mercoledì 29 febbraio 2012

Piero Gnudi ... il Ministro del Turismo italiano, parla così!

E questo è lo scritto (o se preferite la traduzione) di quanto ha detto il ministro del turismo Piero Gnudi (dall'audio) dell'audizione del Ministro degli Affari regionali, turismo e sport, prof. Piero Gnudi in merito alla esposizione delle linee programmatiche limitatamente alle materie di competenza della X Commissione


Eh comincio eeehmmm?
Nanzi tutto grazie di eh di avermi invitato perché … mi fa piacere d’illustrare il proooogramma che di questo ministero per il turismo nel tempo che durerà questo governo. E … le dimensioni del turismo, il turismo è una delle poche ehmm si una delle poche ehmm … branche dell’economia che con la eeee mondializzazione non ha avuto da anni.
Infatti il turismo è è è a sempre aumentato e anche in questi anni di questi periodi la crisi sta crescendo, eee sta crescendo a tassi ssolutamente significativi. Il inel mondo in basi ee ai dati dell’organizzazione mondiale del turismo, negli ultimi dieci anni il volume da fare del turismo è raddoppiato è passato da 800 milio miliardi di dollari anll’incirca mille eehhmm, ….. e dei prossimi dieci anniii tornerà aa ri a a raddoppiare. L’Italia è al quinto posto nel ehm nel paesi ehm che del turismo …. E E negli ultimi dieci anni questo segmento è cresciuto del 20%. Il contributo del ehm del turismo al Pil nel 2010 e spal è stato pari al 13% … con tre punto tre milioni di posti lavoro … eil 13% dell’occupazione totale ….. (pausa). Il il stato complessivo è stato dato soprattutto, come dicevo prima, dall’incremento del turismo straniero. Se in questi anni non avessimo avuto questo incremento il nostro il nostro turismo sarebbe calato. E infatti nel 2010 c’abbia avuto incremento … del turismo estero del 3 del tre tre ztre punto sei % mmmentre un calo dei italiani. Stessa cosa è venuto nel 2011, abbiamo avuto un calo delle presenze italiane del 4 punto 12 % e na crescita delle presenze estere del 4 punto 5 %. …. Eeffeefffef … l’acquo la torta del turismo in questi anni è cresciuta moltissimo …. (pausa) ….Noi na naturalmente quand cost la torta cresce l’effett per .. la percentuale cala … e quindi tutti i paesi europei hanno calato perché se so ssono affacciati al mondo del turismo altri altre nazioni che prima non c’erano. Però noi purtroppo … siamo calati più di altre nae di altri paesi che sono i nostri diretti concorrenti. I nostri diretti concorrenti sono la Spagn e la Francia, … ecco la Fr la Francia ecala e ca e noi siam calati dal 6 punto uno % al 4 punto 5 % mentre la Spagna è calat dal 6 punto 8% al 6% .E la Francia è calata dal 6 punto 8 al 5 punto 5….. (pausa) ….. se eff per darvi un’idea nel 1950 nel mondo ci sono state 25 milioni di persone che hanno fatto un viaggio per turismo. Nel 2000 e 11 ci sarà un miliardo di persone che viaggeranno per turismo. Quindi c’è stato nl incremento del turismo negl nell’ultimi sessant’anni di circa 40 volte. E questa bontà cambierà anche per perfino dei turisti perché nel 2000 gliul la Germania e la … la Germania eff … e gli stati Unit … (pausa) … nel 2000 la Germania e Stati Uniti rappresentavano il 36% del totale del turismo, … nel 2020 gl e rappresenteranno solamente l’8 punto 7%. La Cina che nel 2000 praticamente aveva una na na percentuali insignifi insi insignificante rrra sedici per cento. Sono usciti il pochi giorni fa i dati i dati dell’accademia senarea del turismo … cinese. Nel 2000 e dieci sono usciti dalla Cina 54 milioni di persone. Nel 2000 e 15 ne usciranno 130 milioni. In Europa, tutta l’Europa non abbiamo 130 mill milioni di persone che vanno all’estero per tr …. Quindi ehm … i i qual è il nostro problema?
Riuscire a intercettare la nostra quota di qu di turis di questo nuovo turismo che sta crescendo. Se musciamo a fare nei prossimi dieci anni il turismo potrà crescere finalm ea e a essere partecipe del Pil sino al 18% … e si potranno occupare un milione 600 mila nuovi posti di lavoro. Quali sono gli ostacoli che abbiamo? Noi abbiamo un grave deficit d’infrastrutture perché in Italia in questi ultimi 20anni praticamente non abbiamo fatt infrastrutture e infatti noi abbiamo in Europa un indice di infrastrutture fra i bassi del ue del de Europa. Eff abbiamo le dimensioni de della grande mmmm delli dimensione della grande ee mmmhh maggioranza dell impe turistiche che sono molto piccole … nostre alberghe sono piccoli .. e quindi non consentono economie di star di scalant… e non consentono nemmeno l’intrunsio dell d’innovazione che consentono di avere il rapporto tra qualità e prezzo. Poi c’è il problema della iiii della formazione degli addetti, purtroppo poi noi abbiamo un em il nostr le persone che s’occupano di di turismo hanno una preparazione … universitaria solo per il 17% contro il 35% dei nostri competitors. Poi c’è il problema della ehm stazionalità, putroppo il nostro turismo è in gran parte stagionale e .. questo fenomeno in questi ultimi anni invece di calare è cresciuto. Anzi soprattutto in certe zone si si concentra addirittura nei week end. Noi poi mamini in Italia non abbiamo grandi operatori turistici, non abbiamo un tour operator di grandi dimensioni, i nostr tour operator son quasi tutti di medi e piccole e quasi tutti si occupano di portare i turisti all’estero nom portare in Italia. Nel abbiamo oo … catena alberghiere italiane, non c’è una grande caten e ne italiane che dopotutto che sia internazionale. Purtroppo abbiamo anche il problema anche con la compagnia di bandiera … che ehm colg e collega poche capitali, e questo problema enorme soprattutto con la Cina, perché adesso i cinesi sopra e ehm arrivano o a Francoforte o a Parigi. E pochissimi vengono in Italia…. (pausa) … Per frontare questi problemi ci vogliono anni e quindi non credo che … nche nell’ambito di questi mesi che durerà questo governo … son problemi che av cercheremo d’affrontare ma non sarà possibile credo d’aver de di dei concre risultati. Ci sono alcune … co cose che si possono fare subito però …. E fff… e c’è un problema di governance … la eeeeeeee eeehhh la la costruzione forse è anche giusta nonn interrafa competenza del turismo alle Regioni. Peròò oggi come oggi … fare …mentre … la … promozione di un della Regione A della Regione B, una volta quando i nostr turisti venivano dalla Francia dalla Germania … avevo un micro (interruzione perché in aula stavano parlando tra loro) …. Allora ee ehmm una ee fare promozione della singola Regione all’estero una volta aveva senso soprattutto se si se un si faceva la Regione A ign Germania, i tedeschi con simbolo dove la Regione A e forse aveva senso. Ma adesso fare delle promozioni .. di Regioni o addirittura di parsi di regioni… in Cina in Dubai non ha sessunsenso perché nessun sa dove sono. Bisogna fare il turism promuovere l’Itaaaalia dopodiché probabilmente andranno nella Regione A nella Regione B, ma se tu u .. promuovi com io visto nnmm na bellissima regione italian ma la … repubblicità del Metaponto in Cina … non so se i cinesi sanno dov’è il Metaponto e e … allora aaansi, bisogna come noi quando andiamo negli Stati Uniti andiamo negli Stati Uniti non andiamo nel massachusset nell’Ohio, quando i cinesi vengono in e in eu da noi, vengono in Euroooopa e quindi sarebbe importante anche che che ci fosse na forma di promozione dell’unione europea. Io ho fatto na proposta dsens in quest ains tar sens a Taaajani perché, l piano no gl gl 11 14 dell’unione europea …eehhmmm prevede anche una somma del turismo, ma sono 130 milioni 130 milioni diviso 27 eff paesi sono spiccioli. Sarebbe molto meglio usare questi soldi per promuovere gl’Eeeuroooopa in questi nuovi mercati che è sud America e ees e est ehm e est estazia … (pausa lunga) …Un’importante … struuuumento è per la promozione del turismo italiano è l’Enit.
