giovedì 7 giugno 2012

La Tassa di soggiorno o quel qualcosa del genere nonché quei genii dei "professoroni" che l'hanno organizzata così, c'hanno proprio stancato!


Nonostante la moltitudine di ca … volate che fanno nel turismo italiano, l’Italia è sempre l’Italia, e vale a dire il Paese più bello del mondo, sennò le esequie al turismo le avremmo già organizzate da tempo.
E se non fosse che il buon Dio lo Stivale ce l’ha lasciato così, staremmo forse a celebrare il trentesimo anniversario della sua morte o giù di li.

La Tassa di soggiorno o quel qualcosa del genere
Fu inserita a suo tempo, anzi ce l’inserirono (i più arguti immaginino dove), nel decreto sul federalismo fiscale e pretesa dai Comuni, ma ambita nella confusione più totale.
Ogni località ha la sua, per il pernottamento, lo sbarco sulle isole, il diritto di campeggio, e già che ci siamo tra un po’ varrà anche per i colpi di tosse per l’alta e bassa stagione.
Le esenzioni però sono un rebus e i rinvii discrezionali, mentre dal Trentino alla Riviera si rischia il fuggi-fuggi.

Le agenzie di prenotazioni su Internet sono subissate di proteste, i Comuni ribelli che si presentano alle fiere specializzate con i cartelli "No Tax", i consumatori che ricorrono al Tar, Bologna che minaccia multe di 500 euro per i trasgressori, le isole minori che si sono inventate come alternativa la tassa di sbarco.
L'imposta di soggiorno si rileva come il classico pasticcio all'italiana, che, alla vigilia di un'estate a tinte fosche per via della crisi, sta per abbattersi su milioni di turisti, stranieri, ma anche e soprattutto nostrani: il 60 per cento dei pernottamenti è dato infatti dal mercato interno. 

Inserita nel decreto sul federalismo fiscale varato nel marzo del 2011, l'imposta, che qualcuno ha cercato di dolcificare, definendola "contributo", era stata concordata tra l'allora ministro Calderoli e l'ex presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino.
Per la verità, erano stati i Comuni a pretenderla, "come ristoro ai tagli annunciati per le finanze locali" ammette Mario Andrenacci, presidente della Commissione turismo dell'Anci.

L'avevano adottata quasi subito alcune tra le più importanti città d'arte (Roma, Firenze, Venezia e Padova), ma poche località di villeggiatura.
L'indicazione di massima: da uno a cinque euro di tassa, a persona e per notte, proporzionalmente ai costi della sistemazione alberghiera.
Molti Comuni hanno atteso invano dalla Conferenza Stato-Città un regolamento d'attuazione che definisse criteri unitari su come applicarla.
Ed è proprio la sua assenza ad avere generato l'attuale, inestricabile giungla. "Abbiamo istituito un Osservatorio nazionale sulle misure adottate da ogni singola amministrazione" spiega il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca "e il risultato è sconsolante: ci saranno al massimo due o tre regolamenti identici, tutti gli altri sono diversi". 

Ci sono Comuni che partono da tariffe irrisorie (0,50 cent ad Aosta) e altri che applicano il massimo tutto l'anno (5 euro a Firenze), mentre i più diversificano il quantum in base alla stagione.
In molti casi, ogni "stella" vale un euro, ma c'è chi ha preferito tenersi basso: 2 euro a notte nei 3 stelle, 3 euro nei 4 stelle e così via.
Le esenzioni sono un rebus anagrafico: a seconda del luogo dove si pernotta, non pagano gli under 10 (Venezia e Roma), gli under 12 (Siena), gli under 14 (Bologna), gli under 16 (Padova) o gli under 18 (Milano e Torino).
Il numero massimo di notti tassabili varia dai quattro giorni consecutivi di Torino ai cinque di Venezia ai dieci di Roma.
A Napoli, una stella... è detassata, mentre Bologna ha deciso di elaborare le "fasce di prezzo equivalenti", da 30.99 a oltre 201 euro.

Qualche sindaco cerca di addolcire la pillola con la carta del turista, che però quasi ovunque esisteva già prima.
Si tassa il lusso a cinque stelle, ma anche il turista low cost: dai campeggi ai bed and breakfast, dalle case-vacanza (con la classificazione a chiavi) agli agritur (con le spighe), non sfugge nessuno.
O meglio: non sfugge nessuno nei Comuni che la tassa l'hanno applicata. 

