martedì 23 ottobre 2012

Turismo: Riforma del Titolo V si o riforma del Titolo V no


È contrario alla riforma del Titolo V della Costituzione, che riporterebbe il turismo sotto l’egida dello Stato, il presidente dell’Enit Pier Luigi Celli: “Ci sono cose più urgenti da fare che non discutere di assetti istituzionali, perderemmo solo tempo quando invece la priorità è operare” ha detto giovedì scorso in apertura di TTG Incontri, la fiera B2B del turismo che si è chiusa sabato a Rimini.

Il ddl approvato dal Governo Monti una decina di giorni fa, che inizia ora il proprio iter di vaglio parlamentare, riscrive le disposizioni che nel 2001, con la prima modifica del Titolo V,avevano dato alle Regioni competenza di legiferare in diverse materie, fra cui il turismo. La riforma proposta riporta ora il turismo allo status di materia di competenza concorrente, su cui lo Stato si riprende la facoltà di dettare le linee guida a livello nazionale e lascia alle Regioni la possibilità di legiferare entro le linee stabilite.

“L’Enit deve recuperare credibilità e porsi al centro delle strategie regionali per lo sviluppo e la promozione del turismo, sapendo che occorre presentarsi sui mercati internazionali con il brand unitario Italia, sotto il cui ombrello devono rientrare i progetti di tutti” ha detto Celli. “Collaboreremo quindi con le Regioni, facendo da collante, pur con le poche risorse che il Governo ha messo a disposizione. Con i 18 milioni che abbiamo lavoreremo per promuovere i prodotti che hanno appeal, cercando di migliorare la nostra reputazione sui mercati internazionali”.

L’affondo di Celli al ddl di riforma del Titolo V condivide nel merito quello di Maurizio Melucci, assessore al turismo della Regione Emilia Romagna, che pochi minuti prima era intervenuto al convegno di apertura di TTG Incontri dichiarando che “se nel turismo l’Italia ha perso quote di mercato non è certo per colpa delle Regioni ma perché sono mancati una politica per il turismo e un piano strategico nazionale”. “Vediamo ora quante risorse il Governo metterà sul piatto per il Piano strategico del turismo che dovrebbe essere definito entro l’anno” ha detto Melucci. “I problemi dell’Italia” ha concluso “non si risolvono con il centralismo, ma con le reti di istituzioni e di imprese”.

Favorevoli alla riforma, invece, le associazioni di categoria, che all’indomani dell’approvazione del ddl si sono espresse positivamente: Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha salutato positivamente la modifica “perché ristabilisce le condizioni per sviluppare politiche di sistema”; Renzo Iorio, presidente di Federturismo, l’ha giudicata “un passo importante per il recupero di competitività e attrattività della destinazione Italia e ci auguriamo che consenta una più razionale ed efficace azione pubblica di utilizzo delle risorse”.

In linea con i “colleghi” delle associazioni anche Paolo Zona, presidente di Federcongressi&eventi, che però si esprime con riserva: “Sì alla riforma del Titolo V, peròsono d’accordo con Celli sul fatto che non sia un’operazione prioritaria: l’attuale architettura istituzionale già consente di promuovere il brand nazionale e di sviluppare politiche coordinate a livello nazionale ma declinate secondo le specificità regionali”.



12 commenti:

Anonimo ha detto...

E tu cosa ne pensi?

:-D


Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo ... ma non troppo

Sono schifosamente combattuto anche perché se cambia il Titolo V, alcune cose che sto studiando da più di un decennio e che stanno per realizzarsi, se ne vanno per la tangente, cavolo!

Non lo so e ... mo ci penso di certo.

:(

frap1964 ha detto...

E' contrario al provvedimento più importante in materia di turismo che il governo, che l'ha messo lì, alla guida di ENIT, ha finalmente deciso di mettere in atto?
Benissimo.
Si dimetta in segno di protesta e faccia un gran favore a tutta l'Italia.

I fatti degli ultimi 10 anni dimostrano, senza alcuna possibilità di smentita, la totale incapacità degli enti regionali di coordinarsi da soli in ENIT.
Sono d'accordo persino le associazioni di categoria, quindi dov'è il problema?

Celli: a casa!!

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Monti contro Celli, Celli contro Monti, chi la vincerà?

