venerdì 30 novembre 2012

Se fosse per me la cultura e il turismo li puccierei anche nel cappuccino


E farei la stessa cosa (il puccio) nello Sciacchetrà, nel soffritto dello stoccafisso alla ligure, nell’impasto della torta Pasqualina, e addirittura anche dentro le trentatre sfoglie, anche se ormai non le fa più nessuno a Genova con questa quantità.

Però adesso ci do un taglio sennò facciamo notte.

Ma questo è per dire che l’enogastronomia è un fattore molto importante per il nostro turismo, la nostra cultura e non solo qui.

Qui in Liguria una volta ne potevano andare fieri, ma adesso è ancora così?
E parlo, anzi scrivo in senso generale, neh!
Come in generale si potrebbe discutere sull’accoglienza per cui siamo veramente i più famosi nel mondo ... si ma nella scontrosità.
E lo siamo anche nell’ostinazione che alcuni hanno nel voler cambiare il nostro modo di fare che è tale dal tempo che fu, e che per me è invece un’eccezionale prerogativa, che forse andrebbe pubblicizzata così come l’è.
Diciamo che si può affinare e morta la.

Mentre, per quanto concerne la qualità alberghiera, in verità ci sarebbe qualcosa (anche molto) da dire, cose che però non si possono nemmeno pronunciare per non urtare la suscettibilità di quei professoroni che sanno già tutto, qualità che invero io non riesco a vedere.
Peculiarità che non vedi nemmeno col lanternino in qualsiasi parte della città, e quindi all’arrivo dei turisti nelle stazioni, per non parlare del Porto, per non dire dell’aeroporto, per non menzionare … ma si, basta la che tanto s’è capito.
Eppure lo sanno già tutti (anche qui?) che questi due fattori sono l’oro del terzo millennio, ma pare che dalle nostre parti la cosa non sia granché apprezzata, sempre che sia risaputa.
Di marketing e 2.0 sorvoliamo che tanto sono con la testa tra le nuvole.

E poi il turismo senza cultura non esiste anche perché la stessa parola vuol dire “coltivare”, e se non coltivi una cippa di niente, qualcuno mi potrà mai dire come si possono raccoglierne i frutti (presenze turistiche) senza fare un’adeguata cultura?
Quindi cultura e turismo vanno di pari passo, o almeno dovrebbero.

C’è poi la cultura nel senso stretto della parola, e vale a dire l’arte in generale e sotto tutti gli aspetti che i grandi avi c’hanno tramandato.
L’arte di saper fare bene le cose, i monumenti che manco noi che abitiamo in questa meravigliosa città, sappiamo bene il dove essi siano; e poi la poesia, i dipinti e tutto quello che comprende il suo significato più sublime.
Infatti l'arte comprende ogni attività umana creativa di espressione estetica, priva di qualsiasi pregiudizio da parte dell'artista (o del gruppo di artisti) che compie l'opera rispetto alla situazione sociale, morale, culturale, etica e religiosa che le masse del suo tempo stanno invece subendo. L'arte indica l'espressione estetica della propria interiorità; in questo senso non v'è concetto di bellezza.

Cultura è idee, azioni, simboli e disposizioni, senza però dimenticare che questa immensa parola che darebbe degli indubbi benefici intellettuali e monetari (cose che di ‘sti tempi tanto schifo non fanno) nel qual caso venga finalmente intesa anche come una risorsa; vuol dire pulizia, decoro e anche Legge.
Strano, neh, ma l’è proprio così.

Turismo e cultura dei simboli (intesi come linguaggio), delle azioni, delle idee, delle innovazioni e delle disposizioni che probabilmente ai più (quelli che ordinano e comandano) sono quasi totalmente disconosciute e completamente rinnegate nei confronti di chi eventualmente qualcosa più di loro ne sa, visti i risultati che lor signori hanno prodotto.  
Genova è pigra, indolente, Genova è tremendamente svogliata, ed in più è una città dove si fa solo del fumo, mentre chi ha l’arrosto non viene neanche ascoltato.