Alla vigilia di Pasqua, secondo uno studio della Uil politiche territoriali, erano 470, con un vertiginoso aumento in gran parte legato allo "scippo" dell'Imu e alla necessità di trovare nuove entrate. In questi giorni, molte giunte alle prese con il bilancio di previsione per il 2012 ne hanno approfittato per varare la "tassa sul turista" e prevederne già il gettito, sulla base di proiezioni tutte da verificare. "Abbiamo rifatto i conti" spiega Guglielmo Loy della Uil "e i Comuni che l'hanno adottata sono ormai più di 500.
L'aumento delle tasse non ci piace, ma se si tratta di scegliere tra questa imposta e l'addizionale Irpef, non c'è dubbio che questa sia la scelta meno dolorosa.
L'importante è che le entrate vengano almeno in parte reinvestite nell'accoglienza, tornando all'economia turistica".

Ma le cose non andranno così e Bernabò Bocca (Federalberghi) è facile profeta quando sostiene che gran parte degli introiti andranno a coprire i buchi di bilancio: "Era previsto che il gettito servisse a finanziare progetti in ambito turistico, culturale e ambientale.
Ma poi nella norma sono stati aggiunti i servizi pubblici locali. Tutto, in pratica".

Soldi, di certo, ne arriveranno: circola una stima complessiva di 1,2 miliardi di euro per il 2012. Forse sovradimensionata, ma molti Comuni hanno già fatto due conti: Firenze si aspetta venti milioni, Venezia quindici, Milano otto, Torino cinque, Napoli due. Roma, che tassa anche gli stabilimenti balneari di Ostia, i battelli sul Tevere e i bus turistici, ne ha già incassati 54 (anche se ne aveva preventivati settanta): una manna, ma gli effetti collaterali sono molti.
Le agenzie di e-booking non possono calcolarla per ciascun comune e i turisti stranieri, scoperta la "sorpresina" al loro arrivo in Italia, vanno su tutte le furie.
Per una doppia in un quattro stelle in bassa stagione, l'imposta arriva a 8 euro al giorno: se il prezzo è di 100 euro, l'aumento è dell'otto per cento.
Ma soprattutto, chi glielo spiega al turista che a Venezia paga tot, a Roma un'altra cifra, a Firenze un'altra ancora?
C'è una confusione terrificante e il fronte contrario è lì, compatto a sottolinearlo.

Confcommercio parla di un "nuovo, macroscopico segnale di disattenzione verso il settore del turismo, in una fase già pesantemente critica". "Questo rischia d'essere il colpo di grazia", rincara il presidente di Asshotel Confesercenti, Filippo Donati. 
Per Elena David, presidentessa delle catene alberghiere (Aica) riunite in Confindustria, la tassa "è dannosa per l'economia, lo sviluppo e il mercato" mentre Cinzia Renzi, al vertice di Fiavet, sottolinea il caos generato dall'ampia discrezionalità concessa a ogni comune e dalla mancanza di un registro unico: "E comunque, per un tour classico delle città d'arte, l'impatto della tassa è tra il 5 e il 6 per cento dell'importo totale del pacchetto". 

Il fronte contrario non è riuscito a stoppare il provvedimento, ma qualche battaglia l'ha vinta: come l'aver convinto molti Comuni a rinviare l'introduzione dell'imposta all'autunno – è il caso di Bologna e Rimini – o a rinunciarvi proprio. 
I casi più eclatanti sono quelli del Trentino-Alto Adige, che si avvarrà della sua autonomia per disattendere la legge, e della Riviera romagnola, che non se l'è sentita di rischiare le disdette dei turisti tedeschi, zoccolo duro del turismo balneare in Italia. 
E così ora ci sono le località che "bastonano" gli ospiti e quelle "amiche". 
Una guerra tra poveri favorita dal fatto che l'Anci, non sapendo che pesci pigliare, ha per così dire lasciato libertà di coscienza. 
Tanto che le cosiddette isole minori, 36 perle da Ischia a Portovenere, 
Dalle Tremiti alla Maddalena sino al Giglio e Pantelleria, si sono inventate la tassa di sbarco: da 1 a 1,5 euro a persona per colpire il pendolarismo delle motonavi – e suscitare le ire del Codacons. 

Ma anche qui, un sindaco potrebbe invece optare per la tassa di soggiorno, certo più conveniente per le casse comunali. 

Quanto alle modalità di riscossione, l'imposta dev'essere incassata dall'albergatore, che non trattiene nulla per sé, ma la gira al Comune. In più di una località, i titolari d'esercizio hanno scelto d'incorporare l'onere della tassa abbassandosi i margini di profitto, per evitare il fuggi-fuggi dei turisti. 
Il Comune di Bologna prevede una multa di 500 euro per gli ospiti che non pagheranno o gli albergatori che non riscuoteranno la tassa, anche se questi ultimi “ lo ha stabilito una sentenza del Tar di Venezia - non sono sostituti d'imposta. 
L'ultima beffa è legata alla norma che prevede la facoltà di applicare la tassa in tutti i Comuni turistici. 
Quali sono? 
Bella domanda.