Celli è il referente principale di Confindustria e quindi ... banche contro Industria e Industria contro banche.

Per quanto ne so vincono le industrie, anche perché anche le Banche sono delle anche loro delle industrie.
Almeno credo dopo la dipartita di Coccia, o forse è la stessa cosa?
Boh?

:(

vinc ha detto...



Si è riunita ieri 22 ottobre presso il ministero dello sviluppo economico, la cabina di Regia per l’Internazionalizzazione. All’incontro, presieduto dal ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera e dal ministro

degli Affari Esteri Giulio Terzi, ha partecipato il ministro per il Turismo Piero Gnudi. Presenti anche il presidente dell’Ice Riccardo Monti e il presidente dell’Enit Pierluigi Celli, oltre che rappresentanti di Palazzo Chigi, del ministero dell’Economia, del ministero delle Politiche Agricole, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e di Sace.
Alla Cabina hanno inoltre preso parte i massimi rappresentanti di Confindustria, Abi, Unioncamere, Rete Imprese Italia e Alleanza Cooperative Italiane.
Investimenti diretti Esteri. Nel corso della riunione è stato fatto il punto sullo stato di attuazione e di funzionamento di Desk Italia, lo sportello unico recentemente istituito dal secondo decreto crescita con lo scopo di rafforzare gli Investimenti Diretti Esteri nel nostro Paese. Le prime forme di semplificazione per una gestione più efficace del rapporto con possibili investitori internazionali sono già state avviate – come la costituzione di un pool dedicato alle imprese internazionali presso i tribunali delle imprese o l’attivazione di sistemi di tutoraggio presso l’Agenzia delle entrate – mentre altri seguiranno nelle prossime settimane.
Riorganizzazione rete estera. La Cabina ha fatto il punto sul processo di razionalizzazione e di messa a sistema della rete estera, partendo dall’integrazione delle reti di Ice ed Enit, che consentiranno significativi risparmi e maggiore integrazione tra promozione territoriale e di prodotto. Un ruolo importante dovrà essere svolto dalla valorizzazione della componente culturale, attraverso il coinvolgimento degli Istituti di Cultura Italiana, in particolar modo per quanto riguarda la promozione nelle aree del Design, Food e Wine, Audiovisivi.
Export financing. La maggiore convergenza tra le strategie e le politiche di Simest, Sace e Cdp e il potenziamento delle attività di export financing consentirà di rafforzare il ruolo del sistema bancario per supportare l’internazionalizzazione. In particolare, Cdp, Simest e Sace metteranno a disposizione delle imprese strumenti tra loro coordinati e complementari, oltre che organizzati per “taglia” e per settori.
La Cabina ha infine analizzato i contenuti che dovranno essere portati alla IX Conferenza degli Ambasciatori che si terrà a Roma a fine dicembre e che verterà sul ruolo centrale che l’attività diplomatica può svolgere per favorire le politiche di crescita.

:)

vinc ha detto...

Confindustria?


Luciano Ardoino ha detto...

@Vincenzo

Si, parlo di quella Confindustria che predica contro la politica politicante, ma è il più vecchio partito italiano, 142.000 iscritti che danno lavoro a 4,9 milioni di persone, ramificato come nessun altro sul territorio.
Predica contro la burocrazia, ma si avvale di un apparato faraonico di 4.000 dipendenti, paragonabile per dimensioni soltanto a quello che consente al ministero degli Esteri di operare nei cinque continenti.
Predica contro gli sprechi, ma preleva ogni anno dalle tasche degli associati qualcosa come 505 milioni di euro, poco meno di 1.000 miliardi di lire, per tenere in piedi una sede romana, 18 strutture regionali, 102 provinciali, 21 federazioni di settore e 258 organizzazioni associate.
Predica contro la casta, ma è un organismo piramidale, dominato dal nepotismo, che procede dal padre e dal figlio come lo Spirito Santo nel Credo.

Cosa dici?
Avrà la possibilità di cambaire qualche opinione altrui?

:)

Jennaro ha detto...

Scarta fruscio e piglia primmera! :-)

Luciano Ardoino ha detto...

