martedì 29 maggio 2012

Divorce Hotel, l'idea di un imprenditore olandese per velocizzare le separazioni

Un albergo di lusso, camere separate e uno stuolo di avvocati, consulenti e psicologi per giungere a un accordo in due giorni

Fare il check-in della stanza d'albergo da donna sposata il venerdì e uscirne due giorni dopo, divorziata e felice. Il tutto per una tariffa flat (2.500 euro, iva inclusa), che comprende pure le spese legali e il soggiorno in hotel. Succede in uno dei sei “Divorce Hotel” ideati dall'imprenditore olandese Jim Halfens che, dopo aver visto un amico del college rovinarsi la vita per colpa di una dolorosa separazione durata cinque mesi fra litigi e recriminazioni, ha trovato un modo per dividersi senza (troppo) rancore.
L'AMICO - «Il mio amico stava dimagrendo a vista d'occhio – ha raccontato al New York Times - e lui e la moglie litigavano ferocemente ogni volta che si vedevano. Era davvero orribile. Così, vedendo loro, mi sono convinto che doveva esserci un'altra maniera per separarsi». Ovvero, trascorrere un fine settimana in un albergo di lusso in camere separate, dove si è assistiti passo dopo passo da uno stuolo di consulenti finanziari, avvocati e persino psicologi per giungere ad un accordo in due giorni e che soddisfi entrambe le parti.
LA SELEZIONE - Prima di essere ammessi al programma i due divorziandi vengono valutati dallo stesso Halfens e dal suo staff, per capire se abbiano davvero l'intenzione di separarsi in breve tempo e amichevolmente, e in genere passa l'esame solo una coppia su tre. «Una volta lasciato l'hotel, le coppie devono solo andare da un giudice – spiega ancora Halfens che, ironia della sorte, non è sposato, in un video sul proprio sito – e in un paio di settimane il divorzio viene finalizzato». Sono già 17 le coppie che hanno sperimentato i “Divorce Hotel” e tutte, tranne una, si sono dette felici della scelta.
LE TESTIMONIANZE - «La prima volta mi costò 30mila dollari di spese legali e un anno di attesa – racconta un 44enne consulente informatico olandese, già divorziato una prima volta – e mi sono rovinato. Questa volta, però, io e la mia seconda moglie, anche lei già separata, volevamo chiudere in fretta, così abbiamo optato per i “Divorce Hotel” e siamo assolutamente entusiasti dell'esperienza, perchè non è stata affatto sgradevole».
GLI AVVOCATI - Qualche perplessità ce l'hanno però gli avvocati divorzisti. «Mi sarebbe piaciuto inventare una cosa simile – ammette l'avvocato Robert S. Cohen, che ha seguito fra gli altri pure i divorzi milionari di Michael Bloomberg, Christie Brinkley e Ivana Trump – perchè è proprio una grande idea. Ma allo stato pratico non credo che per molte coppie, men che meno per i miei clienti, possa funzionare davvero, perchè arrivare ad un accordo dopo due giorni passati insieme in hotel non mi sembra affatto uno scenario probabile. Infatti, la maggior parte delle persone che divorzia non vuole più rivedersi, a meno che non lo debbano fare per forza». Critiche a parte, Halfens ha comunque grandi progetti per i suoi “Divorce Hotel”: l'anno prossimo uscirà infatti il suo libro e a breve arriveranno in tv anche una serie di documentari e forse pure un reality show, mentre altri alberghi in tutto il mondo si sono mostrati interessati ai “divorzi express”.

4 commenti:

Luciano Ardoino ha detto...

Copio ed incollo notizia che potrà essere di utilità generale:

Hotel pronti ad accogliere sfollati 187 – Ecco la lista di alcuni Hotel che offrono disponibilità ad ospitare gli sfollati:
Holiday Inn Ravenna, Via Enrico Mattei 25, 0544-455902
Hotel Astra (Ferrara), Viale Cavour 55, CAP 44121, tel. 0532-206088
Hotel Sporting di Campagnola Emilia (Reggio Emilia), tel. 0522-75484 392-3556690
Don Alberto di Argelato (BO), via Funo 14, ospita sfollati. Alberto.maria.d@alice.it tel.051-861505 333-5227908 338-3879861
Hotel Commodore Cervia, via Lungomare Grazia Deledda 126, CAP 48015, Cervia (Ravenna) 0544-71666
Hotel Perla Verde Milano Marittima, viale 2 Giugno 144, CAP 48015 Milano Marittima (Ravenna) 0544-994014
Hotel President Cervia, via Irpinia 16, CAP 48015, Cervia (Ravenna), 0544-987470

Questa ed altre simili iniziative si riveleranno utili a quanti potrebbero aver bisogno di un alloggio STANOTTE, necessità ancora più impellente della raccolta fondi che seguirà certamente ma come spesso accade, occorrono mesi ed anni per la distribuzione. L'aiuto diretto ed immediato è quello di cui oggi c'è bisogno! Un grande GRAZIE a questi albergatori !!

vinc ha detto...

