lunedì 1 aprile 2013

Turismo: meccanici e officine del ... (vedere la rima nel post)


L’Italia ha come aspetto positivo ma anche negativo, che la quasi totalità degli hotel è a gestione familiare e indipendente, molto poche sono le catene alberghiere.

Se da un lato questo si può guardare come aspetto positivo per agire in modo semplice e veloce.
Dall’altro si nota invece che ci si è per troppo adagiati, senza voglia di cambiare, si è pensato che bastasse aggiungere al nome della struttura la località o la parola “italia”,  per essere graziati da un fully booked virtuale piuttosto che reale.

Vero anche che spesso le proprietà sono di “palazzinari”, che hanno saputo scegliere male chi doveva dirigere queste importanti realtà, pescando tra amici e parenti.
In fondo mica è difficile gestire un hotel, basta aprire le porte la mattina e chiuderle la sera per far entrare i turisti.
A loro volta questi “direttori” hanno seguito le stesse regole, in vari ambiti, magari facendo gestire il F&B dal capo reparto ortofrutta di un qualsiasi supermercato (ovviamente tutto il mio rispetto per la GDO e chi vi lavora senza sosta e spesso senza regole.)

Ovviamente hanno anche fatto sorgere una miriade di “officine” di consulenza, che invece di stimolare al nuovo, hanno solo prodotto maggiori danni sfruttando gli albergatori, invece di consigliarli e migliorarli.
Del resto come avrebbero potuto fare meglio, se loro stessi non sapevano nulla di cosa significa “riparare”, essendo solo ricettatori di merce rubata da altri e consegnata con aggiustamenti molto “creativi” e molto “dannosi”.


E da qui in poi …

… quattro frasi per descrivere esattamente l’andazzo dell’apocalisse del sistema alberghiero nazionale, e poche balle a raccontarmi esattamente l’opposto o a metterci una qualsiasi pezza con racconti da Biancaneve, Cenerentola o i setti nani.
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.

Alberto cita quei “palazzinari” che hanno assunto “cani e porci” (definizione personale) alle direzioni generale (se c’è) per risparmiare due lire (ma è vero l’opposto perché un buon direttore, oltre a farti guadagnare di più dà pure una maggiore qualità), come fonte primaria dello sfascio della qualità alberghiera, e come dargli torto se non faccio che dirlo dal tempo che fu.
GM o direttori d’albergo (presunti) costretti al risparmio, non solo sul ripristino delle locazioni che non avvengono mai, ma addirittura sul vettovagliamento, sulle divise (quando ci sono e se sono annesse) eccetera eccetera, mentre per “questi” le parole “cortesia e professionalità” sono da ricercare solo negli altri o negli annali storici ... poche eccezioni a parte.

Direttori che a loro volta si circondano di … lasciamo correre che è meglio, ma pieni di quegli attestati, stage e corsi da far paura e che a loro producono tanto sollazzo, ma che non valgono un (mettetecela voi la parolina più giusta, ma che faccia la rima).

E dove sono finiti quei gran direttori che riuscivano a calmare anche i turisti tedeschi pur non sapendo per niente l’idioma?
Come, non sapete in che maniera si fa?
Beh, andate a leggervelo in qualche libro scritto da qualche sapientone o grande “guru” se mai ne troverete la soluzione.

E quale libro ti spiegherà mai il come risolvere i problemi e le avversità che ti si pareranno giornalmente davanti?
Se poi pensiamo che ancora adesso per calmare il cliente che per qualsiasi motivo s’è alterato, c’è chi gli offre la solita frutta o la super strausata e sempre onnipresente bottiglia di Spumante o Champagne (dipende dalle stelle che uno gestisce) .. mentre chi conosce veramente questo mestiere sa benissimo che non serve a un ….. (usare la stessa rima di sopra) ma che esistono ben altre soluzioni che in quegli stage, corsi e bla bla bla non ti saranno mai descritti … ma con gli esempi mo la finisco sennò facciamo una notte del 2020.

“Meccanici” del turismo che aprono delle “officine” per sparare dell’aria compressa (il loro sapere) dentro a degli pneumatici bucati, ecco chi c’è per lo più in giro, e che per di più vogliono anche venderla … intendo la gomma bucata, neh!
Suvvia e per piacere, nessun libro mai al mondo o il tal “professorino” di turno ti potrà insegnare l’arte di questo mestiere, ma comincia dal basso e fatti un mazzo tanto con la speranza di trovare dei responsabili sempre all’altezza dell’insegnamento e dell’esempio che potrai "spugnare" (assorbire) per te.
E se non hai almeno 50/60 anni, te lo puoi anche scordare di poter risolvere in fretta e per il meglio quel qualsiasi che ti si parerà davanti.
Perché dove c’è la grande esperienza, la professionalità, la qualità e l’amore per quello che fai, non c’è più bisogno dei “meccanici soffianti” da strapazzo.

Toh, ho fatto la rima, ma veramente intendevo dell’altro.


 ... è di me.






2 commenti:

Jennaro ha detto...

E' proprio così, Luciano:

'A scola 'nzegna, ma è 'a prateca ca spratteca.

:-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Caro Gennaro l'è proprio così!

:)