Scart' frusc' e pigl' primer', chi non l'ha usato almeno una volta nella sua vita! Si tratta di un detto che usa termini tecnici di un gioco che sta a metà tra le carte e l'alcool: la cosidetta passatella.
Questo gioco avrebbe bisogno di ulteriori delucidazioni, essendo impregnato di significati socio-culturali piuttosto profondi, legati, comunque, all' uso ed all' abuso di alcool. In poche parole consiste in un gioco di carte che determina il " comandare " e quindi disporre della " passata ", ovvero una bottiglia di vino o di birra. Il padrone, cioè il vincitore, con il controllo e, a volte, il permesso necessario del sotto, il secondo per importanza, concede tali bevute ad amici ( con maggiore prodigalità ) ed a volte anche a nemici. Il "sotto" è il secondo classificato ed è spesso chiamato a dare il proprio permesso per concedere le bevute, il che gli conferisce un gran valore "strategico-politico": se, ad esempio, un nemico del padrone è amico del sotto, allora il padrone può essere costretto a concedergli delle bevute per evitare che il "sotto", senza il cui permesso il padrone non potrebbe soddisfare i " propri " amici, gli si rivolti contro. Insomma un casino di trame e veti incrociati dal quale spesso nascevano vere e proprie inimicizie nelle osterie. Era, ovviamente uno dei passatempo preferiti dei cultori delle bevande alcoliche.
Ora veniamo al punteggio delle carte. Il punteggio più alto è il Fruscio, cioè quattro carte dello stesso palo; poi segue la Primiera, che è la stessa della scopa e si valuta con lo stesso criterio. Ovviamente le regole di tale gioco non sono univoche e sono suscettibili di cambiamenti magari da un'osteria all'altra. In ogni caso generalmente, se un punto non piace, si può fare uno scarto per cercare di avere successivamente un punto migliore, ossia più congruo ai propri desideri per la passatella in questione. Può quindi capitare che si scarti il punteggio di Fruscio e si riceva quello di Primiera. Da qui il detto che quindi significa che, comunque vada, le cose non cambieranno, perchè, in una maniera o nell'altra, la situazione è la stessa: o padrone ( il Fruscio ) o sotto ( Primiera ). Comunque vada sarà un successo oppure " da questa situazione non si esce ".

Jennaro ha detto...

Giusto come la Bibbia, caro Luciano.
Se analizziamo il punteggio del gioco, vediamo che il frusc', cioè: Flusso (che poi gli inglesi hanno copiato chiamandolo "Flush" - Colore nel gioco del Poker), si ha quando si ricevono le carte di valore diverso ma dello stesso seme o colore (di cui, Denari, ha valore più alto). La Primiera, invece, si ha quando le carte sono dello stesso valore ma ognuna di seme differente (Denari, Bastoni, Spade e Coppe).

In ambedue i casi vince il valore delle carte. Il Flusso batte la Primiera e tra i "Flussi" vince chi mette insieme 4 carte di valore maggiore: 7=21 punti; 6=18; 1=16; Re, Regina e Fante=10; 9=9; 8=8; 5=5 ecc. (Nota personale: il 2 di Coppe è il valore più basso, da cui il detto: vali quanto il ...). Tra le Primiere, naturalmente, vincono i quattro 7 ...

Insomma, come hai detto tu, una scelta azzardata comunque ... :)

Mariano Simoncelli ha detto...

Ecco che viene fuori l'ego degli amministratori ER . " Le regioni hanno fatto bene " forse per loro e per gli uomini di partito, per mettere a gongolarsi, dei meriti di altri, assessori comunali, provinciali, regionali. Tutta gente che non ha nessun merito, se non quello di essere nati in loco. Preferiscono dividere la promozione così si mangia ancora tra amici e amichetti. Non vi sto a dire i casi personali di amministratori locali il cui curriculum parlava : collaboratore piadineria di famiglia, oppure cameriere stagionale in bar. La promozione la deve fare l'enit, la la commercializzazione ce la facciamo da soli non abbiamo bisogno di loro.
Mi fermo perchè non ho più tempo e mi viene il nervoso...;-)

frap1964 ha detto...

En passant, oltre a non avere i titoli per poter presiedere ENIT, si può ipotizzare che non abbia anche quelli per presiedere premi letterari o invece almeno in questo campo qualcosa conosce (il curriculum, nel merito, tace)?