mercoledì 25 aprile 2012

Macché diseredato: ecco le 21 case di Marco Doria, candidato a Sindaco di Genova


Il candidato di sinistra a Genova sostiene che il padre rinunciò al titolo nobiliare per il Pci.

Ma nasconde un’eredità che vale 30 milioni.

Possiede immobili nelle zone più prestigiose e vive in 17 vani in centro


Buon sangue non mente. Tranne qualche volta. Lasciate stare il nonno, ha detto Marco Doria candidandosi a sindaco di Genova.
Ma quale titolo nobiliare, aveva replicato a chi ironizzava sulla Sinistra in corsa nella Superba col primo dei superbi, discendente del casato più antico e celebre della città.

Ignoranti: «Mio padre Giorgio fu diseredato dalla famiglia quando si iscrisse al partito comunista». 
Lo chiamavano il «marchese rosso», non a caso, e giù a ricordare con vanto i tempi in cui papà suscitò scandalo nella Genova bene, e non tornò sui suoi passi neppure quando i suoi congiunti lo attaccarono per una scelta ideologica e di vita lacerante rispetto alle origini aristocratiche e liberali.
Buon sangue non mente e infatti è da papà che Marco ha preso tutto.
Il mancato titolo, e gli immobili.
Tanti: ventuno per l’esattezza.
Cinque negozi, un garage, un magazzino, tredici appartamenti e un immobile a destinazione speciale.

Tutti nelle vie e nei quartieri più prestigiosi.
Un appartamento di 10 vani, più tre garage e un negozio in via Ageno Bombrini a Sampierdarena, la sola strada nobile di quello che per il resto è un quartiere popolare, intitolata al commendatore e senatore che guidò la Banca del Regno d’Italia.
Un appartamento di 8 vani in via Montallegro, due di 10 e 4 vani in via Franzone, uno di 5,5 vani in via Zara, e cioè nelle tre vie più belle della collina di Albaro, che si arrampica alle spalle del lungomare e che i genovesi semplicemente chiamano «la zona dei ricchi».
E poi il gettonatissimo centro storico: tre negozi in vico del Ferro, un appartamento di 17,5 vani in vico della Chiesa della Maddalena, dove possiede anche un negozio e un laboratorio magazzino da 218 metri quadri.

Ma su tutto corso Garibaldi, già Strada Maggiore e poi via Aurea, che ospita magnifici palazzi dagli interni affrescati e che fa parte del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Per la maggior parte, gli immobili, ereditati da papà Giorgio, «testamento olografo» dicono le visure, e suddivisi fra i fratelli Doria, Marco, Clemente e Giuliano, e la di loro madre Nora Adele Goldschmiedt.
Un patrimonio che sul mercato vale oltre 30 milioni di euro, ammesso di poter dare un valore a palazzi come quello al civico 6 di via Garibaldi, che sarà il caso ma si chiama Palazzo Doria, nel quale Marco e famiglia possiedono il piano terra che ospita la Banca Carispezia, l’ammezzato, il primo e il secondo piano occupati dal Circolo Tunnel, e poi un appartamento di 14 vani al terzo piano e quattro appartamenti al sesto, uno dei quali di 16,5 vani.

Tanto per dire: il circolo Tunnel, classificato come D8, e cioè immobile a destinazione speciale, ha una rendita catastale di diconsi 79.200 euro, contro i 1988 euro del pur prestigioso appartamento di 14 vani al terzo piano.

Ogni anno, il Tunnel paga un affitto di 120mila euro.
Poiché la proprietà è suddivisa in sesti, Clemente che ne ha i tre sesti ne incassa 60mila, agli altri tre componenti della famiglia vanno 20mila euro a testa.
Sul totale del valore di mercato degli immobili (nove di sua proprietà, gli altri suddivisi in sesti), il Doria candidato alla fine, se vendesse tutto, potrebbe contare su 10-12 milioni di euro.
Fosse un vero comunista, di quelli che la proprietà privata è un furto, Genova avrebbe risolto metà dei suoi problemi. 

Del resto, se fosse un compagno vero, Marco forse avrebbe cambiato la categoria catastale di almeno uno dei suoi appartamenti in A1, categoria di lusso, e invece sono tutti ordinari se non popolari, alcuni addirittura in A10, cioè senza bagno o riscaldamento.
Lui, tanto per non fare il figlio di cotanto papà, la casa dove vive se l’è comprata.
Trattasi di 17,5 vani su due piani, rendita catastale 4.699,76 euro, che significa un valore ai fini fiscali di 775.460 euro, e un sul mercato di oltre un milione.
Categoria A 2, ordinaria, vabbè.
Ubicato in vico della Chiesa della Maddalena, uno dei preferiti dai radical chic che vogliono ostentare la propria appartenenza al popolino.

