lunedì 11 giugno 2012

Hotel italiani, tutti con Hotrec


Sono arrabbiati e insofferenti anche gli albergatori italiani. Concordano le associazioni, pur con alcuni distinguo, sull’ultimatum in 19 punti – Benchmarks of Fair Practices in Online Distribution – lanciato da Hotrec alle olta. Precisa Bernabò Bocca, presidente Federalberghi: «Siamo tra i promotori dell’iniziativa di Hotrec, abbiamo partecipato alla stesura del documento, convinti che trasparenza e correttezza siano capisaldi fondanti di ogni legge di mercato». 

«Danneggiati i consumatori»
«Secondo noi gli elementi prioritari sono due: i commenti diffamatori e la parity rate.
Nella società dell’informazione le opinioni degli utenti sul web sono sempre più rilevanti.
Ma molti portali pubblicano commenti anonimi, e può accadere che il diritto alla libera espressione del pensiero sancito dall’articolo 21 della nostra Costituzione si traduca in licenza di offendere e vilipendere, senza doverne rispondere.
Portali, blog, social network spesso pubblicano recensioni senza alcuna verifica dell’attendibilità, o dell’identità dell’autore, che potrebbe scrivere di un hotel senza averlo neppure visto, e senza che il gestore del sito si assuma qualsiasi responsabilità.
I commenti anonimi possono dar luogo a diffamazione, e il danneggiato non ha alcuno strumento di tutela».


Poi Bocca parla della Parity Rate, clausola con la quale le grandi olta, «forti della propria posizione dominante», vietano agli alberghi di pubblicare sul proprio sito un prezzo di vendita inferiore a quello offerto online dagli intermediari.

La Parity Rate, nota Bocca, così danneggia i consumatori, perché senza questa «logica del prezzo imposto ci sarebbe un ampio margine per le attività di vendita diretta, suscettibile di tradursi in una riduzione del prezzo pagato dal cliente....
Le olta – spiega ancora Bocca – chiedono per i propri servizi una commissione consistente, non c’è dubbio che l’impresa ricettiva sia disposta a cederne al consumatore una quota».
Per concludere testualmente che «Al pari di quanto accade in altre attività, quando si acquista un bene o un servizio direttamente dal produttore, entrambe le parti ne traggono vantaggio».
C’è da chiedersi se il ragionamento si riversi anche sulle agenzie di viaggi.

«Chiamare in causa l’Antitrust»
Presidente di Confindustria Alberghi, Maria Carmela Colajacovo chiama in causa l’Antitrust: «Condivido il documento dell’Hotrec, anche se 19 punti mi sembrano francamente troppi. Soprattutto perché credo che difficilmente si potranno trovare con le olta soluzioni su tutto.

Non dimentichiamo che è pur sempre il mercato a dettar legge.
Ma sicuramente è arrivato il momento di alzare la voce e reclamare il nostro ruolo operativo: credo che il passaggio chiave possa e debba essere l’Antitrust, sulla quale premere per porre un freno all’oligopolio dei grandi motori di ricerca.
Ne abbiamo già parlato con il commissario europeo Tajani, e siamo convinti che dare sostegno all’Hotrec in questa offensiva a tutela degli albergatori sia il modo più efficace per avere chance di successo.
Purtroppo in Italia paghiamo anche lo scotto di una rete ricettiva molto polverizzata. Il che rende anche difficile trovare strategie di rivendicazione condivise.
Ben venga la sortita internazionale».

«Tutti i ricavi vanno all’estero»
Duro anche Filippo Donati, presidente di Asshotel Confesercenti, che definisce gravissimo il problema delle recensioni online: «Siamo fortemente critici con chi permette la pubblicazione sul proprio sito di recensioni senza la certezza che il cliente abbia soggiornato nella struttura.
Siamo altrettanto critici sulla riduzione della trattativa tra cliente e hotel, che le olta cercano di appiattire.
Valutiamo con il nostro ufficio legale le azioni da intraprendere. Asshotel incontrerà i principali attori di questo mercato, TripAdvisor, Booking, Venere e altri, per discutere di tutto.
Il progresso ineluttabile del rapporto cliente-territorio passa da questi monstre della prenotazione, con una quota di mercato che cresce di giorno in giorno.
Resta incredibile che in Italia non esista un portale di booking degno di questo nome, e che per questa anomalia tutto il ricavato dell’intermediazione online finisca all’estero».

Totalmente d’accordo con Hotrec è Walter Pecoraro, presidente di Federalberghi Lazio e neopresidente di Uniturismo Lazio: «I nostri albergatori condividono tutti i 19 punti, ben venga la coesione europea per arginare lo strapotere delle olta, che fu dei grandi t.o. e grossisti del passato. Tutto come sempre sulle spalle delle imprese alberghiere, che ogni giorno lottano e rischiano per vedere sempre più vicina a zero la propria marginalità.
Tutto quello che si riuscirà a ottenere sarà un successo».


10 commenti:

vinc ha detto...

per quanto tempo saranno d'accordo?


;-)

sergio cusumano ha detto...

Ma se l'hanno fatto quelli di federalberghi, come pensi che non rimarranno d'accordo?

Francesco Pedroni ha detto...

Definire la visione e l'ambizione complessiva per il turismo in Italia fino al 2020. E non solo: valutare i segmenti turistici prioritari per lo sviluppo del comparto, stimare il potenziale sviluppabile dalle regioni, condividere le leve di sviluppo del turismo.