… e di questa gente che non sa organizzare niente, sono veramente stanco!


Da qui e poco poco mio (ma l’avevo già detto).

27 commenti:

Giulio ha detto...

Lo ri posto.... anche io me ne sono occupato qui. http://www.ghnet.it/2010/il-ritorno-dell%E2%80%99aerarium-saturnii-riflessioni-sulla-tassa-di-soggiorno-a-roma/
è ora che tutto ciò sia regolamentato una volta per tutte: poi questa cosa delle agenzie di e booking che non possono calcolarla non la sapevo proprio...Come al solito, pezzo interessante...

Zena ha detto...

... come al solito!


;-)

vinc ha detto...

New York (New York, Usa), 6 giu. (LaPresse) - In un comunicato diffuso dall'ambasciata italiana negli Usa, "per favorire il flusso turistico in seguito al terremoto in Emilia", il ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport Piero Gnudi intende rassicurare tutte le persone "che hanno programmato o vogliono organizzare una vacanza nelle aree limitrofe: la regione Emilia-Romagna, le località balneari sull'Adriaco, i capoluoghi e le città d'arte nelle zone vicine all'epicentro dei terremoti del 20 e del 29 maggio scorsi sono perfettamente fruibili". In realtà a Modena moltissimi monumenti e chiese restano chiusi, stessa cosa a Ferrara e Mantova dove decine di verifiche sono in corso proprio negli edifici di maggior pregio artistica, che essendo antichi sono i più lesionati. "In particolare, la Riviera Adriatica non ha subito danni e tutte le strutture turistiche sono funzionanti" aggiunge Gnudi.

B. C. ha detto...

Si apre uno spiraglio per le migliaia di clienti in attesa dei rimborsi derivanti dal crack Todomondo, risalente ormai a oltre tre anni fa.

Il Governo ha infatti sbloccato una cifra pari a 25 milioni di euro destinata ai beneficiari delle polizze dormienti e al Fondo di garanzia per gli acquirenti di pacchetti turistici. Sarà proprio il Fondo di garanzia, disciplinato dal Codice del turismo, a intervenire in materia di rimborsi in caso di fallimento o insolvenza dell'organizzatore o intermediario dei viaggi. Inoltre consentirà il rimpatrio dei viaggiatori sempre in caso di fallimenti o in caso di emergenze, eccezion fatta per eventi naturali, di competenza del Ministero degli Affari esteri.

Tornando alla vicenda Todomondo, il documento governativo legato al Fondo di garanzia evidenzia che a maggio di quest'anno sono salite a 5.888 in totale le domande di rimborso legate al fallimento della società. Di queste oltre 4.700 sono state già processate, mentre solo 710 sono state già liquidate, per un importo totale pari a 1,37 milioni di euro.

"I predetti pagamenti - spiega la nota - sono stati resi possibili dalla circostanza che negli anni pregressi le somme introitate per alimentare il fondo erano più che sufficienti a coprire le istanze". Difficile invece, spiega il documento, prevedere i tempi per gli altri rimborsi.

sergio cusumano ha detto...

Si apre uno spiraglio dopo tre anni?

E quanti altri ce ne vorranno per aprire interamente la porta?

Proprio veloci veloci!!!!????


;-)

Luciano Ardoino ha detto...

Eh si, proprio rapidissimi nelle decisioni ALTRUI!

;-)

Francesco Pedroni ha detto...

Ah sei già tornato ?

Come è andata?


:-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Francesco

A cosa ti riferisci?

Il turismo che vorrei in Liguria?

Francesco Pedroni ha detto...

Si

Luciano Ardoino ha detto...

@Francesco

Lasciamo perdere che l'è meglio.

Tu ti fai volentieri il "mazzo" per 40anni nel settore alberghiero e magari aiuti anche qualche governo straniero a produrre dei validi benefici per quella nazione che momentaneamente ti ospita, lasciando anche un buon ricordo di te.

Le aziende che dirigi (migliaia di dipendenti) vanno tutte a gonfie vele e non ci sono problemi a qualsiasi livello, mentre prima del tuo arrivo ce n'erano un casino da far paura anche a livello ministeriale.
Poi dopo tante aziende e tanti anni ritorni in Italia e qualche "teorico delle strategie" o "professorone di qualche università che è classificata oltre il 500 posto al mondo" ti vuole insegnare che il lavoro si fa invece così, ossia nella maniera opposta a come hai sempre fatto e che ha dato degli ottimi risultati.

Quindi per un attimo pensi che sotto di te nessuno è stato mai licenziato, anzi e nonostante le gravi crisi mondiali del turismo (sul tipo 11 settembre 2001) sono andati aumentando.
Torni in Italia e scopri che la forza lavoro nel settore del turismo se ne va per la tangente, per non parlare addirittura dei suicidi.

