domenica 24 febbraio 2013

Il turismo ai suoi tempi ...


Chissà quante volte abbiamo sentito dire AI MIEI TEMPI, magari durante quelle stremanti code alle Poste per ritirare una raccomandata che non prometteva niente di buono.

Ma perché tutta la gente non aspetta altro che m’arrivino ‘ste raccomandate per andare nel medesimo Ufficio Postale che frequento?
Sembra quasi che lo facciano apposta!
Va beh!

Oppure sentirlo dire (AI MIEI TEMPI) mentre al bar stai gustando il tuo primo caffè mattutino, in ufficio, al ristorante, per strada e in ogni dove e perché.

Due palle non da poco, si certo, ma per i più scemi!
AI MIEI TEMPI nasce sulle labbra di chi ha già superato la soglia dei 60 e ha un bagaglio d’esperienza che non puoi fare a meno di ascoltare.

“AI MIEI TEMPI si mangiava quello che c’era in tavola, sempre che ci fosse qualcosa … “.
“AI MIEI TEMPI i pantaloni lunghi si portavano dopo i dieci anni … AI MIEI TEMPI le auto erano pochissime e potevi scorrazzare con la bici per strada senza nessunissimo problema, per te e per i tuoi genitori che potevano starsene tranquilli”.
“AI MIEI TEMPI non c’era tutta questa delinquenza e la gente si voleva bene di più”.

E così via, se ne potrebbero elencare a centinaia.
Però io, in tutto ciò non vedo un problema, ma bellezza, sincerità, onestà e la voglia di apprendere cose che non conoscevo poiché nessun libro c'ha mai riportato.

Ora, da un po’ di tempo ho cominciato anch’io a dire AI MIEI TEMPI (da poco ho passato i fatidici sessanta), ma quando lo sento da altra gente meno giovane di me, ebbene, sono quasi invidioso e rammaricato di non aver vissuto quei tempi, in cui si doveva portar rispetto ai più grandi, altrimenti erano “mascate” (schiaffoni)
Ascoltare i racconti di mio padre quando era bambino mi fa venire la pelle d’oca, e quante volte vorrei avere una macchina del tempo per tornare indietro e vivere quei tempi, dove con pochi colori, gli odori e i profumi erano immensi ad ogni angolo della città, dove eri conosciuto per soprannome, a volte per lode, a volte per difetto, ma sempre per te stesso, unico, non uno dei tanti.

Sono nato in un paesino dell’imperiese (Cervo) e cresciuto a Genova, ma in entrambe s’era tutti “il figlio di o il nipote di”, dove sei automaticamente un bravo ragazzo se tuo papà e tuo nonno lo erano.

Ebbene, ieri, ho deciso di prendermi una mezza giornata e sono andato solo soletto a farmi una passeggiata lungo la scogliera di Nervi.
Sono salito sull’auto e dopo 10 minuti circa … un posto incantevole e ben curato laddove è di pertinenza dei privati, poi, quando la spettanza toccherebbe al Comune … lasciamo perdere ch’è meglio, va.
Comunque sia ho notato un anziano signore seduto su di una panchina, quelle di legno di una volta, di una volta nel senso che probabilmente sono passate molte decadi senza che nessuno abbia mai provveduto a risistemarla.

Poi ho cercato il posto meno pericoloso della medesima, mi ci sono seduto e dopo aver salutato quel distinto signore, ho incominciato a gustarmi le onde del mare che s’infrangevano sulla scogliera.
Una gran pace e un gran silenzio senza pari e prezzo.

“Buongiorno”.
“Buongiorno”, di rimando io.

“Non l’ho mai notata da queste parti, sa io ci vengo tutti i giorni e mi sento in pace col mondo”, mi dice l’anziano signore.

“Purtroppo sono scomodo, abito in centro, ma oggi ho deciso così, e l’ho fatto per vedere se qui riesco a risolvere un problema che mi attanaglia da un po’ di tempo in merito al mio lavoro ... e cercavo per l'appunto un po' di pace”, replicai sfoderando il mio sorriso migliore.
Ed ecco che dopo esserci stretti la mano, Mario incomincia … “AI MIEI TEMPI lo facevo sovente di venire qui per risolvere i miei quando ero di ritorno dai viaggi in giro per il mondo”.

Beh, giusto per darci un taglio sennò non la finisco più con questo racconto, Mario mi narra d’aver diretto aziende turistiche alberghiere e che …
... non ci potevo credere e lo lasciai parlare per due ore di fila non interrompendolo neanche per sogno.
E non volendo assolutamente privarmi di tanta saggezza, cultura, esperienza e per paura di urtare la sua suscettibilità, me ne stetti zitto come uno scolaretto proprio come davanti alla maestra, molti e molti anni fa.

Ero estasiato alla massima potenza e venni a conoscenza di cose che mai più mi sarei aspettato di sentir dire, mentre un continuo fremito, non di freddo poiché la giornata era abbastanza gelida, ma d’immenso piacere, m'avvolse come in una bella fiaba.
Due ore  pazzesche finite le quali, Mario con fare preoccupato, volle sapere se m’aveva stancato del suo racconto, e al mio “assolutamente no” chiese quale lavoro facessi.

“Lo stesso” risposi!

Risposta che in un attimo permise a Mario di unire le labbra in un grande sorriso, anche i suoi occhi in verità fecero altrettanto, e un po’ sorpreso dell’improvvisa concomitanza, con fare gentile mi chiese: “E quale sarebbe il suo grande problema, magari potrei vedere di darle una mano per risolverlo, sa l'esperienza ... ”.
Risposi che involontariamente l’aveva già fatto, e dopo un po’ accomiatandomi, Mario proferì d’essere nato nel 1920.
Ci lasciammo con l’entrambe preghiera di rivederci presto … e che gran cavolo di bella giornata!

Il mio nuovo e vecchio amico Mario ... e cavolo se ci rivedremo.
Chi mai se la perderebbe un'altra, oppure molte altre giornate così.






9 commenti:

vinc ha detto...

Dove c'è turismo ci sei tu, eh Luciano?


:-DDD

Jennaro ha detto...

E' molto bello, Luciano. I potenti della terra dovrebbero cominciare pure loro a pensare con più benevolenza ai "vecchi tempi", quando l'anzianità era considerata un valore aggiunto.

:-)

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

Non so se sia vero quello che ti è successo a Nervi, ma so che le tue perle sono sempre VERE e colme di tanta saggezza.

E anche se ti fanno schifo i complimenti, tu sei un grande da copy and paste.

:-D

sergio cusumano ha detto...

Intendo che andresti copiato o clonato

Anonimo ha detto...

Qual'era il problema?


Jennaro ha detto...

@Sergio

Non è possibile: s'e' pperzo 'o stampo...

:-)

Francesco Pedroni ha detto...

Sempre semplicemente istruttivo

:-)

Davide ha detto...

Non gli hai chiesto se era anche lui un social media manager ?

Luciano Ardoino ha detto...

@Davide

Quando ho chiesto se anche lui era o è un social ..., lui m'ha risposto scocciato: Io, uno di quelli lì ... ma per amor del cielo!

;-)