Cioè noi bisogna far si che l’enit diventi il braccio perativo di tutte le regioni. Perché neh e e e in cui le regioni li si riconooooscono ci mettono tramente anche delle risoooorse …e e riusciamo a fare anco una un una … una stratte una tratteggia che vada bene per l’intero paese. …. pausa lunga eeefff … e … pausa lunga … l’ideale nn noi l’stiamo portando avanti e già e già cred cre già aaah in gi in giro per il parlamento n progetto in legge, per in alcune paaaarti in alcuni paaaaesi unificare e eh quello che non ovc chemava it coll’eeeenit. In non abbiamo coment delle risors di essere present dappertutto ….. e bbbiamo …. Quest due presenz … toccchiamo in molte e e ambbbasciate anche un dipendente eeenit che agisce sotto cappello della nuova Ice e a abbiamo dei risparmi che la’abbiamo di un maggior diffusione di presenza all’estero …. pausa lunga dove interviene la presidente della commissione …. No no no… lei sa che se è una proposta di legge per ricostruire ce metterlo assieme all’ambasciata, la proposta che ho fatto io che in in alcune sedi di ambasciaaaata dove c’è l’Iiice di mettere dentro acun dipendente di enit che faccia promozione turistica. Fin non abbiamo più bisogno di avere delle sedi dislaaacate poi cercare anche di unificare tutte le sedi. Lei all’esteros siamo presenti con varie sede fra oggi varie ice ei ei enit eieinit va …varie regioni l’ideale noi all’estero ci ci presentassimo come fanno gli altri paesi con la caaasa italia com fann casa nuovazelanda casa australia, cioè unificare tutte le rpesenze di tutti i settori all’estero … eh.. mhhf…. Mmff … e e stiamo prespot e prepaarando l’avvio di cre di … fare un piano nazionale per il turismo. Come l’abbiamo come l’ho pensato almeno. Io vorrei fare un paino nazionale … finanziato naturalmente dal da dal mio ministero. Poi mettendomi d’accordo con le singole regioni de-cli-nar-lo regione per regione perché uste cià ogni regione ha delle specificità che vanno valorizzate. Efff perché bisogna cercare di capire quali sono le nuovo esigenze de turisti che noi purtroppo molte volte non le conosciamo e cercare per se noi vogliamo intercettare queste nuove … queste nuovi flussi turistici dobbiamo anche capire quali sono le lor le loro hem esigenze che purtroppo sono diverse da quelle che noi usualmente sa eravamo abituati a trattare. …. Pausa lunga …. Ancora pausa …. Pausa …. Probabilmente sta cercando dei fogli …. Pausa ….Poi ci uff sono nuove forme di promozione turistica, oggi una delle più importanti forme di promozione turistica è il passaparola. Una volta se uno andava ristorante mangiava male lo diceva quattro cinque persone e ri ed era morta li. Adesso col social network lo sanno tutti. Questa è un compo ne comporta un salto culturale per tutti quelli che lavorano ne nel turismo ma non solo quel turism anche singoli cittadini perché non c’è nessun giovane che a ne inisia un viaggio senza andare a vedere cosa dice se parlaiso altra quark o qualche altr social net network. Cosa vuol dire che noi stiamo attenti perché se noi trattiamo male un turista non perdiamo solo un cliente. Ne perdiamo centinaia e ae hanno fatto anche degli studi. Se tu hai un giudizio negativo per eh ci vogliono sette giudi giudizi positivi per bilanciare un giudizio negativo. Bisognerebbe fare una forma di educazione in Itaaalia infatti vorrei promuovere una una campagna di di … e di promozione, per spiegare che l’Italia siamo noi e che quindi dd noi dd noi quando vediamo un turista non lo dobbiamo trattare come volte purtroppo facciamo con uno che magari che ti occupa il posto o ti infastidisce, ma come uno che ti sta portando del denaro. …. Eff … noi stiamo anche mettendo a posto … il portale Italia. Eff Vorremmo che il nostro portal non è che vorremmo vogliamo fare delle cose straordinarie ma vogliamo che il nostro portale sia a ad sia si-mi-le a quello dei migliori, tip quello della Francia quello dell’Inghilterra quell della Germani e ci stiamo lavorando Cough cough, perché col portale si riesce anche spiegare meglio … ai turisti in tutto il mondo i vari tipi di turistmo che ci sono in Italia …che sono ii il turismo culturale, il turismo religioso il turismo enogastronomico … l’annata valley è il secondo posto visitato in in negli Stati Uniti dopo Disneyland. Noi abbiamo del delle situazioni analoghe che potremmo sfruttare … eh? … il turismo sportivo, sono tutte cos tutte forme di turismo che ci servono a risolvere il problema del sta della stagionalità che co come dicevo prima è un problema che aumenta tutti gli anni tutti gli anni soprattutto per il turismo Italiano eh niente come dicevo prima tende a gn gn ridurre il periodo de ii uikend de delle vacanze al week end…. pausa… poi c’è il problema della qualità. Noi dobbiamo uff dare u una un uniformità della qualità dei nostri servizi giurist turi turistici in tutta Italia. Le stelle devono essere uguali dal Trentino alla Sicilia, ecco, quindi stiamo facendo un lavoro per cercare di uniformare gli standard turistici … ma anche … ch … pausa… gn a gn anche per quello che riguarda i siti turistici non vorre tti vorremmo dare eee fare degli standa anche sui sugli siti turistici in modo che il turista sa che cosa va vedere quali sono sibi si si che riesce a tenere. …. C’è poi il problema della formazione. Ecco, noi eeehhh quel stro de del più numeri degli … aspetti in cui noi dobbiamo curare di più perché come ho detto prima, noi abbiamo un gaff formativo rispetto agli altri agli altri paesi, la formazione credo che con tutti i mestieri ehh nel mondo oggi eh l’eh il primo importante capitano umano, noi dobbriamo fare crescere il capitale umano degli addetti al turismo, perché nel turismo purtroppo scontiamo un vecchio male che risale al dopoguerra perché nel turismo e nel eh commercio son stati interpretati .. come una fonte di rifugio per quelli che uscivano dalla campaaagna. Quando negli anni ’50 c’è stato l’esodo dalla campaagna, La ll l la gente è è andata a lavorare nello coooommercio e nel turismo. Infatti nel commercio gli han quest miriade dei versi che crea dei problemi che chi com volt quel meglio di me conoscete e anche … mmhmh qualche problema è rimasto anche nel turismo quindi con una bassa cultura del turismo per tutti pensano che farln aprie che farl aprire un albergo, aprire una pensione aprire un bed & breakfast sia un mestiere con non necessita una formazione .. invece purtroppo oggi tutti i mestieri necessitno una formazione. Una banalità, noi con i mestie del turismo abbiamo avviato dei cooorsi per i vigili urbani. C’hanno anche preso in giro sui giornali ma io credo che è importante che vigili ur cambro un cantr un turista chiedere una cosa al vigile urbano questo gli sappia rispondere. E ghe eh ee è uno dei punti di riferimento ….. pausa …. Eh eh eh vorremmo fare soprattutto nel mezzogiorno un ar una ari scoop del turismo cioè fare mettendoci d’accordo con alcuni ustad del mezzogiooorno fare dei master in turismo ma a di altro qualificazione. E poi sarebbe importante riuscire costrui in Italia anche quelle scuole che purtroppo sono solo in Svissera per l’alta hotellerie per le alte fascie sai gh i grandi chef iiiii …iiii i grandi i grandi direttore di eh eh di sale eh, cosa che in Italia purtroppo pur essendo uno dei paesi più turis turistici del mondo, non abbiamo. E …. Nella ultima ahh norma salva nel … nel eh … decretto…nel no Salva italia… c’era il problema dei mi mille euro. Che era un problema enorme perché molti turia molti turisti non vengono … che vengono in Italia non hanno carte di credito…. Alcuni c’hanno le car molti c’hanno anche le cart di credito ma sono carti di credito che i nostri ei ei es esercenti non accettano perché i nostri in Italia eh eh tutti accettano la carta e io c’ho la bank american express molte volte non viene accettata. Quindi c’è il problema e infatti siamo riuscita a introdurre in quest nel ehm nelle modifiche …. che il cittadi, il turista con col passaporte visto turistico può far pagamenti anche superiori naturalmente con l’obbligo però di dei delle di esercente di far di far segnalazione immediatamente a ehhee far elenche e segnalarlo all’ufficio imposte ….. pausa lunga … ehhhff… ora efff altro problemaaaa … nel 2015 noi abbiamo l’expo di Milano .. ecco, questa è una grande occasione ma non una grande occasione solo per Milano, se noi riusciamo ad organizzarci bene e riuscire ad organizzarci beeeeene, e riuscire fare dei pacchetti turistici… uno che viene … io sono convinto che nel 2015 a Milaaaano verranno soprattutto molti turisti della a ehhh del che ehhh l’ambra cin. Perché a Shangay è stato un successo strepitoso. Il ministro D’urso ehmm Urso che …. Eh eh che color segrestata a Shangay come na volta. Te lo ricordi? …… qualcuno parla dall’aula…. Ecco, Il ministro D’Urso sa benissimo che successo è stato a Shangay. E sono convinto che molti ci ci cinesi vorranno venire a vedere ehm quella nuova nuova versione cosa siam stati capaci di fare nel 2015. Se noi riusciamo ad organizzare dei pacchetti dei con dei voli anche low cost possiamo riuscire anche a portare il turismo russo a Milaaaano ma in tutta Italia anche in Sicilia. Però bisogna che ghe che parliamo creiamo dei parchetti facciamo delle organizzazioni con dei Tour operator cinesi in modo di poter portare parte di flusso turistico che ti si calcola che saranno 20 milioni di persone… ah soprattutto le parti d’italia. Ehh allora per concludere il turismo è una delle leve in cui nor con su cui il nostro Paese può far front per fare crescere l’economia. Credo che sia una delle principali leve. Purtroppo noi non abbia noi siam mai non abbiam mai avuto una politica del turismo che parla l’importanza del turismo che ha per il nostro Pil. Se noi riusciamo nei prossimi anni a fare una politica in questo senso aver una strategia Paese ric ricr cr credo noi potremmo creare 1 milioni 600mila posti di lavooooro e far crescere il Pil dal 13 al 18%.







Fonte:  Radio Radicale 






... e nessun analogismo tra le due cose, per carità!

