venerdì 13 gennaio 2012

Vuoi vedere che Piero Gnudi ha poca memoria

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Eh si, probabilmente il nuovissimo ministro del turismo comincia a perdere dei colpi.
Però nessun allarmismo, per carità; anche perché a quell’età (71 suonati) è già da tempo subentrato, chi più e chi meno, un ovvio deterioramento delle proprie capacità, siano esse fisiche che quelle mentali.
E di conseguenza anche le mnemoniche.

Per l’appunto non si comprende (almeno io) il come possa aver dichiarato che: “... sono molto dispiaciuto per la vicenda del Sottosegretario all'Editoria e agli Affari regionali, Carlo Malinconico, di cui ho avuto modo di apprezzare, in questo breve periodo, l'intelligenza e la leale collaborazione”, se già nel 2002, per circa sei mesi, c’ha per forza di cose avuto a che fare (si presume).
E chissà che altro.

Infatti fino all’ottobre di quell’anno, l’ex sottosegretario Carlo Malinconico, fu il direttore generale (mica fagiolini, neh) dell’Autorità dell’energia elettrica e del gas (poi sostituito da Angelo Ferrari), nel mentre il Piero Gnudi (maggio 2002) assumeva la carica di presidente del consiglio di amministrazione dell'Enel.
E quindi sono sei i mesi che “per forza di cose”, s’erano di certo già conosciuti (si presume).
E quindi perché dire “in questo breve periodo” abbinato al poco tempo che si sono “frequentati” nell’ultimo Governo, senza per altro “rivangare” i “felici” trascorsi?

Sono d’accordo, è una cosa di poco conto e di certo c’è anche di peggio … forse.
Allora perché non menzionare che l’eventuale intelligenza e la leale collaborazione riscontrata in un personaggio che si fa pagare le vacanze in uno dei migliori resort del mondo da “lasciamo perdere che l’è meglio”, la si sapeva già da tempo, anziché limitarla a quei pochi giorni?

funny gifsForse che non si siano mai sentiti o visti in quei sei mesi in cui entrambi occupavano una posizione dirigenziale così importante, e per un medesimo settore che “obbligatoriamente” comporta una tale rapporto di conoscenza?
E se non “visivo” almeno in qualche altra maniera, che diamine!
Mah, difficile crederci; anche perchè la parola Enel nel 2002, ricorre in ben 434 documenti dell'Autorità per l'energia elettrica (ved. qui).

Può il DG dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas che l’è un'autorità indipendente istituita con la legge 14 novembre 1995, n. 481 con funzioni di regolazione e di controllo dei settori dell'energia elettrica e del gas, non aver niente a che fare con il presidente del cda dell’Enel?
Ari difficile crederci!

Se poi leggiamo che … Un'autorità indipendente è un'amministrazione pubblica che prende le proprie decisioni in base alla legge istitutiva e ai propri procedimenti e regolamenti dotata di un elevato grado di autonomia nei propri giudizi e valutazioni rispetto all'esecutivo. I poteri di regolazione settoriale fanno riferimento alla determinazione delle tariffe, dei livelli di qualità dei servizi e delle condizioni tecnico-economiche di accesso e interconnessione alle reti, in servizi in cui il mercato non sarebbe in grado di garantire l'interesse di utenti e consumatori a causa di vincoli tecnici, legali o altre restrizioni che limitano il normale funzionamento dei meccanismi concorrenziali … è ancor più difficile crederci.

Risultato?

Beh, qualcuno che se la beve la “storiella” c'è di sicuro ... loro (i lemuri) intanto "mangiano".

P.S.: E di sostituire il Piero Gnudi con il Corrado Passera, non se ne parla proprio, vero?

8 commenti:

vinc ha detto...

@Luciano

Diversi capoluoghi italiani, ad esempio Venezia, hanno optato per la tassa di soggiorno per i turisti di passaggio e anche Genova si avvia verso questa strada. L’accordo, infatti, è stato raggiunto a palazzo Tursi, in un incontro fra gli assessori al Commercio, Gianni Vassallo, al Bilancio, Francesco Micieli, Confcommercio e gli albergatori.

La tassa, su cui dovrà pronunciarsi il consiglio comunale, sarà introdotta a partire dal 1° marzo. “Il costo verrà stabilito in base alla categoria dell’albergo – spiega il segretario generale di Confcommercio, Maurizio Caviglia – e il turista dovrà pagare per otto giornate trascorse a Genova. Si stima un gettito fra il milione e mezzo di euro e i due milioni e i soldi saranno versati dagli albergatori al Comune”.