Mhhmmmmmmm!?!?

Anonimo ha detto...

A fronte di un decremento del 2,6%, fatto registrare dal turismo italiano nel 2011, il turismo sociale ed associato, ossia quello che si avvale dei circuiti dei cral aziendali, delle parrocchie ed organizzazioni religiose, delle scuole, dei circoli culturali e sportivi e del comune di residenza, fa registrare un incremento del 9,6% nel numero di vacanze e del 22,8% nel fatturato. È quanto emerge da un’indagine condotta dall’Isnart (Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche) in collaborazione con l’Osservatorio Italiano del Turismo Sociale ed Associato presentata nel corso del convegno ‘I Buoni Vacanza per un rilancio del Turismo’ a Viterbo, presso la sala Regia del Palazzo Comunale. Il volume d’affari complessivo stimato dal turismo sociale ed associato (Tsa) è stato lo scorso anno di 1,4 miliardi di euro per un numero di 2,3 milioni di vacanze. La spesa media è stata di 584 euro con una maggiore incidenza per quella effettuata all’estero (circa 930 euro) rispetto a quella effettuata in Italia (circa 420 euro). Nonostante siano le destinazioni italiane quelle più scelte dal turista (con un peso del 66% circa sul totale del Tsa), quasi il 34% delle vacanze si svolge all’estero, quota che supera la media generale registrata nel complesso delle vacanze d’oltreconfine che si attesta sul 20,6%. All’interno di questo circuito un ruolo decisivo viene svolto dai giovani tra i 15 ed i 24 anni, che per effettuare una vacanza si affidano soprattutto alla scuola a cui si accompagna una quota rilevante di adulti tra i 35 ed i 44 anni che utilizza i cral aziendali. Il rapporto rileva inoltre che nel 2011 sono state oltre 3.000 le imprese italiane ricorse al circuito del turismo sociale ed associato per promo-commercializzarsi in rappresentanza del 4% delle imprese presenti sul territorio, in lieve calo (-2,1%) rispetto al 2010. Nello specifico, tra i canali utilizzati dalle imprese, i cral si posizionano in prima fila (5,4% sul totale degli operatori), in crescita del 3,6 punti percentuali. A livello territoriale, il ricorso al circuito dei viaggi organizzati da parte delle imprese è maggiore nel Centro-Sud e nelle Isole dove le percentuali sono rispettivamente del 5,2% e del 5,8%. In questa parte d’Italia prevale il ricorso ai cral ed in seconda battuta alle associazioni sportive.

Anonimo ha detto...

In ogni caso, anche laddove il ricorso a tale soluzione è meno presente (in generale nel Nord Italia), i cral rappresentano una piattaforma per allargare il network delle imprese a supporto dello sviluppo turistico. Il turismo sociale ed associato si conferma, inoltre, uno strumento estremamente incisivo per destagionalizzare i flussi turistici. Se nel complesso i soggiorni si concentrano in estate (quasi il 40% tra giugno e agosto), nel caso del Tsa la stagione viene anticipata con il 13% delle vacanze in aprile (solo il 9,5% in media) e l’11,3% a maggio (solo il 6,5% in media). Di contro, a luglio, il peso delle vacanze si limita al 7,4% (10,9% in media), mentre agosto movimenta una quota dell’11,9% rispetto ad una media generale del 17,6%. Tra i canali di organizzazione delle vacanze, in testa troviamo le scuole (25,4%) e le organizzazioni religiose (20%) che, insieme alle parrocchie (15,7%), rappresentano sempre di più un punto di riferimento per i turisti. In particolare, le vacanze pianificate dalle organizzazioni religiose crescono del 26,4%, mentre quelle attivate dalle parrocchie del 47,4%. Tra le principali destinazioni, emergono le città e le località di interesse culturale (47,3%) seguite dalle destinazioni balneari (29,3%) e dalla montagna (15,7%). La vacanza organizzata tramite il circuito del Tsa si svolge principalmente sul territorio nazionale con oltre 1,5 milioni di vacanze pari al 66% dell’intero movimento. Verso l’Italia, i principali canali di organizzazioni sono rappresentati dalle associazioni culturali (21% dei viaggi), da quelle religiose (20,4%), dalle parrocchie (18%) e dalle scuole (15,6%). Per i viaggi all’estero i principali canali sono invece rappresentati dalle scuole (44,7%) seguite dall’organizzazione religiosa (19,2%). Per quanto concerne invece le destinazioni, la Spagna (13,7%) ed il Regno Unito (12,8%) rappresentano quelle più appetibili. Quanto alla capacità di spesa del turista che si avvale di questo circuito, nel 29,8% dei casi ha un reddito mensile compreso fra i 775 ed i 1550 euro, nel 29,8% dei casi compreso fra 1.550 ed i 2.840 euro ed il 23,3% dei casi oltre quest’ultima somma, dimostrando una volta di più che non si tratta affatto di un turismo ‘povero’ come spesso, erroneamente, si è portati a credere.