venerdì 31 maggio 2013

Abbiamo il ministro del turismo in un ministero del turismo che non esiste e senza la delega al Turismo ... ma si può?

Dicono che noi diciamo e raccontiamo troppo su queste pagine … ma noi non diremmo se loro, oltre al dire ci mettessero il fare.
E il fare bene, naturalmente.

Poi, come d’uso in questi casi, c’è di mezzo il mare; sì, un mare di quello che vi lascio immaginare, e che immancabilmente ci ricopre ormai quasi totalmente … approssimativamente ne siamo immersi fino al collo, se non ancora più in su.

Due giorni fa scrivevo che è già passato più di un mese dalle nomine dei responsabili dei vari dicasteri del Governo Letta, ma a chi toccherà la delega del Turismo non c'è dato ancora a sapere.
Sarà per quello che il Ministro della Cultura e del Turismo (?) Massimo Bray, ben se ne guarda bene dal nominarlo?
E tutti (quasi) sanno che quel ministero è stato abrogato nel '93 per ...

Ora sta di fatto che quel DDL ha ancora venticinque soli giorni per essere attuato, dopodiché diventa carta straccia.
Infatti, lo scopo del DDL è convertire in legge un decreto-legge di Monti (ved. qui) che essendo stato emanato il 26 aprile 2013 va convertito in legge entro 60 gg. (entro il 25 giugno 2013).
Altrimenti decade, anche perché il DDL perde di significato (non puoi convertire un decreto-legge decaduto).
Nell'ambito di quel DDL Letta ha fatto infilare degli emendamenti per far diventare "subito" legge ciò che poteva invece emanare a sua volta con decreto-legge separato
(poi da convertire entro i canonici 60 gg).

Solo che il Governo ha ri-emendato l'emendamento una prima volta e poi una seconda, e praticamente vanno avanti per approssimazioni successive ... mentre nel frattempo hanno spostato alla prossima settimana la discussione in Aula del decreto che contiene appunto l'emendamento.
E ricordo che mancano solo 25 gg. alla scadenza del decreto, che se poi c’andiamo a togliere le feste e i giorni del dolce loro far niente, di questi ne restano veramente ben pochi; diciamo una decina, va!

In pratica alla Camera o respingono tutti gli emendamenti o il decreto ci sta che decada.
Nel qual caso “ciao ciao” o “bye bye” anche al passaggio di competenze sul turismo al MIBAC.

… e noi stiamo arzigogolando, ci diamo da fare e ci danniamo l’anima per trovare il come fare per aiutarli a toglierci dalla … (vedi sopra quella sostanza che tra un po’ ci arriverà fin sopra i capelli)?
Anzi, sono loro a chiederci: “dateci una mano”!

A fare che, se non esiste ancora nessuno che ha la delega per il turismo?
Una presa per i fondelli?
Personalmente credo proprio di si!

P. S.: E chissà perché quando c’è da aumentare una tassa, ecco che in un battibaleno, l’è già pronta e bella che servita, neh?










14 commenti:

Anonimo ha detto...

veramente non c'è bisogno di alcun decreto legge per dare la delega del turismo al Ministro Bray. Basta un provvedimento del Presidente del Consiglio.

vinc ha detto...

@Anonimo


?

vinc ha detto...

Se fosse come dici, l'avrebbe fatto a suo tempo mario Monti anziché ...

vinc ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
vinc ha detto...

fare tutta la tiritera del DDL

O no?

Jennaro ha detto...

Ministri, scambisti, fuochisti, macchinisti, lampisti, conduttori, frenatori, gente di fatica, facchini, dove siete? Ma non c'è nessuno in questo carrozzone qui?!

:-)

B. C. ha detto...

Il no di Assoturismo

http://www.lagenziadiviaggi.it/notizia_standard.php?IDNotizia=170903&IDCategoria=1

B. C. ha detto...

Il senatore Paolo ROMANI (PdL) ritiene che il contenuto dell’emendamento
del Governo 1.0.100 sia del tutto estraneo a quello del provvedimento
in esame. Nel merito, ritiene discutibile la decisione di trasferire al
Ministero per i beni e le attivita` culturali le funzioni attualmente esercitate
dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di turismo, ritenendo ...

