giovedì 2 maggio 2013

Svezia: è solo una questione di rispetto ... spero reciproco


Julia Vasilis, amministratore delega­to della società che è a capo nella gelida Liseberg (Svezia), di una specie di Gardaland in salsa Ikea, con ruota panoramica e af­fini, s’è studiato una pubblicità di pessimo gusto che, a onor del vero, qual­che brivido di disgusto l’ha pro­dotto anche nella fredda Stoccolma.

Julia Vasilis ha cosparso il paese di poster con un avviso di “at­tenti bambini felici” che cam­peggia sopra a una ragazzina bionda in lacrime.
Completa il quadro lo slogan: “Qualche bambino sarà obbligato a pas­sare le vacanze in Italia quest’estate”.
L’immagine, segna­lata da lettori indi­gnati, dovrebbe ottenere l’im­probabile effetto di invogliare i piccoli svedesi a preferire le de­lizie del suo Parco divertimenti.

In poche parole, il piano di marketing che ha coinvolto anche altre nazioni come la Spagna e la Grecia, sarebbe stato quello di informare i concittadini, che in quei posti i loro figli avrebbero pianto anziché divertirsi.

A rendere ancor più sgrade­vole la pubblicità, c’è la sensa­zione che possa esser stata ispi­rata anche da un episodio che in Italia fece parecchio discute­re: l’arresto di Giuseppe Cola­sante, un papà italiano denun­ciato dai passanti perché avreb­be dato uno schiaffo al figlio che faceva i capricci davanti a un ristorante di Stoccolma.
Un gesto inaccettabile per la cultu­ra svedese e che, sembrerebbe suggerire il manifesto, è invece cosa normale in Italia.

Poco importa che anche da noi, nonostante la nostra mag­gior attitudine alla «fisicità» ri­spetto agli svedesi, a picchiare i figli, specialmente in pubblico, magari non si rischi l’arresto, ma occhiatacce e rimproveri certamente sì.
Un pregiudizio è un pregiudizio e perciò non sen­te ragione.
Eppure gli svedesi ci amano, e da sempre vengono in vacanza nel nostro Paese.

Inutile comunque piangersi addosso e recriminare, meglio darsi da fare per cancellare ogni ombra e difendere la no­stra reputazione.
Come hanno fatto i greci.
Alcuni esponenti di spicco della comunità greca in Svezia si sono fatti sentire con i dirigenti del parco costrigendo­li a precipitose scuse.
“Ci spia­ce che qualcuno abbia pensato a intenzioni denigratorie - si è arrampicata sugli specchi Julia Vasilis, amministratore delega­to della società - al contrario sia­mo stati megalomani a pensare di paragonare il nostro piccolo parco alle patrie del divertimen­to”.

Non resta che darle ragio­ne: lasci stare, non si paragoni.

Per quanto mi riguarda Julia ha ottenuto quello che si era prefissata, e chi più di noi (Oliviero Toscani) sa che il fatto è produttivo.
Infatti, sono molti a parlarne e lo scopo è bello che raggiunto.

Resta però il fatto che queste cose non fanno tanto piacere, suvvia, anche se qualcuno sostiene che la cosa sia quasi una sciocchezza e che i problemi siano ben altri.
Si certo, abbiamo ben altre complicazioni, ma forse questo è perché non amiamo la nostra Patria che sicuramente ci ricambia della stessa moneta.
Ognuno cura il proprio giardinetto, fregandosene altamente di quello altrui, e di certo in questa cosa siamo gli indiscussi campioni del mondo.
Mentre chi come me che è stato per moltissimi anni all’estero (forse per questo?) e che l’Italia la ama nel vero senso della parola (probabilmente perché sotto sotto, ma anche sopra sopra, la mia nazione mi mancava), beh, almeno delle scuse … poi fate voi.

La questione è stata posta su di una pagina facebook in un gruppo, dove si parla esclusivamente di turismo, ed è stata un’alternarsi di considerazioni che mi portano sempre più a pensare che si veramente è in ben pochi ad amare questo Bel Paese.
Poiché se la stessa cosa fosse avvenuta nei confronti, chessò di Francia, Inghilterra o Germania … non credo che i locali se ne sarebbero stati così zitti o avrebbero fatto spallucce.
Siamo sinceri, neh.

Nessun casino e tantomeno una presa di posizione nei loro confronti, ci mancherebbe d’altro, ma un semplice e cortese farsi sentire … e magari condito con qualche bella frase a effetto.
Ma siamo italiani!

D’altronde loro (gli svedesi) vengono a flotte nel nostro Paese e pertanto possono permettersi quello che vogliono.
E così pure tutte le nazioni del mondo che qui trascorrono le proprie vacanze, perché no (?), potrebbero pure prenderci a pesci in faccia, con cui magari ci facciamo un bel risotto all’acqua marina, eh!
Quindi, francesi, statunitensi, polacchi, cinesi, giapponesi e chi più ne ha più ne metta, sputateci pure in faccia che di sapone per lavarci ne abbiamo in gran quantità.




P. S.: Personalmente non gradirei che il mio vicino (o lontano) dicesse ai propri figli di non venire a giocare in casa mia perché la mia famiglia fa piangere i bambini.
Non so voi! 














5 commenti:

vinc ha detto...

@Luciano

Ben detto.

Per mia fortuna non mi addentro su facebook, troppa mania di mettersi in mostra.

ma capisco te

:-D

sergio cusumano ha detto...

Concordo che si debba fare qualcosa almeno per ricevere delle scuse.

Tutto civilmente ma non si può permettere, anche perché poi ci prendono gusto se non c'è anche una minima reazione.

Mariano Simoncelli ha detto...

Qualche anno fa , le mamme e le nonne di quei bambini piangevano veramente se non venivano in Italia, trovavano l'Eldorado e qualcos'altro. Bisogna far tornare quei " freddi" clienti. Chiedere alle mamme e alle nonne.

Luciano Ardoino ha detto...

@Mariano

Le tue due righe vogliono dire più di mille e mille parole.

:)

B. C. ha detto...

Inaugurato a Belfast, Irlanda del Nord, il 31 marzo 2012, nello stesso luogo in cui la leggendaria nave fu progettata, costruita e varata , Titanic Belfast ha vissuto un anno epocale.

Recentemente classificato come un’attrazione a 5 stelle per l’eccezionale livello, per qualità, servizi al cliente e esperienze dei visitatori, è schizzato al primo posto nella lista delle mete imperdibili in Europa. Lo splendente monumento, memorial di una delle più grandi navi di tutti i tempi, ha aperto le porte al mondo a quasi 100 anni dal giorno in cui la RMS Titanic uscì dai cantieri navali Harland & Wolff, dove venne costruita.

L’emblematico edificio è situato alla testa dello scalo di alaggio, dove lo scafo del Titanic fu varato. Alla sua destra c’è l’ufficio disegni dove la nave fu progettata, mentre a sinistra c’è il fiume Lagan dove navigò per la prima volta. L’attrazione comprende nove gallerie, con diverse dimensioni per la mostra, combinando sapientemente insieme effetti speciali, percorsi al buio, ricostruzioni a grandezza naturale e innovative attrazioni interattive.

Si esplora la storia del Titanic in un modo acuto e fresco; partendo dalla sua ideazione a Belfast nei primi del ‘900, attraverso la sua costruzione e varo, fino al suo infausto viaggio inaugurale e il catastrofico affondamento. L’esperienza procede anche oltre il periodo successivo al naufragio, fino alla scoperta del relitto per arrivare ai giorni nostri con un centro di esplorazione sottomarina.

Durante questo primo anno, James Cameron, produttore cinematografico, esploratore subacqueo e regista del film campione d’incassi “Titanic”, ha visitato l’attrazione per lanciare una versione in 3D del suo film, donando materiale scenico e lodando l’ “incredibile” esperienza.

“E’ una meravigliosa, drammatica costruzione, la più grande mostra sul Titanic del mondo. Non solo illustra la storia e l’eredità dello stesso Titanic, e la parte giocata da Belfast nella creazione della nave, ma è anche un omaggio al contributo di Belfast alla più alta cantieristica navale” ha detto.

Dato che l’impronta del transatlantico è ancora così evidente in tutta la città, nessun altro posto può competere con Belfast per le attrazioni e le esperienze dedicate al Titanic. A parte il Titanic Belfast, i visitatori della città hanno una varietà di tour dedicati al Titanic, in autobus, in taxi, in bici e a piedi tra cui scegliere, così come attrazioni, mostre, pranzi e alloggi a tema Titanic.

Al di là di Belfast, anche le cittadine circostanti offrono vari monumenti dedicati al Titanic e giri turistici, come quello alla casa del capo supremo della Harland&Wolff Lord Pirrie e del progettista della nave Thomas Andrews. Per gli appassionati del Titanic e chiunque sia incuriosito dal transatlantico, Titanic Belfast è un assoluto “must”.