venerdì 15 febbraio 2013

Ernesto Preatoni condivisibile al 67 per cento ... circa.


Ernesto Preatoni, l’inventore di Sharm el Sheikh, in Egitto, dove possiede il resort più grande del Medio Oriente, il Coral Bay, è convinto che per lo sviluppo del turismo in Italia occorrono idee chiare, meno burocrazia, tempi lunghi.

E attacca lui una domanda a bruciapelo … d’inverno fa più caldo in Sicilia o a Sanremo?
Sicilia, ovvio!

E allora perché la gente va a svernare a Sanremo?
Perché lì, e non in Sicilia, c’è un sistema che funziona, fatto di eventi, di attrezzature, di ampia offerta di vario tipo. Anche se ad onor del vero potrebbe andare sicuramente meglio se solo … e poiché da quelle parti hanno inventato (gli avi e non certo questi che ci sono adesso) il Festival della canzone, quello dei fiori, la Milano – Sanremo.
Tutti modi di promuoversi e quindi il “famigerato” marketing che ovviamente va fatto con i dovuti crismi e non un tanto per fare qualcosa sul tipo … per diritto divino, per grazia ricevuta o per chissà quale personale interesse, neh!

Ma cosa c’è che no va in questo benedetto Paese?
Faccio un piccolissimo esempio.
Io sono un amante del Lago di Como, e se dovessi ritornare a vivere in Italia mi stabilirei lì.
Un giorno sono stato invitato a Bellagio ad una riunione sulle prospettive turistiche della zona.
C’erano decine di sindaci che parlavano, assessori al turismo che asserivano e professori che affermavano, asserivano e parlavano.
Un miscuglio di parole che non volevano dire niente.
E io stavo zitto.
Poi qualcuno mi ha sollecitato a dire la mia.
D’altronde sanno tutti che non ho peli sulla lingua e quindi: “Voi tutti fate il vostro interesse del solo vostro singolo comune, ma nessuno fa l’interesse comune. Ecco cos’è mancato in Italia: la programmazione, il coordinamento e la visione di lungo periodo. Tutti hanno pensato che bastasse la bacchetta magica, e così s’è perso del tempo, facendo arretrare l’offerta turistica italiana.
Si parla tanto di delle nostre risorse artistiche e culturali ma interessano a una minoranza di turisti. La gente cerca cose sensazionali, indimenticabile e alla sua portata.
A Dubai hanno costruito la torre più alta del mondo con il “mall” più grande del mondo. La gente cerca queste cose.
Messi di fronte all’alternativa, i turisti preferiscono Dubai a Sharm, perché li hanno saputo interpretare i desideri. A Dubai hanno creato una fontana con giochi di luce che è la più grande del pianeta, alla quale si affacciano duecento ristoranti.
A Dubai hanno costruito un albergo a sette stelle. Io allora ho progettato a Sharm un otto stelle, lussuosissimo e scavato nella roccia.
Però le autorità egiziane non mi hanno dato il permesso perché non rispettava la distanza di 50 metri dal mare.

Non s’è fatto niente e i super ricchi vanno a Dubai.
Vede la burocrazia com’è ottusa?
Pensi alla Sardegna. Ci si va per stare al mare o lontano dal mare?
Bene, quando era presidente Renato Soru hanno approvato una Legge in base alla quale non si può costruire a meno di due chilometri dalla costa.
La gente cosa fa?
Va da un’altra parte!
Ormai basta un aereo e si va praticamente dappertutto.
Sharm oggi è in crisi ma il mio Coral bay continua ad essere un successo con il 99% di occupazione.
E’ il risultato di programmazione e marketing.
Abbiamo servizi di qualità eccellente tutto dentro l’albergo. Casinò, ristoranti, beauty farm, servizi per le immersioni.
La gente è contenta anche se paga di più. I primi clienti sono i russi (45%), gli italiani che erano il 95% oggi sono il 20%.
Ma abbiamo bielorussi, estoni, lettoni, tutti i mercati che siamo andati a conquistare.
Abbiamo grandi flussi dal Kazakistan perché abbiamo fatto una bellissima campagna pubblicitaria. Vengono, si trovano bene e tornano.
In Italia le cose si potrebbero rimettere a posto, grazie alla bellezza del nostro Paese, ma non nel breve periodo.
Occorre guardare lontano, capire i desideri della gente, saper offrire le cose giuste e d emozionare.
Devono occuparsene le nuove generazioni.
Per la mia è troppo tardi.