B. C. ha detto...

IL GOVERNO


Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni per la funzionalità degli organi di Governo)



1. Al Ministero per i beni e le attività culturali sono trasferite le funzioni esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di turismo. Al medesimo Ministero sono altresì trasferite, con decorrenza dalla data di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 4, le inerenti risorse umane, strumentali e finanziarie, compresa la gestione residui.

2. In attuazione del comma 1, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 4, si provvede al trasferimento al Ministero per i beni e le attività culturali del personale transitato nei ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri in applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 19-bis e 19-quater, del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, e successive modificazioni, che alla data del 21 maggio 2013 presta servizio presso l'Ufficio per le politiche del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

3. La Presidenza del Consiglio dei ministri provvede alla riduzione delle strutture e delle dotazioni organiche in misura corrispondente alle funzioni e al personale trasferito. Il personale delle qualifiche trasferito mantiene il trattamento fondamentale ed accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento del trasferimento. Se tale trattamento risulta più elevato, al personale è corrisposto un assegno ad personam, riassorbibile con i successivi miglioramenti economici.

4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, si provvede alla puntuale individuazione delle risorse umane, strumentali, e finanziarie trasferite ai sensi del presente articolo.

5. Il Ministero per beni e le attività culturali è autorizzato ad adeguare la propria struttura organizzativa sulla base delle disposizioni di cui al comma 1.

6. Nelle more dell'adozione delle misure attuative del presente articolo, il Ministro per i beni e le attività culturali si avvale dell'Ufficio per le politiche del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

7. All'articolo 16, decimo comma, della legge 27 febbraio 1967, n. 48, le parole: "alla Presidenza del Consiglio dei ministri" sono soppresse.

8. Le risorse finanziarie disponibili sul bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri individuate ai sensi del comma 4, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per la riassegnazione ai pertinenti capitoli degli stati di previsione della spesa dei Ministeri interessati.

9. Dalle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

frap1964 ha detto...

@Anonimo
Il DDL di cui si parla non serve ad assegnare una delega a Bray (che, almeno nominalmente, è già stata assegnata), ma a trasferire al Ministero per i beni e le attività culturali le funzioni esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (PdC) in materia di turismo.
Che è cosa leggermente diversa, sul piano amministrativo.
E che infatti comporta anche una riduzione d'organico della PdC e il trasferimento di personale ad uno specifico ministero (il MIBAC).
Rutelli, al tempo del governo Prodi, era ministro dei Beni e Attività Culturali, ed esercitava la delega al turismo presso il DSCT, un dipartimento della PdC.
E contemporaneamente "guidava" il MIBAC (oltre ad essere pure vicepresidente).
Bray invece eserciterà la sua delega al MIBAC quando il DDL sarà legge.
Per gestire questo trasferimento di funzioni e personale non basta un provvedimento del Presidente del Consiglio, a meno che non sia ovviamente un decreto-legge che poi il Parlamento dovrà convertire entro 60 gg.
Inoltre:

1-septies. Nelle more dell'adozione delle misure attuative del presente articolo, il Ministro per i beni e le attività culturali si avvale dell'Ufficio per le politiche del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

In pratica Letta ha deciso di "approfittare" di un DDL di conversione di altro decreto (del governo Monti) per "saltare" l'emanazione di un decreto-legge specifico, che sarebbe potuto decadere in Parlamento.
E' un modo un po' furbetto per "tastare il terreno" e verificare la "tenuta" della maggioranza anche in Parlamento.

frap1964 ha detto...

Nel decreto di nomina di Bray, non risultano deleghe al turismo. La parola turismo proprio non c'è.

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap e Vincenzo

:)

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Briganti, papponi, cornuti e lacché?

:)

sergio cusumano ha detto...

@Anonimo

No no, non è vero

:)