Analogismo: Rapporto che la fantasia coglie tra oggetti o persone fra loro lontani ... Walter Chiari e Piero Gnudi





Audizione del Ministro degli Affari regionali, turismo e sport, prof. Piero Gnudi in merito alla esposizione delle linee programmatiche limitatamente alle materie di competenza della X Commissione





Fonte:  Radio Radicale 































Analogismo perchè Walter Chiari fa finta d'essere cretino mentre Piero Gnudi fa finta d'intendersene di turismo.

martedì 28 febbraio 2012

Ecco spiegato il motivo del perchè Piero Gnudi vuole Pier Luigi Celli alla presidenza dell'Enit

A farla in breve Piero Gnudi è stato chiamato dalla X Commissione della Camera dei Deputati per "spiegare" il perchè della sua decisione di voler nominare Pier Luigi Celli, a presidente dell'Enit.
Alla prima, la nomina non era passata!
Le motivazioni che hanno portato a questa richiesta da parte della X commissione, visto che nel remoto non si erano mai verificate, credo siano state queste (ved. qui).


Radio Radicale ha ripreso l’audio della seduta che può essere ascoltato  QUI

Al minuto 44 e 45 secondi Piero Gnudi dice:

Per quello che riguarda invece il dott. Celli: perché ho scelto... abbiamo scelto Celli.
Perché ha un profilo in vari settori. Lui è stato... ha una forte capacità di gestione del personale perché li ha gestiti per... il personale in varie aziende. Ha grandi capacità anche di....iiii inter-relazione perché lui è stato capo delle relazioni esterne di Unicredito e ha anche... sa come si fa la promozione perché... essendo stato anche Direttore Generale della RAI. Quindi c'ha un curriculum di tutto rispetto. E io credo che una persona così ci possa dare una mano per rilanciare l'ENIT. Tenete presente che il mestiere di Presidente non è un mestiere full-time come è... in realtà il... chi po... chi manda avanti l'ENIT sarà il Direttore Generale, e su quello poi il nuovo consiglio farà una scelta.


Personalmente credo non ci sia altro d'aggiungere.


P.S.: Altro sulla riunione (ved. qui)


Seychelles, Costa Allegra rimorchiata da un peschereccio francese dopo una notte al buio


Incendio a bordo lascia la nave senza propulsione. Raggiunta da un peschereccio. «Stanno tutti bene, nessuna criticità»

La Costa Allegra, nave passeggeri della compagnia Costa Crociere (la stessa della Concordia, protagonista della tragedia del Giglio) è stata rimorchiata da un peschereccio francese fino all'isola più vicina, la Desroches, dopo una notte «alla deriva» nell'Oceano Indiano, a circa 20 miglia a largo dalle isole Seychelles, a causa di un «incendio è divampato a bordo». I passeggeri stanno bene, le condizioni meteo sono buone e, come riportato da un aereo che ha sorvolato la nave, «non ci sono problemi di galleggiamento». Mentre un elicottero, partito martedì da Mahè, sta arrivando sul luogo in cui si trova la nave Costa Allegra, con circa 630 passeggeri a bordo, per portare cibo e strumenti di comunicazione come telefoni satellitari e radio VHS. Gli ospiti della nave sono stati invitati a preparare i loro bagagli in giornata per essere pronti quando sarà il momento di sbarcare.

L'ARRIVO DEI SOCCORSI - La nave è stata raggiunta da una prima imbarcazione francese, il «Trevignon», un peschereccio oceanico di 90 metri che incrociava nella zona e che è stato dirottato verso la Allegra dalle autorità locali. Un secondo peschereccio è atteso nelle prossime ore e nella giornata di martedì dovrebbero arrivare due rimorchiatori partiti dalle Seychelles. «Il peschereccio si trova sotto la nave - ha assicurato il capitano di fregata Filippo Marini, portavoce della Capitaneria di Porto che dall'Italia sta seguendo le operazioni - sono arrivati e daranno l'assistenza al comando di bordo. Le modalità operative saranno pianificate a bordo della nave e il peschereccio starà tutto il tempo necessario in attesa che arrivino gli altri mezzi». Riguardo al traino Marini ha aggiunto che «è tutto da definire: attendiamo che arrivino i rimorchiatori e gli altri mezzi». «La situazione è assolutamente sotto controllo - ha in ogni caso commentato il capitano - non ci sono criticità, i passeggeri stanno bene».

ANCHE I FUCILIERI - A bordo della nave sono presenti 1049 persone, di cui 636 passeggeri di varie nazionalità e 413 membri di equipaggio. Di questi 212 sono italiani: 126 passeggeri e 86 membri dell'equipaggio. «Non ci sono problemi per la sicurezza e per i passeggeri italiani della nave, secondo quanto confermato dalle autorità locali», ha detto il console delle Seychelles, Claudio Izzi. Sulla nave c'è anche un team di fucilieri di Marina del Reggimento San Marco in servizio antipirateria. La rotta, infatti, incrocia aree considerate a rischio. «Al momento escludiamo che l'incendio a bordo di Costa Allegra sia di natura dolosa» ha poi spiegato il comandante Giorgio Moretti, direttore delle operazioni nautiche di Costa Crociere.

L'INCENDIO - «Il comandante della nave - ha spiegato Moretti - ci ha informato di aver immediatamente avviato le procedure antincendio. Vista la gravità del rogo, è stata immediatamente chiamata l'emergenza generale. Le fiamme - ha aggiunto Moretti - sono state spente usando i mezzi antincendio e aprendo una scarica di Co2. L'incendio ha coinvolto i generatori di emergenza e ha danneggiato il quadro elettrico principale. Per questo non è stato possibile rimettere in moto i generatori. Al momento la nave è alla deriva». Le condizioni meteo marine nella zona dove si trova la nave sono piuttosto buone: mare forza 4, con raffiche di vento a 25 nodi, con rovesci a carattere intermittente, ma nessun uragano in vista.

NACQUE COME PORTACONTAINER - La Costa Allegra, di proprietà della Costa Crociere e della Carnival (le stesse della Costa Concordia), soprannominata «nave di cristallo» per l'abbondanza di vetrate, è lunga 187 metri per 28.500 tonnellate di stazza. Era partita sabato dal Madagascar diretta a Mahè, capitale delle isole Seychelles, dove doveva attraccare martedì. Costa Allegra, si legge nel sito della compagnia, è stata costruita nel 1969 con il nome Annie Johnson, come portacontainer gemella della Axel Johnson, poi ribattezzata Costa Marina.

Nel 1992 è stata acquistata da Costa Crociere che l'ha praticamente ricostruita e trasformata in nave da crociera, ribattezzandola Costa Allegra. È stata sottoposta a lavori di restauro nel 2001. La nave, si legge sempre nel sito della compagnia, è capace di accogliere quasi 1.000 passeggeri, dispone di nove ponti, di cui otto dedicati ai passeggeri, che sono ornati con opere ispirate a pittori impressionisti come Gauguin, Degas, Matisse, e 399 cabine.

L'UNITÀ DI CRISI - Costa Crociere ha inviato verso l'Oceano indiano un gruppo di esperti, quattordici persone fra manager e dei tecnici. Nell'unità di crisi ci sono anche Roberto Ferrarini, Paolo Parodi e Mafred Ursprunger, che risultano indagati per il naufragio di Costa Concordia del 13 gennaio scorso. Lo ha reso noto il comandante Giorgio Moretti, direttore operazioni navigazione della compagnia.

Stabilimenti balneari, la casta è salva

Il governo: “Niente asta, aumentano i canoni” ... e andiamo avanti. 
E a me sembra di capire che loro l'intendano come: " ... eventualmente i problemi li risolveranno quelli che verranno dopo di noi; son fatti loro!".
Stessa spiaggia e stesso mare!!!
 
Infatti, come volevasi dimostrare, i ministri Gnudi e Moavero scendono a patti con i bagnini italiani e non applicano nell'immediato la direttiva europea Bolkestein.
E probabilmente questa direttiva, che è completamente fuori luogo per l’Italia, l’andava ostacolata con tutte le forze, un po’ meglio, al tempo che fu.
Comunque …
Intimato un aumento del prezzo delle concessioni ma, come ha scritto la Corte dei Conti nel 2009: "il demanio marittimo è una realtà fiscalmente fuori controllo, prevale una sorta di asserita impotenza a modificare la situazione".
“Sulle aste vedremo, intanto prepariamo la nuova legge. Ma preparatevi a pagare di più sui canoni”. 
Questo il messaggio (e non ci voleva poi molto) con cui i ministri Piero Gnudi (Turismo) ed Enzo Moavero (Affari Europei) si sono congedati cinque giorni fa dai rappresentanti dei bagnini italiani, accorsi in massa a Roma per tornare a parlare di concessioni demaniali.
Dopo mesi di delusioni e di illusioni (incredibili quelle passatedella Brambilla), tutto sommato quella di giovedì è stata una giornata positiva per la categoria.
Con una premessa: quello che non si può fare è aggirare la Bolkestein o uscirne.
Ma va?
Il Governo dell’europeista Mario Monti potrà anche sbracciarsi per spiegare a Bruxelles la “peculiarità” delle imprese balneari italiane e stabilire in armonia la durata delle future assegnazioni, ma la deroga ad hoc che tuttora, a parole, sognano diverse associazioni e i loro avvocati (soprattutto Fiba-Confesercenti, Sib-Confcommercio, Assobalneari-Confindustria e Cna-balneatori) rimane una fantasticheria.

Tutto sommato però, al dipartimento Affari Regionali e Turismo in via della Stamperia, Gnudi e Moavero ai ‘signori delle spiagge’ hanno dato buone notizie.