Sono questi gli obiettivi del primo Piano strategico di sviluppo del turismo in Italia a cui stanno lavorando Governo e Regioni secondo il documento realizzato da The Boston Consulting Group venuto in possesso da TTG Italia. Il primo piano strategico del turismo che l'Italia abbia mai avuto, che secondo le ultime dichiarazioni del ministro del Turismo Piero Gnudi (nella foto) sarà pronto entro fine anno, punta quindi a far convergere su una serie di prodotti chiave e su una serie di priorità l'impegno sia degli enti pubblici, Governo e Regioni, sia dei principali stakeholder che, secondo il documento, verranno coinvolti per le diverse fasi di approfondimento.

Per realizzare il piano strategico sono stati attivati due organismi, il Comitato guida del Governo, che garantisce condivisione, supporto e impatto al progetto, a cui partecipano una serie di ministri e un Gruppo di lavoro di progetto, che ha invece un compito più pratico, quello di strutturare le linee guida del progetto e sviluppare i contenuti da proporre al Comitato guida.

Ruolo fondamentale del Governo è quello di eliminare i vincoli burocratici e di facilitare l'attrazione degli investimenti, mentre l'analisi dei flussi e la definizione dei prodotti e segmenti da valorizzare sarà compito del gruppo di lavoro.

Il documento prevede anche alcuni momenti di incontro fra il Governo e un gruppo selezionato di investitori, con l'obiettivo principale di valutare la
fattibilità finanziaria delle azioni chiave, come lo sviluppo di nuove infrastrutture, e un incontro plenario con tutti gli stakeholders del turismo (gli Stati Generali del settore), in cui presentare il piano e raccogliere le osservazioni.

Cosa faccio, mi metto a ridere?

Jennaro ha detto...

Immagino che ogni albergatore farà bene ad assumere il proprio esperto informatico...

Luciano Ardoino ha detto...

Beh, la BCG ITALIA è una cosa seria a quanto ne so.


Vuoi vedere che ... no, non ci credo neanche se ci sono loro.

Non per altro, ma perché ho letto che ci sono anche enti pubblici, Governo e Regioni, sia dei principali stakeholder che, secondo il documento, verranno coinvolti per le diverse fasi di approfondimento.

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Sono quasi senza parole.

Mi sono rimaste quelle brutte che solitamente non uso e vorrei continuare così.

;-)

vinc ha detto...

@Luciano

Eccola!

Che guarda un po' è proprio giusto come la dicevi.

Sarà un caso?

E Valtur la spuntò. Come si apprende da “Il Sole 24 Ore” di oggi, secondo autorevoli fonti europee nella tarda serata di ieri è arrivato il via libera dall’Unione europea alla garanzia di Stato su una linea di credito di 50 milioni al tour operator. La garanzia pubblica rientra negli strumenti a disposizione della legge Marzano. Intanto, continua l’articolo, rimane aperta la data room ai pretendenti e tra una quindicina di giorni dovrebbe arrivare il bando per le offerte vincolanti che durerà 40/50 giorni. In settembre, quando si programma la stagione invernale, arriverà la scelta del pretendente. Ad oggi, sono più di venti coloro che hanno manifestato interesse per Valtur. Tra loro, gli spagnoli di Barcelò, Alpitour, la Rt di Riccardo Toto ed il magnate indiano del ferro Pramod Agarwal, proprietario del colosso Zamin Group.”La linea di credito bridge è ossigeno puro per garantire il funzionamento dei villaggi Valtur durante l’estate, il momento di massimo sforzo dell’azienda per tutelare le quote di mercato in una fase di debolezza del mercato italiano – prosegue l’articolo – Il rapporto consolidato con Banca Intesa fa credere che sarà ancora questo gruppo, attraverso Biis, ad erogare il finanziamento”. Valtur è in amministrazione straordinaria ed è stata ammessa alla legge Marzano dallo scorso ottobre. Dopo l’uscita di scena della famiglia Patti, la gestione corrente e la vendita è affidata ai commissari Stefano Coen, Daniele Discepolo ed Andrea Guerra che hanno definito il perimetro core del Gruppo: una quindicina di villaggi turistici, in Italia ed all’estero, detenuti sia direttamente, come rami d’azienda, o attraverso partecipazioni nelle società che li controllano. L’indebitamento del Gruppo a fine settembre 2011 era di 483 milioni contro i 303 milioni rilevati alla fine del 2011. I villaggi in catalogo sono tutti aperti, eccetto quello di Kihaad delle Maldive.

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

E' un caso, è un caso!

;-)

Francesco Pedroni ha detto...

'Anvedi!


;-)

Gianni ha detto...

“E’ necessario evitare che un secondo disastro economico si abbatta sulle aree colpite dal sisma. Per questo motivo accogliamo positivamente la campagna di comunicazione straordinaria dell’Enit – Agenzia Nazionale del Turismo pensata per rassicurare i turisti”. Lo ha detto Armando Cirillo, responsabile Turismo del Pd. “All’estero si stanno diffondendo allarmi immotivati che penalizzano l’Emilia-Romagna ed il resto del Nord Italia nella scelta delle destinazioni. Si tratta di un effetto collaterale che dobbiamo disinnescare al più presto con interventi sul territorio e con appropriate campagne informative. Il calo degli arrivi turistici si tradurrebbe in danno economico incalcolabile per vaste zone che fanno di questa attività il cuore dell’economia territoriale. La campagna promozionale dell’Enit per le aree colpite dal terremoto – conclude Cirillo – deve essere l’inizio di una strategia più ampia capace di evitare danni incalcolabili per il turismo”.