martedì 21 maggio 2013

Dimmi quanti loghi hai e ti dirò chi sei


Non c’è niente da fare … alla fine si ritorna sempre a parlare del portalone italia.it, di cui, per chi ancora non la sapesse (credo ben pochi), tutta la storia è inglobata in questo link qui.

E mentre ieri ne descrivevo le gesta riscontrate nella “fetta” cinese, dove era ancora pubblicizzato l’Expo di Shanghai 2010 al posto di quello di Milano 2015 (poi immediatamente cambiato, e che oltretutto non risulta neanche più nella copia cache di Google … complimenti a Luca (forse) e “conoscenti” che probabilmente hanno rinnovato anche … va beh!), ecco che sulla pagina del sito nazionale noto che lo svolazzo non c’è più.
Amen, rendiamo grazie!

Al suo posto il nuovo logo (fine anni ’80) con il “blu” leggermente più scuro (il nazionale) che pare sia costato “solo” 7/10 mila euro.
La non sicurezza del prezzo è dovuta essenzialmente a cinque minuti … prima "dice" una cifra, poi, dopo quei cinque minuti ne "dice" un’altra … va beh!

E vuoi vedere che la Corte dei Conti ha deciso di dare il portalone sotto l’egida dell’Enit, così tanto voluto dal suo nuovo DG?
Parrebbe di si (ma non si sa ... forse), e se così è staremo a vedere, che grande cosa riusciranno a fare.

Ma quanti loghi abbiamo in questo benedetto Paese che riportano tutti alla medesima cosa?
E per saperlo, chi meglio di Frap1964 e del suo blog Magic Italy?
Quindi copincollo (ho l’autorizzazione) ed ecco qui di seguito il tutto.

italia.it: addio mio bello addio…


♫ ♫ … lo svolazzo se ne va (parapa-pa-pa); se-e non e-sultassi anch’iiii-o sa-rebbe unaaaa viiil-taaà. ♫ ♫
Torna l’ Italia in logo fine anni 80 sul portalone.
Alleluia!


Ok, piano piano con i facili entusiasmi.
Cosa ha ideato la redazione (o l’ ENIT) nel contempo?
Memore dell’ indimenticato ed indimenticabile cetriolone ha ben pensato di coniare “a capocchia” anche un “nuovo” sintetico logo puntoIT



e di sbatterlo come brand “iconico” su tutti i vari social network collegati al portale italia.it, ovvero Twitter, Facebook, Google+, Foursquare, YouTube e Pinterest.



Fa eccezione Joinitaly, che proprio non riesce a rinunciare al doppio fumettone verde-rosso e, a fondo pagina, allo svolazzo brambillesco



mentre la versione cinese del portalone mantiene ben salda l’onda tricolore e, fino a questa mattina, pure…


E dunque, sicuramente, a questo punto, anche ENIT e tutte le sue varie sedi nel mondo avranno certamente e prontamente allineato le loro pagine con il “nuovo logo”, vista la situazione già segnalata oltre un mese fa.
Eccome no… appunto: NO.
E vabbè… con calma e pazienza…
Ah… però la pagina personale (?) di facebook del neo-direttore generale di ENIT Andrea Babbi invece sì.


Ma è davvero così difficile capire come il logo turistico nazionale debba essere UNO ed UNO soltanto?


P.S. 1 – Oibò, ora tocca allineare anche il logo in alto a destra sul blog…
P.S. 2 – A quando… ?


P. P. S.: E poi io passo per un gran rompicoglioni sullo stile della Gabanelli (così si dice e mi fa anche piacere), ma credo (anzi, ne sono sicuro) che se lavorassero "bene" non perderei certo del tempo per far capire loro che queste cose fanno proprio ... s'è capito cosa intendo, vero?
Diamine, e cosa ci vuole?
... e se il buongiorno si vede dal mattino ...














15 commenti:

vinc ha detto...

I loghi sono come le stelle.
Ce ne sono a milioni di milioni


:-DDDD

Anonimo ha detto...

Io non ne ho nemmeno uno.

Chi sono?

Luciano Ardoino ha detto...

Uno dei sette nani?

Jennaro ha detto...

♫ ♫ ♫ ... Oh Babbi del Logo Maggiore,
Babbi, mi vuoi tu allineare sul portalone,
sul portalone con il Logo Maggiore?

Col Chianti, Chianti, Chianti, Chianti, Chianti, Chianti, Chianti,
potremo mangiare risotto, risotto, risotto, risotto, risotto, risotto, risotto.

:-)

B. C. ha detto...

Nei prossimi giorni si completerà il quadro della distribuzione delle deleghe ai trenta sottosegretari. E si capirà quanto peso avranno avuto le logiche spartitorie. O invece, quanto le relative scelte saranno state dettate e orientate a premiare le competenze.

A chi si occupa di turismo stanno tremando da giorni i polsi al pensiero che la delega sulla materia possa finire nelle mani di Simonetta Giordani. Catapultata, in quota Renzi, dalle relazioni esterne di Autostrade Spa al sottosegretariato, la Giordani reggerà, a meno di colpi di scena, la delega sul turismo. Nonostante non abbia maturato particolari competenze in tema di politiche di promo-commercializzazione turistica.

