sabato 15 dicembre 2012

La vera storia dell'intermediazione e delle OLTA (Online Travel Agents, ovvero Expedia, Booking & Co.)


Credo sia giusto fare un po’ d’ordine.

Primo perché ne ho due bocce così di passare per il cattivo inde’fesso’, mentre sono solo incredibilmente scocciato con quelle persone che pur manifestando una grande insipienza si profetizzano “campioni del mondo” nel settore del turismo, e che invero galleggiano più a causa del principio di Archimede che altro … un corpo immerso nell’acqua che riceve una spinta eccetera eccetera.

E poi perché, molto probabilmente, la gente non sa per bene la storia del …

Dal principio fu Scegli Italia (di Lucio Stanca), poi cambiato nel famoso portalone “italia.it”, e detto nacque principalmente come progetto di booking (Ved. Art. 12 legge n. 80 del 14/05/2005).
Ma la piattaforma fu avversata in tutti i modi dai T. O. e dalle agenzie di viaggio, certe che in questo modo avrebbero visto contrarsi il loro giro d'affari.
Grazie alla miopia di questa gente e dei vari ministri che gli dettero retta (i vari Rutelli, Brambilla e l’attuale Gnudi) si è ampiamente spianata la strada alle OLTA.

Totale cecità oppure “ … “ ?
Propendo per l’ “ … “ !

E la Federalberghi che dovrebbe tutelate gli interessi degli associati?
Federalberghi fece si un timido tentativo per porci (non cani e porci, ma solo porci, neh!) rimedio nel 2009 con ItalyHotels, ma fece un clamoroso buco nell’acqua.

Totale cecità oppure “ … “ ?
Propendo per l’ “ … “ !

Ma andiamo per gradi e rifacciamo un passo indietro.
Con l’avvento di Prodi (Nicolais) venne modificato il progetto, rendendolo una vetrina senza senso, colmo di granchi (errori), cavallucci marini (graziosi ma insignificanti e inutili) e piovre giganti (vale a dire di notevoli dimensioni e quindi intesi come strafalcioni).
In poche parole una quantità industriale di sciocchezze che fecero ridere il mondo e piangere noi.

Con la discesa in campo della Brambilla, parve che si ritornasse al progetto primordiale (booking) ma di nuovo l’intercessione dei T. O., l’Alpitour di Winteler (attraverso una lettera) su tutti che lamentava il fatto di aver già speso 2 mln di euro (movimentandone 11 durante il solo primo anno di vita) fece decadere definitivamente la proposta.
Simpaticissima (per me), per modo di dire (per loro), una puntata di Report in merito che si può evincere da questo post di frap1964.

Col risultato che quella porzione di mercato i TO e le agenzie di viaggio l'hanno persa comunque (e non poteva essere che così), mentre nel contempo gli albergatori si sono trovati a dover combattere con i problemi ampiamente noti e creati dalle OLTA.

Siccome la lezione non è stata sufficiente, molti dei cosiddetti esperti del web marketing nazionale continuano ugualmente a sostenere che no, lo Stato deve continuare a fare solo promozione, che la commercializzazione la devono fare solo i privati, che gli alberghi devono "disintermediare", differenziarsi, migliorare la loro visibilità sul web, sui vari social network e tante altre fesserie del genere. 
Nel contempo fanno convegni per discutere sullo strapotere delle OLTA, chiedendosi ma come mai, ma cosa si può fare, ecc. ecc. 

E le OLTA ingrassano mentre la redditività degli alberghi se ne parte per altri lidi (Paesi e nazioni), quando invece questi soldi rimarrebbero negli hotels per migliorarne la qualità e magari anche per rinnovare le opere architettoniche, e l’altra fetta potrebbe finire al marketing dell’Enit … praticamente a gratis.


In Spagna Seggitur, l'equivalente di ENIT, fa anche intermediazione con commissioni ovviamente calmierate, restituendo poi al settore turistico i proventi con attività di promozione i cui benefici, evidentemente, ricadono su tutta la filiera.
Ma è una cosa troppo semplice ed intelligente per i ns. vari guru nazionali, del web e non.

Capito adesso perché sono perennemente “inquieto” con ‘sta gente?

Con l'involontario aiuto di frap1964.





8 commenti:

vinc ha detto...

Sante parole

Luciano Ardoino ha detto...

E senza parole ... dal web!

Sembra quasi che a nessuno (tranne pochissimi) freghi più di tanto.

Poi se pensiamo che tutti si lamentano ...

frap1964 ha detto...

