lunedì 3 settembre 2012

Per qualche dollaro (camera) in più


Per Stefano Zerbi Ciana, il presidente dell’Ugal (Unione Gruppo Albergatori di Levante), la responsabilità che in tutto il circondario (Rapallo, Santa Margherita e bla bla) non si sia potuta trovare una stanza per disabili (per forza, non ce n’è) è delle istituzioni … ettepareva che non dicesse così!

E oltre a menzionare un sacco di scuse che manco una mosca, pur munita negli arti inferiori dei rostri, ad arrampicarsi sugli specchi non ce la fa più, se n'inventa di nuove.

Le sue ultime c’arrivano per mezzo stampa su di Il Corriere Mercantile di Genova, mentre le prime sono qui.
Ebbene, il Signor Stefano Zerbi Ciana anziché scusarsi dell’accaduto e sfruttando di conseguenza l’utilità del complaint dovuto al disagio dei clienti, c’aveva in un primo momento erudito sul fatto che gli alberghi, essendo tutti antecedenti alla Legge che impone loro la creazione delle stanze per i disabili, non potevano soddisfare questa esigenza, e ricorda che le metrature di 14 mq (Legge vecchia) non sono sufficienti ad ottemperare a questa necessità.
La nuova, quella della fu ministro Michela Brambilla, di una banalità senza pari, è qui.

Richiede quindi che le istituzioni, che per lui non deliberano in tutta fretta, di darsi da fare, manlevandosi da ogni responsabilità.
E allora facciamo i due classici conti della serva, e vale a dire che in una stanza di 14mq … un letto matrimoniale ha un ingombro minimo di 160x200 cm e che un armadio ha una profondità standard di 60 cm, la disposizione più razionale in questo caso è quella che prevede il letto con la testata contro una parete e l’armadio posizionato sulla parete opposta, ai piedi del letto.
Si garantisce così uno spazio di accostamento ad un lato del letto di 120 cm (accessibile anche da una carrozzina per disabili), il passaggio ai piedi del letto e all’altro lato del letto (90 cm) e l’accessibilità all’armadio (con uno spazio profondo 120 cm).
Volere è potere, ma se non lo vuoi ...
Bisognerebbe invero informarsi su quante richieste ha fatto il Zerbi in Regione per la soluzione del problema, o i suoi predecessori ... se mai l'ha o l’hanno fatte, né!

Aggiungendo che nel comprensorio esistono alberghi con camere standard di 22 mq. e alcune addirittura oltre i 40 mq., pertanto più che sufficienti per la creazione delle camere per disabili, senza per altro andare a “scocciare” le istituzioni preposte per deliberare in merito.
Ora, capisco il  non conoscere tutte le metrature degli altri alberghi, per altro ben rintracciabili sul web, ma che diamine, neanche quelle del suo, eh? 
Infatti a prima vista (ved. qui) nei bilocali (molto ben arredati) dell'Hotel Laurin, ci sarebbe spazio anche per una bella partita a ping-pong, altro che. 

Qui poi subentrano altri motivi di metrature (c’è chi ci marcia sulle concessioni volumetriche eccetera eccetera, tra funzione alberghiera e residenza turistico alberghiera), poiché quelle alberghiere hanno un rapporto maggiore (metri cubi) che nelle altre e che non sto a ricordare sennò facciamo notte.

Dulcis in fundo gradirei spiegare la grande utilità del reclamo (complaint), per chiunque s’intenda d’industria in qualsiasi settore mondiale.

Affinché la valutazione della qualità del servizio alberghiero tenga conto anche della qualità percepita dai clienti, è necessario che questi dispongano di strumenti d’ascolto che permettano di coglierne i segnali di disagio e di insoddisfazione.

In poche parole, le orecchie o la vista, e se questi non sono al meglio dell’uso, esistono dei marchingegni che possono aiutare: occhiali da vista e apparecchi per l’udito.

Di questi strumenti d’ascolto e vista, il reclamo è quello a più forte valenza strategica, in quanto, oltre a costituire un monitoraggio dei punti critici del sistema, può divenire un elemento di cambiamento che orienta l’azione decisionale e strategica dell’azienda.
Il reclamo può rappresentare pertanto il punto di partenza di un circuito virtuoso per l’azienda, una sorta di “carburante” indispensabile per mettere in moto azioni di miglioramento che partano dalla rilevazione della qualità percepita dagli utenti, per individuare i nodi critici del sistema, ed attivare processi di miglioramento e di adeguamento della qualità dei servizi.

Infatti uno degli scopi di questo blog, è appunto quello di mettere in evidenza gli errori riscontrati nel turismo per permettere poi, a chi l’ha compiuti, la soluzione dei medesimi.

Avrà capito il signor Stefano Zerbi, o tenterà nuovamente qualche altra improponibile scalata sugli specchi?

P. S.: Quello che m'è incomprensibile è che Stefano Zerbi le qualità le ha e quindi basterebbe solo metterle in pratica, non solo a parole (siamo alle solite, né?) oppure mettersi contro i mulini a vento ... e per me è morta qua.





9 commenti:

sergio cusumano ha detto...

Beh, a questi punti credo che non abbia più la minima scusa.

Sei un grande.
E non capisco il perché non ti ci voglia mischiare con loro.
Porteresti quella grande esperienza che gli altri si sognano.

Luciano Ardoino ha detto...

@Sergio

M'ignorano e s'illuminano d'immenso ... ma non ci si vede un tubo però.

;-)

Anonimo ha detto...

Ardoino Lei è incredibile e molta gente che lavora nel turismo dovrebbe prendere l'esempio.

Non posso firmarmi e se lo facessi dovrei usare uno pseudonimo che non serve a niente.

Lei mi piace caro Ardoino.

vinc ha detto...

Io complimenti non te ne scrivo ma li penso.

;-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo


Peccato!

Intendo per l'anonimo

Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

Anch'io quello che penso di te non lo dico.


;-)

Ciao amicone e finiscila un pò con i complimenti che alla lunga ...

B. C. ha detto...

Al termine di una stagione sicuramente difficile per il turismo anche nella nostra regione, anche se dopo un inizio stentato i numeri relativi a presenze e fatturato sono stati meno negativi del previsto, è il momento di guardare al futuro.
Per questo l’assessore regionale al Turismo Angelo Berlangieri, attraverso il social network twitter, lancia un appello al Governo: “E’ l’ora delle scelte per la crescita del Paese” scrive Berlangieri. “Nel decreto sviluppo bis il turismo non può mancare deve essere uno degli asset strategici” dice.
Ma rilanciare il turismo significa anche puntare su nuove tecnologie e riduzione del digital divide: “Nell’Agenda Digitale – spiega l’assessore – deve essere inserita la priorità all’accesso ad Internet sviluppando una rete Italia Wifi per la competitività del turismo e l’accoglienza h24″.

sergio cusumano ha detto...

@Vincenzo


Anche per me è la stessa cosa.
Di te l penso ma non lo scrivo.


;-)

vinc ha detto...

@Sergio


Forse perchè hai dei problemi nella sintassi?

;-)