Se il primo annunciava pochi giorni fa un regolamento sulle aste nel giro di 6-8 mesi, ora si è scelta la strada del dialogo forti di qualche risultato concreto.
Anzitutto, con l’approvazione della legge comunitaria 2010 lo scorso dicembre, oggi si è definitivamente chiusa la procedura d’infrazione che era stata avviata dall’Ue nei confronti dell’Italia, accusata finora, sulla base della direttiva Bolkestein, di aver rinnovato automaticamente sempre agli stessi affidatari gli innumerevoli chilometri di coste italiane.
Se la procedura non si fosse risolta, gli arenili sarebbero stati messi all’asta da subito senza aspettare la proroga già ottenuta fino al 2015.

La seconda buona ‘notizia’ è che il Governo conferma che di qui a 12 mesi o poco più, come previsto nella stessa comunitaria 2010, verrà varato un nuovo decreto salva-spiagge. L’intenzione, al momento, sarebbe quella di rilasciare nuove concessioni da quattro a vent’anni, in accordo con Regioni e associazioni. Gnudi e Moavero sanno, e lo hanno detto ai rappresentanti dei balneari, che l’attuale fase di incertezza penalizza gli operatori e l’intero settore, tanto che nessuno investe più (restano in ansia i circa 30 mila operatori balneari del Paese il 60% abbia, in media, acceso mutui fino al 2025).
Dunque, la mano è tesa.

In tutto questo c’è un però. “Bisogna contemperare i legittimi interessi degli operatori con il rispetto della direttiva e dei trattati comunitari e le esigenze dell’erario”, hanno precisato Gnudi e Moavero.
Ecco, le esigenze dell’erario.
Dato che i canoni che lo Stato chiede ai concessionari restano ridicoli, quello che il Governo chiede ai bagnini è di pagare di più. “Auspichiamo che i canoni continuino ad essere fissati da una legge dello Stato, quale conditio sine qua non per costruire una disciplina delle concessioni basata su principi di equità”, ha già mandato a dire il presidente di Oasi-Confartigianato Giorgio Mussoni, gran capo dei bagnini romagnoli da Bellaria a Cattolica.

La questione dei canoni si trascina da anni.
Si calcola che diverse centinaia di milioni di euro potrebbero entrare ogni anno nelle casse pubbliche solo se si applicassero meglio le norme che già esistono.
Da decenni si regalano per pochi spiccioli (97 milioni di euro nel 2009) beni che fruttano ogni anno qualcosa come due miliardi di fatturato, più, si stima, un terzo miliardo in nero.

Nel 2003 il Governo rivalutò i canoni del 300%.
I bagnini si rivoltarono.
Dopo che per quattro anni nessuno aveva pagato, la Finanziaria del 2007 eliminò il rincaro imponendo alle Regioni di rivedere al rialzo le categorie di “valenza turistica” (abolendo la classe C e ricollocando gli arenili pregiati in classe A, con quasi il raddoppio del canone).
Peccato che nessuno abbia mosso un dito (alle Regioni va solo il 10% dei canoni, del resto) e che tuttora quasi tutte le spiagge italiane rientrino nella classe B.
L’agenzia del Demanio aveva ipotizzato il profilarsi di danni erariali, ma niente.
A Rimini la sola spiaggia in classe A è quella di fronte al Grand Hotel felliniano. Una legge del 2006 ha introdotto poi le cosiddette pertinenze, le concessioni pesanti (piscine, discoteche, cinema) che hanno fatto schizzare i canoni a quote quasi di mercato, ma i continui ricorsi al Tar delle aziende stanno ingrovigliando la questione e acuendo le differenziazioni, già enormi, da regione a regione. Risultato: a Rimini e provincia, ad esempio, all’anno 10 mila metri quadri di spiaggia costano otto mila euro di affitto, un chiosco di 100 metri quadri vale 500 euro.

Il punto è che il Governo già oggi potrebbe recuperare denaro dalle concessioni: l’articolo 47 del codice della navigazione prevede la decadenza del titolo quando il titolare non paga il canone. Attualmente lo Stato incassa solo un terzo del totale: i 2/3 dei bagnini, essendo morosi, sono titolari di fatto di concessioni decadute, quindi riassegnabili con bando pubblico.

Alla fine, resta attuale la denuncia di un paio d’anni fa della Corte dei Conti: “Non è possibile stabilire quanto lo Stato incassa dalle concessioni, il demanio marittimo è una realtà fiscalmente fuori controllo, prevale ormai una sorta di asserita impotenza a modificare la situazione”. La sfida dei tecnici di Monti è tutta qui.

lunedì 27 febbraio 2012

Roberto Vitali e ... Gitando (22 - 25 marzo 2012) a Vicenza


Oggi mi sono sentito a scuola, come quando c’andavo per imparare qualcosa, e credetemi, questa è stata una delle più belle “parentesi” dal tempo che fu.

Perché vedete, venero così tanto il mio lavoro che riesco a salire sulla cattedra (turismo) per circa 25 ore al giorno.
Cosa che non è nemmeno gradita al gatto ed il cane che vivono con la mia famiglia: lei soffia mentre lui m’abbaia se parlo (sempre) di turismo. 

Mentre quando ascolto o leggo gli altri che profetizzano sul settore, vorrei tanto non averlo mai fatto … infatti ci leggo e ci sento sempre delle cose trite e ritrite che mi fanno incavolare non poco ... ma non riesco a farne a meno.
Sarà per via dell'età o il perché è che questi ci marciano senza mai concludere niente di buono?

Comunque tutto è cominciato con una telefonata richiestami da Roberto Vitali dietro una mia preghiera per poter comprendere meglio quello che s’ha da fare per una città (Genova) che voglia dare il “giusto” alle persone disabili, e perché no (?), costruirci intorno il buon turismo per loro.
Da molto tempo leggevo di Roberto e Roberto leggeva di me.
Roberto è uno che del suo settore ha un’esperienza grande così, e talmente grande che può apparire quasi inumana, un mostro di bravura e con un timbro di voce sicura e una logica descrittiva che solitamente ricevi solo dalla gente che sa di quel che parla.
Roberto è tutto questo … e scusate se poco non è.

Ecco, io adoro la gente così, e che senza tante balle va subito al sodo.

Quattro chiacchiere del più e del meno (turismo/disabilità e disabilità/turismo, tanto per farvi capire che di qui non si scappa) ma in mezzo un’infinità di saggezza … la sua, naturalmente.

E mi sono sentito come un bimbo a scuola come quando “rompevo” ai prof per sapere e conoscere tutto, e oggi come ieri, è stato un mio persistente richiedere di cose e situazioni di cui credevo … ma in verità non ne sapevo proprio un bel niente.
Una sensazione che non ricordavo più!
 
E al mio incessante pretendere ho sempre ricevuto la risposta più giusta, più precisa; forse quella che in verità t’aspetti, ma che t’arroghi arrivi da lui per averne la certa conferma.
Beh, mò ci do un taglio con i complimenti, sennò la gente pensa il peggio (di ‘sti tempi), anche perché a Roberto preferisco di gran lunga la Monica Bellucci … e penso che per lui sia lo stesso.

Tra l’altro, poi s’è parlato del Brasile, e su questo mi soffermo, anche perché l’è stato il luogo del primo lavoro della mia vita, e fu proprio in quel di Rio de Janeiro (un lavapiatti che di più bravo non c'era), e Roberto m’ha raccontato che lì l’è stato inviato da Paolo Rubini, il direttore generale dell’Enit, per …



… Per nove giorni il Parco Ibirapuera di São Paulo è stato suggestiva cornice alla grande struttura a cupola nella quale le Regioni hanno esposto le peculiarità della loro offerta e le eccellenze della cultura e del turismo italiano che esercitano un fortissimo richiamo sul popolo brasiliano.

Tra gli eventi realizzati, una giornata, in particolare, dedicata all’incontro con le associazioni italiane e brasiliane per la presentazione dell’ Italia come Paese accessibile. Tra i risultati conseguiti un incontro con il Ministro del Turismo brasiliano Gastao Vieira che ha dimostrato molto interesse per il turismo accessibile in generale e per il lavoro svolto in Italia in modo particolare.

Roberto Vitali, presidente e fondatore di Village forall – V4A®, commenta entusiasta: “La nostra presenza a San Paolo del Brasile è stata un’opportunità enorme di conoscere una realtà diversa e di promuovere la qualità del turismo per tutti italiano a una delle nazioni più grandi del mondo. Sono felice che il pubblico e le istituzioni brasiliane abbiano dimostrato un interesse così profondo per il turismo accessibile e per Village for all – V4A®: senz’altro ci sono opportunità importanti di lavoro che in futuro potremo sviluppare. Ringrazio il Ministro Brambilla e il Commissario Enit Matteo Marzotto per l’opportunità che ci hanno dato, così come i direttori generali del Ministero Rocca e dell’Enit Rubini, oltre a Salvatore Costanzo, dirigente della Sede Enit dell’America Latina, per la disponibilità e il sostegno”.

Beh che dire; Chapeau a Matteo Marzotto e Paolo Rubini, però si può fare di più … e anche molto e meglio. E parlo per lo spicchio che mi riguarda, il turismo!

P.S.: Vabbè, mi auguro di risentirlo presto perché ho già un casino di cose da chiedergli, e imparare da chi veramente ne sa di più, è sempre bello.

Per ultimo ma non ultimo, vi ricordo che dal 22 al 25 marzo a VICENZA ci sarà questa Fiera “Gitando” … assolutamente da non perdere!
E se per quei giorni sarò in Italia, non me la faccio di certo scappare.

