martedì 22 maggio 2012

Caro Silvio Ferrari, apri quel belin di computer e leggi qui, o qualcuno l'avvisi di farlo.


Bene, anzi male, Marco Doria ha vinto il ballottaggio genovese e sarà il sindaco di questa città per il prossimo quinquennio.
Alcuni dicono che non ce la farà a portare a termine il suo mandato (ved. Vinai, il candidato sindaco del PDL eliminato al primo turno), ma personalmente m’auguro proprio di no, e vale a dire che gli auspico un sacco di bene e di produttività per questa città che sta agonizzando.
Staremo a vedere, mentre da lunedì, sempre che dia i nominativi della “prima” giunta, si potrà trarre delle conclusioni più che indicative sull’autentica fattibilità.

Però dico “male” perché dalle sue prime dichiarazioni attraverso i media s’evince che del turismo non gli frega praticamente ‘na mazza.
Non una parola e manco per sbaglio!
Ma non ne avevo il minimo dubbio.

E dire che in campagna elettorale questa parola, forse sotto sforzo, gli è uscita spesso negli ultimi tempi, che abbinata alla cultura fu perorata come una risorsa da non poterne fare a meno.
Chissà se fu dettata più dal bel apparire, dal far contento qualcuno che trepidante se l’aspettava da tempo, oppure … bho?
Comunque sia, la cultura abbinata al turismo è già finita nel dimenticatoio alla moda dei tempi passati.
Roba vecchia in questa città.
Resterà alfine qualche cenno di scadente cultura, scadente perché con poche “palanche” non porterà alcunché nelle tasche dei cittadini (indotto) per far fronte a tasse sempre più opprimenti.
Ormai lo sanno anche i sassi (ma loro no) che senza una buona programmazione turistica (income monetari) abbinati a tante cosette che non sto qui a dire (ci vorrebbero mesi per spiegarle tutte), la cultura se ne andrà per la tangente, e non per la tangenziale visto che qui la “gronda” si farà forse nel tremilatre o giù di li.

E allora, caro Silvio Ferrari (braccio destro e sinistro di Marco Doria), apri ‘sto belin di computer e leggi qui, che di cultura te ne capisci ma di turismo …

Il turismo è un valore aggiunto importante all’economia di una città, di una regione e quindi di tutto un Paese.
Di conseguenza lo sviluppo di questo settore può essere determinante al miglioramento delle condizioni esistenti in un dato luogo.
E come già spesso sottolineato, non è solo un fattore economico, ma molto di più.
Non a caso esso viene studiato sotto più punti di vista (economico, sociale, geografico, psicologico etc…).
Diciamo subito una cosa: non esiste Paese al mondo che non abbia un potenziale turistico.
Com’è ben noto il turismo può essere di tipo culturale, eno-gastronomico, sportivo, di divertimento, naturale, congressuale e via dicendo.
Inoltre può essere ulteriormente promosso anche da eventi, festival, spettacoli, fiere…; insomma vi sono tanti motivi per fare turismo e tanti modi per promuoverlo.
Vi sono poi anche casi in cui il turismo è stato completamente creato grazie ad attrazioni artificiali, come ad esempio è ciò che è stato fatto a Las Vegas.
Ma di questo a Genova non ne abbiamo di certo bisogno poiché qui non c'è niente di artificiale.
E’ quindi chiaro che lo sviluppo del Turismo è praticamente possibile ovunque (anche a Genova, belin), ma in una maniera sufficiente e veritiera.
E non dei numeri dati a caso per il mantenimento del careghino.

