domenica 12 agosto 2012

Portatori di secchi d'acqua ... vuoti


Recentemente Repubblica ha ripreso in un articolo i risultati di una ricerca condotta dall'Ufficio Studi di Confartigianato sugli investimenti nella promozione turistica delle Regioni Italiane.
Visto il periodo estivo e l'attualità delle spending review vale la pena soffermarsi sui risultati di questa indagine, secondo cui le nostre Regioni stanzierebbero l'esorbitante cifra di 939 milioni di euro l'anno per investimenti pubblicitari spesi in attività promozionali legate al turismo.

Secondo Confartigianato ci sarebbero Regioni "virtuose" che a fronte della loro spesa pubblicitaria attraggono un consistente numero di visitatori, riuscendo così ad ottimizzare l'investimento promozionale.
Tra le Regioni più virtuose il Lazio e il Veneto con un ritorno d'investimento di circa 2 euro per turista. Curioso che il dato venga calcolato dividendo la spesa pubblicitaria per il numero di visitatori con almeno una notte trascorsa nella destinazione.

Il che significa che tra le Regioni "sprecone" compaiono il Molise, la Valle d'Aosta e la Basilicata. 
Questi scellerati amministratori si troverebbeoo ad avere speso cifre superiori ai 50 euro per turista, e poco importa se da quelle parti il viaggiatore è solito fermarsi qualche notte in più rispetto al mordi e fuggi del turismo veneto e romano...

Sarà che i temi del turismo mi sono particolarmente cari visto il mio rapporto con BTO e l'amicizia con alcuni protagonisti del settore come Roberta Milano. 
Vero che i nostri enti pubblici non brillano certo per l'intelligenza dei loro investimenti e non sarà certo la spesa pubblicitaria quella che potrà risollevarne la reputazione. 
Vero anche che il turismo non è mai stato tra le priorità dei nostri governi, altrimenti forse sarebbe già diventato un asset strategico su cui pianificare il rilancio e lo sviluppo di questo straordinario Paese, ma a me sembra che i conti di Confartigianato denuncino un'attitudine miope e pericolosa particolarmente diffusa tra gli operatori di questo settore e - ahimé - ancora più praticata altrove.

In buona sostanza, nessuno sembra preoccupato di attrarre un cliente e legarlo al suo prodotto. I più si dannano per calcolare quanti sono i turisti che si fermano una notte a fronte della spesa investita. 
E da qui viene calcolato il famigerato ROI da esibire nei frenetici powerpoint dei risultati trimestrali.
Questa è una logica figlia delle audience televisive, è quella che ti fa misurare la quantità dei fan sulle pagine Facebook, a prescindere dalla qualità delle interazioni.

Se ti fermi una notte a Venezia fai statistica di virtuosismo, se ti serve almeno una settimana per scoprire la magia di una regione come la Basilicata, poco importa. Io calcolo il numero di arrivi e li divido per l'investimento di quella Regione.

E così Lazio e il Veneto, diventano virtuose sulla spinta dei pulman che attraversano Roma e Venezia come se fossero a Disneyland e Molise, Friuli Venezia Giulia o la Sardegna diventano fanalino di coda nel rapporto tra spesa pubblicitaria e numero di visitatori. 
Perché sono regioni che devi vivere per qualche giorno, non consumare in 24 ore o poco più. Ma questo non sembra fare statistica e soprattutto non sembra essere rilevante per la maggior parte degli operatori.

Vieni, consuma e riparti. Ua volta c'era il cartello "arrivederci" quando si usciva dalle nostre città. 
Non ne ho mai visto uno nelle stazioni o negli aeroporti delle nostre capitali e soprattutto non se ne vedono più neanche sulle strade, il che significa che a nessuno importa come ti sia trovato dalle nostre parti e se hai voglia di ritornare, salvo poi alzare gli scudi di fronte alle vituperate recensioni su Trip Advisor che ormai si vendono un tot al chilo insieme alle forniture di olive, vino e spaghetti.

Sarà durissima ripartire se non mettiamo il turismo al centro della scena e ancora più difficile sarà tornare a crescere, se questo settore, insieme agli altri, non si preoccuperà di fidelizzare il proprio cliente. 
Raccontandogli storie che non ha mai sentito altrove, incantandolo con la magia della narrazione, la bontà del prodotto e lasciando che si innamori e senta l'urgenza di ritornare a noi.
Non di lasciare il letto dopo aver consumato la relazione di una notte.



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