Per la cronaca (e la precisione), D.J. Winteler, all'epoca Presidente di Federturismo Confindustria, scrisse testualmente (a Berlusconi e Brambilla):

il portale deve essere una vetrina di opportunità e non deve interferire con l’attività delle imprese private che hanno investito in transazioni on line. E’ essenziale che tutte le imprese turistiche abbiano modo di contribuire ai contenuti del portale ed abbiano accesso ai benefici che esso può generare.

La sua Alpitour aveva appena investito 2 milioni di euro in un nuovo portale per transazioni online. La notizia che solo nel primo anno di vita aveva movimentato 11 milioni di euro era contenuta nella relazione accompagnatoria di bilancio di Alpitour dell'anno seguente.
Sempre per la precisione, Segittur non è esattamente l'equivalente di ENIT: è in realtà un'agenzia di Stato per la gestione delle tecnologie per l'innovazione nel turismo sotto il diretto controllo del Ministero dell'Industria, Energia e del Turismo spagnolo. Collabora con operatori pubblici e privati. Genera e gestisce tecnologie, conoscenza e innovazione per migliorare la competitività, la qualità e la sostenibilità nei settori ambientale, economico e sociale del turismo.
Ha in gestione il portale nazionale del turismo spagnolo, si occupa di CRM, gestisce un Contact Center, fa promozione e segue anche progetti di Qualità Turistica.
Più che essere l'equivalente di ENIT è ciò che sperabilmente dovrebbe essere ENIT se avesse avuto i mezzi ed una gestione completamente diversa da quella che ha avuto invece per anni ed anni (e tutt'ora ha, imho).
Se solo si avesse l'intelligenza, la competenza e l'umiltà di guardare cosa fanno i nostri competitor diretti...

frap1964 ha detto...

Da non dimenticare poi che Venere, portale tutto italiano di booking online di grande successo, nel luglio 2008 fu comprato da Expedia per circa 200 milioni di euro.

Qualcuno si chiedeva allora:
Ma quanto costa questo monopolio all’albergatore?
Parecchio, possiamo dire (e non da oggi)..


Luciano Ardoino ha detto...

... se solo si avesse l'intelligenza, la competenza e l'umiltà di guardare cosa fanno i nostri competitor diretti ...

@Frap

Scusa se l'ho inserito di nuovo, ma magari se l'ho ripetiamo in tanti, prima o poi lo capiscono.
Sempre che non intervengano altri fattori ... (Confindustria?) ... bho?

Luciano Ardoino ha detto...

Ma vuoi vedere che l'era tutta una cosa studiata a tavolino e nessuno (a parte pochi) se n'era accorto?

:)


Francesco Pedroni ha detto...

E se con Seggitur si potesse trovare anche gli alloggi vacanza dei privati?

Meditate gente, meditate

:-)

Anonimo ha detto...

La Germania e' saldamente al primo posto in Europa come attrazione turistica, davanti a Spagna e Italia, in particolare per quanto riguarda gli stranieri con il portafoglio gonfio in cerca di articoli di lusso. Lo rivela uno studio di "Masterkreis", l'associazione di oltre 40 aziende tedesche specializzate nella produzione di articoli di lusso, i cui risultati vengono anticipati dal domenicale 'Welt am Sonntag'. Nell'anno che sta per concludersi gli alberghi tedeschi sfonderanno per la prima volta la soglia di 400 milioni di pernottamenti, mentre nei primi nove mesi del 2012 i turisti stranieri hanno speso nei negozi e nelle boutique di lusso tedesche quasi 5 miliardi di euro, con un aumento del 52% rispetto all'anno precedente. Gli articoli di lusso venduti in Germania finiscono ormai per oltre il 20% nelle valigie degli stranieri, in particolare degli asiatici, con questa percentuale che nei prossimi anni dovrebbe raggiungere in 50%.
La Germania e' diventata il maggiore polo di attrazione per gli stranieri danarosi soprattutto a causa del fatto di essere leader mondiale in fatto di fiere e convegni. Nei primi 9 mesi dell'anno i turisti cinesi hanno speso nelle boutique di lusso tedesche oltre 1,5 miliardi di euro, molto di piu' di quanto hanno fatto russi, svizzeri e cittadini degli Emirati Arabi Uniti, anche perche' per i cinesi gli articoli di lusso venduti in Europa sono molto piu' a buon mercato degli stessi venduti in patria, con l'ulteriore garanzia di non cadere vittima di falsi.