lunedì 30 aprile 2012

Ministro Gnudi ... non si faccia più vedere per piacere (e soprattutto sentire), che tanto con Lei non cambia niente

Ministro Gnudi ... non si faccia più vedere per piacere (e soprattutto sentire) che tanto, con Lei, non cambia nulla, anzi, peggiora.

E peggiorare la Michela Brambilla è tutto già un bel dire.
 
Umberto TUPINI (DC) dall’agosto 1959 al luglio 1960
Alberto FOLCHI (DC) dal luglio 1960 al dicembre 1963
Achille CORONA (PSI) dal dicembre 1963 al giugno 1968
Domenico MAGRI’ (DC) dal giugno 1968 al dicembre 1968
Lorenzo NATALI (DC) dal dicembre 1968 all’agosto 1969
G. Battista SCAGLIA (DC) dall’agosto 1969 al marzo 1970
Giuseppe LUPIS (PSDI) dal marzo 1970 all’agosto 1970
Gianmatteo MATTEOTTI (PSDI) dall’agosto 1970 al febbraio 1972
G. Battista SCAGLIA (DC) dal febbraio 1972 al giugno 1972
Vittorio Badini CONFALONIERI (PLI) dal luglio 1972 al luglio 1973
Nicola SIGNORELLO (DC) dal luglio 1973 al marzo 1974
Camillo RIPAMONTI (DC) dal marzo 1974 al novembre 1974
Adolfo SARTI (DC) dal novembre 1974 al luglio 1976
Dario ANTONIOZZI (DC) luglio 1976 al marzo 1978
Carlo PASTORINO (DC) dal marzo 1978 al marzo 1979
Egidio ARIOSTO (PSDI) dal marzo 1979 all’agosto 1979
Bernardo D’AREZZO (DC) dall’agosto 1979 all’ottobre 1980
Nicola SIGNORELLO (DC) dall’ottobre 1980 all’agosto 1983
Lelio LAGORIO (PSI) dall’agosto 1983 all’agosto 1986
Francesco DE LORENZO (PLI) dall’agosto 1986 all’aprile 1987
Mario DI LAZZARO (Tecnico) dall’aprile 1987 al luglio 1987
Franco CARRARO (PSI) dal luglio 1987 all’aprile 1991
Carlo TOGNOLI (PSI) dall’aprile 1991 al giugno 1992
Margherita BONIVER (PSI) dal giugno 1992 all’aprile 1993
Carlo Azeglio CIAMPI (Indipendente) dall’aprile 1993 al maggio 1994
Francesco RUTELLI (DL) dal maggio 2006 al maggio 2008
M. Vittoria BRAMBILLA (PDL) dal maggio 2009 al novembre 2011
Piero GNUDI (Indipendente) dal novembre 2011 a…

Questi sono i Ministri del Turismo che si sono via via succeduti dal lontano 1959 ad oggi. Leggendo le loro note biografiche potremo avere la sorpresa di scoprire che questi politici, perlopiù a noi sconosciuti, hanno compiuto opere importanti nel corso della loro vita: tutti si sono distinti per un fortissimo impegno democratico che li ha portati addirittura a rischiare la loro stessa vita per difendere concetti nobili e superiori.
Molti hanno dato un forte contributo alle lettere, all’economia, alla medicina.
Alcuni si sono distinti per un forte impegno sociale, pochi si sono messi in evidenza per meriti sportivi o ambientali.

Nessuno di loro, però, ha legato il proprio nome ad una qualsiasi importante iniziativa nell’ambito del Ministero del Turismo, tant’è che il Ministro che più ci si è avvicinato è Michela Vittoria BRAMBILLA, che per ciò che ha fatto avrebbe anche potuto darsi malata e avrebbe ottenuto un risultato migliore.

Cinquantadue anni di Ministero del Turismo, con un intervallo tra il maggio 1994 e il maggio 2006 che ne ha visto la soppressione per via del Referendum abrogativo del 1993:  cinquantadue anni di un Ministero senza portafoglio chiamato a regnare su un settore che, per un Paese qual è l’Italia, avrebbe meritato di più.
Molto di più.
Il nostro paese è – potenzialmente – un enorme produttore di ricchezza per ogni soggetto parte dell’industria turistica, e questo grazie ad un patrimonio architettonico, storico e culturale inesistente, per quantità e qualità, in tutto il resto del mondo messo insieme.
In Italia sono passati i Cartaginesi, i Celti, i Fenici, i Greci, i Galli;  poi è stata la volta dei Carolingi, dei Bizantini e degli Arabi e, ancora, degli Angioini, degli Aragonesi.
In tempi più recenti il nostro suolo è stato dominato da francesi, spagnoli, austriaci.
E da tutte queste civiltà, da tutte queste popolazioni, abbiamo saputo trarre insegnamenti e spunti per migliorare e migliorarci, per affinare la pittura, l’architettura, la scultura.

