venerdì 1 giugno 2012

Francesco Oddone e quella strana "filosofia" un po così che abbiamo noi che viviamo a Genova


Il nostro Paese è ballerino da secoli, forse millenni, ma ciascuno di noi è convinto, ingenuamente (?), che a ballare debbano essere gli altri.
E così pure per le promesse.
Noi le dobbiamo mantenere mentre gli altri possono anche farne a meno.

E stessa sorte deve essere capitata al nostro nuovo sindaco, Marco Doria, che ha ripetuto fino allo sfinimento che non saranno ammessi dei doppi incarichi, e le sue parole rimbombano ancora nella sala di rappresentanza all’atto delle nomine degli assessori.

Ma Francesco Oddone, il nuovissimo assessore allo Sviluppo Economico di Genova; delega enorme che va dal Porto al lavoro, dai rapporti con gli enti e le imprese a Smart City fino alla banda larga … e banda larga vuol dire Datasiel (di cui è presidente), non ci sente (?) e dichiara che la “cosa” non ha nessuna incompatibilità.

Datasiel è questa ed è patrocinata al cento per cento dalla Regione Liguria, mentre del suo “buon” lavoro e dei "benefici" ricevuti nonché quelli realizzati, avrò modo di parlarne i prossimi giorni.
Inoltre Datasiel segue tutto il servizio informativo di Tursi (Comune di Genova).
Beh, fate voi se la cosa è incompatibile.

Comunque sia l’opposizione s’è fatta sentire sia in Regione che in Comune richiedendo le dimissioni dell’Oddone dalla presidenza di Datasiel, ma se qualcuno spera di leggere in queste causali che la “cosa” fosse sbagliata per il semplice motivo che fare due lavori di così gravoso impegno (?) porterebbe conseguentemente a non svolgerli nella dovuta maniera, e vale a dire ottimamente, perda pure ogni speranza.

Come a dire “chissenefrega” se non potrà fare un buon lavoro, l’importante è rompere le balle?

Infatti tra gli uni (quelli che governano) ce n'è una marea che simultaneamente presiede quello, è nel cda di quell'altro, dirige colì e amministra colà, lasciando ampia immaginazione sul come tutto 'sto lavoro venga svolto, mentre all'opposizione a cui restano solitamente le briciole ... giù ad incazzarsi.
Viceversa quando l'opposizione va al potere, alè, le amminsitrazioni, i cda, le presidenze eccetera eccetera cambiano di conseguenza, e di conseguenza anche quelli che prima "comandavano" ... ora s'incazzano.
Eh già, le briciole adesso ce l'hanno loro!

Ed entrambi tirano fuori l'incompatibilità tra un lavoro e l'altro ... degli altri però!
Però nessuno dei due (cip o ciop) accenna minimamente al fatto che il fare due, tre, dieci o addirittura venti lavori simultaneamente, beh; non saranno mai così produttivi come il farne uno solo.
Anche perché le 24 ore al dì non sono ancora riusciti a cambiarle con qualche "leggina" delle loro, quindi il tempo materiale per fare tutto bene non c'è e pertanto bene non è.
E chi lo scrive (io) lo sa bene, anzi benissimo.

C’è anche da dire, lo riporta il Secolo XIX sulle sue pagine odierne, che l’Oddone non si è visto poi molto in Datasiel.
La famiglia vive in Germania (Francoforte) e la prima riunione del board l’ha fatta in video conferenza da casa tra lo stupore generale.
Si legge inoltre che una sua filosofia di vita sia quella di evitare le riunioni dopo le quattro del pomeriggio (?) e che dalla fine del 2011 si contano ben sei settimane di ferie.
Arretrati?

Quarantaquattro anni, poliglotta, doppia laurea (di cui una alla Bocconi), Oddone viene catapultato in Datasiel dopo l’esperienza come amministratore unico del nuovo mercato ortofrutticolo di Bolzaneto.
E anche li la sua filosofia di vita fa chiacchierare: “Avrà anche fatto il mercato, ma non ha mai neppure visto un’albicocca”, lo descrivono i “maligni” ex collaboratori.

Il suo curricula è quello di un super consulente.
Ma le sue sono sempre consulenze pubbliche.
Sempre incarichi dati dal palazzo.
Per esempio dopo la seconda Laurea (Scienze politiche) diventa consulente economico e finanziario di Sviluppo Genova S.p.A.

