mercoledì 13 febbraio 2013

Sì, viaggiare ... alla B.I.T un’area dedicata al turismo accessibile

Il turismo accessibile si fa largo: quest’anno alla B.I.T., la grande fiera annuale del turismo, dal 14 al 17 febbraio, ci sarà un’area dedicata. Con quattro milioni di disabili in Italia e oltre 12 milioni di persone con più di 65 anni, il mercato del turismo senza barriere si fa economicamente interessante per molti operatori.  

Si tratta di certo di un territorio difficile, ma non di meno inesplorato e in tempi di crisi e di marketing sempre più alla ricerca di nicchie cui offrire prodotti profilati secondo le necessità specifiche, si comincia finalmente a guardare anche a chi ha mobilità ridotta come un potenziale cliente cui riservare attenzione.  

Ed è un bene perché, come sottolinea Valentino Guidi Coordinatore del Comitato Ministeriale per la promozione e il sostegno del turismo accessibile, «spesso il viaggio rappresenta un momento di crescita e formazione personale che consente all’uomo di aprirsi alla conoscenza di nuove persone, realtà e culture, in un’ottica sempre più globale. Proprio per questo, la possibilità di viaggiare entra a pieno titolo tra i diritti fondamentali della persona e diventa primaria la riflessione sul riconoscimento del viaggio come garanzia di pari dignità e opportunità tra cittadini». 

Presso lo stand H22 del Padiglione 1 sarà dunque possibile partecipare nei quattro giorni di manifestazione a oltre trenta seminari organizzati da Reatech Italia in collaborazione con diverse associazioni no profit, enti ed istituzioni che si occupano di accessibilità.  

Tra gli incontri da segnalare, la presentazione del “Libro Bianco sul Turismo Accessibile” (venerdì 15 alle 11.30) che racchiude oltre 350 buone pratiche e progetti. 

Un libro bianco sul turismo accessibile, realizzato dal ministero per il Turismo
La referente del ministero, Flavia Maria Coccia, dichiara che l'obiettivo è di creare un documento che dia delle indicazioni pratiche, per passare dalle parole ai fatti.

“Turismo vuol dire accoglienza, ospitalità, cioè permettere a tutti l'accesso. In Italia questo non è ancora realtà, ma stiamo cercando di risolvere il problema. È vero che abbiamo delle punte di eccellenza, ma in altre zone siamo ancora indietro. Anche all'interno di una singola città ci sono diversi gradi di accessibilità”.

Al documento ha lavorato un “comitato per il turismo accessibile”, composto da un gruppo di lavoro ristretto di 20 persone e quattro gruppi di lavoro allargati, alla ricerca di strategie per implementare alcuni aspetti chiave: la comunicazione, l'informazione, i trasporti e l'accoglienza. “Vogliamo riportare al centro il turismo accessibile, lavorando con le regioni e i comuni”, aggiunge Coccia, precisando che “il problema dell'accessibilità non potrà mai essere pienamente risolto: dobbiamo metterci in testa che niente può essere accessibile al 100%”.
Ma quello che si può fare è informare e comunicare correttamente: “Alla cittadinanza va detto cosa significa avere un territorio ospitale. Per questo stiamo per lanciare la campagna 'Per il turista l'Italia siamo noi', per far capire che tutti noi dobbiamo essere accoglienti”. Un altro obiettivo è di parlare alle imprese, ma anche agli operatori del turismo, agli architetti, a chi è incaricato di fare i controlli: “Io sono stufa di vedere alberghi con stanze per disabili che non sono camere per turisti ma per malati - commenta -. In tutte le stanze deve essere garantito lo stesso livello di comfort e bellezza. Gli operatori devono capire che se offrono location ospitali potranno andare bene per tutti, non solo per disabili”.
Roberto Vitali, presidente di Village for All, precisa che rendere una struttura accessibile è più facile di quanto si pensi: “Certo che bisogna seguire la legge, ma non serve necessariamente dotarsi di strumenti costosissimi, e spesso inadatti, per garantire l'accessibilità. Bisogna avere qualche accortezza, fare le cose che servono, che permettono alla persona di sentirsi ospite, di potersi muovere in autonomia e bisogna dare informazioni chiare ed efficaci”. E avverte: “I turisti disabili sono turisti. Io quando voglio fare una vacanza non voglio fare lo spettatore degli altri che si divertono: se una struttura si dice accessibile lo deve essere per intero, non solo nelle camere ma anche nel ristorante e nell'area benessere, ad esempio”.