Partendo dal punto di vista Economico il Turismo gioca un ruolo importante nel contribuire alla crescita economica, creare posti di lavoro, aumentare la produttività e il reddito.
Inoltre esso è un punto chiave anche nella questione diversificazione.
Per diversificazione si intende la presenza di più beni e/o servizi prodotti e offerti.
La diversificazione è molto importante in quanto permette di ampliare la propria economia.
Per rendere più chiaro il concetto facciamo un esempio: Se abbiamo un Paese o una città “X” che vive esclusivamente di agricoltura, esso si troverà in enorme difficoltà nel caso in cui in un anno, a causa di qualche motivo come condizioni meteo particolarmente sfavorevoli, la produzione calerà in modo rilevante.
Ma se questo Paese producesse anche altri prodotti o servizi, riuscirebbe sicuramente a resistere meglio, pur avendo ricevuto un duro colpo.
Possiamo anche immaginare che ogni sfera sia un settore dell’economia.
Se una di queste sfere scivola via, ne restano comunque tutte le altre.
Ma se invece di tante sfere ve ne fosse solamente una e questa scivolasse via, non ne rimarrebbe nessuna. Ogni sfera aggiunta contribuisce alla diversificazione.

Va da se che più l’economia è diversificata e più il sistema risulta essere, almeno in parte, “protetto”.
Il turismo quindi può contribuire, a volte in modo importante, alla diversificazione.
Questo concetto può poi anche estendersi al settore turistico stesso, ossia diversificando a sua volta i servizi e sviluppando più forme di turismo nello stesso Paese o città.
Andando ancora più in profondità a sua volta le stesse strutture ricettive, ad esempio, possono attuare strategie di diversificazione dei loro servizi.

Perché il turismo genera benefici?
I turisti spendono il loro denaro in una grande varietà di beni e servizi e quindi per trasporti, alloggi, divertimenti, musei, vitto e altri ancora: si tratta di entrate che, se non vi fosse il turismo, non si verificherebbero.
Vi sono diverse analisi per valutare il turismo in questi termini:

Analisi degli impatti economici:
Sono delle analisi sui flussi di spesa connessi all’attività turistica al fine di identificare i cambiamenti nelle vendite, nelle entrate fiscali, reddito e posti di lavoro in una regione. Possono essere utilizzate diverse metodologie come analisi input-output, modelli economici, moltiplicatore ( approfondimento più avanti), e analisi di altri dati.

Analisi di impatto fiscale:
Mette in relazione le entrate governative, sotto forma di tasse, imposte dirette e altre forme legate al turismo, e i costi necessari al sostentamento di servizi e infrastrutture e le stime dei ricavi e dei costi degli enti locali che esplicano questi servizi.

Analisi della domanda
Serve per avere una stima sul tipo e sul numero dei visitatori.

Analisi dei Costi-benefici:
Questo modello serve per indicare le politica più corretta da seguire, o meglio, la più efficiente in prospettiva di un aumento del benessere sociale, tenendo conto sia dei valori monetari che quelli non-monetari.
Ciò sta a significare che non si valutano solo i flussi finanziari, ma i costi e i benefici in senso lato, relativi a tutta la collettività. In tale situazione si cerca di valutare in termini monetari tutti gli svantaggi (costi) e tutti i vantaggi (benefici) che l’investimento arreca alla popolazione interessata.

Valutazione Impatto Ambientale:
Un valutazione di impatto ambientale cerca di prevedere l’impatto di una determinata azione sull’ambiente, compresi i cambiamenti sociali, culturali, economici ed anche
su sistemi biologici, fisici ed ecologici.

Và anche detto che spesso le analisi dell’impatto economico forniscono prospettive unilaterali sugli impatti del turismo, tendendo a sottolineare i benefici che questo apporta o apporterà. Dall’altro lato le analisi ambientali, sociali e culturali tenderanno a concentrarsi di più sugli aspetti negativi.

Lo studio degli Impatti economici servono sopratutto per avere dei dati, e quindi per:
-scoprire come i turisti spendono.
-determinare gli impatti del turismo sulle vendite delle imprese locali.
-scoprire quanto reddito genera il  turismo per le famiglie dell’area di riferimento e per le imprese.
-misurare il numero di posti di lavoro sostenuti dall’industria del turismo.
-calcolare l’importo delle entrate fiscali generate dal turismo.

