martedì 28 agosto 2012

Ignorante (nel turismo) sarà lei! Dall'Obiettivo Crescita dell'Agenda di Governo


La prima cosa che viene in mente a leggere l’Agenda del Governo sull’Obiettivo di crescita in merito alla Cultura e al Turismo, partorita il 24 di agosto dal Consiglio dei Ministri, è: “Ma veramente credono che siamo così tutti ignoranti?”.

2.2.7 Beni Culturali e Turismo
Il patrimonio storico-artistico, paesaggistico e tout court culturale dell’Italia non ha paragoni al mondo. La sua valorizzazione e promozione è pertanto un filone strategico indispensabile per la crescita del Paese. 
Per ottenere questi risultati è però necessario uscire dalla logica meramente assistenziale della cultura, favorire le  partnership pubblico-privato, guardare al patrimonio culturale non solo come una eredità del passato, ma come un asset per il futuro,
principale cinghia di trasmissione del motore di sviluppo turistico. In tal senso, ad esempio, il Governo ha approvato la semplificazione delle procedure di ricerca di sponsor per il restauro dei beni culturali (“Pacchetto semplificazioni”) e delle procedure in materia di agevolazioni fiscali e donazioni per i beni e le attività culturali (all’interno del decreto legge “Salva Italia”) e ha deliberato lo stanziamento di 76 milioni di euro da parte del CIPE a favore di alcune eccellenze del patrimonio culturale e museale italiano. 
Per quanto riguarda invece il turismo, oltre al Piano Strategico quale strumento che per la prima volta traccia una visione del futuro e una strategia complessiva, e a numerosi progetti di promozione turistica, è in corso di avanzata elaborazione una iniziativa innovativa per migliorare la qualità ricettiva delle strutture attraverso un sistema di rating e classificazione.

Azioni in programma
• Presentazione del Piano Strategico per il Turismo
• Sviluppo di iniziative di attrattività turistica legate ad EXPO 2015
• Riorganizzare la pianificazione urbanistica con impatto sul paesaggio del territorio nazionale, definendo, insieme con le Regioni e gli Enti locali, “piani paesaggistici” compatibili con il rispetto del Codice dei beni culturali e del paesaggio, con la tutela di luoghi storici e naturali, con la rigenerazione dei centri urbani e periferie degradate
• Proseguire l'attività di  ricostruzione, messa in sicurezza e recupero anche ai fini turistici delle aree colpite dal terremoto del maggio 2012, del centro storico dell'Aquila
• Approvare, in collaborazione con il Parlamento, una nuova  legge quadro per lo Spettacolo
• Proseguire i progetti sui grandi attrattori culturali (es. Pompei).

A parte l’inizio di una logorroicità disarmante e comprensiva addirittura dell’abbreviazione francese “tout court” che letteralmente vuol dire “in breve” e quindi “per darci una botta”, non si capisce il perché ce l’abbiano rimenata colla solita nenia del patrimonio storico-artistico senza uguali nel mondo … cinghia di trasmissione del motore … asset per il futuro e bla bla bla … alla faccia del tout court.
Vabbè, ci siamo abituati, ma questo non toglie che ci girino ugualmente.
Ma notare che le procedure di partnership (pubblico-privato) e le semplificazioni di ricerca sponsor, nonché le agevolazioni fiscali e donazioni eccetera eccetera, che dovrebbero essere nel “Pacchetto semplificazioni” … dove “minchia” sono, e se quello che c’è può essere veramente definito … SEMPLIFICAZIONE?
Mi si perdoni il francesismo (minchia), ma visto che lo usano loro (tout court) non vedo il perché non lo debba usare anch’io.
Ma vado avanti.

Il Piano Strategico menzionato dall’Agenda, presumo sia rivolto allo studio che la  Boston Consulting Group (BCG) su incarico del Piero Gnudi e dietro un compenso monetario che non c’è ancora dato sapere ma certamente non irrisorio, e che tra breve dovrebbe fornirci (dicono loro) una visione del futuro sul comparto del turismo.

Piano strategico che certamente, ovviamente, sicuramente e tanti altri “mente”, non contemplerà alcuna novità che già non conosciamo dallo sbarco a Marsala o giù di lì.
Per i 76 milioni di euro “donati” per alcune (alcune e non tutte, né) eccellenze del patrimonio culturale e museale italiano, vorrei ricordare che fanno parte del medesimo e miserrimo neanche 0,5% del Pil, quando le altre nazioni “donano” dall’uno al 2% del loro.
Poi se ci mettiamo che il nostro patrimonio è il più grande del mondo … è veramente ben poca cosa.
Ma il culmine lo si ottiene con: “ … è in corso di avanzata elaborazione una iniziativa innovativa per migliorare la qualità ricettiva delle strutture attraverso un sistema di rating e classificazione.”

E vuoi vedere che è così in corsa che è sfrecciata in un battibaleno che nessuno se n’è accorto e hanno cambiato il Titolo V, hanno mutato La legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 che attribuiva alle regioni la potestà legislativa esclusiva in materia turistica e quindi anche la classificazione?

Seguono poi le varie azioni in programma
Presentazione del Piano Strategico per il Turismo di cui ho già sopra detto.
Sviluppo di iniziative attrattive turistiche legate ad EXPO 2015 … che c’era già ed è “controllato” dalla Regione Lombardia.

Riorganizzare la pianificazione urbanistica con impatto sul paesaggio del territorio
nazionale, definendo, insieme con le Regioni e gli Enti locali, “piani paesaggistici”
compatibili con il rispetto del Codice dei beni culturali e del paesaggio, con la tutela di
luoghi storici e naturali, con la rigenerazione dei centri urbani e periferie degradate … che con i tempi biblici del Parlamento, sai che gli frega?

Proseguire l'attività di  ricostruzione, messa in sicurezza e recupero anche ai fini
turistici delle aree colpite dal terremoto del maggio 2012, del centro storico dell'Aquila … sarebbe anche l’ora ma è da un po’ che lo si dice e i risultati non credo cambieranno.

Approvare, in collaborazione con il Parlamento, una nuova  legge quadro per lo
Spettacolo … come sopra, BIBLICAMENTE … PARLAMENTARIAMENTE.

Proseguire i progetti sui grandi attrattori culturali (es. Pompei) … eh si, appunto!

E IGNORANTE (nel turismo) SARA’ LEI 



Quindi il governo promette di inventarsi una procedura autorizzativa che “garantisca l’ascolto di tutti gli interessi, promuova il consenso tramite adeguate misure di compensazione e stabilisca meccanismi di risoluzione degli stalli decisionali, con certezza dei tempi di definizione”.

Come questo sia possibile non si sa, però c’è scritto.


Nessun commento: