mercoledì 22 maggio 2013

"Si ... può ... fa-re"


Se fai l’autostrada dei fiori, quella della Riviera Ligure che porta in Francia, deve uscire a Cervo e poi giri a sinistra.
Altrimenti se ci vai dall'Aurelia, devi giungere fino alle soglie di San Bartolomeo al Mare, poi chiedi in giro e arrangiati un po'.
Di cartelli stradali ce n’è in quantità e per arrivarci non devi far altro che cercare quello che indica Deglio Faraldi.

A volte, se non c'è troppo vento, ma non è che da queste parti ce ne sia più di quel tanto, t’è sufficiente seguire il profumo dell’antico, quello dei tempi passati che qui staziona e ci abita ancora, mentre dopo sette chilometri di una bellezza e della tranquillità eccezionalmente rara, ecco che ci sei … sei arrivato alla meta.
Deglio Faraldi, come già detto, mantiene ancora i profumi di un tempo e le case sono le stesse del secolo scorso.
Ei un momento, non far correre la mente troppo velocemente; le case sono sì quelle degli anni passati, ma sono state completamente rinnovate mantenendo però lo stesso paesaggio che fu, mentre le pietre sono le stesse di prima, e vale a dire quelle che mani sapienti hanno scalpellato con genuina maestria.

Niente è mutato, manco la gente, che ti accoglie col sorriso migliore mentre con fare manuale ti saluta e ti benedice.
Da quelle parti si usa ancora così.
In tutto sono circa quaranta/cinquanta casette che messe a schiera fa il contorno alla via centrale del paese.

Non una strada con anda e rianda veicolare, poiché quella passa all’esterno del bel paesino, no, parlo di quella posta al centro che è un ciottolame tenuto alla moda che gli avi facevano oltre e oltre cent’anni fa.
Il “carruggio” lungo lungo non supera quasi mai i tre metri di larghezza se non quando all'improvviso l'anfratto si allarga in dolci piazzuole con immagini da mozzafiato.
E lì ci puoi trovare le vecchie fontanelle (ancora in uso e veramente perfette) che servivano per abbeverare i muli, le vacche e i viandanti che si volevano e si vogliono ancor dissetare.
L’acqua è fresca e sa di buono, anche perché è filtrata a caduta da una limpida sorgente del monte soprastante.

Al fine (in cima) di Deglio Faraldi c’è la piazza della chiesa, dove i rintocchi che regala il vecchio cappellano danno ancora una fragranza d’antico.
Un gran cavolo di pace e ti sembra d’essere a due passi dal cielo, che se allunghi la mano quasi quasi lo tocchi e puoi accarezzare le stelle che t'appaiono a milioni di milioni.
Due curve sopra, una volta, finiva la strada, proprio davanti alla locanda “Ai Torki”, dove tra melodie sopraffine di fisarmoniche arcaiche trovano spazio e sazietà anche gli stomaci più ampi.

I cibi sono pochi ma dettati dal fare dei nonni, e se qualcuno non ti desta dai sogni, ecco che ci dai fino a strafogare in quell’unto squisito che sa d’aglio, rosmarino, pomidoro e le olive locali più buone del mondo.

E se poi non ti basta (ma credimi che t’è sufficiente) c’è sempre qualcosa di più; di quel più che solo agli angeli del cielo è dato o concesso d’avere.

E lì puoi trovare un po' di camere se vuoi pernottare nell’assoluto silenzio fino al mattino, dove il cinguettio di passeri allegri ti annuncerà l’arrivo del nuovo giorno.

E ci potrai trovare anche delle case vacanze (la rossa e la gialla) completamente rinnovate e con tutti i confort possibili e immaginabili.

Da alcuni anni hanno ripristinato una strada che porta su fino a un prato, un enorme prato pianeggiante grande più di tre campi di calcio (u prou de Cuppetti), dove al bordo di questo hanno appena costruito un albergo con tutti i comodacci che si può preferire o anche proferire.