Il turismo ha una varietà di impatti economici. I Turisti contribuiscono alle vendite, ai profitti, alla creazione di posti di lavoro, alle entrate fiscali e al reddito di una destinazione. Alcuni settori del turismo, come alloggi, ristorazione, trasporti, divertimenti e il commercio al dettaglio possono essere considerati primari, pochè sono direttamente colpiti dal turismo, mentre la maggior parte degli altri settori sono colpiti da effetti secondari.

Principalmente gli impatti economici sono definiti da:
-effetti diretti, indiretti e indotti.
-dispersione della spesa
-effetti di spiazzamento e costi-opprtunità.

Effetti Diretti, Indiretti e Indotti:
La spesa turistica ha un effetto a catena, nel senso che il suo effetto si propaga dal settore turistico al resto dell’economia.
Si parla di effetto diretto quando si prendono in considerazione quelle aziende che ricevono direttamente la spesa turistica.
Come già sottolineato precedentemente stiamo parlando di ristoranti, alberghi etc…
Nello specifico il valore dell’effetto diretto è dato dal valore della spesa turistica meno il valore delle importazioni necessarie a fornire quei beni e/o servizi.
Ad esempio, un aumento del numero di turisti che pernottano negli hotel  aumenterà le vendite in questo settore (effetto diretto).
A loro volta, però, queste aziende dovranno rivogersi ad altre aziende per il funzionamento dell’attività stessa.
E quindi un’impresa turistica dovrà rivolgersi a costruttori ( ad esempio un Hotel avrà bisogno di interventi allo stabile, riparazioni o costruzione totale), avvocati, commercialisti, fornitori di cibo e bevande, energia elettrica e via discorrendo, i quali, a loro volta, si rivolgeranno ad altri fornitori continuando il processo.
Questo giro di spesa viene chiamato effetto indiretto.
Per essere più chiari: gli effetti indiretti sono i cambiamenti di produzione derivanti dai vari cicli di ri-spesa delle entrate del settore turistico nelle industrie collegate ad esse (ad esempio industrie fornitrici di prodotti e servizi per alberghi).

Cambiamenti di vendite, posti di lavoro e di reddito nel settore della fornitura e pulizia di biancheria, per esempio, rappresentano gli effetti indiretti di cambiamenti nelle vendite negli hotel. Inoltre grazie ai giri di spesa diretti ed indiretti, si avrà un accumulo di reddito per i residenti locali, sotto forma di rendite, salari, interessi e profitti che rappresentano gli effetti indotti.

La somma di tutti e tre gli effetti andrà a determinare l’impatto economico del turismo in una destinazione.
Un cambiamento della spesa turistica può, quindi, interessare praticamente ogni settore dell’economia a causa degli effetti appena descritti.

Dispersione della spesa al di fuori dell’economia locale:
Vi sono, però, anche alcuni altri fattori da considerare.
Ad esempio se per il soddisfacimento della domanda turistica vi è bisogno di altro personale, potrebbe verificarsi una “migrazione” di lavoratori da un settore ad un altro, il che può portare al rischio, sopratutto in caso di scarsa occupazione, di abbandono di alcuni altri settori, come agricoltura, pesca o altro a favore dello sviluppo dell’attività turistica oltre che al potenziale spostamento di individui da zone rurali, che perdono lavoratori, a zone urbane che divengono soggette a pressioni aggiuntive poiché devono soddisfare un maggior numero di residenti ( e quindi maggiori infrastrutture pubbliche).
Vi sono quindi dei costi-opportunità da valutare attentamente. Inoltre si può verificare il fenomeno di dispersione: ciò si verifica quando si necessita di personale specializzato non presente nella popolazione locale.
In questo caso probabilmente sarà necessario importare professionisti non residenti nella destinazione con conseguente dispersione di reddito, poichè questi potranno trasferire reddito nel loro Paese.

Effetto di spiazzamento:
Un altro effetto è il cosiddetto effetto di spiazzamento, ossia quando si verifica lo sviluppo di un’attività a discapito di un’altra attività. Se in una data destinazione vi è una struttura ricettiva che risponde e soddisfa tutta la domanda, creare un’altra struttura avrà l’effetto di ridurre le vendite nella prima struttura senza che si verifichi un aumento della domanda.