Sull'accessibilità sono molte le buone pratiche, come quella delle Isole Baleari, presiedute da Josè Ramòn Bauza Diaz, che ha deciso di investire nel settore del turismo accessibile: “Ci stiamo impegnando per migliorare il nostro ambiente, potenziare le infrastrutture e servizi, puntare sulla correttezza dell'informazione”. E aggiunge: “E' necessario sensibilizzare gli operatori turistici sul potenziale di questo nuovo pubblico. La disabilità, sia essa temporanea o permanente, non deve essere un ostacolo alla vacanza”

Presso lo stand Reatech H29, sempre del Padiglione 1, sarà invece possibile toccare con mano alcuni esempi molto concreti di offerte turistiche per l’accessibilità: come il programma “Special Guest” di Alpitour , o il servizio offerto da Handytech, società di noleggio che ha realizzato un parco macchine modificate per diversamente abili, o ancora i servizi di Handysuperabile, onlus particolarmente attiva in progetti di turismo accessibile, o la “Sedia job” di Neatech, una sedia particolare per il trasporto di disabili ed anziani adatta al mare, alla neve o al trekking off-road e non ultimo Off Car che presenterà una handibike e la free wheel per adattare qualunque tipo di carrozzina su ogni superficie.  






 quel gran genio del mio amico
lui saprebbe cosa fare
lui saprebbe come aggiustare
con un cacciavite in mano fa miracoli
ti regolerebbe il minimo
alzandolo un po'
e non picchieresti in testa
cosi' forte no
e potresti ripartire certamente
non volare ma viaggiare
si viaggiare
evitando le buche piu' dure
senza per questo cader nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentando per poi accellerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore
e tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada
per saper dove andare con coraggio
gentilmente gentilmente
dolcemente 

viaggiare
quel gran genio del mio amico
con le mani sporche d'olio
capirebbe molto meglio meglio certo
di buttare riparare
pulirebbe forse il filtro
soffiandoci un po'
scinderesti poi la gente
quella chiara dalla no
e potresti ripartire
certamente non volare ma viaggiare
si viaggiare
evitando le buche piu' dure
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentando per poi accellerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore
e tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada
per saper dove andare
con coraggio gentilmente gentilmente
dolcemente viaggiare


3 commenti:

Gianni ha detto...

Si apre domani a Milano la Bit, la borsa del turismo. Viene messa in vetrina l’offerta turistica di quasi tutte le regioni d’Italia e di moltissimi paesi del mondo. La maggior parte dei paesi e delle regioni tende a “cucire” il viaggio su misura, come un abito dove non ci sono pieghe o difetti. Per chi vuole divertirsi in compagnia o da solo, per chi ama il silenzio, per chi preferisce la montagna, chi il mare o il lago, la piccola città di provincia o la metropoli. Quest’anno l’attenzione maggiore dei tour operator sembra rivolta ai “baby boomers” la generazione nata tra il 1945 e il 1964, quella che ondeggia tra i cinquanta e sessanta anni, che appare quella con maggiori possibilità economiche. Sono 15 milioni in Italia e non rinunciano al proprio benessere. Hanno abbandonato gli zaini per appropriarsi delle apps. Non hanno una meta precisa, si fanno guidare. Un’occasione da non perdere per l’industria del turismo in tempi di crisi. E’ una generazione che ama il lusso, paga perché se lo può permettere ma pretende che tutti servizi legati al viaggio siano efficienti. Gli operatori sono avvisati.

Gianni ha detto...

“Nelle casse dell’assessorato al Turismo non c’è un euro, hanno rubato tutto”. Non usa mezzi termini Franco Battiato, come riferisce il ‘Corriere Del Mezzogiorno’, parlando degli enormi sprechi realizzati, a suo giudizio, dalla Giunta precedente nel settore affidatogli. Sprechi, ma non solo: “Ho trovato tante porcherie – ha detto l’assessore regionale al Turismo – come quella di quell’imprenditore che non ha versato alla Regione i proventi della vendita dei biglietti per i siti culturali”. La situazione drammatica delineata dal Maestro, dunque, porterà inevitabilmente alla sospensione di alcune iniziative già programmate in precedenza. Il dirigente dell’assessorato Alessandro Rais ha sottolineato, in aggiunta, come sull’uso dei fondi siano state rilevate diverse criticità. “Oltre alle indagini già avviate dalla magistratura – ha chiarito – abbiamo avviato delle ricognizioni interne per comprendere meglio le procedure. La situazione, imputabile alla gestione precedente, è risultata non compatibile con la normativa europea, provocando la decertificazione da parte dell’Europa”. Dito puntato contro gli sprechi “casalinghi”, dunque, e sguardo all’estero, perché “così non si può lavorare: ora il presidente Crocetta deve trovare fondi europei”. Battiato ha poi illustrato la sua politica, dicendo: “Dimenticatevi dei Grandi Eventi e del Circuito del Mito. Cancellateli”, citando due vicende sulle quali sta indagando la magistratura.

Jennaro ha detto...

Questo articolo capita a proposito, perché più o meno succede come nell'immagine anche alla circumvesuviana di Napoli, ma meno male che ci stanno i binari, sennò senza visuale al guidatore chissà il treno dove andrebbe a sbattere ... e poi non credo proprio che un disabile possa viaggiare così, che già "normalmente" è diventata un'impresa ardua...

:-)