Da lì puoi vedere il mare, e il corollario che lo circonda dai tre lati degli Appennini non permette ai venti freddi alcunché accesso e nessuna dimora.
Ed è un posto che neanche t'immagini pur usando la fantasia migliore.
D’inverno ci vanno a svernare i “bauscia” o altra gente di tutte le razze, mentre d’estate si riempie di famiglie in cerca di pace e di tranquillità.
100 stanze e niente di più, ma costruite in perfetta simmetria con il paesaggio che quasi non ti accorgi che l’albergo esista, e il costruttore s’è fatto carico di ripristinare la strada che ti porta in quel paradiso.
In fin dei conti il Comune non ci ha speso una grande cifra, e tutti in paese lavorano lassù … il che non è poco per l’economia di questi tempi.

Il proprietario è un professionista, e non di quelli da un tanto il chilo che dicono di sapere già tutto, no; lui ci sa veramente fare, e tutti i giorni se ne studia una per migliorare l'intero ambaradan.
Oramai è diventato un business e se Deglio Faraldi che nei decenni era passata dai cento e più abitanti ai soli trenta, adesso è ritornata ai fasti di un tempo, anzi …
L’albergo dispone anche di una piccola infermeria e di un dottore della mutua, perché si sa che d’inverno con la gente anziana che risiede lì, ce n’è sempre di bisogno.
E questo è stato d’enorme aiuto anche ai paesi lì vicino.
Un dottore che, seppur giovane, è come quelli all’antica che non trovi più se non in questa bella parte del mondo.
Un momento, non è un ospizio, ci sono anche dei giovani di tutte l’età, che dall’alba al tramonto scorazzano felici sui prati.

E poi c’è l’animazione che li tiene contenti, mentre i bambini raccolgono ancora le lucciole dentro i barattoli di vetro.
Da qualche giorno ho sentito che dei benestanti stanno comprando dei terreni lassù per costruire la casa dei sogni e per i tempi futuri, ma il Comune sembra che … ma questa è un’altra storia che vi racconterò la prossima volta.

Peccato però che quello che vi ho narrato è verità fino alla locanda Ai Torki … poi da lì in su, è solo il mio sogno, ma l'è un desiderio che vorrei vedere realizzato in qualsiasi posto dell'entroterra ligure.

E naturalmente non nella stessa maniera, ma con altre idee scaturite dai tre più grandi fattori attuali, e vale a dire; i giovani con le loro brillanti idee, l'industria che mettendoci le palanche darebbe un indubbio benessere attraverso l’indotto e facendoci uscire pure un bel qualcosa per se, e poi, dulcis o amaris in fundo, la politica, sì ma solo quella politica che puoi definire corretta.

E chissà a volte i sogni si avverano anche in questa vecchia Liguria ma fantastica come il più bel sogno di sempre.

Poi, se non ti accontenti e vuoi qualcosa più frizzante, beh; giù, a un tiro di schioppo c’è Cervo di cui è anche inutile spargere ancora delle parole che non riusciranno mai a descriverne l’immensa bellezza.
E Diano Marina, Sanremo, Alassio e … tutti luoghi dove, per qualsiasi età, è il raggiungimento dei sogni più … qui mettila tu la parola più giusta per descriverli al meglio, ma sappi che non ti basterà mai … perché questa è la Liguria!








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7 commenti:

BRANCA DORIA ha detto...

la prossima volta ( per par condicio ) mettici quella di levante!
buona giornata GFC

Luciano Ardoino ha detto...

@BRANCA DORIA

Sarà fatto!

:)

vinc ha detto...

Visto ed è esattamente come lo descrivi tu

Jennaro ha detto...

@Luciano

Ognuno dovrebbe vivere la propria adolescenza in un posto così bello dove poter fare le prime esperienze tra persone accoglienti e cordiali. Questo contribuirebbe a formare in noi tutti uno spirito più sano e forte...

:-)

Gregorio ha detto...

Qualche borgomastro della Rhur, qualche investitore privato lungimirante, un paio di banche locali come le bcc, qualche politico locale, e voilà ... il gioco è fatto.
Ecco a voi la nuova Ligur-Baden, esempio di modermo turismo per tutta l'Italia. Mi guardo intorno e..... driiinnn!!!! Suona la sveglia :(

Luciano Ardoino ha detto...

@Gregorio

Beh, non credo che per aprire un albergo di 100 stanze ci voglia qualche borgomastro della Rhur, qualche investitore privato lungimirante, un paio di banche locali come le bcc, qualche politico locale e ...

:(

Gregorio ha detto...

Concordo con te, Luciano, non dovrebbero servire...
:)