del suo avvento in quel dicastero al giorno d’oggi, vedrà che quei grandi miliardi di euro che lei dice che sono in più rispetto a prima ... pufffff!
O forse sarà che i totali invero si fanno nel lungo tempo, e non in pochi mesi a proprio piacere.

P.S.: La Michela Brambilla è diventata sottosegretario con delega al turismo a decorrere dal 12 maggio 2008, mentre è stata nominato ministro del turismo l'8 maggio 2009.
Quindi prendendo in esame le presenze turistiche straniere da quella data …

5 commenti:

Anonimo ha detto...

C'è ancora gente che ascolta o legge quella -personcina-?


Masochisti!

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

Forse hai ragione


:)

Anonimo ha detto...

Guardando lo schema la spesa non è andata male.

Anonimo ha detto...

Ed il turismo mondiale cosa ha fattp? Di meglio o peggio di quello nazionale? Mi pare di ricordare che c'è stata una crisi finanziaria globale ma forse Ardoino non se ne è accorto??!!

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/2011/03/2010-dati-eurostat-sul-turismo-europeo.html

Poi, se vuole anche quelli del 2011 sono a completa disposizione.
Il fatto che non l'abbia ancora inseriti nel blog è perchè l'anno solare non è ancora finito.

Pertanto chi sa lavorare (le altre nazioni comprese nel post), nonostante la crisi finanziaria mondiale, ha ottenuto dei risultati migliori (e di molto) di noi ... anzi di VOI!

E di fronte a questi dati, i "careghati" del turismo, dovrebbero allontanersene in tutta fretta e con la coda tra le gambe, lasciando magari il posto a chi potrebbe dare quel benedetto beneficio che l'Italia si merita.
E se ciò non fosse, sarebbe compito di chi comanda i "presunti" saccenti o di chi li ce l'ha messi... farli accomodare immantinentemente alla porta, con tanti saluti di non farsi più rivedere.
Ma questa è chiaramente una utopia, poichè nè gli uni nè gli altri, mai ammetterebbero i propri errori o che qualcuno avesse potuto fare di meglio.