Due str ... anezze su tutte (altrimenti ci vorrebbe la Treccani per scrivere tutte quelle che ho sentito in sole due ore).

1a
Per un "professorone di quelli" la causa principale del malessere del turismo in Liguria sono i depuratori.

E la Liguria se non sbaglio è quella che ha più bandiere blu.
E se non è la prima poco ci manca.
E manco una parola in merito al viaggio per raggiungerla e l'accoglienza, sulla qualità e su quant'altro molto probabilmente più preoccupante che i depuratori.

2a

Il teorico delle strategie con fare da professorone nervoso prima sentenzia che il gli albergatori liguri sono bravi e poi dice che il rapporto qualità/prezzo non va bene.
E qui mi fermo sennò facciamo notte.
Tu ci capisci qualcosa?

Io mi c'incazzo solo e non tento neanche di capire; ho già capito!

Poi se vai a vedere la classifica che hanno (Alexa che non conterà un cippa, ma qualcosa la dice pure) vedi il loro blog (Il turismo che vorrei in Liguria) vicino alla duemilionesina posizione al mondo e una delle tre parole più cliccata sui motori di ricerca per arrivare sul blog è proprio "lucianoardoino".
Allora cerchi di spiegare che probabilmente alcune cosette non vanno bene ... ma naturalmente le contestano in un battibaleno cercando anche di farti apparire davanti altri che magari sei solo capace a criticare e a non produrre niente di buono.
Ma come (?) la riunione era appunto su quello e poi non vogliono dei piccoli consigli?
E va a finire che si parla di tutt'altro come ad esempio le str ... anezze sopra descritte.

Una marea di inutilità e nessun aiuto per Berlangieri.

E dire che c'ero andato per quello.

E per colpa di frap.
;-)

Francesco Pedroni ha detto...

@Luciano

Mi spiace veramente per te e anche per loro.

Quindi immagino che hai finito qualsiasi possibile collaborazione, conoscendoti.

Luciano Ardoino ha detto...

Beh, veramente non l'hanno mai richiesta.

Qui sanno già tutto e quindi che bisogno c'è?

;-)

vinc ha detto...

Hei, non ti arrendi mica, vero?

Luciano tu dai fastidio, molto fastidio perché denunci tutte le cose non troppo giuste che fanno.
Perciò cercano in tutte le maniere di ostacolarti e farti apparire quello che non sei.

Non scherzare e vai avanti.

:-D

vinc ha detto...

Noi sappiamo bene quel che vali


:-D

frap1964 ha detto...

@Luciano
Ammetto le mie colpe.
Giuro che non lo faccio più.
E se invece dovesse ricapitare... tu non darmi più retta che forse è meglio. ;-)

P.S. C'era pure BBB?

Zena ha detto...

@Lucianooooooooooooo

nu schersà!!!!!!!!!!!!!!

sergio cusumano ha detto...

Dov'è il problema?

frap1964 ha detto...

Ripensavo al Travel Promotion Act degli americani. Molto pragmatici: vuoi venire negli Stati Uniti? Ok, intanto dacci subito 14 dollari via Internet e spiegaci cosa vieni a fare qui, chi sei, che malattie hai avuto, che precedenti hai, che intenzioni hai, ecc. ecc.
Dopodiché la certezza di entrare non te la diamo, anche se hai pagato (ma ti rimborsiamo, a parte i diritti di elaborazione): prima parli con un ns. funzionario.
E con parte di quei soldi finanziamo il ns. brand. Grandi!
Noi invece... la tassa di soggiorno a capocchia (sic!)

Luciano Ardoino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Completamente un altro modo di presentazione (TPA).

Se glielo proponi qui ti guardano come un marziano, ma non un marziano nel senso buono, no.
In quello cattivo, come per dire "ma che ..... sta a dì?"

vinc ha detto...

Luciano


:-)))))))))))))))))))))D

Francesco Pedroni ha detto...

@Luciano

E' come me le racconatva mia mamma prima di farmi addormentare.

Sei forte!

sergio cusumano ha detto...

Come a dire che tra qualche mese ........



;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio

No no, non me ne frega niente e per me la questione è completamente finita.

:)

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Ho consigliato a Berlangieri (dicendogli che non è roba per me) di mettere di mezzo la Roberta Milano per quel programma di Monmouth, e possibilmente nessun altro.

Tra tutti quelli che ho visto nella mia Regione del 2.0 la BBB è senza dubbio la migliore.

Luciano Ardoino ha detto...

Berlangieri mi ha detto che l'avrebbe fatto ma non so se può corrispondere a verità.

Zena ha detto...

@Luciano


;-)

e vai campione