Ma siamo veramente pronti per accogliere i turisti cinesi?

L’Ocse ha bocciato l’Italia in vari ambiti a seguito della ricerca “Oecd Italy tourism policiy review 2011″, un’analisi della gestione del Turismo in Italia commissionata due anni fa per valutare lo stato delle cose e capire come muoversi.

I risultati, presentati lo scorso mese in occasione del completamento della consegna dei diplomi del Mater in Tourism Management della Iulm, appaiono scontatissimi. Inutile continuare a sperare nella crescita del turismo dei Paesi BRIC se l’Italia non sarà pronta ad accoglierli con nuove infrastrutture e un nuovo approccio nella gestione, nella comunicazione e nella promozione del Paese.


Nello scorso articolo dedicato al Turismo in Italia, qualcuno ha commentato che tutti i provvedimenti auspicati dal Ministro Gnudi sono da considerarsi niente di più delle solite promesse di sempre, e che per ora restano solo parole.
È tempo però di intervenire concretamente: l’Ocse ha rilevato ovviamente problemi legati alla Governance, alle infrastrutture, con le strategie di promozione del Paese e persino con la redazione delle statistiche. C’è bisogno subito di una strategia a livello nazionale, di un’Enit riformata che prenda saldamente in mano le redini del Paese, mentre intanto le Regioni continuano a utilizzare nei modi più disparati i propri fondi senza una direzione univoca, che promuova il “brand Italia” al meglio, soprattutto all’estero.
Fare in modo che il Turismo rimanga uno dei pilastri del nostro PIL – ha affermato Gnudi qualche giorno fa – non sarà semplice perché ci sono alcune mancanze in Italia difficilmente colmabili nel breve termine:
  • Non ci sono tour operator nazionali
  • Non esistono grandi catene alberghiere italiane
  • Le nostre compagnie aeree coprono un numero di tratte ancora troppo esiguo
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Non parliamo poi dei trasporti: dai treni agli autobus, in Italia non ci distinguiamo di certo per efficienza e puntualità.
Per uscire da questo impasse, in attesa che vengano presi dei provvedimenti concreti, non resta che puntare sull’arrivo di nuovi turisti dall’estero, e soprattutto dai Paesi emergenti.

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Puntare alla Cina

Pare un controsenso appellarsi al turismo cinese mentre metà Penisola (o forse più) lamenta le difficoltà di integrazione con i tanti immigrati cinesi che si sono stabiliti dovunque.
Detto questo, l’Italia si candida a divenire una delle mete predilette dalla Cina: i turisti cinesi amano soprattutto il mare e l’arte, cose che qui da noi non mancano.
Secondo l’Osservatorio PricewaterhouseCoopers – Sole 24 Ore sul turismo in Italia, la spesa turistica della Cina in dieci anni andrà a costituire il 18,2% dei flussi internazionali.

Mentre infatti la spesa degli Italiani per i viaggi stagna – per la crisi economica e per la caduta libera delle condizioni lavorative che riduce sempre di più il loro potere d’acquisto – i turisti cinesi, amanti della cultura e disposti a spese pazze nei nostri outlet pieni di grandi firme, sono destinati a diventare i “turisti del futuro”.
Al momento però, dei 57 milioni di turisti che partono ogni anno dalla Cina (2011), solo  pochissimi vengono in vacanza da noi, quindi per l’Italia si tratta di un’offerta di mercato ancora tutta da inventare, di una sfida dalle tante potenzialità.
Ma come soddisfare i nuovi turisti cinesi e fare in modo di offrire un servizio all’altezza delle aspettative? Sempre secondo la ricerca PwC, è necessario soprattutto concentrarsi su 3 punti
  1. Conoscere la loro cultura: E’ importante sapere quali siano le preferenze dei turisti cinesi ma anche come offrire servizi in linea con il loro pensiero e il loro stile di vita. Ad esempio non amano bere molto, quindi meglio non puntare su pacchetti enogastronomici o degustazioni. Alcune scelte potrebbero rischiare di offenderli: ad esempio il bianco è il colore del lutto, il 4, il 44 e altri numeri con il 4 sono considerati sfortunatissimi. Hanno un’alta considerazione del rispetto e della moderazione, qualsiasi forma di sgarbo in pubblico è considerata intollerabile. Impariamo anche le loro abitudini: come gli Inglesi non possono vivere senza bollitore e bustine da tè, in Cina è usanza trovare in albergo lo spazzolino da denti, l’accappatoio e l’acqua calda, considerati servizi standard. Molti sono abituati a mangiare dolce, soprattutto a colazione.
  2. Comunicare e promuovere l’Italia anche in Cina: Spesso ai tour operator non interessa molto questo settore, quindi sarà importante riuscire a impostare una solida strategia di promozione, magari anche con il sostegno del Governo, rivolta direttamente a questi nuovi Paesi emergenti.
  3. Saper gestire l’arrivo in Italia: L’esigenza di nuove infrastrutture è ovvia, ma in mancanza di risorse, si deve poter contare almeno sulla professionalità e il servizio degli albergatori, sulla loro disponibilità a comunicare in lingua e a far sentire anche questi ospiti come a casa propria.
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     I competitor europei più flessibili e all’avanguardia

    Resta da capire se l’Italia sia effettivamente in grado di reggere i nuovi flussi, con la paura che sia destinata a restare indietro rispetto alla Spagna e alle altre destinazioni europee come ha fatto in questi anni, con l’ulteriore minaccia dei viaggi di lusso a buon mercato possibili solo in Oriente, come Malesia e Thailandia.
    In una intervista rilasciata lo scorso anno da Cristina Lambiase, responsabile dell’Osservatorio ENIT di Pechino a AGI China 24, emerge che al momento il nostro sistema fa acqua da ogni parte rispetto ai competitor europei.
    Ad esempio, i Cinesi pianificano i viaggi soprattutto online, e il Portale nazionale ancora resta un binario morto: “Secondo una relazione della China Tourism Academy, il 52% dei cinesi ottiene informazioni sulle destinazioni da visitare tramite internet - dice la Lambiase – Noi siamo completamente sguarniti su questo fronte, e la cosa ha un impatto decisivo.”

    In più i turisti cinesi sono tra quelli più propensi a spendere in beni di lusso, ma l’Italia non sembra pronta a sfruttare questo trend: “I partner cinesi dei tour operator italiani – spiega la Lambiase – non guadagnano niente sui  pacchetti, incassano solo dalle commissioni sullo shopping. Ma gli outlet italiani non sono d’accordo nel concedere queste commissioni, e si trovano a dover combattere, per esempio, con i francesi Magazzini Lafayette che non solo le concedono, ma hanno un servizio tax free specifico per i cinesi e accettano anche la China Union Card, la carta di credito più diffusa in Cina”.

    Che dire? Difficile sapere cosa aspettarsi visti i precedenti… sperando di non essere così sciocchi da rimanere a guardare mentre il turismo cinese, adesso tanto prezioso, prende il volo per altre destinazioni.
    Fonte: Sole24Ore, AGI China 24 e Booking Blog

    sabato 25 febbraio 2012

    Il ragionamento di Bernabò Bocca non fa una piega ... sola


    Quando alla fine dell’anno scorso venni a conoscenza dell’ingresso di Paolo Rubini nel cda del Gruppo Boscolo, devo ammettere che sulle prime ci rimasi assai male.
    Pochi secondi, per carità, di solito è sufficiente fare due più due e il risultato che immancabilmente fa sempre quattro, aiuta a capire.
    Della Boscolo ho sempre avuto una buona impressione e fu appunto per questa mia considerazione che non riuscii (ma nemmeno adesso ce la faccio … forse) a comprendere il perché una società così possa “immagazzinare” nell’amministrativo, uno che di turismo … vabbè, lasciamo perdere ch’è meglio.

    Poi, dato che la notizia non girava nel web, decisi allora di non divulgarla per cercare di capirne meglio le causali che mi risultavano alquanto insolite.
    O forse no?

    Comunque sia, silenzio assoluto, anche perché se sanno che sai, tante cose non le riesci più a sapere, perché nel caso ci stanno più attenti.

    Se nonché pochi giorni fa, questa “notiziola” diventa di colpo di dominio pubblico e subito dopo come per incanto, ecco che escono le precisazioni dalla fonte.

    “Il direttore generale, Paolo Rubini, ha assunto l’incarico nel gruppo Boscolo quale amministratore indipendente, previa informativa al precedente ministro del Turismo Michela Brambilla ed autorizzazione, come previsto dalla normativa in vigore, da parte del presidente/commissario straordinario Marzotto. 
    Considerate le attività svolte dell’Enit, non vi è alcuna possibilità soggettiva, oggettiva e sostanziale di conflitto di interessi del direttore generale quale amministratore indipendente del Gruppo Boscolo, soprattutto dopo l’emanazione della Carta dei Servizi che, in modo trasparente ed alle medesime condizioni, rende disponibili i servizi di Enit a tutti gli operatori del mercato”.

    Di primo acchito mi viene da notare che il Rubini è ben felice e ben contento nell’assoggettarsi alle normative in vigore (quelle che gli fanno piacere), mentre per quanto riguarda le direttive governative (vedi qui), invece no (quelle che non gli fanno piacere).
    Beh, verrebbe anche da pensare che ognuno tira l’acqua al proprio mulino, che se per caso è un mulino che fa la farina, ecco che chi tira l’acqua al proprio mulino, quando ci va, alla fine s’infarina.

