mercoledì 3 ottobre 2012

La "Cassata" non è solo un gelato siciliano


Tanto per cambiare, la classica “cassata” (non gelata) all’italiana sul turismo s’è di fatto compiuta … neanche ce ne fosse un grande bisogno.

E i risultati dicono che la “brillante” Riforma della Legge portuale ha realizzato solo 23 milioni di euro invece di quei 115 preventivati da questa imposta.
Che dire (?); una gran botta di culo fortuna, né?


Piero Gnudi, 74 anni, commercialista e a capo di un avviatissimo studio in quel di Bologna, ex presidente dell'Enel, è il ministro degli Affari regionali, Turismo e Sport, ma con nessuna conoscenza pregressa nel turismo … a parte i vent’anni trascorsi in vacanza estiva sull’Adriatico per sua “simpatica” dichiarazione.
Ebbene, il Gnudi all’atto della formulazione della riforma nel Consiglio dei Ministri da parte di qualche “bontempone” che ne pensò l’allegra trovata, non disse nulla e né tanto meno ne cercò di ostacolarne l’attuazione.
Infatti ho cercato nel web qualcosa che potesse smentirmi, ma ahilui non ne ho trovato, portandomi quindi alla conclusione che sia prima, sul momento e che anche dopo, se ne sia semplicemente “fregato”.

Inutile dire che nel qual caso in quell’ambita poltrona ci fosse stato qualcuno che del turismo se ne fosse capito anche solo n’anticchia, la cosa non avrebbe mai potuto essere presentata, e ancor meno approvata.
Troppo stupida ed improduttiva … (per me) e non solo.

Comunque sia andata a finire, di quei preventivati 115 mln ne sono stati incamerati solamente 23, e secondo i dati resi noti, sarebbero ben 35.000 le imbarcazioni scappate dai nostri porti, registrando un meno 40 per cento di disdette dei posti barca stagionali.

Che dire; meglio non dire ma solo incazzarsi con la malasorte d’avere un ministro del turismo così … e compagnia bella.
Ma non è di certo finita, magari!

Anche perché sono 20.000 gli addetti del settore che hanno perso lavoro, mentre qui in Liguria i dati regionali parlano di un calo del 75 per cento.

Ma la cosa che far girare gli “zebedei” e che mi rende ancor più stupefatto sono alcune dichiarazioni del Presidente del Consiglio, tal Mario Monti.
Pare infatti che abbia detto, in maniera generale, che sapevano di fare dei danni, che però erano necessari per procedere sul cammino della crescita.
Eh?

Un danno annunciato che chiunque avrebbe potuto ovviare (tranne loro), un settore messo completamente in ginocchio al quale, per ricuperare 23 milioni di euro, nel prossimo futuro probabilmente occorreranno miliardi, e quello, il Monti, dice che i danni erano necessari per procedere sul cammino della crescita?

Forse che intendesse il “cammino” per andare in pellegrinaggio nei pressi di qualche Santuario per chiedere la Grazia … per lui o per noi?
Vallo a sapere!

E per rimettere in piedi la cantieristica ci vorranno miliardi (poche balle) e non noccioline, perché quei 20.000 posti di lavoro si riferiscono ai dipendenti delle strutture cantieristiche.
Senza contare e immaginare poi quanti siano i microartigiani, meccanici, elettricisti che operano nel settore della nautica, e quelle microimprese che sono completamente sparite, le cui non compaiono in nessuna statistica e non si sa neanche che fine abbiano fatto.

Morale della favola?

I sacchetti di plastica monouso non si deteriorano mai e ti li ritrovi da tutte le parti.
E che dopo una prima parvenza di utilità, non servono più ad una benemerita mazza, se non per raccogliere solo un po’ di rumenta.





1 commento:

B. C. ha detto...

Una rete di 125 storiche ville venete si aprono al turismo: agli ospiti che vogliono visitarle, conoscerne la storia, il territorio, l'ospitalita' e le tradizioni enogastronomiche, rivivere in qualche modo i secoli d'oro della pace veneziana che ha favorito la diffusione di questi edifici. I proprietari degli edifici si sono impegnati al rispetto di una specifica Carta dei Servizi e offrono la possibilita' di visitarne gli interni e i parchi, di soggiornarvi o di ristorarsi con le produzioni agroalimentari e i vini del territorio. La proposta turistica, organizzata e promossa dalla Regione del Veneto, verra' presentata alla stampa a Roma il prossimo 25 ottobre a Roma. Vi interverranno esponenti delle Associazioni tra i proprietari delle Ville che hanno aderito all'iniziativa, l'assessore regionale al turismo Marino Finozzi, i responsabili dall'Istituto che tutela le Ville, esponenti del sistema turistico nazionale. Quello delle Ville Veneto e' un fenomeno unico al mondo, che oggi si presenta nel solo Veneto con 3477 palazzi di grande pregio artistico, monumentale e paesaggistico, realizzati dal patriziato veneto in tutto il territorio regionale durante gli ultimi secoli della Repubblica di Venezia. Nella loro maestosa bellezza (Palladio e' uno dei loro piu' famosi architetti), queste Ville erano soprattutto fulcro di economia agricola locale al massimo della modernizzazione per quei tempi.
Talvolta erano anche, piu' semplicemente, luoghi di residenza o di soggiorno in terraferma. La loro realizzazione e diffusione e' stato l'effetto di uno straordinario riordino del territorio dal punto di vista idraulico, dei collegamenti, della sicurezza, reso possibile da un lunghissimo periodo di pace.