sabato 20 luglio 2013

Lettera al direttore d'albergo

Questa lettera potrebbe apparire come una storia non vera oppure sì, fate un po’ voi, ed è la risposta a molte missive (dirette e indirette) che mi sono state rivolte ingiustamente e come ignaro cliente dal personale che lavora nel tuo albergo, nel tuo ristorante o nel tuo B&B e bim bum bam.

Quindi la dedico a te direttore o al proprietario di questi.

Caro collega del tempo che fu (“collega” inteso come i Direttori di una volta con la “D” maiuscola), questa volta ti scrivo da consumatore e lo faccio rivolgendoti una preghiera.
E non so neanche perché ti scrivo, forse perché al telefono o di persona mi avresti raccontato un sacco di frottole sul tipo: “Tu non sai quanto io sono bravo” e via di seguito con l’elencazione di come hai fatto a ottenere tutti quegli attestati lavorativi che fanno bella mostra sulla parete alle tue spalle.
Sai che palle … pertanto preferisco scriverti qui.

Comunque ... se sei così tanto bravo e talmente professionale, mi puoi spiegare il perché tu e i tuoi dipendenti, sottoposti, collaboratori e Cip & Ciop, parlate così male di me sul web ... e non solo?
E se devo dirtela tutta, la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso è caduta proprio ieri quando ho letto che un tuo pseudo “compare” ha apostrofato, scrivendolo su una pagina di facebook (credo che addirittura esistano dei gruppi col solo scopo di ... ) dove non si legge altro che male di noi, e che un villeggiante ha ordinato nel tuo rispettabile ristorante una “sola” insalata.
Producendo null’altro che commenti che stazionano dal barbone al miserabile, nonché il periodico e perpetuo: “Ma stattene in casa anziché venirci a rompere i coglioni a noi che abbiamo da fare”.

Perdonami, ma questa “gente” (chiamiamola così, dai) non avrebbe dovuto imparare da te, che con tutti quegli attestati di buon servizio (quelli scritti sopra e attaccati alla parete del tuo ufficio, e che per fortuna non mi puoi elencare qui il come l’hai ottenuti), non avresti già dovuto insegnare da qualche tempo quel dato uso dell’educazione e della professionalità nel turismo nei miei confronti?
Forse che non l’hai insegnato perché nemmeno tu sai come fare?

Anch’io sono un alberghiero e le stagioni per me non finiscono mai, mentre potrei farmene una ragione del fatto che negli ultimi anni tu ed io, e anche come cliente, dopo tante reciproche soddisfazioni, non ci s’intenda più.

Mi dicono che mi dovresti regalare delle emozioni, ma col tempo è cambiato qualcosa e il tuo tono me lo fa capire.
Ieri mi hai dato, come già scritto, del barbone e via cantando per il solo motivo che mia moglie (è a dieta) ha ordinato una “sola” insalata.
Sì, è anche vero che ti ho chiesto uno sconto non appena ho fatto la prenotazione, ma tu non lo fai quando vai a comprare le derrate per il tuo ristorante, albergo e bla bla bla?
E tua moglie non chiede lo stesso trattamento, chessò dal verduriere, dal macellaio, e senza per altro ricevere la botta di “pezzente” dal proprietario di quel negozio?
Se lui domani lo scrivesse su facebook e tu per puro caso lo leggi … che cosa penseresti di quel negoziante là?
E tua moglie ci tornerebbe a comprare?

Perdonami se ieri sei stato quasi obbligato ad accettare la mia proposta di scendere da tot a tot euro al dì a causa della mia insistenza, ma se tu non l’avessi fatto, non avrei certo potuto trascorrere di nuovo le mie vacanze con te e mi sarei dovuto rivolgere presso un altro albergo, magari di minor pregio, ma probabilmente in quel luogo non mi avrebbero rimproverato con quelle parole del gatto, e se la crisi che ci attanaglia tutti dovesse continuare, beh; il prossimo anno, quasi sicuramente, non potrò dare alla mia famiglia le agognate vacanze.
Ce ne faremo una ragione e non è di certo la fine del mondo.

E farò come dici te rimanendomene a casa per non rompervi più i coglioni, ma non per questo sono un barbone, almeno per ora, credimi.
Per concludere questa mia lettera, vorrei anche informarti che conosco abbastanza bene il tuo mestiere come conosco le spese che devi affrontare per sopperire agli errori e agli sbagli delle istituzioni che stanno massacrando questo settore.
Altrettanto conosco l’uso dell’educazione, della professionalità e della qualità che il tuo albergo, ristorante, B&B e bim bum bam, dovrebbe darmi.
Tu e i tuoi colleghi al riguardo che cosa fate, e come mai questo settore (come la qualità dei direttori) peggiora di giorno in giorno visto che date dei pezzenti a vostri clienti?
Ai miei tempi mica si usava apostrofarli così e chi lavorava con me, nemmeno se lo sognava o gli passava per l’anticamera del pur piccolo cervello.

Quindi ti prego di insegnare a te stesso e insegnare (se ne sei in grado) ai tuoi colleghi e collaboratori quelle tre cose che ho appena scritto sopra, ma che mi preme ripetere ancora una volta:
Educazione
Professionalità
Qualità

Mi verrebbe voglia di dirti basta, una volta per tutte, ma finché potrò, farò il cliente e probabilmente sarei disposto anche a perdonarti, a una sola condizione però: fare un nuovo patto tra noi, così ci troveremo ancora, ma solo se per me sarà ancora dignitoso essere servito da te.
Servito nella più alta accezione del termine.

Spunto preso amichevolmente da qui.








5 commenti:

Robi Veltroni ha detto...

Grazie per la citazione Luciano. Resta inteso che l'estensore della lettera al turista (il sottoscritto) non ha mai offeso un ospite e quando è stato chiamato a lavorare in contesti che non gli avrebbero consentito di essere sereno a causa di sostituzione di manovalanza non qualificata al posto di professionisti o per esempio liquami al posto di succhi a colazione, ha preferito fare un passo indietro e starsene fuori perché vendere camere d'albergo a 4 stelle sotto 100 euro sottende schiavitù, sfruttamento, scarsa sicurezza per ospiti e personale. Bisogna fare un nuovo patto e chi non comprende questa necessità dovrebbe starsene fuori dai giochi. Un saluto cordiale

Luciano Ardoino ha detto...

@Roberto

Ciao Robi, ho preso spunto dal tuo dell'anno scorso per il fatto che la lettera mi piacque e che tu non sbagli i congiuntivi come ahimè faccio io.
Così si dice in giro e forse è anche vero.
Comunque ci sto attento molto più di prima a dimostrazione che le critiche sono sempre valide.

E questa non è certo rivolta a te ma a tutti quei gruppi che su fb a migliaia prendono in giro il cliente e lo deridono.

:)

Non mi va anche perché a suo tempo non mi fu insegnato così e, in considerazione che da un po' tocca a me insegnarlo agli altri, queste cose non le permetterei mai a un mio collaboratore.

sergio cusumano ha detto...

@Luciano

Tutto completamente vero

:-(

Jennaro ha detto...

@Luciano

Mi piace di più la tua lettera. E poi, da buon napoletano, se non mi fanno lo sconto non ci torno più, e ... "a chi parla areto 'o c..o 'o risponne"

:-)

Luciano Ardoino ha detto...

@Jennaro

Sei unico nella tua saggezza

:)