Un altro appartamento che Marco si è comprato da sé è in piazza della Maddalena, 6 vani con una rendita catastale di 906 euro che il compagno professore ha diviso in due appartamenti da tre vani. Mentre i 10 vani di via dei Franzone 2, in Albaro, li ha comprati con la moglie: in separazione dei beni, che va bene il comunismo, però ciò che mio è mio.
Del resto, a Marco i soldi non mancano, ché oltre alla docenza universitaria è stato nel Cda di Filse, la Finanziaria della Regione, vicepresidente di Liguria ricerche, consigliere di Cooperfidi ed è tuttora nel Cda della Urban Lab Genoa International School.

Le colpe dei padri non ricadono sui figli.
L’eredità sì.
Ditelo a don Gallo il prete dei diseredati, che al diseredato marchese arancione mette a disposizione un locale della sua comunità di San Benedetto per la campagna elettorale.
Dice un proverbio genovese: «O cù e i dinê no se mostran a nisciun».
Per la traduzione, chiedere a Doria.



12 commenti:

Anonimo ha detto...

Un chiaro esempio di come andrà nel qual caso vincesse proprio Marco Doria.

I genovesi sono un popolo di fessi?

vinc ha detto...

Ma come poteva pensare che non si scoprissero tutte queste proprietà?

Diseredato?

ma ci faccia il piacere!

;-)

Zena ha detto...

Il culo e i denari non si mostrano a nessuno!

;-)

Gianni ha detto...

La seconda opzione 'i denari' non l'ha mostrata a nessuno a quanto sembra.

:-D

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

Ieri quella del prete e di quel padre che non voglio neanche nominare e commentare, oggi questa di quel candidato sindaco di Genova.

Ma siete sicuri che nella tua città non ci sia in atto un attacco di virus particolari che vi danneggiano il cervello per opera dei marziani?

E meno male che qualcuno come te ha trovato l'antidoto.
non potresti darlo in giro?

S. Kahani ha detto...

Rosicate rosicate coglioni anche a questa elezione VI INCULIAMO COL FISCHIO, voi e il vostro Musso!

Luciano Ardoino ha detto...

@S.Kalani

Oramai sono tre anni e mezzo che esiste questo blog, che tra un pò dovrebbe raggiungere i 4 milioni di contatti.
Le pagine sono oltre i 6 milioni.
Quindi 1.100 post di critiche costruttive senza lesinarne a anessuno ma educate, e una marea di commenti.
Ebbene, fino ad oggi, sono dovuto intervenire solo tre volte per cancellare dei commenti "scurrili" e, diciamo "sciocchi" per non definirli in modo peggiore.
Pertanto anche in questo caso non sei riuscito ad arrivare primo, anzi, non rientri neanche nel medagliere poichè la tua posizione è la quarta.
La classica medaglia di cartone o di qualche altra sostanza che lascio a te per la definizione!
Un classico esempio di come sia sempre stata la tua esistenza (misera e inutile?), scortese S. Kalani, e vale a dire al di sotto del podio.
Non cancellerò però il tuo commento, anche perchè è una chiara dimostrazione di chi sei/siete e può risultare utile affinchè la gente moderata come me/noi possa giudicarvi come meglio meriti/meritate.
Quello che auguro a questa città è che tu non appartenga ad una classe di giovani (sarebbe un gran danno) ma a quelle persone (persone per modo di dire) che nei decenni hanno ridotto Genova in questa maniera.
Ora termino, perchè con persone come te (persone per modo di dire), ho già speso troppo tempo che non è produttivo.
Produrre è importante, ma forse tu non sai cosa voglia dire, e quindi ...

Francesco Pedroni ha detto...

@Luciano

S.Kahani ha scritto un commento che non riesco a tradurre in italiano. Ho provato anche su google ma non esiste la traduzione dai RAGLI alla nostra lingua.
Vabbè che tu ne conosci molti idiomi ma non sapevo d questa tua nuova dote.
E' probabile che ti sia conosciuta per il fatto che nella tua città di ASINI ce ne sono molti?

;-)

Fammi sapere

Luciano Ardoino ha detto...

@Francesco

Si, conosco quell'idioma per via della presenza di molti ragliatori nella mia città.
E quindi ho dovuto necessariamente impararla.
Comunque traduco:

Praticamente s'è dato dello "zebedeo" da solo.
Credo addirittura che non sia solo ma accompagnato da un altro.
Poichè solitamente fanno sempre la coppia.

;-)

vinc ha detto...

Si si si, gli asini ragliano ed emettono dei fischi.
Ecco perchè ha parlato di fare quella cosa col fischio.
Normalmente gli esseri umani non lo fanno in quei momenti, per quello che ne so o ne ho sentito dire.

Zena ha detto...

@S.Kahani

Adesso sei conosciuto internazionalmente. Il blog ha molti contatti dall'estero (2 milioni).

Cosa non fa la gente per farsi conoscere per quello che è.

proprio un gran suc cesso!!!

E' stata dura tradurre quello che hai ragliato, ma visto che anch'io vivo a Genova non ho avuto dei grossi problemi.

B. C. ha detto...

@S. Kahani

Bene, ora che ti sei presentato?

Tutto li?