Poi salta al ministero dell’Economia e delle Finanze e si occupa di relazioni finanziarie internazionali, di negoziati, ristrutturazione del debito dei paesi emergenti e in via di sviluppo.
Dal 2002 al 2010 si occupa del Mercato di Bolzaneto ed è anche in Spim, come consigliere di amministrazione e anche AD.
Una carriera all’ombra della grande mamma, tra Genova e Roma: gli enti pubblici.

E mo staremo a vedere!

12 commenti:

vinc ha detto...

Siamo alle solite, vero Luciano?

Comunque se ancora non lo sai: Datasiel 44.712 euro all'anno a cui vanno adesso sommati gli oltre 55.000 come assessore.

100.000 belli tondi tondi.
Ok, mancano 288 euro che quasi quasi glieli mando io -a gratis- nel caso ne avesse bisogno.

sergio cusumano ha detto...

Il portale turistico della Liguria è gestito da Datasiel?

Anonimo ha detto...

Con quella faccia un pò così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi
prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più.
Eppur parenti siamo un po'
di quella gente che c'è lì
che in fondo in fondo è come noi selvatica
ma che paura che ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte
e non stà fermo mai.
Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un'idea come un'altra
Ah la la la la la la
Ma quella faccia un pò così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l'annusiamo
circospetti ci muoviamo
un po' randagi ci sentiamo noi.
Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa,
sonno, nausea, fantasia.
E intanto nell'ombra dei loro armadi
tengono lini e vecchie lavande
lasciaci tornare ai nostri temporali
Genova ha i giorni tutti uguali.
In un'immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabrise.
Con quella faccia un po' così
quell'espressione un pò così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
Ah la la la
Con quella faccia un po' così
quell'espressione un pò così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
Ah la la la
Ma quella faccia un pò così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l'annusiamo
circospetti ci muoviamo
un po' randagi ci sentiamo noi.
Ma quella faccia un pò così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l'annusiamo
circospetti ci muoviamo
un po' randagi ci sentiamo noi.
un po' randagi ci sentiamo noi.

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio

Si!

Anonimo ha detto...

@Luciano Ardoino


https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:RY-TjFktR9MJ:www.camera.it/bacheca_camera/pdf/ente_turismo__gestione_da_far_west5.pdf+&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESjE9RpAQDwgwejvLSAN4Qx_lhQzM91YO1s-ArfFc3AZH584Ye6JXibGLtRG21_LlZpjAoZOJOxUsBc0JyZWX0afKXrGvKwpJ1lCKuVcaDBKgwHIap3sKavxIBKhBMwe433K5WEq&sig=AHIEtbRmh6h3zt-r-cbbWE2GSiDUCoXDaQ&pli=1

Gianni ha detto...

@Luciano

Quelle foto umoristiche che sono al piede del blog, a cosa servono?

Luciano Ardoino ha detto...

@Gianni

E' il mio più piccolo (19 anni e 1,95 d'altezza) che si diverte a buttarle sui social americani.
Nello stesso tempo da rank al blog sul google internazionale per quando scrivo in lingue straniere (ultimamente molto poco ma riprenderò presto).
In questo caso scrivo sempre bene dell'Italia (ci mancherebbe d'altro).

:)

B. C. ha detto...

Pier Luigi Celli mastica il suo sigaro e si vede che gongola. Proprio lui che si era attirato ire indicibili per aver pubblicamente consigliato al figlio l’espatrio, si sente il padre putativo di oltre un centinaio di giovani italiani in gamba, che tira fuori dalla manica come un prestigiatore e sparpaglia per le aule della Luiss, nel più informale e destrutturato meccanismo di condivisione dei saperi che si possa produrre in un’università: il BarCamp.

Gli andò bene tre anni fa quando, a giornata finita, beccò un gruppo di cospiratori che stavano chiusi in un’aula a discutere. Venne così a sapere che si riunivano tutti i martedì alle 20. Siccome erano anche loro venti, si erano dati un nome di battaglia: «I venti alle venti».

II lupo d’azienda capì che c’era da lavorarci sopra. Non è poi così facile trovare una generazione di promettenti pensatori già bella e costituita. Il nucleo dei venti fondatori si allargò presto, altri ne vennero da Tor Vergata, dalla Sapienza, da Roma Tre.

Poi i super dottorini sono cominciati a dilagare in tutta Italia. Giù a fare BarCamp con l’idea che il futuro potevano costruirselo anche in questa Italia disastrata, con le loro mani, senza piagnistei e attese di miracoli. I primi ragazzi cominciarono a scandagliare per atenei quanti condividessero la medesima prospettiva «risorgimentale».