Il moltiplicatore
Il moltiplicatore si basa sul concetto che un’impresa, per operare e vendere i propri prodotti, deve effettuare acquisti da altre imprese operanti nell’economia locale.
Queste imprese, o anche fornitori, a loro volta necessitano di acquisti da altre imprese e così via.
Si basa quindi sul principio di interdipendenza.
Come già scritto precedentemente, una variazione della spesa turistica determinerà una variazione dei livelli di produzione di un’economia, dei redditi, dell’occupazione, delle entrate pubbliche. Il moltiplicatore è il rapporto di due variazioni: variazione di una variabile economica come ad esempio il livello del reddito e la variazione della spesa turistica.
Ci sarà quindi un valore per cui si deve moltiplicare la variazione iniziale della spesa turistica per stimare la variazione totale del livello del reddito (nel caso del reddito).
Vi sono diversi tipi di moltiplicatore (del reddito, produzione, entrate pubbliche,vendite, occupazione) e metodologie e la loro interpretazione, spesso, ha creato non poca confusione.

Gli approcci metodologici, dei quali non riporto i dettagli, sono fondamentalmente quattro:
-modelli della teoria di base,
-moltiplicatore keynesiano
-modelli ad hoc
-analisi input-output

Il turismo quindi può apportare molti benefici se correttamente sviluppato, può portare valuta pregiata, occupazione, reddito, investimenti e permette una diversificazione dell’economia.
Oltre agi aspetti economici esso implica anche impatti sociali e culturali che possono essere sia positivi che negativi.
Il tutto dovrebbe (o meglio…deve!) poi essere attentamente sviluppato con criteri di sostenibilità per permettere la fruizione di una destinazione senza comprometterne l’ambiente nel suo complesso.

P.S.: … e non te lo ripeto più!



14 commenti:

sergio cusumano ha detto...

Luciano sei incredibile.
Finito con uno cominci con l'altro, basta portare a termine quello che vuoi: il turismo vero nella tua città.

Come (r)azzo fai?

;-)

CptC ha detto...

He he

@Sergio

Luciano è fatto così, ma questo non è niente, se tu lo vedessi nella ricerca della perfezione a qualsiasi costo nel suo lavoro, capiresti che non è per niente incredibile.

:-DDD

Luciano Ardoino ha detto...

Esagerosi


;-)

vinc ha detto...

Nonono.

Non sono ESAGEROSI

Per niente


;-)

Marco G Marchionni ha detto...

Come sempre estremamente interessante. Mi ha interessato soprattutto la seconda parte.
Temo che sia lettera morta non tanto perchè la nuova giunta di Tursi sia composta da persone cattive ma semplicemente perchè sono persone ignoranti. Ignoranti nel senso tecnico del termine.
Chi ha avuto nella sua vita come unica preoccupazione l'arrivo del 27 del mese per il ritiro dello stipendio, non sa proprio cosa voglia dire circolo virtuoso dell'economia. Marco Doria ha affermato piu' volte che il sociale, a Genova, va mantenuto perchè (testuale) "sono posti di lavoro".
Evidentemente ha saltato la prima lezione di economia politica in cui si spiega il ciclo macroeconomico quando si iscrisse all'università.
Mi domando anche cosa insegni in quelle 3/4 ore giornaliere (a suo dire) in cui lavora in università (lavora forse è una parola grossa).
Siamo tutti d'accordo che il sociale vada mantenuto, il problema è chi lo paga ma questo non ha importanza perchè, per chi passa il 27 dall'ufficio personale e basta, c'è un entità astratta che da qualche parte i soldi li coglie e che deve pagare. Se non basta, gli si aumentano le tasse.
Le attrazioni turistiche endogene siano esse naturali (clima e territorio) come strutturali (palazzi, storia, cultura) sono l'unica risorsa non delocalizzabile ma a Marco Doria non credo interessi e nemmeno a Ferrari che mi sembra una brava persona ma di poca conoscenza della produzione di reddito.
Finiranno a pietire qualche zattera per Fincantieri ma lo sviluppo del turismo a Genova ieri ha subito una enorme battuta d'arresto, temo.
Purtroppo la sinistra a Genova ha sublimato la politica eliminando scientemente tutto il possibile elettorato contrario pompando a dismisura chi vive sulla cosa pubblica. E' un successo politico straordinario senza alcuno spargimento di sangue che nemmeno i dittatori degli anni 30 erano riusciti a raggiungere.
Pensionati, dipendenti pubblici e disoccupati. Questo è ciò che è rimasto in maggioranza a Genova e sono loro che, con le unghie e con i denti, cercano di tutelare lo status quo. Per gli altri la situazione è stata resa talmente invivibile da farli fuggire. Tutti voti contrari in meno.
Se poi ci aggiungiamo un presidente di camera di commercio che afferma con orgoglio di non essere mai stato in USA, si capisce perchè la salvezza di Genova è rappresentata soltanto dal fatto che i Maya avessero ragione.