“Passano i governi, fanno tutti dei gran bla bla sul turismo e poi come sempre mettono quello/a a cui non si sa cosa far fare, senza esperienza… Una storia vecchia, questa, che risale alla notte dei tempi e che purtroppo non cambia e così assistiamo da anni inesorabilmente al declino dell’Impero Turistico Italiano”, è lo sfogo di uno dei massimi esperti italiani di marketing turistico.

E in effetti la assegnazione, alla Giordani, del presidio istituzionale sul turismo, sarebbe l’ennesima conferma di un indirizzo che fa del turismo stesso, da troppi anni, la cenerentola dei temi oggetto dell’agenda governativa.

Ma vi pare che un settore che occupa 3,5 milioni di persone (il 15% degli occupati in Italia) e che pesa sul Pil più o meno per il 10% possa continuare a essere ignorato, soprattutto ora che versa in una situazione di crisi strutturale?

È questa la domanda che circola nell’ambiente. Perché il turismo è una materia complicata e non è certo di per sé bastevole avere significative capacità relazionali e ottimi rapporti con i media, per occuparsene.

Trattare di turismo significa conoscerne le pieghe, innanzitutto nella sua dimensione e nelle sue dinamiche prettamente economiche. Fare un buon servizio al turismo vuol dire coltivare al meglio il rapporto con le Regioni, con l’Enit e lavorare con piena cognizione di causa a favore di una crescita qualitativa di milioni imprese per promuoverne pure la proiezione internazionale.

Ma governare il turismo porta con sé anche la necessità di partecipare con dignità ai tavoli di lavoro dell’Ocse, della Ue e del Wto, per concorrere a definire politiche di sistema utili al Paese. Senza considerare che c’è da voltare pagina nella gestione dei fondi Poin per lo sviluppo turistico del Sud, sul fronte della messa a regime, dopo anni di tragedie e sprechi enormi, del portale www.italia.it.

Per non parlare della grandissima occasione, per il comparto, rappresentata dal’Expo. Un treno in corsa, questo, che va governato e che è difficile pensare abbia avuto molto spazio nelle giornate lavorative di chi fino a pochi giorni fa è stato affaccendato a oliare i meccanismi delle relazioni pubbliche in materia di autostrade.

Una persona con competenze non sufficienti come farebbe anche solo ad approcciare i tanti e difficili temi sul tappeto? Il rischio, allora, è che prevalga l’improvvisazione. E che si sprechi l’occasione di un governo, che a parole dichiara attenzione per economia e lavoro, per mettere in campo una vera e propria politica industriale sul turismo.

“Letta ha cambiato, con tempestività e coraggio, la delega alle Pari Opportunità – è l’amara considerazione di uno dei massimi imprenditori turistici nazionali – , abbia lo stesso coraggio, se davvero crede nelle potenzialità del Turismo, di nominare un Sottosegretario ad hoc e ferrato, magari fuori dal Cencelli”.

Anonimo ha detto...

Ma insomma tutti questi Enti e queste sigle non sono quello che sembrano essere! Sono delle coperture, e tu cosi facendo rischi di farle saltare!
Se pensi cosi per un attimo vedi tutto diventa piu chiaro e logico.
Certo, stando un attimino più attenti (a mettere il loghino di Milano2015 per esempio) proteggerebbero meglio la copertura! Si, ecco, questo è l'unico appunto che mi sentirei di muovere

Luciano Ardoino ha detto...

Anonimo

Se avessi il potere di far saltare qualcosa ... ma non credo proprio.

E per quanto riguarda il suggerimento sul loghino, beh; il mio era ben altro, e vale a dire che (ma nessuno l'ha capito a parte frap1964 e chissà perché?) con 1.315 contatti al mese su quel sito cinese, non si va da nessuna parte.
Altro che "loghino".

Comunque ne riparlerò e questa volta specificandone il perché.


:)

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

Non c'è che dire, una marea di contatti!!!

:-DDDD

frap1964 ha detto...

De gustibus...
Poi c'è pure questa roba in beta...
E la promo-commercializzazione, questa sconosciuta, no?
#nonfacciamocidelmale (sì, sì, certo...)

frap1964 ha detto...

Warning: hai copiincollato con un lieve disallineamento testo/immagini.
Per la precisione, eh. ;-))

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

O no!

vado subito a vedere

:(

Luciano Ardoino ha detto...

Corretto

:)

Anonimo ha detto...

...certo che se Babbi sta in Enit 1 giorno a settimana perché ha da seguire tutti i suoi numerosi impegni a Bologna, non c'é da stupirsi. Ma un dipendente pubblico lo puó fare?

Luciano Ardoino ha detto...

@Anonimo

Ma qualche pezza d'appoggio mai, vero?

La "cosa" che dici l'immaginavo da tempo, ma non ho ancora potuto scriverlo anche perché mi mancano i fondamentali che lo attestino.
Tu hai qualcosa?
Sennò sono solo illazioni che non hanno riscontro e che non servono a una benemerita cippa di niente.



frap1964 ha detto...

La seconda parte... :-(