mercoledì 7 agosto 2013

La classe non è acqua

In Francia il tasso di occupazione degli alberghi è molto superiore al nostro, questo emerge da una ricerca di Boston Consulting, gli esperti affermano che nei prossimi 10 anni i segmenti chiave che l’Italia deve guardare arriveranno dai Paesi emergenti e soprattutto dai i clienti che oggi hanno una liquidità in banca consistente; diciamo da 250.000 euro in su.

Sono questi i clienti su cui bisogna focalizzare l’attenzione.
Per anni l’Italia ha mantenuto la leadership per introiti del turismo, oggi siamo al terzo posto, dietro Francia e Spagna e la riduzione di quote di mercato è stata superiore al calo dei Paesi competitor.
Oggi l’Italia non gode più di una posizione di leadership, pur avendo gli asset naturali e turistici più forti.
La nostra quota di mercato per quanto riguarda il turismo dalla Cina è molto bassa, mentre la Francia è fortissima, perché ha sviluppato una politica mirata.

Tutto questo nonostante i sondaggi dicano che tutti i turisti, come prima scelta, vedrebbero l’Italia come luogo in cui andare: poi si scontrano con una serie di difficoltà dovute alla mancanza di un’offerta moderna e integrata.
Secondo le recenti stime, infatti, l’Italia per quanto riguarda la capacità di portare a sé il turista internazionale, sta perdendo punti rispetto a Francia e Spagna, e se il Belpaese nel 1995 era primo in Europa come incassi dal turismo straniero oggi si posiziona al terzo posto, dietro appunto a Francia e Spagna.

Gli alberghi italiani sono per la maggior parte da ristrutturare e da adeguare alla domanda perché, semplicemente, risultano ormai fuori mercato e, rispetto alle strutture di altri Paesi, pagano dazio in termini di dimensioni, servizi (si pensi solo a quelli legati alla tecnologia) e di qualità (stabili non ristrutturati, arredi datati).
Certo è che se le tasse continueranno a martoriare questo settore (e non solo), di speranza ne resta ben poca.

Questo accade soprattutto sulle destinazioni balneari, ovvero quelle che generano i numeri maggiori in termini di presenze e che hanno la stagionalità più breve e per questo è più difficile ammortizzare gli investimenti.

Per queste ragioni (ma non solo) perdiamo nel confronto con la proposta alberghiera delle altre nazioni e, per gli stessi motivi, i tour operator hanno grosse difficoltà nel proporre e vendere le strutture presenti sul territorio nazionale tanto agli italiani quanto agli stranieri, che si vedono ‘costretti” a scegliere altre destinazioni che propongono un’offerta ricettiva sicuramente più competitiva in termini di rapporto qualità/prezzo.



P. S.: Urge una nuova classificazione alberghiera che sia basata davvero sulla qualità ed essere i primi a realizzarla per ritornare in fretta al top che ci spetta, anche attraverso un maggior coinvolgimento del ricettivo.
In poche parole … dei paletti da rispettare ma con tasse da abbassare, e i risultati arriveranno di certo in un battibaleno …
… cosa ci vuole a capirlo?






6 commenti:

Anonimo ha detto...

"Il problema dell'Italia non è solo Berlusconi": duro editoriale del New York Times

"Se la serie di azioni evasive che riguardano Silvio Berlusconi fosse la sola causa del malessere prolungato dell’Italia, la condanna della settimana scorsa per frode fiscale starebbe ad indicare che tempi migliori sono all’orizzonte. Ma il tre volte presidente del Consiglio non è stato l’unica ragione della debolezza economica e della cultura politica irresponsabile” della Penisola.

Non risparmia critiche al nostro paese il New York Times, che in un editoriale punta il dito anche contro il centro-sinistra che “non ha saputo fare molto meglio” anche quando gli elettori hanno dato ad esso una chance.