    La nota poi dice che fu previa l’informativa avvallata dal precedente ministro del turismo Michela Brambilla (abbè) e autorizzata dal presidente/commissario Matteo Marzotto (abbè), e dopo il bla bla bla che conferma (per loro) che non può essere in atto un conflitto d’interessi, leggendo s’arriva al: “soprattutto dopo l’emanazione della Carta dei Servizi che in modo trasparente ed alle medesime condizioni, rende disponibili i servizi di Enit a tutti gli operatori del mercato".

    E se si usa il “soprattutto”, solitamente vuol dire che da lì si può certamente capire il perché non ci può essere quel benedetto conflitto d’interessi.
    Allora andiamo a vedere cosa c’è scritto e cosa vuol dire la “carta dei servizi”!

    Il Marzotto nella riunione senatoriale (Commissione X Esame A. G. 327) in merito a quella carta lì, dice: “La Carta dei Servizi, con la quale i servizi tradizionalmente offerti dall’ Agenzia si trasformano e si rinnovano per allinearsi alle esigenze del mercato, puntando sulla qualità”. (pagina 3)

    Beh, non è che c’entri poi molto!

    Comunque sia e a parte le mie personali investigazioni da quattro soldi (che più avanti nel tempo racconterò), la cosa più strana (per me) arriva dal Bernabò Bocca (ettepareva).

    Infatti il Bocca che è il presidente di Confturismo-Confcommercio, Federalberghi e con una marea di prestigiose cariche lunga così, tra cui anche l’appartenenza al cda dell’Enit, non ebbe a dire niente (ma proprio niente) sull’entrata di Paolo Rubini nel cda della Boscolo.
    Gruppo Boscolo, che guarda un po’, è associata alla Federalberghi.
    E fin qua (anche se … ) niente di male.

    Solo che passa un po’ (neanche poi troppo), diciamo qualche giorno, e spunta l’eventuale nomina di John Daniel Winteler alla direzione generale dell’Enit; si, proprio in sostituzione del Paolo Rubini.
    Ed ecco che il Bernabò Bocca rilascia questa dichiarazione: “Winteler, avendo lasciato da poco tempo la presidenza di Federturismo-Confindustria non sarebbe, per le altre organizzazioni di categoria del settore, la figura più adatta, perché inevitabilmente di parte.

    Ah si?
    Paolo Rubini che è nel cda di un’associata di Federalberghi non è di parte per fare il DG dell’Enit, mentre Winteler che attualmente non è da nessuna parte (l’è stato) … è “inevitabilmente” di parte per la stessa posizione?

    E poi se c’è qualcuno che osa dire che con ‘sta gente che ragiona così, o così la vuol ragionare (per motivi che non sto qui a dire), il turismo in Italia potrà mai andare bene …

    Si, credeteci!

    Alla prossima su … ma ve lo dico dopo.

    Casta continua. Assunzioni. Incarichi. Sedi estere. Iniziative inutili. Così le società pubbliche per il turismo bruciano milioni. Mentre il settore resta in crisi


    Chi dice che lo Stato non assume più, che il lavoro fisso è una chimera, che nella pubblica amministrazione è impossibile trovare un posto al sole non ha mai fatto un salto a via San Claudio 61 a Roma.
    Qui, a due passi da Montecitorio, ci sono gli uffici di Promuovitalia.
    Una società pubblica che nel 2011 è costata la bellezza di 26 milioni di euro, più del doppio rispetto al 2009.

    È accaduto che la Spa è passata da 31 dipendenti ai 97 registrati l'anno scorso.
    E nel 2012 - si legge in un documento riservato che "l'Espresso" ha potuto consultare - si prevede di arrivare a 106 unità. Rispetto al 2009 l'aumento del personale è del 312 per cento.
    Un bel record che fa il paio con il rialzo (più 750 per cento) del monte stipendi, passato dai soli 768 mila euro del 2007 a ben 6 milioni.
    Che fa tutta questa gente, a cui bisogna aggiungere un esercito di co.co.co (233 nel 2011, quest'anno potrebbero arrivare a 324) degno di una multinazionale?

    Organizza progetti per promuovere il turismo.
    Come «l'addestramento dei vigili urbani a fini turistici» (con 530 mila euro a Napoli, Roma, Firenze e in altre città sono stati organizzati 32 corsi dove gli agenti hanno imparato «competenze sul patrimonio turistico locale, gestione dello stress, problem solving»), il programma per la «diffusione del codice mondiale di etica del turismo» (costo 515 mila), senza dimenticare gli studi per «iniziative sperimentali per l'ampliamento stagionale della domanda turistica» (1,3 milioni) e misteriosi «progetti di eccellenza» costati alla collettività 1,7 milioni.
    Il turismo italiano è boccheggiante (nel 2011, secondo l'Istat, pernottamenti e viaggi sono calati del 15 per cento), gli stranieri preferiscono altre destinazioni e la crisi sta ammazzando operatori, alberghieri e tour operator.
    Eppure nessuno come noi è bravo a sprecare vagonate di denaro.
    Ogni anno lo Stato spende oltre 100 milioni per sostenere un settore che vale tra il 10 e il 13 per cento del nostro Pil.
    Un fiume di soldi che finisce nelle casse dell'Enit e di varie agenzie e Spa a capitale pubblico.
    "L'Espresso" ha studiato bilanci, documenti riservati e progetti scoprendo che i quattrini servono, oltreché a inutili promozioni, a foraggiare l'appetito di manager e dirigenti indicati dai politici, a finanziare strane strutture di missione governative, assurde conferenze e improbabili "bureau".

    Che in teoria dovrebbero rilanciare l'immagine del Paese, ma che nella pratica ottengono risultati modesti, inversamente proporzionali agli sprechi ed ai benefit (di lusso) destinati ai potenti.
    Andiamo con ordine, tornando a Promuovitalia.
    Sconosciuta ai più, controllata al 100 per cento da Enit (l'Agenzia nazionale per il turismo), è stata creata nel 2004 dal governo Berlusconi.
    La sua missione «il supporto per l'occupazione e lo sviluppo dell'industria turistica».
    In realtà la società è una via di mezzo tra un doppione dell'Enit, un'agenzia di collocamento e la Cassa del Mezzogiorno.
    I progetti (finanziati con i soldi del ministero dello Sviluppo economico e del dipartimento al Turismo) sono tanti e svariati.
    A parte l'educazione dei vigili, la torta più grande finisce nei progetti "Replay", "Motus" e "Lavoro e Sviluppo", che prevedono corsi di formazione e tirocini per disoccupati calabresi, campani, pugliesi e siciliani. In «modo da favorire l'incontro tra domanda e offerta nel settore turistico».
    Di fatto, Promuovitalia raccoglie i curriculum e li gira alle aziende interessare.
    Solo "Lavoro e Sviluppo 4", con 6mila "percorsi formativi" previsti, costa 60 milioni di euro.
    Ma sono stati spesi milioni anche in altre avventure.
    Si va dal sito Internet del secondo "Polo turistico di Roma" (dove si consiglia di visitare, oltre al Colosseo, «il museo delle cere e quello della Civiltà romana») al volo low cost Monaco di Baviera Lamezia Terme, lanciato per portare più tedeschi in Calabria.
    Passando al libro "Qualità Abruzzo" sull'enogastronomia della regione e al sito dell'Osservatorio nazionale del turismo, che si è mangiato 1,8 milioni di euro.
    Attenzione, non va confuso con il portale nazionale "Italia", voluto dalla Brambilla e pubblicizzato con uno spot recitato da Silvio Berlusconi: spulciando l'ultimo bilancio della presidenza del Consiglio, scopriamo che qui lo start-up è costato ancora di più, 5,4 milioni di euro.
    Dietro il boom di Promuovitalia ci sono due donne.
    Formalmente fu il capo dell'Enit Matteo Marzotto a chiamare, nel 2009, Maria Teresa Patti alla presidenza della società.
    Via è stata l'ex ministro Brambilla a suggerire la nomina.
    La Patti era la proprietaria e l'ad della Valtur.
    Al di là del possibile conflitto d'interessi, va segnalato che mentre Promuovitalia s'ingigantiva la Valtur è quasi fallita, a causa di debiti superiori ai 300 milioni: a ottobre 2011 il gruppo ha ottenuto dal ministero dello Sviluppo economico (che, ricordiamolo, paga i progetti di Promuovitalia) l'amministrazione straordinaria, ma per ora i tre commissari non hanno trovato acquirenti interessati ai villaggi vacanza. « Bisogna modificare il Titolo V della Costituzione, non per riappropriarci di un potere che è delle Regioni, ma per lavorare meglio insieme e non buttare i soldi», ha detto il nuovo ministro Piero Gnudi, fedelissimo di Mario Monti e assai critico con gli sperperi causati dagli enti locali.
    Giusto.

