lunedì 26 dicembre 2011

Enittrololo

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Sarà anche vero che gli austriaci prediligono l’Italia per le loro vacanze, è da mò che succede, e questa loro preferenza non è certo da elencare nei meriti della recente “gestione” dell’Enit del Paolo Rubini (almeno nell’ultimo anno).
Quindi l’andarlo a menzionare anche quando queste presenze sono andate deteriorando, sembrerebbe più una spasmodica ricerca per dire un qualcosa di produttivo, per farsi degli auto complimenti o eventualmente per far vedere quanto lor signori sono bravi a far bene il proprio lavoro.

Infatti sia gli arrivi, i pernottamenti e la spesa provenienti dall'Austria per i soggiorni in Italia del 2011, sono "clamorosamente" diminuiti nell'ultimo anno, se comparati con il 2010 (per il periodo gennaio-settembre).

Ora è da un po’ che sul blog avevo tralasciato di “correggere” i dati e le statistiche di quelli dell’Enit (ma non solo) che ci omaggiano con frequenza quasi giornaliera e naturalmente tutti a loro favore.

Però dopo questo periodo di tacito assenso, forse è meglio che riprenda il mio andazzo … e ci fosse una volta che dichiarino d’aver fatto un flop … mai, o giù di lì!
Poi c'è anche da dire che sembra che all'Enit privilegino un marketing più appropriato alle città d'arte e allo shopping che ai mari e ai monti ... e tra qualche mese sapremo se questa mia deduzione potrà essere vera, ma credo proprio di si.

Comunque sia dall’Enit c’informano che: “Il mercato austriaco si conferma uno dei principali bacini di incoming turistico per l’Italia. Sono circa 1,9 milioni i turisti che varcano i nostri confini, facendo registrare circa 8,5 milioni di pernottamenti. In termini percentuali l’Italia detiene una quota di mercato pari al 20,5%, seguita  dalla Germania con il 15,3%, la Croazia con il 10,2% e la Spagna con il 6,6%. Numeri che spiegano la forte attenzione riservata da Enit-Agenzia Nazionale del Turismo alla promozione in Austria”.

Mentre se diamo uno sguardo ai dati di Bankitalia, ecco che i numeri dicono tutt’altro.
Innanzi tutto gli austriaci che hanno varcato i confini (solo nei primi nove mesi dell’anno) sono stati 6 milioni e un pochettino (ben lontani dai loro 1,9 milioni), mentre i pernottamenti hanno raggiunto la cifra di 13.210.000. 

Ma dove li prendono i loro dati?

O forse è la stessa Bankitalia che si lancia in imprecise statistiche o dati?
In verità l’avevo già “beccata” (Bankitalia) in qualcosa di strano (vedi qui) … ma allora a che serve avere tutta questa gente che dice una cosa diversa dall’altra, e soprattutto non metterci nella condizione di capirci qualcosa?
Poi, se vai a vedere anche quelli degli altri (associazioni, enti, eccetera eccetera), che in Italia non mancano mai, e che ne emettono a sua volta degli altri, naturalmente differenti … la conclusione è una sola: “ma li pagano/paghiamo anche?”.

Per farla in breve, l’Enit dichiara che i turisti che arrivano nel nostro Paese pernottano circa per 4,4 notti, mentre Bankitalia dice che ci stanno solo 2,2 notti; che l’è poi giusto giusto la metà.
Sarebbe inutile dire che queste statistiche o dati sono di un’importanza esagerata per chi lavora nel settore, e lo stesso interesse dovrebbe essere a vantaggio di quell’ente (Enit) che “costruisce” il marketing del turismo nazionale all’estero.

Ma se li danno così tanto per dare e per dire, non serve ad una benemerita mazza, se non per i propri comodi dell’averci saputo fare in quel “mestiere” per cui sono lautamente pagati.

Conclusione?
La lascio a voi!


1 commento:

Anonimo ha detto...

Alpitour passa di mano. Al termine di una corsa contro il tempo per chiudere l'operazione entro fine anno, Exor ha ceduto il tour operator ai fondi di private equity che fanno capo a Wise Sgr Spa e J. Hirsch & Co, a cui si affiancano altri soci finanziari tra cui Network Capital Partners, per un controvalore di 225 milioni di euro. "Gli acquirenti effettueranno l'operazione - si legge in una nota di Exor - attraverso un veicolo societario appositamente costituito ed opportunamente capitalizzato. Exor incasserà un corrispettivo pari a 210 milioni di euro, a cui si aggiungerà un prezzo differito di 15 milioni, che maturerà interessi". Come anticipato nei giorni scorsi, per la finanziaria del Lingotto non si tratterà di una totale uscita di scena dal capitale del tour operator, in quanto rileverà una quota pari al 10% della società che verrà creata, per un controvalore pari a 10 milioni di euro "e potrà pertanto beneficiare pro quota - prosegue la note - di eventuali incrementi di valore della società. Il closing dell'operazione - che è subordinato al verificarsi di alcune condizioni sospensive, tra cui il rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti e la chiusura dei finanziamenti bancari da parte dell'acquirente - è previsto nel primo trimestre del 2012".