Il più prestigioso quotidiano del mondo avverte: “Nessun governo a Roma ha la possibilità di guidare il Paese verso giorni migliori fino a quando sia la Germania sia l’Unione europea mettono falsi dogmi sull’austerità fiscale davanti al vero problema economico dell’Italia: crescita anemica”.

Dopo vari tentativi, riassume il New York Times, il sistema giudiziario italiano ha “finalmente” condannato Berlusconi, che dovrebbe cominciare a scontare la pena di quattro anni (ridotti a uno per l’indulto) a ottobre. “Con tutta probabilità”, spiega il giornale, “questo potrebbe significare la fine della sua carriera politica attiva da leader del più ampio partito di centro-destra italiano”.

Ma senza “evidenti rivali”, continua il Times, “e con la figlia 46enne Marina”, definita la protégée del padre 76enne, “Berlusconi potrebbe continuare a influenzare la politica anche lontano dalla scena”.

Quanto al centrosinistra, il vero problema è che “non ha alcun vero leader né un vero programma”. I suoi leader più noti, sottolinea il NY Times, “sono ex-comunisti troppo ambiziosi di provare la loro ortodossia capitalista attraverso un’adesione indifferente alle dottrine ascetiche preferite dai banchieri tedeschi”. E’ da questo approccio che ne è derivata la loro impopolarità, prosegue il giornale che ricorda come l’Italia sia protagonista di “una doppia recessione” con un tasso di disoccupazione “inchiodato intorno al 12%” e una crescita che è stata “minuscola” in gran parte dell’ultimo decennio.

“Con queste debolezze eclatanti su ambo i lati dello spettro” politico, secondo il NY Times il vero vincitore delle elezioni dello scorso febbraio “non è stato nessuno dei soggetti citati sopra”. Non solo. Il governo che si è venuto a creare ad aprile, paragonato a un patchwork, non è altro che una “coalizione sgraziata con pochi obiettivi finora raggiunti”.

L’editoriale si chiude ribadendo che l’Italia ha “disperatamente bisogno di un rinnovo politico totale, che produca leader che riescano a guadagnarsi il consenso popolare per le dovute riforme economiche”. Se mai emergeranno tali figure politiche, “la loro prima responsabilità sarà quella di guidare una sfida credibile alle domande di austerità senza uscita che arrivano dai partner europei”.


Gregorio ha detto...

Questi del Post ci conoscono poco.
Per esempio il turismo che andava malissimo:
http://www.liberoquotidiano.it/news/1290906/Turismo-in-Lombardia-salgono-a-3531-imprese-del-settore-boom-BB.html

http://www.liberoquotidiano.it/news/1290906/Turismo-in-Lombardia-salgono-a-3531-imprese-del-settore-boom-BB.html

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/08/06/930703-turismo-crescita-centri-accoglienza.shtml

Gregorio ha detto...

Dimenticavo:
http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2013/08/06/APRhzq9F-turismo_altro_ripresa.shtml

http://www.bolognatoday.it/cronaca/turismo-bologna-2013-servizi.html

frap1964 ha detto...

Rileggendoti QUI (dati 2011) risulta abbastanza chiaro come facciano i francesi ad avere un tasso di occupazione delle camere sensibilmente più alto del nostro. Hanno poco più della metà delle ns. camere, mentre i pernottamenti differiscono di circa il 20% in meno.

Italia
------
1.100.000 camere e 2.200.000 letti
252.000.000 pernottamenti

Francia
-------
630.000 camere e 1.300.000 letti
202.000.000 pernottamenti

Mi sa che dovremmo rottamare non meno del 25% delle camere oppure aumentare sensibilmente i pernottamenti per raggiungere i tassi di occupazione francesi.

Luciano Ardoino ha detto...

@Gregorio

Basta crederci

;-)

Di sicuro nel Levante e nel Ponente ligure non è così come è scritto sul quotidiano genovese.

Luciano Ardoino ha detto...

@Frap

Quei dati sono esatti e per l'appunto sono a favore della "rottamazione"
... previo controllo!


:(