B. C. ha detto...

Dal web

«Ci stiamo lavorando, ma ci vogliono i tempi tecnici». Visto che si parla del formidabile portale Italia.it e dell'altrettanto formidabile ministro Gnudi, uno si chiede: ma perchè ci lavorano?

confermo i commenti di prima

Luciano Ardoino ha detto...

@Marco

Perché non colleghi al tuo nome che appare nei commenti il link del tuo blog?

Commento (il tuo) come al solito simpaticamente geniale e realistico.
Ma non m'arrendo neanche ...

;-)

B. C. ha detto...

Nonostante la difficile congiuntura economica, tengono gli investimenti nei trophy hotel italiani, vale a dire il top dell'hotellerie di casa nostra. E il merito è soprattutto della grande disponibilità degli investitori mediorientali.
A rilevarlo è l'ultimo rapporto elaborato da Jones Lang LaSalle Hotels. “Le transazioni ci sono e anche a prezzi che riflettono il valore dei trophy assets nel lungo periodo - ha spiegato il vicepresidente esecutivo della società Roberto Galano -. Il 2012 potrebbe essere l'anno migliore per l'Italia in termini di volumi di investimenti. Una situazione che non va però ricollegata all'andamento economico generale quanto piuttosto a situazioni particolari e isolate dai trend tipici”.

Un esempio su tutti: la recente acquisizione degli slot della Costa Smeralda da parte di Qatar Holding. “Di fatto dal 2008 abbiamo assistito a un crollo degli investimenti, ad eccezione proprio dei soggetti mediorientali, gli unici che non hanno bisogno di finanziamenti bancari”.

Il mercato italiano rimane comunque essenzialmente domestico, evidenzia la ricerca, con il 45 per cento dell'attività di investimento in trophy hotel dal 2001 al 2010 dominata da soggetti nazionali.

In termini di location, primeggia Milano con il 49 per cento del volume totale degli investimenti. Dal punto di vista delle prestazioni, invece, le performance migliori sono quelle dei trophy resort che, seppur su base stagionale, registrano i più alti livelli di ricavi medi per camera (570 euro).

Anonimo ha detto...

http://www.bookingblog.com/hotrec-disintermediazione-riprendetevi-il-potere-sul-vostro-hotel/

B. C. ha detto...

Broccoli a Veratour

http://www.ttgitalia.com/stories/tour_operator/76728_veratour_chiama_broccoli_si_apre_il_nuovo_corso/

Luciano Ardoino ha detto...

@B.C.

Si va bene ma cosa c'entra Broccoli con Veratour?

Jennaro ha detto...

Ottima lezione Maestro...

:-)

Francesco Pedroni ha detto...

Eccome no!
Dove li trovano tutti quelli che dovrebbero mettere in piedi quel tuo piano del turismo?

vinc ha detto...

@Francesco

Basterebbe una sola persona per spiegarlo agli altri.

Se vuoi posso azzardare il primo nome che mi viene in mente


;-)