L’introito, poi, verrà investito dall’amministrazione su iniziative che incentivino il turismo nel capoluogo. L’accordo è stato raggiunto con il benestare delle categorie.

vinc ha detto...

"E' disomogenea e confonde il turista straniero". Così l'assessore regionale Angelo Berlangieri sintetizza la critica alla tassa di soggiorno prevista dall'ultima manovra del governo Monti. "Non sono favorevole per due ordini di motivi - spiega Berlangieri - In primo luogo, se proprio ci deve essere, deve essere uniformata a livello nazionale e non così frammentata tra i singoli Comuni, come vediamo accadere anche in Liguria. Dal punto di vista dell'immagine turistica, soprattutto a livello internazionale, non ha senso. Un turista che vede questa discrasia, ossia qui si paga e là no, in diverse località, non rimane certo bene impressionato"

Renata ha detto...

Ciao Maestro,

domani sono in Italia [Roma]

Ti chiamo


Renata

Abbraccioni

sergio cusumano ha detto...

"E' un momento entusiasmante. C'e' tensione, entusiasmo per le Olimpiadi di Roma. Purtroppo i problemi finanziari pesano molto. E' un momento difficile per tutti e non possiamo fare errori". E' quanto ha dichiarato oggi il ministro dello Sport Piero Gnudi intervenendo oggi in Campidoglio accanto al sindaco di Roma Gianni Alemanno alla presentazione del dossier 'Roma 2020: valori e opinioni. I valori economici dei giochi olimpici e paralimpici di Roma 2020'.

"Per un ministro dello sport le Olimpiadi sono un momento importante -ha aggiunto- perche' all'interno di un Paese creano obiettivi nei quali tutti si riconoscono. E' un momento di concordia di tutti i Paesi del mondo. Ricordiamoci -ha concluso il ministro dello Sport- come sono nate le Olimpiadi".

sergio cusumano ha detto...

Gnudi è Indefinibile

sergio cusumano ha detto...

Che l’articolo 26 del decreto legge sulle liberalizzazioni possa essere stralciato, come invocano le associazioni di categoria dei balneari oggi, “al momento e’ difficile”.

Tuttavia, non e’ escluso che i quattro anni di durata delle concessioni- le quali, come si legge nella bozza, “non possono essere automaticamente prorogate”- siano suscettibili di revisione. Ad esempio, sulla base di un possibile modello quattro+quattro- come Rimini ha gia’ chiesto- per ridurre il rischio di una ‘precarizzazione’ generalizzata del settore. Anche perche’ al Governo si sa che “quattro anni rappresentano una tempistica molto breve”, cosi’ come tra le rivendicazioni degli imprenditori ci sono diverse “segnalazioni di buon senso”.

Sulla questione concessioni e liberalizzazioni resta il massimo riserbo nello staff del ministro degli Affari regionali e del Turismo, Piero Gnudi, ma qualcosa da Roma trapela. Alle fonti interpellate, viene confermato che la questione, anche e soprattutto alla luce della nuova levata di scudi da parte delle associazioni di categoria in queste ore, viene affrontata “con la massima attenzione” e che “gli uffici sono tutti al lavoro senza tregua per definire nei modi e nei tempi piu’ opportuni un disposto coerente con la normativa comunitaria”.

Non e’ escluso, fra l’altro, che le parti possano vedersi anche prima dell’incontro del 23 febbraio gia’ fissato nella capitale.

Nel merito, le fonti governative che la “cornice” entro cui muoversi rimane comunque “molto complessa”: del resto, da un lato c’e’ l’impostazione della libera concorrenza da far valere, dall’altro le esigenze di tanti operatori rispetto a cui “evitare strozzature”.

Ecco allora che i tecnici, pur non muovendosi verso la soluzione dello stralcio del capitolo specifico dal decreto, potrebbero iniziare a studiare una soluzione analoga a quella proposta ieri dalla Provincia di Rimini (tra gli enti locali piu’ attenti alla partita).

Quale? Equiparare le concessioni da assegnare tramite bandi ai contratti privatistici del settore commerciale sulla base di un’impostazione ‘quattro anni piu’ quattro anni’, ad esempio, con l’obiettivo di dare piu’ garanzie agli investimenti degli operatori.

Anonimo ha detto...

Che fine ha fatto Paolo Rubini?

E Matteo Marzotto?

;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Renata

?

:)