L’unica razza che tanto ha distrutto e nulla ha dato è quella dei politici.

Unici ad aver lasciato solo macerie al loro passaggio.
E, oggi, paghiamo lo scotto più forte di ogni tempo:  una crisi che nessuno di ricorda mai aver vissuto, una sempre più diffusa povertà che ci lascia vergognosi a contare quei pochi soldi che non bastano mai e, peggio di tutto, una paura confusa riguardo a domani.
Mai come oggi il nostro settore avrebbe bisogno di un punto di riferimento comune, di una luce capace di indicare una strada, di un regista in grado di mettere ordine in mezzo al bailamme di un palcoscenico in preda al caos.

Al Ministro del Turismo – Piero GNUDI – compete quest’onere.
A lui il compito di trovare soluzioni per battere la crisi e, ancora di più, la concorrenza di altri paesi che, seppure di minor peso sotto il profilo dell’interesse storico, artistico, architettonico e culturale, risultano essere in vantaggio sull’Italia grazie ad una ben diversa politica fiscale. 
 Al Ministro spetta cercare soluzioni virtuose capaci di coniugare risparmio e sviluppo, ponendo in gioco ogni parte della filiera e dando ad ognuna di esse la possibilità di sviluppare business per loro ma, soprattutto, per l’economia del Paese.
Servono idee ardite, idee che escano dai binari del consueto e vadano a cercare e centrare obiettivi importanti. Le agenzie di viaggio possono essere parte del necessario cambiamento purché le si considerino per ciò che sono, ovvero imprese capaci di relazionarsi con qualsiasi mercato anche in momenti di grande difficoltà, momenti che vedono morire imprese ben più strutturate e capitalizzate.

Il Governo rifletta sul costo rappresentato dagli inefficienti punti d’informazione turistica finanziati – centralmente o localmente – dal denaro pubblico, e consideri quanto potrebbe essere vantaggioso utilizzare, in alternativa, una rete di oltre 10.000 punti (le agenzie di viaggio) che potrebbe essere compensata mediante sgravi fiscali.  Ed è solo un esempio.
Il Governo valuti se non sarebbe più intelligente affidare la creazione del portale turistico nazionale – il famoso e mai decollato italia.it – a chi di turismo vive e fa vivere, ossia gli operatori del settore:  pronto a scommettere che in pochi mesi tutte le difficoltà sarebbero superate.
E con spese ben inferiori alle quali i precedenti Ministri ci avevano abituato…

Il Governo non chiuda gli occhi di fronte all’immane disastro che un ulteriore innalzamento delle aliquote IVA produrrebbe sulle imprese e, di conseguenza, sull’occupazione e sui consumi, soprattutto quando l’Italia è chiamata a competere con Paesi avvantaggiati da aliquote inferiori alle nostre del 50%.
Auguriamoci che dopo questa prima, durissima cura dimagrante alle nostre tasche, dove hanno primeggiato i nomi di Mario MONTI, Corrado PASSERA ed Elda FORNERO, ora giungano proposte anche dagli altri Ministri.
E – perché no – anche dal Ministro GNUDI, che aldilà di un paio di comparsate in occasione dell’inaugurazione di qualche salone settoriale, ha preferito rimanere dietro le quinte… ma a pensarci bene, forse è meglio che non faccia niente; soprattutto parlare.


Fonte  Autotutela

4 commenti:

Luciano Ardoino ha detto...

Da parte di un amico

Travaglio non ha ancora letto il post su Gnudi.........