Di Paolo Stefanato

7 commenti:

Jennaro ha detto...

@Luciano,

Ma cosa c'è che non va in questo benedetto Paese? Niente!! E' solo che non appartiene più al popolo ... questo è tutto...

150% con l'inventore di Sharm el Sheikh!

:-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Infatti, quel 33% che non condividevo era dovuto all'ultima sua frase e vale a dire: Per la mia generazione è troppo tardi.

:)

Una cippa è tardi

B. C. ha detto...

Inaugurazione in pompa magna per la Bit 2013, che contrasta un po’ con le oggettive difficoltà nelle quali si dibatte l’intero settore turistico italiano.

Un parterre de roi composto da Piero Gnudi, ministro del turismo, Antonio Tajani, vicepresidente della commissione europea e Taleb Rifai, segretario generale dell’Unwto. A dire il vero i discorsi sono sempre gli stessi. Li abbiamo sentiti ad ogni appuntamento. Ma forse questo è un bene perché stanno prendendo la consistenza di un mantra che rimbomba nelle nostre orecchie anno dopo anno. Tajani si è dilungato giustamente sui visti per i cinesi. Viste le dimensioni del mercato cinese sarebbe opportuno lavorare velocemente per facilitare l’ingresso di questi nuovi turisti. Gnudi si è soffermato sul suo Piano strategico, mentre Taleb Rifai, ha delineato a grandi linee le stime del turismo mondiale nel 2013. Si prevede un anno di crescita.

vinc ha detto...

E’ iniziata stamattina l’edizione 2013 di Bit. Neanche la manifestazione di Milano è stata esente dalla crisi e anche quest’anno si registrano defezioni tra gli espositori, sia aziende che Enti del turismo. Come va, invece, tra i visitatori professionali?
La fiera sta perdendo smalto anche con loro? Lo abbiamo chiesto ai lettori di guidaviaggi.it tramite il nostro poll, ed il risultato conferma un po’ questo trend. “Andrete a Bit quest’anno?”, abbiamo chiesto? E il 64% ha risposto di no.

Gianni ha detto...

Come qualcuno sostenne molto tempo fa.
Una combinazione?
;-)

Il Québec si focalizza sulla destagionalizzazione.

È infatti rivolto anche ai consumer della Penisola il messaggio che invita alla scoperta della destinazone in tutte e quattro le stagioni, “anche se il 57 per cento degli italiani continua a viaggiare nel nostro Paese tra luglio e settembre” precisa Josée Simoneau, responsabile commerciale di Destination Québec. La nuova immagine di Bonjour Québec, diventato QuébecOriginal, racconta di un luogo autentico, indissolubilmente legato alla sua natura.

Continua, intanto, a portare frutto il rapporto tra l’ente e i tour operator, la cui ultima conseguenza è stata l’inserimento del Québec nella brochure de Il Diamante ‘Esperienze di Viaggio’, dedicata ai safari boreali. L’intento è di invertire la tendenza che ha portato a chiudere i primi dieci mesi del 2012 con una flessione di 9 punti percentuali negli arrivi di nostri connazionali.

Tra le nuove destinazioni Manicouagan, Saguenay in forte crescita e Gaspésie, in leggero calo. “Il risultato del 2012 era prevedibile, vista l’instabilità politica ed economica che attraversa l’Italia - commenta Simoneau - ma contiamo di recuperare molto presto”.

L'Aretino Luigi ha detto...

Io sono con quel 33% per diversi motivi. Anche il Sig. Preatoni credo abbia fatto su Sharm per il proprio interesse e non era nel suo Comune. Non ha costruito Hotel 8* ancora perchè non rispettava i 50 m. dal mare? Il Domina erano altri tempi (sopratutto di libertà di costruire come e quanto si voleva) ma un 8* a 50 m. dal mare può essere considerato un impedimento oppure anche un vantaggio. Quanto ha Lui guardato al turismo che non andasse pro domo sua? Una volta raggiunto comunque un certo benessere ed agiatezza, tutti si incamminano sul sentiero della bontà, filosofia ed altruismo. Un pò meno ricordi del vissuto.

sergio cusumano ha detto...

@Luigi

True!