    Peccato che il governo - per recuperare la fiducia delle regioni virtuose - forse dovrebbe cominciare a fare pulizia cominciando da casa sua, a Roma.
    Al di là di Promuovitalia, l'Enit, nonostante i tagli subiti nell'ultimo lustro, secondo la Corte dei conti costa (per il solo personale dipendente) ancora 15,8 milioni di euro, e in totale per far funzionare la struttura (che vanta 25 uffici esteri sparsi tra Oceania, Europa, Americhe e Asia, i cui direttori prendono tra stipendio e indennità 15- 20 mila euro netti al mese) i contribuenti italiani continuano a spendere 30 milioni l'anno.
    Soldi usati, di fatto, solo per far sopravvivere il carrozzone.
    Nel 2011 l'unico progetto degno di nota si chiama "Italy comes to you". Investendo 2,4 milioni di euro l'Enit ha organizzato una sorta di mostra itinerante in Cina, India, Russia e Brasile.
    Nei video delle varie inaugurazioni visionati da "l'Espresso" poca gente e clima da festa paesana.
    A San Paolo c'erano una trentina di tour operator locali, e tutto è finito con una biciclettata (10 partecipanti) sotto il diluvio.
    «Non solo. A febbraio, prima delle inaugurazioni, il direttore dell'area sudamericana che avrebbe dovuto svolgere il suo compito a San Paolo», racconta una fonte dell'agenzia, «ha fatto scadere il suo visto di soggiorno, ed è stato costretto a lasciare il Brasile.

    Cosi è stato spostato a Buenos Aires, in Argentina, dove abbiamo un'altra sede. Indovinate un po' chi gli paga i viaggi...».
    A volte la casta del turismo supera se stessa: per le mostre (di artisti locali) allestite in Cina è stato chiesto aiuto a una multinazionale americana, la McKinsey.
    Che ha mandato un consulente a «supervisionare» le attività.
    L'onorario? «20 mila euro al mese, omnicomprensiva più Iva per ciascuno dei 5 mesi di progetto», si legge nel contratto.
    Non basta: la McKinsey ha preteso (e ottenuto) che le spese extra del suo Mr Wolf, in primis le trasferte, fossero a carico dell'Enit.
    Un accordo assurdo, dal momento che l'Enit ha sede e dipendenti anche a Pechino. Marzotto, la cui carica di commissario straordinario dell'Agenzia è terminata, non verrà riconfermato presidente.
    Gnudi e Monti vorrebbero che sulla poltrona si sedesse il loro amico Pier Luigi Celli.

    I maligni fanno notare, però, che il direttore della Luiss non sarebbe l'uomo giusto per promuovere l'immagine dell'Italia: nel 2009, infatti, in una lettera pubblica invitò il figlio laureando ad andar via da «un Paese che non ti merita», da un posto - disse - in cui non è «possibile stare con orgoglio».

    Anche l'attuale direttore generale Paolo Rubini (170 mila euro Tanno e un uso compulsivo del cellulare aziendale: vedi box in basso) è in bilico, e tra i papabili alla sua successione sgomita Eugenio Magnani, ex responsabile della «struttura di missione per il rilancio dell'immagine dell'Italia».
    Nell'elenco della sprecopoli del turismo non può mancare la storia di quest'ufficio a via della Ferratella, una strada diventata famosa grazie alla "cricca" di Angelo Balducci e Guido Bertolaso che discuteva qui i grandi eventi della Protezione Civile.
    Voluta nel 2008 da Brambilla e Berlusconi, la struttura di missione dovrebbe essere decaduta, ma chiamando al centralino della presidenza del Consiglio spiegano che esiste ancora. «Non c'è nessuno, però. I nuovi responsabili non sono stati ancora nominati». Per anni ci hanno lavorato in tanti. Troppi, visto i risultati. I decreti istitutivi firmati dal Cavaliere in persona prevedono quattro dirigenti apicali (tra cui c'era l'animatore della Tv della Libertà Giorgio Medail, scomparso un anno fa), dieci dipendenti fissi, otto co.co.co e «non più di nove incarichi individuali a esperti di comprovata competenza». Oltre 30 persone, tra cui (come scoprì "il Fatto") spiccavano ex segretarie di redazione della Tv della Libertà legata al Pdl. Il documento specificava che per far funzionare la struttura non si potevano comunque spendere di «più di 2,2 milioni di euro» complessivi. Cifra astronomica, che in appena 12 mesi è stata però sforata alla grande: nel 2010 il totale impegnato ha toccato i 6,3 milioni, come risulta dal bilancio della presidenza. Tra le iniziative della "struttura di missione" va ricordato il lancio del sito "Turisti a 4 zampe» (realizzato dalla Viamatica srl, azienda del consulente della Brambilla Luca Moschini) e "Magic Italy In Tour", trovata da 3,3 milioni di euro, spesi per promuovere i prodotti alimentari tricolori in 19 città europee. A parte l'errore ortografico del titolo del progetto che ha fatto ridere i partecipanti di mezzo continente (la traduzione corretta in inglese è "On Tour", non "In Tour"), gli eventi sono costati in media 173 mila euro • l'uno e sembra non siano stati un successone.

    A Madrid, ha scritto in un'interrogazione Laura Garavini del Pd, nel torrido mese di luglio lo stand di "Magie Italy" era piazzato «nel quartiere periferico e malservito Madrid Rio», e aperto solo nelle ore più calde della giornata: dalle 14 alle 20. Per la cronaca, il coordinatore della struttura Eugenio Magnani (190 mila euro l'anno) una volta caduto il governo non è tornato a casa, ma è rientrato trionfalmente all’Enit. Oggi è direttore dell'area di New York e qualche giorno fa ha accompagnato Monti nel viaggio negli States.

    In ultimo, la casta del turismo s'è inventata il "Convention of Bureau", una società controllata da Promuovitalia nata nel 2011 per commercializzare il turismo congressuale.
    L'anno passato l'Enit ha girato alla nuova società pubblica 6 milioni di euro.
    Nel carniere, cinque partecipazioni a fiere e convegni; sul sito non c'è nemmeno il calendario delle iniziative 2012. Chi c'è a capo di questo carrozzone nuovo di zecca?

    Il solito Rubini, che fa il consigliere, e Mario Resca, ex capo di Mc Donald's, direttore generale del ministero dei Beni culturali e uomo assai apprezzato da Berlusconi, che l'ha messo nel cda della sua Mondadori.
    Resca, dicono i deputati che a novembre hanno proposto una commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'Enit di Marzotto, avrebbe però già troppi incarichi per potersi sobbarcare anche il nuovo Bureau.
    A meno che non debba fare solo atto di presenza.
    E per il direttore una bolletta da 15 mila euro
    II direttore generale dell'Enit si chiama Paolo Rubini e il neoministro Piero Gnudi non ha ancora deciso se tenerlo al suo posto.
    Nominato da Michela Brambilla, nel suo curriculum non v’è traccia di esperienze nel turismo. Piuttosto, un lavoro come responsabile della "banca dati" dei Circoli della Libertà e la vicepresidenza della StemWay Biotech. azienda specializzata nel congelamento di cordoni ombelicali.
    Non sarà un esperto di spiagge e hotel (anche se l'incarico all'Enit gli ha portato fortuna, tanto che dal 2010 è nel cda del gruppo Boscolo, in barba a eventuali conflitti di interesse) ma di certo Rubini è uno che tiene molto ai contatti: la bolletta del suo cellulare aziendale trovata da "l'Espresso" (ottobre-novembre 2011) segnala una spesa monstre di 15.067,91 euro.

    In pratica il 62 per cento della voce "costi" del contratto Vodafone dell'Enit pesa sulla sua utenza.
    Circa 250 euro al giorno tra telefonate e Internete lo spagnolo Josep Ejarque, titolare della società Four Tourism) si spera pretenda dal successore più sobrietà nell'uso del telefonino.
    Convegno a caro prezzo
    Se le società pubbliche che dovrebbero rilanciare il turismo gettano decine di milioni l'anno, forse Monti dovrebbe cominciare a fare pulizia anche nel dipartimento di Palazzo Chigi che governa il settore. Nel 2010 ha speso cifre faraoniche per il suo funzionamento: 15 milioni, contro i 684 mila euro dei tempi di Prodi. Convegni e manifestazioni varie sono costati 589 mila euro e le missioni della Brambilla e dei suoi collaboratori 418 mila.

    Per rimettere a posto gli uffici e per la loro pulizia è stato impegnato più di mezzo milione: non sappiamo se i soldi siano stati usati anche per le lettere dorate "Ministro del turismo" che la Brambilla fece mettere sul palazzo (sede di un semplice dipartimento, il "ministero del Turismo" è stato abolito per via referendaria) e che Gnudi ha fatto subito rimuovere.
    Altro denaro, infine, per la conferenza nazionale del turismo a Cernobbio nel 2010: vi partecipò anche Corrado Passera, al tempo ad di Intesa. «Tanto è stato fatto ma tanto resta da fare», disse dal palco, «è uno dei pochi comparti che può raddoppiare il proprio Pil, è pazzesco se solo ci pensiamo».
    Pazzeschi anche i costi di quella due giorni: 255 mila euro tondi tondi.





    Fonte: L'Espresso (di Emiliano Fittipaldi)

    I "capricci" di Paolo Rubini: Io voglio l'auto blu


    Non ci sto.
    Dicono che per legge l’auto blu non mi spetta, ma quelli prima di me ce l’avevano l’auto blu e io che sono un personaggio ugualmente importante, direttore generale dell’Ente del turismo, devo essere da meno?
    Al telefono con il Fatto Quotidiano ragiona così Paolo Rubini, direttore dell’Enit, considerato un manager molto vicino all’ex ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla.
    Nonostante la direttiva governativa numero 6 del 2010 e l’articolo 2 del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 agosto dell’anno passato abbiano individuato nel dettaglio quali sono gli alti dignitari pubblici ad aver diritto a un “auto di servizio” e in questa schiera di eletti lui non ci sia.
    Rubini non ha voluto sentir ragioni.
    E tutti i giorni gira su un’auto blu con autista, noleggiata da un’azienda privata, la Nazionale società cooperativa.
    A spese dell’Enit, naturalmente, cioè a spese dello Stato, cioè a spese di chi paga le tasse.