8 commenti:

vinc ha detto...

Ahia ahi ahi, e il BTO?

Luciano Ardoino ha detto...

Gli incontri benissimo e tali a come me li aspettavo, mentre per quanto concerne il BTO ... troppa autoreferenzialità non adeguatamente suffragata dal poco coinvolgimento diretto del pubblico.
Solitamente i miglior, o presunti tali, quando insegnano ... imparano pure.
A domani ...

Anonimo ha detto...

Il pezzo è perfetto e descrive esattamente la cultura e il turismo della nostra città, che se non sbaglio lei l'ha citato anche in merito al bto della Fortezza.
Autoreferenzialità e fine delle trasmissioni.

Io sono io e tu non sei un

Cordialmente

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

Il giorno che inserirete almeno una sigla al posto dell'anonimo ...

Vabbeh e comunque, lei ha ragione: "Io sono io e tu non conti un

:)

Jennaro ha detto...

Il turismo ha sempre svolto un ruolo importante nella passata economia italiana, quale fonte di pregiata moneta per molte delle nostre Città. Ma allora avevamo una marcia in più perché eravamo un Paese in via di sviluppo; oggi ci siamo addormentati sugli allori di un tempo ... e siamo stati sorpassati. Dai una sveglia al BTO! :)

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

E' proprio come dici.
Per quanto riguarda il BTO, beh, credo che già sappiano tutto e non abbiano niente da imparare.

;-)

B. C. ha detto...

Che se li vadano a spendere questi dati gli italiani che dicono che sono bravi.

Nonostante la crisi, o forse proprio per questo, in Spagna e' aumentata del 6,4 per cento, rispetto allo scorso anno, la spesa dei turisti stranieri, raggiungendo nei primi dieci mesi del 2012 i 49,866 miliardi di euro, grazie a un trend positivo che dura ininterrottamente da sei mesi. E' quanto emerge da dati di Egatur elaborati dal Ministero dell'industria, energia e turismo. La media giornaliera e' di 108 euro (+6,8%); il volume maggiore delle spese e' dovuto ai turisti britannici (10,2 miliardi, pari al 7,7%), seguiti da tedeschi (8,1 miliardi, 5,4%), francesi (4,5 miliardi, 4,1%) e nord europei (4,2 miliardi). In calo, invece, i turisti italiani, con una flessione del 6,9% a fronte di una spesa di 2,491 miliardi. La Catalogna e' la comunità che ha incassato la parte piu' consistente: 11,4 miliardi, pari al 22,9%, con un aumento del 13,8% rispetto allo stesso periodo del 2011; seguono le isole Baleari (9,9 miliardi, +6,4%), le Canarie (8,6 mld, + 4,8%) e l'Andalusia (7,3 mld, + 0,5%). La comunita' di Madrid ha registrato un incremento dello 0,8% della spesa (4,4 miliardi), mentre quella di Valencia (ha incassato 4,3 miliardi con una crescita del 9,7%).

Questo trend e' proseguito anche a ottobre: la spesa media per turista e' cresciuta' del 3,3%, a euro 937 e quella media giornaliera del 4,3%, raggiungendo i 113 euro. Regno Unito e Germania sono stati i mercati che hanno contribuito maggiormente all'aumento registrato anche nell'ultimo mese, e ne hanno beneficiato maggiormente la Catalogna, le isole Canarie e isole Baleari.

Per quanto riguarda la logistica, i turisti stranieri hanno privilegiato in modo particolare gli alloggi (il 63,8% del totale, con un aumento del 6,1% da gennaio a ottobre), mentre e' aumentata del 7,1% la sistemazione alberghiera. Infine, dal punto di vista dell'organizzazione del viaggio, il 67% delle spese non fa parte dei pacchetti turistici, a testimonianza che chi ha scelto la Spagna si e' organizzato dal solo.

Anonimo ha detto...

@Luciano Mi spiace molto che giudichi il BTO in questa maniera.
Puoi essere più dettagliato?

Grazie

PS la tua opinione mi è importante