Si diceva che il governo dei professori doveva riparare i danni fatti dai politici. Ma agli errori che accumulano Monti e i suoi ministri chi porrà rimedio? Eccone un primo, sommario elenco.

di Marco Travaglio, da l'Espresso, 27 aprile 2012

Immaginiamo un governo politico, di destra o di centro o di sinistra, che l'8 gennaio promette di mettere mano alla Rai "entro poche settimane" e poi non fa nulla per tre mesi e mezzo, anche dopo che il 28 marzo è scaduto il Cda; si dice "disponibile a un decreto" per tagliare i fondi pubblici ai partiti e poi non muove un dito; annuncia che le province saranno abolite, poi si scopre che restano, ma i consiglieri non li eleggono più i cittadini, bensì li nominano i consiglieri comunali; alza l'età pensionabile a 68 anni mentre ogni anno decine di migliaia di lavoratori vengono rottamati a 50, e poi s'accorge che così centinaia di migliaia di lavoratori restano senza stipendio né pensione; annuncia che gli "esodati" sono 65 mila perché i soldi bastano solo per questi, salvo scoprire che sono 350 mila; ripristina la tassa sulla prima casa (Imu), esentando le fondazioni bancarie, ma non le case di vecchi e invalidi ricoverati in ospizio; divide l'Imu prima in due poi in tre rate e annuncia aliquote più alte ma senza fissarle, gettando i contribuenti nel caos e beccandosi l'accusa di incostituzionalità dai tecnici della Camera.

Ma non è finita: abolisce le imposte sulle borse di studio fino a 11.500 euro, ma non per i 25 mila medici specializzandi scippandogli il 20 per cento di quel poco che lo Stato concede loro per finire gli studi; abolisce dall'articolo 18 il reintegro giudiziario per i licenziati ingiustamente con la scusa dei motivi economici, poi annuncia che la riforma è immodificabile, infine fa retromarcia alla prima minaccia di sciopero; lancia il decreto liberalizzazioni e poi lo lascia svuotare in Parlamento dalle solite lobby, mentre la Ragioneria dello Stato segnala la mancanza di copertura finanziaria per alcune norme; dà parere favorevole a un emendamento Pd che cancella le commissioni bancarie, salvo poi accorgersene e cancellarlo con un altro decreto; lascia passare un altro emendamento Pd che tassa gli alcolici per assumere 10 mila precari della scuola, poi lo fa bocciare in extremis; annuncia la ritassazione dei capitali scudati, ma senza spiegare come si paga, così nessuno riesce a pagarla nemmeno se vuole; tassa le ville all'estero, ma si scorda quelle intestate a società, che sono la maggioranza, così non paga quasi nessuno; toglie ai disoccupati l'esenzione dal ticket sanitario e poi la ripristina scusandosi per il "refuso".

continua ...

Luciano Ardoino ha detto...

E ancora: vara il decreto "svuotacarceri" per sfollare le celle, col risultato che i detenuti aumentano (66.632 fine febbraio, 66.695 fine marzo); annuncia la tassa di 2 centesimi sugli sms per finanziare la Protezione civile, poi se la rimangia e aumenta le accise sulla benzina; annuncia due volte nella Delega fiscale un "fondo taglia-tasse" per abbassare le aliquote e abolire l'Irap coi proventi della lotta all'evasione, ma due volte lo cancella; depenalizza le condotte "ascrivibili all'elusione fiscale" con "abuso del diritto" che vedono imputati Dolce e Gabbana, indagati dirigenti di Unicredit e Barclays e multati dal fisco Intesa Sanpaolo per 270 milioni e Montepaschi per 260 (lodo salva-banche); inventa una tassa sulle barche di lusso, ma cambia tre volte le regole così pochi la pagano e quasi tutti portano gli yacht all'estero ("lodo Briatore"); nella riforma della Protezione civile scrive che "il soggetto incaricato dell'attività di previsione e prevenzione del rischio è responsabile solo in caso di dolo o colpa grave", rischiando di mandare in fumo il processo in corso a L'Aquila contro la Commissione grandi rischi per omicidio colposo e le indagini sulla mancata prevenzione nel sisma del 2009 (lodo salva-Bertolaso & C.); nel pacchetto anticorruzione Severino cambia il nome e riduce la pena (e la prescrizione: da 15 a 10 anni) alla concussione per induzione, reato contestato a Berlusconi nel processo Ruby (lodo salva-Silvio).

Ecco, in uno a caso di tutti questi casi, che si direbbe di questo governo politico? Che ci vogliono dei tecnici per ripararne tutti i guasti. Ma se questi guasti li fa il governo tecnico, chi li ripara?

Di Marco Travaglio

vinc ha detto...

@Luciano


E' tutto così incredibile nel turismo!

Ma non solo.

:-(

sergio cusumano ha detto...

@Luciano


A Genova come va?

Intendo le amministrative

:-)