    IL FATTO è entrato in possesso delle fatture per il noleggio, cifre salate: 5.470 euro il 22 dicembre 2011, per esempio; 4.081,20 un mese prima; altri 4.574,60 il 21 ottobre.
    Rubini non molla: “Quell’auto non è a mia esclusiva disposizione”.
    Gli facciamo presente che dalle fatture risulta che la usa tutti i giorni.
    Lui ribatte: “C’è una bella differenza tra uso esclusivo e uso quotidiano”.
    Mah?
    Questa dell’auto blu, costi quel che costi, non è l’unica stramberia che sta uscendo dal mazzo di carte della gestione Enit.
    Da un paio di mesi negli uffici dell’ente, nella palazzina liberty di via Marghera, a un passo da Termini a Roma, è in corso un’ispezione ordinata dal Ministero del Tesoro.
    E ne stanno venendo fuori di tutti i colori.
    Dal rifiuto di pagare il contributo di solidarietà stabilito dalla legge per quei manager pubblici che guadagnano più di 90 mila euro all’anno, alla decisione di affittare una lussuosa sede senza gara, come fosse un’eredità di famiglia e non un bene dello Stato, alle bollette mozzafiato dei telefonini dei dirigenti.
    Sta emergendo, insomma, come all’Enit di Rubini si considerino una specie di realtà a sé stante, la Repubblica autonoma del turismo.
    Anche la storia dei telefonini è probabilmente figlia di questa bizzarra visione uotonomista.
    Per stipulare contratti di telefonia, gli uffici pubblici passano in genere per la Consip, società pubblica che indice le gare e sceglie i fornitori.

    Anche all’Enit avevano un contratto del genere con Tim, con un codice per distinguere le telefonate di servizio da quelle private.
    Ma l’hanno disdetto per far posto a Vodafone.
    “Costa di meno”, precisa Rubini.
    Ma a leggere le bollette vengono i dubbi.
    Ce n’è una relativa al bimestre 24 luglio/23 settembre 2011 davvero esagerata: 54.195,40 euro per un numero di chiamate e sms che occupano la bellezza di 10 pagine di allegati.
    “Colpa di un virus, Vodafone ha riconosciuto l’anomalia e stornato le somme”, incalza Rubini.
    Ma anche le altre bollette “normali” presentano totali ragguardevoli.

    Pure le vicende dell’affitto della dependance in via Magenta a Roma è assai curiosa.
    Anche in questo caso c’è una legge precisa che regola la materia, una norma vecchia, ma tutt’ora in vigore: il Regio decreto del 18 novembre 1923.
    Ancora una volta all’Enit, però, hanno fatto a modo loro.
    Rubini ha ignorato le valutazione dell’Agenzia del Territorio e incaricato della faccenda un privato, l’ufficio Roma Centro di Stima Casa a cui ha pagato una parcella di 21.780 euro.
    Poi senza gara ha affittato l’immobile come fosse roba sua.
    Il contratto è stato firmato il 3 gennaio e la scelta è caduta sulla Federazione russa presso l’Onu (presso la Fao) a Roma.
    Importo del canone, 30 mila euro al mese per 1.200 metri quadrati, più cortile di 415 metri quadrati, più dependance di altri 75 metri quadrati.
    Soddisfatto forse di questo risultato, Rubini l’ha preso come uno sgarbo personale che lo Stato gli chiedesse il contributo di solidarietà previsto dal decreto Salva Italia di Monti, il 5 per cento sulle somme eccedenti i 90 mila euro l’anno e il 10% su quelle oltre i 150 mila.
    Applicando la legge, il direttore del personale, Marco Montini, gli aveva trattenuto 4.492,36 euro sulla tredicesima e 1.307 euro sullo stipendio di dicembre.

    Non l’avesse mai fatto: Rubini l’ha fulminato con un richiamo disciplinare.
    Ovviamente Montini ha reagito facendo ricorso e allora Rubini si è rivolto alla Ragioneria generale dello Stato per avere un parere definitivo.

    Arrivato il 9 febbraio a firma del del Ragioniere generale, Mario Canzio, che ha dato totalmente torto a Rubini ribadendo che il contributo i dirigenti pubblici lo devono pagare.
    In più ha ricordato al direttore generale dell’Enit che per gli interim che si è auto assegnato (le sedi del Giappone, di Francoforte e la direzione Organizzazione) non può pretendere un euro di più.
    Lo stipendio che prende basta e avanza.

    Di Daniele Martini (Il Fatto Quotidiano) pagina 12

    venerdì 24 febbraio 2012

    Una soluzione per l'Enit ?


    Che due palle, ma che barba e che noia.

    L’Enit resta in mezzo al guado e nessuno che ha la soluzione e neanche la cerca … forse!

    Dopo il ricorso al Tar dell’ex presidente-commissario Matteo Marzotto, ora anche il direttore generale Paolo Rubini, riportano fonti vicine all’ente, intenderebbe far rispettare la scadenza naturale del proprio mandato, a settembre 2012.
    Ed è anche giusto, per carità.
    E vista la propensione del nuovo governo al rigore e alla sobrietà sembra esclusa la trattativa sulla base di una buonuscita importante.

    E ci mancherebbe anche solo che li “omaggiassero” con tanti bei soldini dei contribuenti per toglierseli di torno.

    Beh, che usino i loro personali o che li chiedano alla Brambilla che “forse” ha procurato tutto questo bel pastrocchio che l’è già stato descritto sul blog qualcosa come 3 o 400 volte.

    Ma andiamo per ordine per farvi capire un po’ com’è stato l’andazzo e l’eventuale “semplice” nostra soluzione.
    Va subito detto che l’importanza dell’Enit è esagerata per gli income turistici stranieri, e una sua buona gestione vorrebbe dire “palanche” in quantità e forza lavoro in grande aumento.
    Detto questo, Piero Gnudi, il nuovo ministro del turismo, al posto del commissario Matteo Marzotto (ancora in carica) c’ha proposto il Pier Luigi Celli alla presidenza dell’ente.
    Ma naturalmente non si può, e il TAR a cui il buon Matteo è ricorso, certamente metterà le cose a posto … e il Celli dovrà aspettare.

    Tanto è giovane (quasi 70) e nell’attesa potrebbe anche ripassarsi un po’ questo settore, dato che non ne sa un tubicino, tubetto o proprio un tubo.
    Di come questo blog (ma anche l’uso della sola buona logica) veda la sua eventuale nomina l’abbiamo già scritto e detto svariate volte [(1)(2)(3)(4)(5)(6)(7)(8)], mentre il risultato è che la candidatura giace nelle decime commissioni della Camera dei Deputati e del Senato che vorrebbero sentirne il perché dallo stesso ministro.

    Durante la quale ci faremo due belle risate ascoltando le causali del Gnudi.

    Ma a prescindere da queste nostre miserrime considerazioni, la “coppia” (per loro) dovrebbe essere composta così: presidente Pier Luigi Celli mentre la direzione generale dovrebbe spettare a John Daniel Winteler, l’ex AD di Alpitour.
    Su questo secondo nominativo siamo tutti d’accordo, anzi personalmente lo proporrei addirittura alla presidenza in considerazione delle qualità conoscitive del settore, nonché dei buoni risultati ottenuti in questo specifico comparto.

    Ma allora perché non fare proprio così?
    J. D. Winteler alla presidenza e mantenere il Paolo Rubini che nei due e passa anni come DG dell’Enit un qualcosa ha cominciato a capire (si notano dei miglioramenti che però potrebbero essere ben altra cosa) fino al decorso del mandato in contratto.
    Certo è che il Paolo con un presidente di quella caratura, ben poche altre str … anezze potrà attuare, e di certo aumenterà a dismisura la bontà del suo lavoro, e chissà che …
    Mentre nel qual caso le cose non dovessero andare così, ecco che nel settembre 2012 (fine contratto di Paolo Rubini), potrebbe subentrare Josep Ejarque che di questo mestiere ne ha due bocce così.

    A questo punto il Buon Matteo Marzotto, che l’è un galantuomo sotto tutti gli aspetti, potrebbe far retromarcia col TAR, e trovare un accordo senza colpo ferire e naturalmente senza moneta richiedere.
    Lui non ne ha di certo bisogno.
    Diciamo che sarebbe una questione di buona intelligenza di cui il buon Matteo dispone a sufficienza.
    Mettiamola così, dai.
    Resterebbe il problema dell’Eugenio Magnani che l’è stato “mandato” nel posto dov’era prima, e vale a dire a New York a fare l’area manager alla modica cifra di svariati soldini. Soldini dovuti all’aumento tutto d’un colpo per i motivi che ho scritto qui e che non ritengo granché pertinenti.
    Il risultato del suo lavoro da DG dell’Enit (ante Rubini) a responsabile della struttura di missione per il rilancio dell' Italia li potete trovare quie infatti l'hanno rimandato là.
    Poi di cosette ce ne sarebbe anche dell'altre ...

    Mandarlo in pensione?

    Perchè non è tanto giusto che un'area manager guadagni quanto il suo DG, ma questa è la solita storia tutta italiana.
    Sempre che non spuntino anche i premi di produzione ... ma forse a quelli lui non c'arriva di certo.