Non a caso le prime uscite del gruppo allargato come «Associazione ItaliaCamp» coincide con le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, ma loro invece che mettersi coccarde preferivano sentire l’aria in giro e cercare altri come loro.

Ieri erano in 120, tra giovani laureati e laureandi, selezionati per le loro idee sullo sviluppo dell’economia verde italiana. A prenderli sul serio c’erano, oltre al ministro dell’Ambiente Clini, anche 40 aziende importanti che si sono cominciate ad accorgere di questa generazione di post secchioni.

L’eccellenza se la sono sudata: basta scorrere i loro progetti, che spaziano dalla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, all’efficienza energetica, all’innovazione nell’edilizia.

Difficile etichettarli. Non sono «nerd», nella classica iconografia da stropicciati digitali, perché tutti sono di sobria e inappuntabile eleganza.

Nemmeno hanno la spocchia del rampante. In autunno, i giovani del risorgimento delle idee animeranno il «Vatican Camp». Si produrranno su temi come etica ed economia da un punto di vista laico, ma con il sostegno dell’Università Lateranense.

B. C. ha detto...

Regione. L’assessore regionale al turismo Angelo Berlangieri convince la sua maggioranza in Regione e le modifiche della legge Ruggeri sembrano ora più vicine. Nonostante le assenze (mancavano all’appello i consiglieri della Federazione della Sinistra e Armando Ezio Capurro) e nonostante Sel non escluda di presentare alcuni emendamenti in commissione, sono state definite le linee guida che porteranno ai cambiamenti previsti alla legge 1/2008.
Intanto però la delibera, con alcune piccole modifiche introdotte questo pomeriggio dai consiglieri, è pronta per andare in giunta. “E’ stata una bellissima discussione, molto costruttiva. Ora faremo qualche correzione sulla base delle migliorie proposte dai consiglieri, e poi andremo in giunta, forse già la prossima settimana. Da lì partirà l’iter in sede consigliare. Quello di oggi è stato un passo molto importante e anche un bel segnale che tutta la maggioranza ha dato alle imprese del turismo ligure per affrontare un problema importante che stiamo vivendo, mettendo al centro la salvaguardia delle strutture ricettive e le misure per fare in modo che gli imprenditori possano riqualificare la propria attività”.
L’articolo 2, comma 3, vero fulcro di tutta la legge prevede, a differenza dell’attuale norma, la possibilità per la proprietà di ottenere il cambio di destinazione d’uso di una percentuale del volume, a patto che i ricavi vengano utilizzati solo ed esclusivamente per la riqualificazione delle strutture esistenti. La legge prevede comunque che le strutture riqualificate abbiano come requisiti minimi l’ottenimento delle 3 stelle e di 50 posti letto.

B. C. ha detto...

Regione. L’assessore regionale al turismo Angelo Berlangieri convince la sua maggioranza in Regione e le modifiche della legge Ruggeri sembrano ora più vicine. Nonostante le assenze (mancavano all’appello i consiglieri della Federazione della Sinistra e Armando Ezio Capurro) e nonostante Sel non escluda di presentare alcuni emendamenti in commissione, sono state definite le linee guida che porteranno ai cambiamenti previsti alla legge 1/2008.
Intanto però la delibera, con alcune piccole modifiche introdotte questo pomeriggio dai consiglieri, è pronta per andare in giunta. “E’ stata una bellissima discussione, molto costruttiva. Ora faremo qualche correzione sulla base delle migliorie proposte dai consiglieri, e poi andremo in giunta, forse già la prossima settimana. Da lì partirà l’iter in sede consigliare. Quello di oggi è stato un passo molto importante e anche un bel segnale che tutta la maggioranza ha dato alle imprese del turismo ligure per affrontare un problema importante che stiamo vivendo, mettendo al centro la salvaguardia delle strutture ricettive e le misure per fare in modo che gli imprenditori possano riqualificare la propria attività”.
L’articolo 2, comma 3, vero fulcro di tutta la legge prevede, a differenza dell’attuale norma, la possibilità per la proprietà di ottenere il cambio di destinazione d’uso di una percentuale del volume, a patto che i ricavi vengano utilizzati solo ed esclusivamente per la riqualificazione delle strutture esistenti. La legge prevede comunque che le strutture riqualificate abbiano come requisiti minimi l’ottenimento delle 3 stelle e di 50 posti letto.

Anonimo ha detto...

Tutto il mondo o l'Italia è paese caro Luciano Ardoino.

Luciano Ardoino ha detto...

@Caro Anonimo

Ma va?